Domande del paziente (3)
Vorrei provare la strada della psicoterapia online ma ho tanta paura di scegliere nuovamente il terapeuta non adatto a me, ecco perchè prima voglio che sappiate alcune cose su di me.
Sono una donna di 30 anni.
Ho infiniti problemi, tanto da non riuscire più a capire niente.
Vorrei poter raccontare la mia storia online nella speranza di trovare la persona più adatta a me.
In passato ho fatto molte psicoterapie, cbt (1 anno), psicodinamica (4 anni), gestalt (2 anni), sistemico-relazionale (6 mesi).
Si, per mia scelta prendo anche dei psicofarmaci.
I miei problemi sono cresciuti con me.
Ho sofferto di paure e ansie sin dai tempi dell'asilo.
Timidezza la chiamavano tutti.
Ad oggi non c'è un nome, e forse non m'interessa neanche più, sicuramente c'è una profonda depressione, e forte somatizzazione dell'ansia, oltre ad una montagna di confusione e solitudine.
Il mio è un grido d'aiuto perchè mi sto avvicinando di nuovo nell'abisso della disperazione, della morte interiore.
Non so più cosa fare, come continuare a sopravvivere alla vita.
Cosa molto importante che dovete sapere: non ho tolleranza contro dolore, sofferenza e paure, il mio corpo e la mia mente si rifiutano di rivivere di nuovo questo inferno e voglio delle garanzie su questo sennò non posso continuare avanti con la mia vita.
I terapeuti precedenti mi hanno detto che io non ho voglia di cambiare, che loro (voi) non avete la bacchetta magica, che a me piace fare solo la vittima.
Vi dico queste cose perchè mi sono state dette così tante volte e da persone che rivestivano un ruolo importante che adesso ci credo anch'io.
Altra cosa importante: sono "allergica" ai giudizi negativi da sempre.
Nel 2025 ho avuto due ricoveri uno in sicilia, l'altro in lombardia.
Dall'età di 14 anni ho pensieri intrusivi e autolesionisti.
Penso di essere un peso per le persone che mi stanno accanto.
Mi sento un caso perso.
Non so più a chi, come e dove chiedere aiuto e se quell'aiuto che ricevo mi basta e mi è davvero d'aiuto.
Più passa il tempo e più la speranza si spegne.
Sono stanca, credetemi.
Mentre ero ricoverata ho scritto 21 pagine di quella che chiamo "la mia autobiografia", volevo che la psicologa che mi seguiva potesse capirmi meglio e di conseguenza aiutarmi meglio, ma non sono state lette nemmeno la metà.
Io non ho più le forze di raccontarmi da capo in un percorso di psicoterapia, ecco perchè tengo ancora conservati questo scritto. Se qualcuno lì fuori vuole leggerlo per capire come sono fatta e di conseguenza come potermi aiutare meglio, sono disponibile ad inviare tramite email in formato pdf la mia storia.
Non so più come fare...le ho provate tutte.
Sono davvero stanca.
La mia paura più grande attualmente è quella di rivivere per l'ennesima volta una psicoterapia iatrogena, di trovare una psicoterapeuta per poi sentirmi sola, abbandonata, incompresa, ho paura di rivivere dei traumi già vissuti e rivissuti.
Ho paura di chiedere aiuto alla persona che non è adatta a me.
Non ce la faccio più a rivivere di nuovo l'inferno. Vi chiedo aiuto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Non sei la sola a sentirti così. La psicologia è una scienza nascente e sta ancora facendo i primi passi all'interno di un campo che conosce molto poco. Non tutti però hanno pieno rispetto di questo fatto, mentre altri vi si arrendono dicendo che la psicoterapia è una comodità per la persona che soffre, volta solo al beneficio indiretto di esprimersi, ma senza una soluzione al problema. Secondo me la verità sta in mezzo. I problemi che noi umani viviamo sono veri, concreti ed emergono da un mondo fatto di elementi specifici cui la nostra psicologia cerca di rispondere. A problemi concreti si possono trovare soluzioni concrete. Questo però richiede di ammettere che l'umano, anche nella sua parte che sembra più personale e viva, la psicologia, segue le stesse leggi che seguono gli altri organismi. La psicologia evoluzionistica ci sta aiutando a capirlo. La scienza e il pensiero umano ci porterà più vicini a capire anche la mente, ma ci richiede di ammettere i nostri errori e un buon numero di cose che preferiamo tenere allo scuro. Ad ogni modo, non sei sola, tra pazienti e psicologi insoddisfatti di quello che sappiamo. Ma per quanto dobbiamo ammettere la nostra ignoranza, dobbiamo anche confrontare l'assoluta importanza dell'impresa umana di conoscere se stessi. E in questo, con ogni passo di pazienza e resilienza, pazienti, terapeuti, ricercatori, che nella psicologia siamo un po' tutti, riusciremo ad avanzare. Non perderti d'animo, cerca altri modi di vedere il tuo problema e troverai qualcuno che lo capisce. Ho avuto anche io lo stesso problema e dopo anni sono riuscito a trovare delle risposte. Ad ogni modo, se vuoi manda pure l'autobiografia.
Buongiorno a tutti, ringrazio anticipatamente chi vorrà aiutarmi sto letteralmente impazzendo,mi presento mi chiamo Alessandro e ho 49 anni,ho 3 figli una bella famiglia ma purtroppo da quando è nata la mia seconda figlia io non dormo più xchè da piccolissima stava per morire ed è rimasta in ospedale tanto tempo,da quel giorno riuscivo a dormire ma come sentivo un piccolo rumore,rantolo o qualcosa mi svegliavo subito per paura che succedesse qualcosa alla piccolina, in quel periodo ho conosciuto l' ansia e il batticuore, dopo aver fatto circa 10 sedute dallo psicologo andava un pochino meglio poi sono passato dallo psichiatra e mi ha prescritto il Tavor al momento e l' efexor una pastiglia al giorno,c'è.voluta qualche settimana però mi sentivo meglio,ora il problema è che da una pastiglia al bisogno ora ne prendo di più di Tavor e un efexor però son 24 anni che va avanti questa storia e non mi fa più effetto nulla,ho provato anche a mischiare nell' alcol delle gocce che prendeva mia moglie molto raramente a lei bastavano poche e dopo 10 minuti stava bene,a me nonostante tutte ste pastiglie non riesco a dormire e in più ho sempre ansia e battiti accelerati anche se a volte sono effettivamente un po' altini altre volte invece pressione e battiti sono perfetti ma cmq sento come se qualcuno mi stringesse leggermente il cuore con una mano e li l' ansia aumenta poi quando mangio anche pochissimo tutti i sintomi che ho aumentano,anche se mangio una caramella e x questo sto mangiando sempre meno, nonostante abbia fatto le analisi del sangue anche specifiche per vedere se avevo un micro infarto in corso e niente,tutto nella norma,visita cardiologica tutto ok, l' ECG è risultato tutto bene,ho fatto anche la visita cardiologica sotto sforzo e li non sono riuscito ad arrivare fino alla fine,non ce la facevo proprio con le gambe e il cuore mi stava uscendo dal petto,non faccio sport da una vita,fra lavoro figli è sempre un. corri corri,ma io mi domando come faccio a rimanere sveglio da una vita ormai e il corpo ancora non mi cede ? ( Fortunatamente) Mia moglie se fa una notte sveglia sta esaurita e si addormenta ovunque,anche alle 6 di sera,quelle poche volte che non ha dormito xchè è stata con me o con la figlia in ospedale tutta la notte il giorno dopo ha dormito tutto il giorno s'è alzata ha mangiato e s'è rimessa a dormire, cioè una cosa incredibile,non so quanto pagherei x dormire come una volta non dico le 8 /10 ore come quando ero giovane ma almeno 6,sto arrivando a un punto di non ritorno, l' anno scorso in ospedale non ho chiuso proprio occhio per 3 giorni e avevo allucinazioni uditive e visive,stavo uscendo pazzo,xchè abituato la notte a non dormire,o meglio solo due ore di solito dalle undici all'una o dall' una alle 3 circa è possibile che il mio corpo si sia abituato a dormire così poco ? Quando mi sveglio mi sento carico xò è notte e passando la notte sveglio sto tutto confuso la Mattina,io non so più che fare, dallo psichiatra non ci posso andare xchè viviamo con 1400 € al mese e darne 160 a un dottore che mi parla per dieci minuti xchè sa la mia storia e dirmi cambia farmaco xchè ormai al mio corpo questi qui non vanno più bene, aiutatemi voi vi prego sto impazzendo. Grazie e scusatemi se ho fatto un papiro. Un in bocca al lupo a chi sta passando un periodaccio come me,ce la faremo,ce la dobbiamo fare per i nostri figli mogli mariti,insomma tutti i nostri cari.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao Alessandro. Avere una famiglia, e più di un bambino, è una gioia, ma è anche praticamente un peso sulla nostra psicologia. Ed il peso a volte può cadere su parti più fragili della vita di una persona, e anche più forte può resistere solo per qualche tempo. Magari ti senti così per ora, cercando di ritrovare una posizione forte per sostenere la tua responsabilità, ma senti che una parte di te non collabora. E' importante capire che non siamo la nostra psicologia, ne siamo spettatori e possiamo controllarla solo dialogando con essa. E quando la nostra psicologia fa qualcosa c'è sempre un senso, a volte così importante che neanche i farmaci riescono ad avere un impatto. Se ti va di parlare io ci sono, chiedi un colloquio gratuito e vediamo cosa troviamo.
sono bloccato in domande autoreferenziali e ho paura di non riuscire più a concentrarmi e di essere dentro a loop mentali:
ho bisogno di sapere se può andare il mio atto di etichettare queste domande ed etichettare anche l'atto stesso di etichettare (autoetichettatura) dicendo appunto "questo" (inteso come l'atto stesso di etichettare) e "quello" (inteso come l'atto precedente riflessivo) sono due atti, così facendo libero energia e disinnesco i due atti così da poter liberare il campo per innescare X (o lasciare avvenire altro
l'atto lo faccio col corpo e non col pensiero
Può andare per uscire dal loop o devo fare altro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Una cosa interessante che sembra emergere quando si studia come si organizza la mente è quanto ogni cosa che la nostra psicologia fa, la fa in risposta a percezioni. E che intelligenti come siamo, non solo noi umani, ma sorprendentemente la mente di molti organismi anche, vediamo estrame precisione in ogni elemento del mondo così che le nostre menti creano tessiture di significati estremamente specifiche. E se, e lo credo, conoscere se stessi aiuta a separarsi e trovare libertà e spazio di cambiamento, allora essere specifici nell'etichettare cosa è cosa è non solo utile, ma necessario. E quindi a volte si rimane bloccati semplicemente perchè non si capisce cosa sta succedendo dentro di sè, piuttosto che una semplicistica, superficiale spiegazione di "chiaramente ossessività.
Stai esplorando un campo sconosciuto e complesso, quello della psicologia, è giusto dare nomi alle cose, mentre le conosci meglio. Ma, come noti tu stesso, l'obbiettivo è orientarsi meglio, non fare più domande. Lasciamo che l'osservazione pratica ci guidi, a volte non sempre è necessario andare troppo a fondo, neanche con memorie che ci sembrano importanti.
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