Buonasera, ho 53 anni e sono stato al PS mercoledì 21/8/2024 per colica renale dx molto dolorosa(h
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Buonasera,
ho 53 anni e sono stato al PS mercoledì 21/8/2024 per colica renale dx molto dolorosa(ho esperienza in ambito per averne avute in passato ed operato in endoscopia al rene dx per calcolo incastrato nell'uretere) risolta in 7h spontaneamente prima della visita ,nel senso che dopo tanto dolore ho sentito bruciore e premiti verso la vescica per poi sentire il dolore al fianco sparire.
Fatta tac ed esami.
Alcuni valori alterati:
MCHC 31.9 (32-37)
Leucociti 10.92(4-10)
Neutrofili 9.47(2-7)
Linfociti 0.84(1-3.5)
Ematocrito 49.3 (40-49)
Neutrofili% 86.7(40-80)
Linfociti% 7.7 (20-40)
LATTATO DEIDROGENASI(LDH) 322 (125-220)
TAC senza mdc:
"In relazione al quesito clinico si rileva immagine calcifica nel lume vescicale a ridosso della parete posteriore in sede declive come per litiasi.
In presenza di pelvi renale extra-pielica dx si apprezza lieve ectasia uretrale prossimale omolaterale con sfumata soffusione fluida perirenale.
Litiasi caliceale renale bilaterale. Calcificazioni prostatiche."
Il medico che mi ha dimesso (non urologo) ha parlato di calcoli nei reni (li produco da 30 anni) ed in vescica e molto probabilmente di lieve pielonefrite dx.
Mi ha prescritto Ciproxin 1 cpr al dì per 6gg e mi ha tranquillizzato molto.
Bere 2lt acqua al giorno e fare visita urologica.
Ho avuto l'impressione dopo la tac di aver urinato e visto un frammento nella tazza (dopo forte bruciore) ma non sono sicuro.
Ho poi contattato il mio urologo di fiducia che mi ha operato anni fa in endoscopia per calcolo incastrato in uretere dx.
Del quale ho una stima enorme e che mi ha ricevuto leggendo il cd della tac una settimana dopo la colica.
Lo specialista mi ha tranquillizzato dicendomi che lui dalla tac non vede il calcolo in vescica e che molto probabilmente è stato confuso con le calcificazioni prostatiche. Per lui non c’è neanche la “lieve pielonefrite dx” ed infatti il giorno dopo la colica intanto mi aveva detto di non prendere il Ciproxin.
Effettivamente non ho mai avuto febbre,brividi o sangue nelle urine.
Mi ha detto che molto probabilmente è passato un altro calcolo visto che conferma quello di 4mm nel calice del rene dx.
Ora siamo a due settimane dalla colica ed è oramai una settimanella che comunque a dx ho dei fastidi che vanno e vengono del tipo : dolore sciatico,fianco e gluteo per alcune ore un po’ dolenti,tantissima aria in pancia (soffro di colon irritabile ed ho protesi inguinale per ernia inguinale dx) e doloretti addominali al basso ventre (in parte ci soffro da tempo),anche un po’ di malessere generale mai sconfinato fortunatamente in colica e alcune volte leggere punzecchiature sotto, alcune volte doloretto sordo verso rene dx.
Bevo 2lt di acqua, prendo tachipirina (peso 90kg per 1,84 h) al bisogno e l’emocromo e analisi urine di controllo a 10 giorni dalla colica sono rientrate nella norma (URINOCOLTURA –→Coltura :Sviluppo flora mista).
Lo specialista mi ha detto giorni fa che i fastidi possono essere ancora dei residui da espellere.
Ringraziandovi di cuore volevo chiedere:
Ma è possibile una doppia interpretazione tra radiologo e urologo (ovviamente tendo a seguire la strada dello specialista)?
Dopo due settimane sentirsi ancora non bene è normale?
Questi fastidi ,anche molto fastidiosi, sono da ricondurre al calcolo nel rene dx (nel calice)?
Una “lieve pielonefrite dx” può dare questi fastidi ,anche se lo specialista non la riscontra?
Comunque tra 3 gg ho prenotato una ecografia renale,vescicale e prostatica di confronto dopo 20 gg dalla colica.
Saluti
ho 53 anni e sono stato al PS mercoledì 21/8/2024 per colica renale dx molto dolorosa(ho esperienza in ambito per averne avute in passato ed operato in endoscopia al rene dx per calcolo incastrato nell'uretere) risolta in 7h spontaneamente prima della visita ,nel senso che dopo tanto dolore ho sentito bruciore e premiti verso la vescica per poi sentire il dolore al fianco sparire.
Fatta tac ed esami.
Alcuni valori alterati:
MCHC 31.9 (32-37)
Leucociti 10.92(4-10)
Neutrofili 9.47(2-7)
Linfociti 0.84(1-3.5)
Ematocrito 49.3 (40-49)
Neutrofili% 86.7(40-80)
Linfociti% 7.7 (20-40)
LATTATO DEIDROGENASI(LDH) 322 (125-220)
TAC senza mdc:
"In relazione al quesito clinico si rileva immagine calcifica nel lume vescicale a ridosso della parete posteriore in sede declive come per litiasi.
In presenza di pelvi renale extra-pielica dx si apprezza lieve ectasia uretrale prossimale omolaterale con sfumata soffusione fluida perirenale.
Litiasi caliceale renale bilaterale. Calcificazioni prostatiche."
Il medico che mi ha dimesso (non urologo) ha parlato di calcoli nei reni (li produco da 30 anni) ed in vescica e molto probabilmente di lieve pielonefrite dx.
Mi ha prescritto Ciproxin 1 cpr al dì per 6gg e mi ha tranquillizzato molto.
Bere 2lt acqua al giorno e fare visita urologica.
Ho avuto l'impressione dopo la tac di aver urinato e visto un frammento nella tazza (dopo forte bruciore) ma non sono sicuro.
Ho poi contattato il mio urologo di fiducia che mi ha operato anni fa in endoscopia per calcolo incastrato in uretere dx.
Del quale ho una stima enorme e che mi ha ricevuto leggendo il cd della tac una settimana dopo la colica.
Lo specialista mi ha tranquillizzato dicendomi che lui dalla tac non vede il calcolo in vescica e che molto probabilmente è stato confuso con le calcificazioni prostatiche. Per lui non c’è neanche la “lieve pielonefrite dx” ed infatti il giorno dopo la colica intanto mi aveva detto di non prendere il Ciproxin.
Effettivamente non ho mai avuto febbre,brividi o sangue nelle urine.
Mi ha detto che molto probabilmente è passato un altro calcolo visto che conferma quello di 4mm nel calice del rene dx.
Ora siamo a due settimane dalla colica ed è oramai una settimanella che comunque a dx ho dei fastidi che vanno e vengono del tipo : dolore sciatico,fianco e gluteo per alcune ore un po’ dolenti,tantissima aria in pancia (soffro di colon irritabile ed ho protesi inguinale per ernia inguinale dx) e doloretti addominali al basso ventre (in parte ci soffro da tempo),anche un po’ di malessere generale mai sconfinato fortunatamente in colica e alcune volte leggere punzecchiature sotto, alcune volte doloretto sordo verso rene dx.
Bevo 2lt di acqua, prendo tachipirina (peso 90kg per 1,84 h) al bisogno e l’emocromo e analisi urine di controllo a 10 giorni dalla colica sono rientrate nella norma (URINOCOLTURA –→Coltura :Sviluppo flora mista).
Lo specialista mi ha detto giorni fa che i fastidi possono essere ancora dei residui da espellere.
Ringraziandovi di cuore volevo chiedere:
Ma è possibile una doppia interpretazione tra radiologo e urologo (ovviamente tendo a seguire la strada dello specialista)?
Dopo due settimane sentirsi ancora non bene è normale?
Questi fastidi ,anche molto fastidiosi, sono da ricondurre al calcolo nel rene dx (nel calice)?
Una “lieve pielonefrite dx” può dare questi fastidi ,anche se lo specialista non la riscontra?
Comunque tra 3 gg ho prenotato una ecografia renale,vescicale e prostatica di confronto dopo 20 gg dalla colica.
Saluti
Non è questa lòa sede per dirimere tra i pareri differenti, anche perché per farlo occorre vedere le immagini della urotac eseguita purtroppo senza contrasto... il che non permette di verificare lo stato funzionale renale e la canalizzazione ureterale. Può essere che lei abbia espulso un calcolo ma non avendo filtrato l'urina nessuno lo può sapere e avrebbe potuto essere anche un coagulo derivato da una ematuria pielica. Ovvio che,risolto l'evento acuto, siano anche roentrati i valori delemocromo da forte stato infiammatorio, ma poi vanno definiti gli indici derivati (NLR, PLR, SII, LMR) per vedere se permane uno stato infiammatorio... cosa molto probabile. L'ultima urinocoltura con la flora mista è chiaramente inquinata e non è attendibile per cui giusto non fare antibiotico e solo sostenere la diuresi. Tuttavia lie dice che fa calcoli urinari da 30 anni... perché nessuno si è occupato (lei nulla dice in proposito) delle ragioni che inducono tale condizione e quindi non sono state corrette? C'è poi lo stato pelvico-prostatico che sembra essere trascurato completamente e lo il coon irrritabile che può derivare sia dalle questioni della via urinaria o che può concorrere a sostenerle. In sintesi un quadro di cui sembra ci si sia di volta in volta preoccuapti di risolvere il sintomo maggiore finale, ma mai le ragioni degli squilibri e che, vista la sua età, merita di essere attentamente ripreso in mano per definire lo stato unitario della sua situazione così da decidere una adeguata e complessiva strategia terapeutica che la rimetta in equilibrio e le dia migliori anni di serenità.
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