Buon pomeriggio, l’11 marzo ho eseguito una isteroscopia diagnostica e operativa con rimozione di p
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Buon pomeriggio,
l’11 marzo ho eseguito una isteroscopia diagnostica e operativa con rimozione di piccoli polipi endometriali, in sedazione/anestesia tramite flebo. Non mi è stato riferito il tipo di anestetico utilizzato.
Circa un paio d’ore dopo l’intervento ho iniziato ad avvertire un diffuso gonfiore alle ghiandole del collo e salivari, in modo bilaterale, localizzato principalmente sotto le orecchie e sotto la mandibola. Il gonfiore è molle e dolente alla palpazione; non aumenta durante i pasti e non avverto dolore quando mastico; non presento febbre, difficoltà a deglutire, bocca secca, cattivo sapore in bocca né arrossamento della pelle.
La sintomatologia è comparsa quindi poche ore dopo l’intervento e, sebbene siano trascorsi 5 giorni dall’esame, è ancora presente, anche se progressivamente attenuata.
Non ho mai avuto in passato episodi simili, né problemi alle ghiandole salivari. Non ho avuto recentemente raffreddore o mal di gola.
Il giorno dopo l’intervento ho assunto soltanto una compressa di paracetamolo 1000 mg (Tachipirina). Ho 54 anni e non ho patologie di rilievo. In un precedente intervento, eseguito diversi anni fa, è stata accertata una forte allergia al Toradol.
Potrebbe trattarsi di una reazione legata all’anestesia o alla procedura? È una condizione generalmente transitoria oppure sarebbe opportuno seguire qualche terapia o effettuare controlli specifici?
Grazie per l’attenzione.
l’11 marzo ho eseguito una isteroscopia diagnostica e operativa con rimozione di piccoli polipi endometriali, in sedazione/anestesia tramite flebo. Non mi è stato riferito il tipo di anestetico utilizzato.
Circa un paio d’ore dopo l’intervento ho iniziato ad avvertire un diffuso gonfiore alle ghiandole del collo e salivari, in modo bilaterale, localizzato principalmente sotto le orecchie e sotto la mandibola. Il gonfiore è molle e dolente alla palpazione; non aumenta durante i pasti e non avverto dolore quando mastico; non presento febbre, difficoltà a deglutire, bocca secca, cattivo sapore in bocca né arrossamento della pelle.
La sintomatologia è comparsa quindi poche ore dopo l’intervento e, sebbene siano trascorsi 5 giorni dall’esame, è ancora presente, anche se progressivamente attenuata.
Non ho mai avuto in passato episodi simili, né problemi alle ghiandole salivari. Non ho avuto recentemente raffreddore o mal di gola.
Il giorno dopo l’intervento ho assunto soltanto una compressa di paracetamolo 1000 mg (Tachipirina). Ho 54 anni e non ho patologie di rilievo. In un precedente intervento, eseguito diversi anni fa, è stata accertata una forte allergia al Toradol.
Potrebbe trattarsi di una reazione legata all’anestesia o alla procedura? È una condizione generalmente transitoria oppure sarebbe opportuno seguire qualche terapia o effettuare controlli specifici?
Grazie per l’attenzione.
Può essere una reazione allergica, anche se sembra abbastanza atipica come manifestazione. Gli anestetici non danno questo tipo di complicanze.
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Gentile Signora,
capisco bene il suo disorientamento, ma ciò che descrive ha una spiegazione clinica piuttosto precisa che noi anestesisti chiamiamo comunemente sialadenite post-anestetica, ossia un fenomeno benigno che può verificarsi dopo una sedazione o un'anestesia generale e non deve spaventarla, specialmente se, come riferisce, il gonfiore sta già iniziando a regredire spontaneamente.
La causa più frequente è prettamente meccanica: durante l'intervento, per garantire che lei respiri correttamente mentre è addormentata, l'anestesista può aver effettuato delle manovre manuali sulla mandibola o aver utilizzato dei presidi che hanno involontariamente compresso i dotti delle ghiandole salivari, come la parotide o la sottomandibolare. Questa compressione può causare un ristagno temporaneo di saliva che gonfia la ghiandola e la rende dolente al tatto.
Per quanto riguarda la sua allergia al ketorolac, la dinamica del suo gonfiore non sembra la classica reazione allergica sistemica, che di solito coinvolge la pelle con orticaria o dà problemi respiratori immediati.
Le consiglio di mantenersi molto ben idratata nei prossimi giorni per favorire il normale flusso salivare e di evitare cibi troppo zuccherini o raffinati che potrebbero alimentare l'infiammazione dei tessuti. Se non compare febbre alta o un dolore che le impedisce di deglutire, non è necessaria alcuna terapia specifica o controllo d'urgenza; il tempo e una buona idratazione risolveranno il problema.
Un saluto
capisco bene il suo disorientamento, ma ciò che descrive ha una spiegazione clinica piuttosto precisa che noi anestesisti chiamiamo comunemente sialadenite post-anestetica, ossia un fenomeno benigno che può verificarsi dopo una sedazione o un'anestesia generale e non deve spaventarla, specialmente se, come riferisce, il gonfiore sta già iniziando a regredire spontaneamente.
La causa più frequente è prettamente meccanica: durante l'intervento, per garantire che lei respiri correttamente mentre è addormentata, l'anestesista può aver effettuato delle manovre manuali sulla mandibola o aver utilizzato dei presidi che hanno involontariamente compresso i dotti delle ghiandole salivari, come la parotide o la sottomandibolare. Questa compressione può causare un ristagno temporaneo di saliva che gonfia la ghiandola e la rende dolente al tatto.
Per quanto riguarda la sua allergia al ketorolac, la dinamica del suo gonfiore non sembra la classica reazione allergica sistemica, che di solito coinvolge la pelle con orticaria o dà problemi respiratori immediati.
Le consiglio di mantenersi molto ben idratata nei prossimi giorni per favorire il normale flusso salivare e di evitare cibi troppo zuccherini o raffinati che potrebbero alimentare l'infiammazione dei tessuti. Se non compare febbre alta o un dolore che le impedisce di deglutire, non è necessaria alcuna terapia specifica o controllo d'urgenza; il tempo e una buona idratazione risolveranno il problema.
Un saluto
Quadro compatibile con tumefazione transitoria delle ghiandole salivari post-anestesia (“anesthesia mumps”), evento raro ma noto dopo sedazione EV.
Caratteristiche coerenti:
esordio precoce (poche ore)
bilateralità
assenza di febbre o segni infettivi
regressione spontanea progressiva
Cause probabili: stasi salivare/disidratazione, farmaci anestetici (es. Propofol), posizione intraoperatoria.
Gestione:
idratazione adeguata
impacchi tiepidi
analgesico se necessario (es. Paracetamolo 1 g fino a 3 volte/die)
Indicazione: verosimilmente autolimitante (giorni).
Controllo medico solo se compaiono febbre, peggioramento, arrossamento o dolore marcato (per escludere sialoadenite).
Caratteristiche coerenti:
esordio precoce (poche ore)
bilateralità
assenza di febbre o segni infettivi
regressione spontanea progressiva
Cause probabili: stasi salivare/disidratazione, farmaci anestetici (es. Propofol), posizione intraoperatoria.
Gestione:
idratazione adeguata
impacchi tiepidi
analgesico se necessario (es. Paracetamolo 1 g fino a 3 volte/die)
Indicazione: verosimilmente autolimitante (giorni).
Controllo medico solo se compaiono febbre, peggioramento, arrossamento o dolore marcato (per escludere sialoadenite).
Ogni cosa che viene somministrata durante una procedura viene scritta sulla cartella anestesiologica e quindi è facile sapere cosa sia stato somministrato. Inoltre potrebbe essere un problema dato da un presidio sovraglottico (maschera laringea) utilizzato pe la protezione delle vie aeree. Come mai non è stato segnalato subito all'anestesista? A questo punto effettuerei un'ecografia del collo.
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