Buonasera. Circa 7 anni fa mi è stato impiantato un Pacemaker causa bradicardia. Durante il controll

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Buonasera. Circa 7 anni fa mi è stato impiantato un Pacemaker causa bradicardia. Durante il controllo periodico circa 4 anni fa è stata rilevata una fibrillazione atriale della quale non me ne sono accorto (è tuttora asintomatica). Trattandosi di episodi rari (un paio di volte l'anno per un massimo di 15/16 ore) e facendo uso di antiaritmico (Almarytm) non mi è stato consigliato di fare altro. Senonchè, dal 25 giugno scorso mi è tornata e non è più andata via. L'ECG ha evidenziato il blocco di branca destra tipo rSR (mi dicono verosimilmente causato dall'assunzione dell'Almarytm). Da allora ho effettuato due Cardioversioni che hanno rimesso il ritmo sinusale normale per circa una settimana, dopodichè è ricomparsa la fibrillazione atriale (domani verosimilmente a visita di controllo presso il P.S. effettuerò la terza CVE , ma senza particolari illusioni, visti i due precedenti). L'elettrofisiologo mi ha suggerito l'intervento di ablazione per il quale, tuttavia, bisogna aspettare circa un anno (e ad oggi ancora non so quando ci sarà il posto disponibile, se fra un anno o ancora più). Leggo, tuttavia, che se la fibrillazione dura oltre l'anno le possibilità di successo dell'ablazione sono più ridotte. I quesiti che vorrei porre sono i seguenti: La mia fibrillazione non è particolarmente elevata (generalmente non vengono superati i 75 bpm). Effetuando l'intervento dopo oltre un anno in queste condizioni, quali potrebbero essere le possibilità di successo (ho 60 anni)?.Le periodiche CVE che producono i loro effetti per circa una settimana, bastano a non farla considerare "persistente di lunga durata" ma solo "persistente"?. Faccio presente che nel complesso mi sento bene. Se prima facevo footing 3/4 volte a settimana adesso ricorro (su consiglio medico) alla camminata veloce. Ovviamente assumo una dose di Lixiana giornalmente. Ringrazio coloro che vorranno darmi i loro preziosi consigli.
Luigi.
La differenza tra fibrillazione atriale persistente e permanente è esclusivamente clinica. Se le è stata consigliata una ablazione probabilmente ci sono i presupposti per farla, indipendentemente dalla durata della stessa. La fibrillazione diventa permanente quando il clinico e il paziente rinunciano a qualsiasi tentativo di cardioversione o di intervento sulla stessa.

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