Buonasera Dottori, scrivo per chiedere dei consigli in merito alla mia situazione. Ormai da 2 anni

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Buonasera Dottori,
scrivo per chiedere dei consigli in merito alla mia situazione. Ormai da 2 anni combatto con diverse problematiche pelviche ed intestinali che tutt'ora non ho risolto e che vanno solo leggermente "meglio" a seguito di numerose visite specialistiche e trattamenti effettuati.
2 anni fa tutto ebbe inizio con una ragade acuta ostinata, che ho trattato con diverse terapie per diversi mesi, fino alla sua guarigione tramite dilatan,antrolin e levorag che effettuata con costanza ha portato beneficio.
Da quel momento però la situazione non si è mai del tutto risolta. Ho cominciato ad avere problemi in bagno, anche senza sforzo spesso la mucosa anale viene "irritata" , come se le feci la maggior parte delle volte creino delle abrasioni proprio di poco internamente all'orifizio.
Ho svolto diviste mediche con gastroenterologo e proctologo, effettuato diverse anoscopie , provato diverse terapie ecc.
Al momento quello che so è che mi è estato diagnosticato il colon irritabile, e che per i miei problemi in bagno mi è stato detto trattarsi di un dolore pelvico persistente che si è instaurato di seguito a ripetuti piccoli traumatismi nell'area anale degli ultimi due anni.
Sono passato da 76 kg a 58 in due anni a causa di questi problemi perchè ho cominciato a mangiare davvero poco (alto 1.81m , 32 anni), continuo ad avere spesso problemi in bagno dove mi "graffio" il canale anale anche con feci che sono apparentemente normalissime.
La fisioterapista del pavimento pelvico che mi tratta da diversi mesi, al momento mi dice che non rileva particolari problemi di ipertono e che la situazione "va molto meglio", dice che è ancora presente una disfunzione che ha anche una componente psicosomatica. Mi ha indicato di utilizzare dilatan 5 minuti al giorno, fare esercizi di respirazione e poi faccio i trattamenti in studio. Nel mentre ho cominciato ad essere seguito da una nutrizionista per riprendere peso e gestire il colon irritabile che sicuramente influisce nella mia situazione generale.
Oltre ai problemi in bagno ed al colon irritabile, avverto ormai da più di un anno delle fitte intermittenti durante la giornata proprio nel canale anale, dove è stato confermato non esserci problemi di proctite, emorroidi, fistole o nulla che si possa identificare da diverse visite specialistiche.
La fisioterapista mi ha detto che queste fitte nel tempo andranno a ridursi continuando con la fisioterapia e con una corretta alimentazione, insieme al fatto di riprendere allenamento ed attività fisica in quanto sono "fermo" e molto sedentario da appunto 2 anni e ho perso tantissima massa muscolare.
L'ultimo sintomo che è apparso contestualmente in questi due anni è un urgenza minzionale: in pratica quando arriva lo stimolo dell'urina, che sia essa poca o molta a livello di quantità, ho la sensazione che l'urina arrivi praticamente quasi nell'uretra e che io seppur contraggo per trattenere lo stimolo , questa spinge per uscire. Spesso ho sgocciolamento finale oppure mi capita di finire, e poi andandomi a sedere sentire uscire ancora delle gocce.

Io sono dell'idea che tutto questo possa essere collegato, ma interpellando medici singolarmente per delle cose specifiche, non riesco ad avere un quadro d'insieme o di sottolineare un filo conduttore della mia situazione. Ho speso parecchi soldi e mi ritrovo ancora in questa situazione e non so bene a chi credere o cosa fare.
Vorrei capire se c'è un nesso in tutto questo, se devo solo avere pazienza e continuare a fare cio che sto facendo...
La fisioterapista mi ha consigliato di utilizzare un olio prima di andare in bagno , ma non saprei quale e come, e soprattutto non capisco se sono destinato a farlo "per sempre".
Non capisco come mai la mia colite continui a darmi fastidi, e in particolare ho la parte in basso a destra dell'addome dolente al tatto in modo quasi costante (durante la visita alla palpazione li ho sentito proprio dolore, e la dottoressa mi ha detto essere il colon)
Per il discorso dell'urina mi dicono di bere 2 lt d'acqua al giorno e lo faccio, ma a 32 anni cambiarsi le mutande 2 volte al giorno per sgocciolamenti o corse verso il bagno non mi pare normale ( l'urologo ha fatto ecografia visita ecc e dice che è tutto ok , inoltre nell'ultimo mese ho anche gestito ed espulso un piccolo calcolo renale di 4mm che mi ha dato un altra stangata "fisica ed emotiva")

Potrei avere un vostro gentile parere ? Come mi dovrei muovere ? Sono due anni che sono entrato in questo tunnel che mi ha fatto perdere anche il lavoro (d'ufficio , non potendo stare seduto tranquillamente per le fitte) e mi tiene in apprensione ogni giorno con alti e bassi e senza vere soluzioni.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Ha un quadro genitale da congestione infiammatoria pelvico-prostatica, credo decisamente sottovalutato o minimizzato o non valutato affatto in modo adeguato. Un quadro che in parte è connesso al suo colon irritabile che non viene risolto o almeno riequilibrato. Entrambi tali quadri sono stati responsabili della ragade anale e sono responsabili degli attuali sintomi anali. Non fa attività sportiva e questo non va assolutamente bene. Fa una fisioterapia perineo/pelvica della cui utilità c'è da discutere e che peraltro non le ha risolto nulla: in fatto il pavimento pelvico può avere risentimenti dettati da tutto quanto detto sopra che, se non risolto e riequilibrato, mantiene il risentimento del pavimento. Tutto quanto sopra e una alimentazione evidentemente non adeguata le hanno scombinato la sua struttura fisica e presumibilmente diversi equilibri. Allo stato occorre riprendere in mano tutto, svolgere i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno) con molta attenzione sia esecutiva che e soprattutto valutativa (vanno derivati i diversi indici... non basta che i valori siano riferiti agli intervalli del laboratorio) per poi attivare una adeguata strategia terapeutica che potrebbe richiede almeno un anno.
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