Alla cortese attenzione dello specialista, mi permetto di sottoporre la mia storia clinica:a 14 mes
Alla cortese attenzione dello specialista, mi permetto di sottoporre la mia storia clinica:a 14 mesi da intervento di ernia inguinale destra presento dolore cronico invalidante senza diagnosi risolutiva nonostante accertamenti e consulenze specialistiche. Sono un paziente di 33 anni. In anamnesi: ernia inguinale bilaterale in età pediatrica (3 anni) e recidiva destra trattata all'età di 32 anni con ernioplastica a cielo aperto con rete protesica e graffette. Nel post-operatorio ho avuto febbre elevata trattata con Rocefin per circa 10 giorni con somministrazioni bi-giornaliere,con abbassamento della febbre dopo circa 16 punture. Nello stesso periodo ho riferito bruciore diffuso a tutto l’addome destro (alto, centrale e basso)per circa 15 giorni attribuito ipoteticamente all’anestesia spinale senza spiegazione definitiva. Nei primi 20-30 giorni ho avuto grave difficoltà funzionale con impossibilità quasi completa ad alzarmi dal letto, necessità di 3 cuscini per posizione semi-seduta e aiuto di altre persone; decorso considerato anomalo dal mio medico curante.Non è stata confermata infezione profonda della protesi, ma l’episodio infiammatorio è stato significativo. Dal giorno dell’intervento è iniziato dolore persistente (circa 14 mesi) con andamento fluttuante senza relazione con attività fisica.Dolore monolaterale destro basso ventre tra ombelico e cicatrice inguinale, con sensazione di cordone duro,tiraggio e tensione della parete con sensazione di sollievo alla pressione talvolta asintomatico e non presente "nei giorni buoni". Migliora da sdraiato, peggiora da seduto, la compressione dà sollievo temporaneo, la contrazione aumenta il dolore. In sede protesica destra sensazione intermittente di corpo estraneo/peso con dolore profondo tipo un “pugno”. Zona alterna ipersensibilità (Dolore alla tosse e al tatto) normalità (zero dolore anche con pressione) e formicolio.Sensazione di tiraggio (raro) interno coscia destra. Riferisco “nodo” intermittente tra testicolo e coscia indolore che però aumento al tatto. Dolore variabile: nei giorni buoni attività e pesi solo con leggeri fastidi, nei giorni cattivi peggioramento senza alcuno sforzo. Esami: eco inguinale, TC addome e RMN con contrasto negative per recidiva o complicanze. Terapie: analgesici, integratori (bromelina, escina, magnesio), pregabalin per 3 mesi senza beneficio. Infiltrazioni anestetiche con anestesia completa di inguine e coscia senza risoluzione del dolore protesico. Terapia osteopata senza beneficio. Valutato da più chirurghi con opinioni discordanti: possibile correlazione con rete e ipotesi di rimozione senza garanzia di risoluzione del dolore,altri sconsigliano reintervento per rischio peggioramento essendo un ipotetico terzo intervento sulla zona.Quadro con grave limitazione della qualità di vita,l'80% della mia vita è a letto. Chiedo valutazione per inquadramento del dolore cronico con possibili opzioni terapeutiche o chirurgiche. Ringrazio per l’attenzione.Cordiali saluti
3 risposte
Una storia che è impossibile valutare in questa sede, sia perché è necessario vedere lei, sia perché (visto che li ha fatti) rivedere gli esami svolti. E' possibile che sussista una intolleranza alla rete impiantata che sostiene lo stato infiammatorio (l'emocromo con gli indici derivati - NLR, PLR, LMR, SII, SIRI, PIV - quantunque i valori in esso per i leucociti indicati siano negli intervalli normali, può dare utili informazioni di merito). Senza avere un quadro chiaro non è possibile darle ulteriori indicazioni.
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Dal suo "romanzo" si ipotizza che abbia purtroppo avuto una infezione della protesi, in chirurgia plastica questo è l'evento peggiore che spinge alla rimozione della protesi, dopo un congruo periodo senza protesi per poi valutare la eventuale condotta chirurgica: non vedrei altro percorso.
La ringrazio per aver descritto in modo così preciso la Sua storia clinica. Comprendo quanto una sintomatologia persistente da oltre un anno e così limitante possa incidere profondamente sulla qualità di vita. Da quanto riferisce, il Suo è certamente un quadro complesso di dolore cronico insorto dopo chirurgia dell'ernia inguinale e ritengo meriti una valutazione specifica e approfondita. In questi casi il dolore può avere origini differenti e, talvolta, più meccanismi possono essere presenti contemporaneamente: interessamento dei nervi della regione inguinale, fenomeni cicatriziali o fibrotici, alterazioni della parete addominale oppure una possibile interazione con la rete protesica. Il fatto che ecografia, TC e risonanza magnetica non abbiano evidenziato una recidiva o complicanze evidenti è sicuramente importante, ma non significa necessariamente che il dolore non abbia una causa correlata al precedente intervento. Prima di ipotizzare un nuovo intervento chirurgico, soprattutto una rimozione della rete, ritengo però fondamentale visitarla personalmente, ricostruire con precisione la distribuzione del dolore e valutare direttamente le immagini degli esami radiologici già eseguiti, oltre ai semplici referti. Comprendo anche i dubbi che Le sono stati espressi riguardo a un eventuale reintervento. La rimozione della protesi o eventuali procedure sui nervi inguinali sono interventi che devono essere indicati con molta attenzione: in alcuni pazienti possono rappresentare un'opzione, ma non è corretto promettere a priori la completa scomparsa del dolore.
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