Buon pomeriggio. Sono una ragazza che da anni soffre di depressione maggiore in comorbidità con ansi

2 risposte
Buon pomeriggio. Sono una ragazza che da anni soffre di depressione maggiore in comorbidità con ansia intervallati da periodi di "eutimia". Sono stata due anni senza farmaci. Da agosto sono caduta in un ennesimo episodio depressivo acuto. Non so più cosa fare,non guarisco. Prendo diversi farmaci. Inizialmente cipralex ma non mi ha apportato beneficio. Ora duloxetina, wellbutrin, lamictal e seroquel mattina e sera(aggiunto pochi giorni fa). Ce la metto tutta ma dopo mesi così è dura. Ho paura che sia diventata farmaco resistente.Qualcuno può darmi un parere? Grazie.
Dr. Gianvito Elicio
Psichiatra, Psicoterapeuta
Milano
Gentile Signora,
quello che descrive non è raro nei disturbi depressivi ricorrenti: la presenza di più episodi nel tempo e di comorbidità ansiosa può rendere il decorso più complesso, ma non significa automaticamente che la depressione sia “farmaco-resistente”.
La terapia che sta assumendo rientra nelle strategie utilizzate nei quadri depressivi difficili; va però considerato che alcuni farmaci, necessitano di tempo per mostrare un beneficio pieno. Nei momenti di acuzie prolungata è frequente percepire un senso di blocco e di sfiducia, che fa parte della malattia stessa.
Più che concentrarsi sull’idea di “non guarire”, è utile pensare a questo come a un percorso che richiede aggiustamenti progressivi e osservazione nel tempo. Anche nelle forme più complesse esistono margini di miglioramento, e il fatto che lei continui a curarsi e a “tenerci” è un elemento clinicamente molto importante.
Continui a monitorare l’andamento, cercando di dare spazio anche al tempo necessario perché la terapia faccia effetto. La sua fatica è comprensibile, ma non è un segno di fallimento.

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Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentilissima,

Comprendo profondamente il suo stato d'animo e il senso di stanchezza che emerge dalle sue parole, affrontare un episodio depressivo acuto per diversi mesi è una prova logorante che mette a dura prova la speranza.

Tuttavia, parlare di farmaco-resistenza in senso stretto potrebbe essere prematuro in questa fase, soprattutto considerando le recenti modifiche alla terapia.

La combinazione farmacologica che le è stata prescritta ha un razionale clinico molto solido e strutturato, volto a coprire diverse vie neurochimiche.

L'associazione di Duloxetina e Wellbutrin mira a sostenere l'umore e la spinta energetica agendo su serotonina, noradrenalina e dopamina, mentre il Lamictal svolge una funzione stabilizzante fondamentale sul lungo periodo.

L'elemento chiave da considerare ora è l'aggiunta del Seroquel, avvenuta da pochi giorni.

In psichiatria, l'utilizzo di questo farmaco in associazione agli antidepressivi rappresenta una strategia definita di potenziamento o augmentation, spesso risolutiva in quei quadri che faticano a sbloccarsi con la sola terapia standard.

Essendo stato inserito da pochissimo, è verosimile che non abbia ancora avuto il tempo tecnico per espletare la sua azione terapeutica completa, che va oltre la semplice sedazione e richiede solitamente alcune settimane per manifestarsi appieno sull'umore e sull'ansia.

È difficile, lo capisco, ma in questo momento la pazienza è un alleato necessario per dare modo alla nuova sinergia tra i farmaci di agire sui recettori.

Non perda la fiducia nel percorso, la strategia messa in atto dal suo specialista di fiducia sembrerebbe essere quella corretta per trattare forme complesse come la sua.

Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.

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