Buonasera a tutti, vorrei esporvi la mia sintomatologia in modo tale da aver magari un riscontro: po

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Buonasera a tutti, vorrei esporvi la mia sintomatologia in modo tale da aver magari un riscontro: posto che mi è stata diagnosticata una prostatite a-abatterica con presenza di calcificazioni intraparenchimali e struttura disomogenea (quindi la prostata è oggettivamente ed inequivocabilmente stata, non si sa se tutt’ora o solo precedentemente infiammata, visto che su questo gli urologi si dividono), oggi avverto dei sintomi che definirei tipici ma anche “strani”.

La mia croce sono i sintomi urinari, frequenza (ogni ora e mezza) e talvolta (solo quando non vado per ore e ore) urgenza , ma riesco a trattenere e andare in bagno anche solo 4-5 volte al giorno, sentendo però sempre lo stimolo latente. Non ho veri e propri dolori perineali, o meglio non quando non faccio pressione sulla zona interessata, che sento comunque molto contratta.

Mi è stato diagnosticato un ipertono dei muscoli pelvici (con sintomi di defecazione ostruita), ma non riesco proprio a capire, se l’ipertono sia dovuto al fatto che per trattenere alle volte la pipì io assuma determinate posizioni che favoriscono la contrazione (questo sicuramente lo faccio, lo avverto) oppure sia proprio l’ipertono che mi provochi la sensazione di dover urinare frequentemente, in quanto la sensazione precisa che provo è quella di sentire l’urina scorrere nell’uretra fino a quasi la base del pene nel momento in cui rilasso la muscolatura (per capirci metto la pancia in fuori) sentendo un fastidio immane che se ne va solo dopo aver urinato (questa sensazione viene amplificata quando corro, cammino o faccio certi movimenti in piedi) e sembra sparire se allargo le natiche (cosa che ovviamente non posso sempre fare). Ovviamente ho anche sgocciolamento post minzionale e difficoltà a defecare, ma il mio dubbio sostanziale è capire se questi fastidi minzionali siano imputabili all’infiammazione cronica e quindi siano sintomi prettamente irritativi o casuati dall’ipertono pelvico (o viceversa), anche perché non ho benefici ne da alfalitici ne da vari antinfiammatori che uso da mesi. È davvero frustrante in quanto il dolore tipico delle CCPS in questo caso non è il mio sintomo principale, bensì questo fastidio invalidante. Cosa mi cosnigliate?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Il quadro è tipico della congestione infiammatoria pelvico-prostatica che autoalimenta i sintomi... ovvero la condizione li favorisce e questi favoriscono la condizione. Le ragioni non valutate (non dice che esami ha eseguito, ma sicuramente quelli più generali no e forse solo parzialmente quelli genitali) ovviamente non sono mai state corrette. Può essere in gioco lo stress, la disfunzione intestinale, la disfunzione genitale, squilibri metabolico-ossidativi, ecc. Non si risolvono queste patologie a suon di antibiotici (spesso assunti senza ragione) o con gli alfa-litici o con gli antinfiammatori generali salvo nei momenti di quadro acuto da dominare. Ovvio che poi in una tale situazione il pavimento pelvico ne risenta ed entri nel gioco dell'auto-alimentazione dei sintomi. Occorre che un buon andrologo faccia il punto della situazione, svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, fisico e stressogeno) analizzando i dati senza minimizzazioni e solo poi ne emergerà l'adeguata strategia terapeutica.

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