Buonasera, da 7 mesi soffro di disfunzioni urinarie alle quali si sono aggiunte problematiche fecali

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Buonasera, da 7 mesi soffro di disfunzioni urinarie alle quali si sono aggiunte problematiche fecali: tutto è iniziato con un dolore coccigeo irradiatosi poi ai glutei e al perineo, da lì in poi sono cominciati i problemi: ho avuto dapprima semplice frequenza minzionale, gocciolamento, riduzione eiaculato, con urinocultura e spermiocultura sempre negativi, mai dolore alla minzione, il dolore al coccige dovuto al l’infiammazione dell’articolazione è stato risolto ed è sparito con delle infiltrazioni di antinfiammatorio, dopo un periodo di circa 1 mese, i sintomi che dicevo si sono evoluti, è “sparita” la frequenza minzionale vera e propria, trasformandosi in una sensazione di “morsa” perineale, che è come se mi attorcigliasse l’uretra e i muscoli alla base del pene dandomi, a vescica piena, la sensazione di dover urinare quando mi muovo (di notte non mi sveglio mai). Ad esso si è associato un’impossibilità di defecare correttamente in quanto non riesco a rilassare in sede di evacuazione, come spingere contro un muro il più delle volte, rimane una riduzione dell’eiaculato rispetto a prima che tutto iniziasse, ma nello spermiogramma e urinocoltura
Varie ecografie hanno riportato una o due calcificazioni periuretrali, ma con profilo della ghiandola conservato e non particolarmente infiammato al doppler, vesciche seminali regolari Una recente risonanza magnetica pelvica ha riscontrato una disomogeneità intermedio-basale prostatico, ma sempre con profilo capsulare conservato senza indizi di danni e con vesciche seminali intatte.
Non capisco da dove deriva quesyo problema, visti gli esami fatti, non ho dolori neuropatici attualmente quindi non credo che la strada del pudendo sia attualmente percorribile, è possibile che la/le calcificazioni fungano da spina irritativa nonostante non ci sia una situazione di flogosi importante ed evidente? È possibile che le stesse, vadano ad occludere od ostruire qualcosa al momento dell’eiaculazione?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Lei descrive un quadro da discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica che influenza il tratto ano-rettale (ma vale anche il viceversa, magari con una maggiore estensione intestinale). Gli esami svolti sicuramente indicano un tale quadro che tuttavia poi non è stato valutato nelle sue ragioni ed è stato minimizzato nella sua consistenza. Le condizioni di congestione infiammatoria o ci sono o non ci sono... poco importa se siano rilevanti o meno... danno problemi e sintomatologie più o meno consistenti. Le serve un buon andrologo che riprenda in mano la situazione, svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, fisico e stressogeno) e poi decida nel merito.
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