Buonasera Dottori, (ho 42 anni) E' da aprile che ho i seguenti problemi: ho sempre avuto problemi

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Buonasera Dottori, (ho 42 anni)
E' da aprile che ho i seguenti problemi: ho sempre avuto problemi di emorroidi. si presentava il sangue e mai dolore o bruciore e con crema passavano. Stavolta il bruciore è diverso e si accompagna con pesantezza nella zona del perineo e problemi a raggiungere l'erezione.
Sono andato dal proctologo che ha riscontrato il solito prolasso e una piccola ragade ( luglio). Faccio cura e la ragade guarisce.
Urologo alla digitazione e riscontra flogosi della prostata, ok ecografia testicoli e vescica: mi prescrive leviaprost (per tre mesi) e mictalase ( 1 scatola al mese per tre mesi). Ho notato che questo bruciore diminuiva quando usavo la mesalazina.
Ho eseguito anche una visita dal gastroenterologo perchè ho avuto probelmi intestinali (calprotectina è ok e dott dice che non pensa a situazioni infiammatorie : infatti stiamo facebdo test per intolleranze).
Il problema per me fondamentale ora è il pene: le erezioni notturne le avverto. Al mattino nessuna erezione.
Erezione: dopo stimolazione (manuale e visiva) raggiungo una debole erezione che scompare se smetto di stimolarmi....e comunque dopo giorni dall'ultima masturbazione: infatti nei giorni seguenti è ancora più difficile raggiungere erezione (sempre supportata dalla continua stimolazione).
La pesantezza al perineo ci sta....giorni di più e giorni di meno....di più la sera (credo che sdraiandomi si attenui). Qaundo inizio a stimolarmi toccando il glande...sento come se ci fosse un diretto collegamente con la zona del perineo che sento pesante.
Prima dell'inizio del bruciore, non ho mai avuto alcun problema.
Come valuta la cosa? (impotenza?).
Cosa mi consiglierebbe se fossi un suo paziente?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
E' evidente che abbia degli aspetti disfunzionali intestinali, forse prevalentemente del colon discendente/sigma/retto: non servono le intolleranze... basta e avanza uno squilibrio nutrizionale o farmaci assunti che alterino il microbiota. Poi il quadro disfunzionale genitale e la sua sintomatologia (emorroidi comprese, sempre che non siano comunque da ridurre per via chirurgica) fa capo ad una congestione infiammatoria pelvico-prostatica che ha alti conssitenti e bassi poco significativi. Altro aspetto da considerare è lo stato del rapporto prepuzio/glande come concorrente a sostenere il problema ove sia alterato. Ovvio che la mesalazina le dia qualche beneficio, riducendo lo stato infiammatorio intestinale che va peraltro risolto e non solo trattato a livello sintomatologico, ma a poco o nulla serviranno l'integratore a base di serenoa, che peraltro rischia di farle peggiorare la funzione erettile e genitale complessiva per l'azione anti-androgenica, e il mictalase per al sola modesta azione decongestionante. Il consiglio? Riprendere tutto in mano con un buon andrologo che svolga le adeguate valutazioni genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Solo poi si potrà deciere una adeguata strategia terapeutica complessiva ed integrata.

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