Buona sera a tutti, secondo voi uno che ha avuto 2 episodi di fibrillazione atriale nel giro di 11 m
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risposte
Buona sera a tutti, secondo voi uno che ha avuto 2 episodi di fibrillazione atriale nel giro di 11 mesi e che soffre di extrasistole può fare la dieta chetogenica? Dato che sono fortemente sovrappeso volevo perdere un po’ velocemente i primi kg peso circa 107/108 kg bmi circa 30 o forse più per migliorare la mia situazione premetto che il cuore a livello strutturale è sano
La sua situazione richiede un’attenzione particolare: se da un lato la riduzione del peso è un obiettivo fondamentale per migliorare la salute del cuore e ridurre il carico sulle pareti atriali, dall'altro la scelta del metodo per dimagrire non può prescindere dalla sua storia di fibrillazione atriale (FA) ed extrasistolia.
Ecco alcuni punti critici da valutare riguardo alla dieta chetogenica nel suo caso:
-Squilibri Elettrolitici
-Stato di Chetosi e Sistema Nervoso
-Idratazione e Volume di Sangue
-Benefici del Calo Ponderale
Consulti il suo cardiologo per ottenere un nulla osta specifico, valutando se la dieta possa interferire con eventuali farmaci che assume (come antiaritmici o beta-bloccanti).
Si rivolga a un nutrizionista esperto in protocolli clinici. Esistono varianti della dieta chetogenica (come la VLCKD medica) che prevedono l'integrazione obbligatoria di specifici sali minerali e un monitoraggio costante, proprio per evitare rischi cardiaci.
Ecco alcuni punti critici da valutare riguardo alla dieta chetogenica nel suo caso:
-Squilibri Elettrolitici
-Stato di Chetosi e Sistema Nervoso
-Idratazione e Volume di Sangue
-Benefici del Calo Ponderale
Consulti il suo cardiologo per ottenere un nulla osta specifico, valutando se la dieta possa interferire con eventuali farmaci che assume (come antiaritmici o beta-bloccanti).
Si rivolga a un nutrizionista esperto in protocolli clinici. Esistono varianti della dieta chetogenica (come la VLCKD medica) che prevedono l'integrazione obbligatoria di specifici sali minerali e un monitoraggio costante, proprio per evitare rischi cardiaci.
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Buongiorno la chetosi è un protocollo terapeutico ciclico che dovrebbe durare 3 settimane seguite da una dieta personalizzata bilanciata che è stata in grado di avviare l'ossidazione dei grassi. Per prima cosa dovrebbe farsi preparare un piano alimentare personalizzato adatto alla sua composizione corporea e stile di vita, poi si possono fare dei cicli di 3 settimane di chetosi.
Buonasera,
il dimagrimento controllato è uno degli strumenti più efficaci per migliorare:
controllo del ritmo
infiammazione sistemica
carico cardiovascolare
Non è indicato dimagrire “velocemente”, ma ridurre peso, grasso viscerale e oscillazioni glicemiche.
Un’alimentazione strutturata può:
ridurre episodi aritmici
migliorare la tolleranza allo sforzo
supportare la terapia cardiologica
Per valutare un percorso nutrizionale sicuro e adatto alla sua situazione clinica, può prenotare una visita nutrizionale con me su MioDottore.
il dimagrimento controllato è uno degli strumenti più efficaci per migliorare:
controllo del ritmo
infiammazione sistemica
carico cardiovascolare
Non è indicato dimagrire “velocemente”, ma ridurre peso, grasso viscerale e oscillazioni glicemiche.
Un’alimentazione strutturata può:
ridurre episodi aritmici
migliorare la tolleranza allo sforzo
supportare la terapia cardiologica
Per valutare un percorso nutrizionale sicuro e adatto alla sua situazione clinica, può prenotare una visita nutrizionale con me su MioDottore.
No, sconsigliata
Salve, in una situazione come la Sua eviterei il “fai da sé” con una dieta chetogenica. Anche se il cuore risulta strutturalmente sano, la presenza di due episodi di fibrillazione atriale e di extrasistolia merita prudenza, perché regimi molto restrittivi possono modificare rapidamente equilibrio idro-elettrolitico, idratazione e risposta metabolica, tutti aspetti che in soggetti predisposti possono diventare delicati.
Questo non significa che il dimagrimento non sia utile, anzi: ridurre il peso corporeo può certamente migliorare il quadro cardiometabolico e, in molti casi, anche diminuire il carico di fattori che favoriscono le aritmie. Il punto però è che il calo ponderale dovrebbe essere ottenuto in modo controllato, senza strategie troppo aggressive o sbilanciate, soprattutto all’inizio.
Prima di intraprendere una chetogenica sarebbe quindi opportuno confrontarsi con il cardiologo che La segue e con un Biologo Nutrizionista, così da valutare con attenzione anamnesi, terapia, pressione, funzionalità renale ed eventuali alterazioni di potassio, magnesio e sodio. Spesso un percorso ipocalorico ben impostato, ma più equilibrato e sostenibile, consente comunque di perdere peso in modo efficace e con maggior sicurezza.
Questo non significa che il dimagrimento non sia utile, anzi: ridurre il peso corporeo può certamente migliorare il quadro cardiometabolico e, in molti casi, anche diminuire il carico di fattori che favoriscono le aritmie. Il punto però è che il calo ponderale dovrebbe essere ottenuto in modo controllato, senza strategie troppo aggressive o sbilanciate, soprattutto all’inizio.
Prima di intraprendere una chetogenica sarebbe quindi opportuno confrontarsi con il cardiologo che La segue e con un Biologo Nutrizionista, così da valutare con attenzione anamnesi, terapia, pressione, funzionalità renale ed eventuali alterazioni di potassio, magnesio e sodio. Spesso un percorso ipocalorico ben impostato, ma più equilibrato e sostenibile, consente comunque di perdere peso in modo efficace e con maggior sicurezza.
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