Buona sera, sono un uomo di 33 anni e lo scorso 30 settembre, per via di un forte dolore al fianco d
Buona sera, sono un uomo di 33 anni e lo scorso 30 settembre, per via di un forte dolore al fianco destro mi reco in pronto soccorso ospedaliero e dall'ecografia risulta la presenza di due calcoli renali , uno situato nei calice medio e uno in discesa nell'uretere, di dimensioni di 5 mm ciascuno. Il medico in ospedale mi prescrive per 20 giorni lenidale due compresse dopo pranzo e cena e previston forte. Il 3 ottobre mi reco dal mio urologo di fiducia e mi prescrive la tac e mi aggiunge alla terapia il sulotam 0.4 mg una compressa la sera dopo cena per un mese, bedridat una compressa 3 vlte al dì per un mese, e co-efferalgan una compressa per 10 giorni, e mi consiglia di effettuare tac senza mezzo di contrasto che conferma la presenza dei calcoli, con assenza di idronefrosi. Tra il 13 e il 20 ottobre accuso spasmi fortissimi al fianco destro tutti i giorni e il 21 ottobre rieffettuo ecografia che mostra il calcolo sceso nell'uretere a 2 cm dallo sbocco ureterale. Poichè urino in una bottiglia di plastica trasparente, noto la presenza di filamenti di muco bianco e sento del pizzicore al meato uretrale e come se avessi l'uretra irritata, pertanto tramite il mio medico di base mi faccio prescrivere esami colturali di urina e liquido seminale e esame delle urine. L'8 novembre ritiro le analisi e quelle colturali sono tutte negative, mentre all'esame delle urine, alla voce esame microscopico del sedimento trovo scritto "lieve batteriuria, alcune cellule delle basse vie". Il dal 14 sera riaccuso forti spasmi ma stavolta nel basso addome, zona vescica sotto l'ombellico che si irradiano fino all'inguine, testicoli e coscia. Ripeto il 16 novembre l'ecografia che mostra che il calcolo che si trovava nell'uretere è sceso in vescica. Mi avvisano che ormai il calcolo potrebbe attraversare l'uretra per essere espulso e che se dovesse essere presente sangue nell'urina è normale perchè al passaggio il calcolo può graffiare. Volevo chiedervi un parere in merito all'iter terapeutico intrapreso e, dal momento che dall'ultima ecografia uno dei due calcoli si trova ancora nel calice medio del rene destro, se fosse possibile disgregarlo per evitare i fortissimi spasmi che ne conseguono. Ringrazio anticipatamente per le risposte.
1 risposta
La terapia dell'urologo tesa a farle espellere il calcolo sembra, seppure con tutti i dolori e i rischi del caso, aver dato la soluzione.... sempre che quel calcolo sia definitvamente espulso. Tuttavia rimane l'altro e quindi il problema non è risolto. Mi lascia perplesso tale scelta, quando l'urologo poteva andarli a prendere entrambi per via endoscopica evitandole un così lungo e doloro percorso. Non correi i rischi di una possibile riduzione perché potrebbero residuare frammenti. Meglio che ora l'urologo vada a "prendere" il calcolo rimasto per via endoscopica. Poi sarà il caso, visto che non sembrano esserci restringimenti del giunto pielo-ureterale (ma va verificato con la urotac contrastografica), di verificare le ragioni metaboliche della formazione dei calcoli ed è bene fare l'analisi dei due calcoli.
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