Domande del paziente (2548)
Buonasera Gentili Dottori. Sono un uomo, prima metà dei 40 anni, non quello che si può definire mediamente di bell’aspetto. Poche esperienze relazionali / sessuali, tra le quali una di 5 anni con una persona di 10 anni piu giovane di me, problematica oltretutto finita male e con lei che mi tradisce e se ne va (per fortuna dico adesso). Single adesso da circa 10 anni. Mite di carattere sono riconosciuto unanimemente come buon collega buon amico. Passano gli anni per me, ma sono sempre attratto dalle ragazze giovani. Molto giovani. Se fosse socialmente accettabile e di uso comune, io mi sentirei di frequentare una ragazza di 18 anni. Le donne di 10 anni più giovani di me mi appaiono vecchie. Le donne della mia età le scambio per donne che potrebbero essere mia madre. Ma non faccio ironia dico proprio a livello di pelle, di sensazione. Mi sento di non vivere la mia età. Per completezza preciso che non ho alcun tipo di interesse per ragazze “troppo” giovani, e che ho avuto comunque occasioni di conoscenza con donne anche più adulte di me (qualche anno fa) che onestamente non mi hanno soddisfatto (tranne in un caso) “a pelle” ma sono state Comunque esperienze che mi hanno lasciato dentro qualcosa di bello.
Mi scuso in anticipo con le professioniste donne se questo argomento può essere fastidioso da leggere ma vi garantisco che in me non c’è alcuna malizia o volontà che possa avvisare come innaturale.
Vorrei sapere come poter affrontare questa cosa dato che, vista comunque la mia già scarsa “fortuna” nel conoscere donne, questo ulteriore limite certamente non mi avvantaggia. Grazie mille in anticipo a tutt*.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Ho 54 anni e abito in una casa popolare. Uno dei locali e'stato adibito ad attivita' sociali una mattina alla settimana , gestito da due dipendenti di due cooperative diverse. L'ho frequentato anch'io poi ho smesso perche' non mi interessava piu' e perche' frequentato da persone prevalentemente molto anziane. Una vicina di casa mi ha detto che uno dei due dipendenti ( un ragazzo di 27 anni) e' rimasto malissimo per il mio abbandono ed in effetti mi aveva cercato. Successivamente il giovane mi ha invitato piu' volte a rientrare alle attivita' ma io , avendo riprovato , ho smesso nuovamente perche' mi sentivo a disagio. D'altronde non si puo' pretendere che un uomo di 54 anni stia con delle vecchie pluriottuagenarie , alcune delle quali vengono per fare le primedonne.
Tuttavia con quel ragazzo era nata un'amicizia fatta di una telefonata alla settimana o qualche messaggio e la colazione al bar insieme il giorno dell'incontro settimanale e mi faceva piacere.Una mattina presto , gli faccio notare che una delle sue ospiti , potrebbe avere violato il regolamento condominiale. Apriti cielo. Si e' arrabbiato e mi ha risposto dicendomi"Stai calmo".In realta' non ero ne' agitato ne' arrabbiato ma solo un po' seccato anche perche' quella donna si comportava spesso in modo maleducato e quindi meritava di essere ripresa.In quel momento ho capito che l'amicizia era andata in fumo perche' si era incrinato definitivamente il rapporto di fiducia. L'ho percepito come se avesse detto "Stai zitto e non ti lamentare perche' non sei nessuno".Ho pensato che avesse dei pregiudizi nei miei confronti perche' e'un educatore e si sente sul piedistallo e che la sua amicizia non fosse disinteressata come la mia ma finalizzata a"salvarmi" e redimermi per poi riportarmi nel centro sociale. Insomma ho pensato avesse la sindrome della crocerossina tipica degli operatori sociali. Giorni dopo l'ho rivisto , gli ho chiesto di restituirmi delle cose che gli avevo prestato mesi prima e gli ho detto che non lo avrei piu' ne' contattato ne' cercato. Non mi ha chiesto spiegazioni come al solito e quindi ho intuito potesse avere provato una sensazione di sollievo .Mi sono sentito molto coinvolto e , stranamente , ammetto di avere avuto un atteggiamento un po' paternalistico nei suoi confronti. Sono stato malissimo 3 settimane perche' ho provato tanta rabbia e ansia e non mi e' passata del tutto.E' imbarazzantissimo incontrarlo e penso che se mi rivolgesse la parola potrei risponderglieli in modo violento e volgare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
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Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Gentili dottori, sono una donna di 35 anni che in concomitanza all’orgasmo ha sempre la fuoriuscita di abbondanti liquidi che tutti chiamano squirt. Personalmente nutre molto la mia autostima e coincide con una soddisfazione molto intensa, devo dire che anche per questo nella mia sessualità mi sento molto donna. I problemi però sono iniziati con la mia nuova relazione in cui il mio compagno dopo qualche volta di intimità ha cominciato a sollevare problemi di natura pratica ed igienica. Non credevo alle mie orecchie visto che un rapporto prevede sempre e comunque un interazione di questo tipo di sostanze corporee, credo ne sia l’essenza. All’inizio non ho dato molto peso dentro di me a questo ma con il passare del tempo ha cominciato proprio a minare la mia sicurezza, non mi sono sentita più accolta come donna. Io rimango io ma un uomo che non ti comprende beh il suo peso lo ha. Successivamente in certi giorni mi sono ritrovata a pensarci un po’ di più e a scoprirmi triste per questo, cosa assolutamente non nella mia natura. Sono sempre stata una donna libera da tutto e tutti. Ho pensato di lasciarlo ma vivo questo come una sorta di fallimento nella relazione che desidero stabile e duratura. Ho pensato di trovare altri amici di letto già avuti in passato liberi come me e provare a vedere se nel frattempo questo sentimento si evolve o regredisce, perché comunque un sentimento c’è, stiamo insieme da poco ma ci conosciamo da molto tempo. Al pensiero del piano “B” mi sento però scorretta mi dico che le cose si affrontano di petto e basta, del resto la verità è verità. Mi sento un pochino ad un bivio. Secondo voi sto soffrendo di depressione per questo? Sono affettivamente dipendente? È un problema di natura sessuale oppure come dentro di me penso dovrei mandarlo a camminare nelle ortiche e non pensarci più? Perché in realtà è ciò che vorrei fare ma non capisco perché a differenza di tutte le altre volte ora ho dubbi. Grazie a tutti in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
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Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Sono una mamma di un ragazzo borderline della classe b, (dicono tratti antisociali). È seguito da uno psicoterapeuta. Cosa posso fare per facilitare il suo percorso di guarigione? Puó guarire? È lungo il percorso? Un giorno sembra stare bene, l'altro si sente vuoto.
Fuma, beve, torna tardi la sera e non ha limiti. Grazie in anticipo per le risposte!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
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Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Sto da circa 10-11 mesi con la mia ragazza. Lei ha avuto varie relazioni; per me, invece, questa è la prima relazione seria, sicuramente la più duratura.
Attualmente sto vivendo un momento di crisi, perché mi interrogo su quello che provo per lei. Da un lato non so codificare bene le mie emozioni; dall’altro, da circa due o tre mesi, ho iniziato a rivendicare maggiormente i miei spazi rispetto all’inizio. Ho preso un po’ più le distanze, cosa che consideravo anche positiva, perché mi ha consentito di trovare un equilibrio maggiore e di vivere la coppia in modo più sereno.
Oggi però, e questo pensiero torna ciclicamente, è come se quella richiesta di equilibrio si fosse tradotta, a volte, anche in una distanza emotiva. Spesso, quando sto con lei, non è più come prima: avverto di aver perso entusiasmo e molte volte sono pervaso da una tristezza generale. Lei è molto più presa di me e, fosse per lei, andremmo anche a convivere, mentre per me non è affatto detto che questa possibilità esista.
Sempre più spesso, ultimamente, mi vengono pulsioni - che però non si traducono in nulla, o quasi nulla - verso altre ragazze. È come se avessi dei bisogni, non so se semplicemente sessuali o meno, insoddisfatti. Io e la mia ragazza ormai ci vediamo una o due volte a settimana, pur sentendoci tutti i giorni.
C’è poi una cosa che mi fa riflettere. Molte volte, anche all’inizio della relazione, nella mia testa c’era l’idea che, una volta trovata una relazione stabile, avrei potuto concentrarmi anche sul resto della mia vita. Mi rendeva tranquillo sapere di avere accanto una persona con cui stavo bene, dentro una relazione appagante sotto molti punti di vista. Ancora oggi, in parte, questo meccanismo si ripete: da un lato mi rassicura avere una persona vicino, dall’altro vorrei avere più voglia di vederla, condividere più cose con lei, sentire che riesce ad alleviare la mia tristezza. Invece faccio fatica a farla entrare davvero nella mia intimità e non so se questo dipenda da una mia chiusura o dal fatto che lei, in qualche modo, non riesca davvero a entrarci.
Non mi aspettavo un calo di questo tipo dopo così poco tempo. Pensavo che, eventualmente, sarebbe arrivato più avanti. E soprattutto il punto non è soltanto la questione degli spazi o dell’equilibrio personale: è il fatto che questa distanza, a volte, la percepisco come una distanza emotiva. Ed è questo che mi preoccupa di più. Non sono sicuro di sentire quello che sente lei. Sicuramente sento meno cose, o le sento in modo diverso. Ma non sono neanche sicuro di quale sia la soluzione.
Sono dispiaciuto perché non so cosa fare. Lei mi ha anche proposto di prenderci una pausa, ma non so se sia la scelta più giusta, perché io sono molto legato a lei. Non so se riesco a immaginarmi, almeno nell’immediato, dei momenti senza di lei, e ho anche paura di questa cosa. Le voglio un mondo di bene e non avverto che il nostro legame si sia concluso, però non riesco a esprimermi come prima. Vorrei essere rapito dall’amore e non lo sono, evidentemente, oppure non so riconoscerlo.
È come se avessi smesso di investire nella nostra relazione. In passato ci sono state alcune complicazioni: lei magari mi riprendeva perché mi voleva più presente, e forse questo ha influito. Sta di fatto che non so come uscire da questa situazione. A volte, scherzando, le ho anche proposto una relazione aperta, ma non so se fosse un modo per tenere tutto insieme nella mia testa: il suo affetto e, allo stesso tempo, la possibilità di provare altre esperienze. Oppure se fosse davvero una necessità.
Il motivo per cui, per ora, sto dicendo di no alla pausa è anche che molte volte, nella mia vita, tendo a funzionare così: faccio una cosa, poi a un certo punto mi finiscono gli stimoli e cerco subito altro. So che non è una dinamica sana, e infatti vorrei cambiarla. Però ho paura di non riuscirci. Non so se anche in questa relazione io stia ripetendo gli stessi schemi. E, se così fosse, non è detto che lasciarsi sia davvero la soluzione: rischierei forse di portarmi dietro le stesse dinamiche in un’altra relazione o in altre situazioni della mia vita.
Sta di fatto che questa situazione mi sta logorando. Provo un grande attaccamento nei suoi confronti, quasi naturalizzato nella mia quotidianità, e per me è importante avere dei riferimenti “certi”. Allo stesso tempo, però, mi rendo conto di aver smesso di investire nella nostra relazione. Non capisco perché. E non so se fino a ora ho trovato degli equilibri funzionali o se, semplicemente, fossero equilibri che mi permettevano di andare avanti.
Le domande che mi pongo sono: è normale o no? Il fatto che non immagini, al momento, progettualità con lei o che faccia fatica, è un limite? Quanto posso reggere questo peso? Come mai continuo ad avvertire dei bisogni che la relazione non ha coperto? Non mi riferisco solo alle pulsioni che citavo, ma anche, talvolta, alla necessità stessa di una ragazza. Non penso infatti che, se mi lasciassi, mi chiuderei ad un’altra relazione. Mi sto auto-sabotando e sto correndo troppo? Dovrei provare a concentrarmi di più sulla mia relazione?
Concludo dicendo che non abbiamo problemi sessuali e che non siamo in una fase in cui non riesco a vederla. Molte volte mi capita di annoiarmi, ma non provo fastidio né insofferenza nel vederla. Ne ho parlato varie volte con lei: sa tutto. Il motivo per cui continuo a dire di no alla pausa non è solo la paura di perderla o l’attaccamento che provo, ma anche il dubbio che allontanarmi possa essere una scorciatoia. Quello che dovrei capire è se sto attraversando una crisi della relazione oppure una crisi che riguarda il mio modo di vivere le relazioni e gli investimenti affettivi in generale.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
buongiorno, le competenze comunicative possono essere apprese e sono importanti in vari contesti della vita comprese le relazioni sentimentali. Le consiglio di attivarsi in tal senso, cosi come un percorso di psicoterapia breve può darle degli strumenti per poter interagire meglio con il suo patner
Buonasera a tutti,
Da un paio di mesi ho preso la decisione di resettare la mia vita, tabula rasa, zero spaccato, poiché non più in linea con la persona che sono oggi né con i miei desideri attuali. Sono molto contenta di questa scelta, mi fa sentire sollevata, e l'obiettivo finale sarà il trasferimento all'estero. Ho così iniziato ad appuntare le azioni necessarie per raggiungere l'obiettivo in questione ma non sto facendo molti progressi. Anzi, mi blocco con estrema facilità. Ho notato, infatti, che aggiungo compiti, quasi dei doveri, inutili o comunque di poco valore per la realizzazione del mio desiderio. Mi sto allontanando da ciò che voglio. Le azioni necessarie rimangono lì, su carta, in attesa, mentre io m'invento che prima devo fare quella determinata cosa altrimenti mi sembra di non poter procedere. Ma quella determinata cosa, se vista con discernimento, è irrilevante. Eppure se non la sbrigo è come se stessi "perdendo" chissà quale esperienza che poi secondo le mie paturnie, è un pilastro importante per il mio futuro all'estero. E una volta portata a compimento me ne viene in mente un'altra, sempre di poco conto, sempre irrilevante. E ancora i passi che contano non vengono fatti. Un circolo vizioso insomma. Sento come un timore silente ma pesante dentro di me che mi impone di chiudere per "bene" questo capitolo della mia vita. Di rallentare l'avvenimento in sé (il trasferimento) perché famiglia e lavoro avranno delle reazioni poco piacevoli. Sento come se avessi il dovere di non scuoterli troppo dalla mia decisione che inevitabilmente porterà cambiamenti anche nelle loro vite.
Qualche consiglio? Come esco da questa empasse?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Salve, scriverò qui per avere una delucidazione su come è meglio agire nel mio caso specifico. Sono abbastanza in crisi con me stessa per via del fatto che riconosco che ho dei comportamenti ossessivi ed altalenanti riguardo sia situazioni relazionali. Questi pensieri sono giornalieri e tolgono molta energia mentale, soprattutto mi fanno stancare a tal punto che mentre stavo cercando uno psicoterapeuta in zona sono scoppiata a piangere dal nulla. Sono consapevole che dentro di me c’è qualcosa che non va me non so esattamente cosa, devo affrontare la cosa anche se non capisco perché reagisco così. Chiaramente a 25 anni non posso stare così ma non so come affrontare la cosa in modo sereno. Qualcuno sa cosa è meglio fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
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Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Buonasera, come posso fare a farmi meno paranoie? Noto che ho una tendenza ad avere un pensiero quasi ossessivo ed è da un mese che penso con estrema ansia ad una situazione in ambito relazionale che in sostanza non può avere delle risposte immediate. Il problema è che un giorno vacillo e sto “tranquilla” mentre il giorno successivo ci penso così tante volte che mi sembra di uscire pazza. Purtroppo è un pensiero costante che ha preso una brutta piega da ormai quasi un mese e non so che fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
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Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
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Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Buona sera, è da 16 anni che sto con una persona . E sono 16 lunghi anni che quando si fissa , mi dice e ripete sempre le stesse cose .. mi accusa , per non aver creato una famiglia , mi addossa tutte le colpe .. me ne dice tante cose .. e anche molto pesanti .. io ho un carattere allegro e magari mi pongo anche in modo un po’ xhe può dare fastidio ma non manco di rispetto .. è così forte questa cosa che vorrebbe il controllo di tutto.. non ho potuto scegliere un lavoro e mi sono accontentata per lui , per non parlare delle altre cosa .. non faccio nulla se non con lui .. cosa mi dite , xhe è così ogni due tre settimane ,? Mi toglie anche telefonate e messaggi .. ma cosa può essere. ? Grazie mille dott
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
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Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Buongiorno, ho 27 anni e 3 mesi fa mi sono lasciato dopo 12 anni, di cui 9 a distanza. Il suo distacco è iniziato molti mesi prima e io ho tentato di dare sempre di piu per tenere tutto assieme mentre subivo ghosting, tradimento emotivo, ricatto emotivo, critiche sul mio aspetto fisico e infine voleva tenermi come paracadute emotivo mentre sperimentava altre relazioni. Questo periodo finale mi ha portato tanto giù e appena dopo la rottura sono stato molto male, ma adesso io non la voglio più, non voglio più quella relazione, non ho voglia di sentirla e non mi preoccupa sapere come sta o come sia la sua vita, rimane però lo strascico emotivo di tutto il dolore che ho tenuto dentro per mesi. Un mese fa ho conosciuto una ragazza e adesso abbiamo un appuntamento per conoscerci. Essendo la prima volta che affronto una rottura vorrei capire se sono pronto per questo passo, anche se so che questa nuova ragazza mi fa sentire bene e mi pace.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
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Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Cercasi psicoterapeuta-sessuologo/a nelle province di Fermo, Macerata o Ascoli Piceno.
Ho 32 anni e negli ultimi 11 anni ho intrapreso diversi percorsi psicoterapeutici e in periodo diversi senza riuscire a trovare una relazione terapeutica adatta a me.
Cerco uno/a psicoterapeuta, possibilmente perfezionato in sessuologia, che trasmetta tranquillità, solidità e umanità, capace di adattare tempi e modalità comunicative, senza essere eccessivamente focalizzato su tecnicismi e diagnosi precoci. Mi piacerebbe trovare qualcuno che possa accompagnarmi nel fare chiarezza su di me, aiutandomi a vivere con maggiore serenità, e che abbia esperienza anche con l'orientamento lavorativo (ho lasciato il lavoro da più di un anno).
Se qualcuno si riconosce in questo messaggio, risponda pure a questo messaggio.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
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Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Ciao, sono una ragazza di 25 anni e vi scrivo perché in questo periodo, che ormai si protrae da un po' di mesi, mi ritrovo il weekend senza aver nulla da fare e questa cosa mi sta pesando davvero tanto.
Tutti attorno a me hanno un sacco di impegni, escono con grandi gruppi di amici, hanno grandi compagnie e fanno sempre qualcosa, si divertono.
Io so di avere i miei amici su cui contare quando ho bisogno, so di non essere una persona sola, ma poi durante il weekend mi ritrovo comunque senza piani e automaticamente mi viene da rivalutare tutto: perché mi ritrovo da sola il sabato sera? Cos'ho di sbagliato? O Cosa ho fatto di sbagliato per non essere invitata? Non sono abbastanza simpatica? Non piaccio alle persone? Non ho davvero tanti amici?
Questa situazione sta diventando tanto frustrante e non so come uscirne perché allo stesso tempo non voglio diventare pesante con i miei amici e autoinvitarmi se loro fanno qualcosa con le loro compagnie.
Persino mia mamma di 60 anni esce molto di piú di me, perció, vivendo con lei, spesso mi ritrovo proprio a casa da sola e questa cosa mi fa sentire ancora piú sbagliata.
Peró sento proprio di star sprecando il periodo che tutti descrivono come il piú bello della vita cosí, senza fare niente.
Inoltre i social sicuramente non aiutano mostrando tutte le cose belle che fanno le altre persone. Mi sento molto appiattita, ingrigita da questa situazione che mi provoca una vera e propria frustrazione che ho paura di riversare sugli altri diventando antipatica e scontrosa e oltre tutto inficia ancora di piú sulla mia giá bassa autostima che non so come aumentare...
Grazie per le vostre risposte
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Sicuramente un percorso di psicoterapia breve le può essere utile.
buonasera ,qualcuno mi saprebbe indirizzare alla valutazione di una neurodivergenza? Ho notato da alcuni miei atteggiamenti di fare spesso stimming come strumento di regolazione emotiva ,faccio fatica a concentrami e ho spesso movimenti veloci e incontrollati
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte problematiche di carattere emotivo, psicologico e relazionale, ma anche per le difficoltà che possono accompagnare problemi di salute o periodi particolarmente stressanti della vita, può essere utile intraprendere un percorso psicologico.
Attraverso un approccio orientato alla terapia breve, spesso è possibile ottenere un primo significativo miglioramento già dopo pochi incontri, per poi consolidare e risolvere stabilmente il problema in un percorso che mediamente richiede circa 10 sedute, sia in presenza sia online.
Per informazioni o per prenotare una consulenza, può scrivermi tramite WhatsApp.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Mi sto scrivendo e vedendo in amicizia con la mi ex dopo 7 mesi dopo che l’ho lasciata, io mi sono reso conto di essere innamorato di lei, lei dice che non sa cosa succederà in futuro ma ora non cuore illudermi, però ci scriviamo tutto il giorno e facciamo delle cose insieme, spesso è molto dolce, io ci sto male perché non capisco cosa prova per me.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Perché la sorella della mia ragazza, mi sta sulle palle x il suo comportamento/carattere. Non mi piace neanche fisicamente, a volte non la sopporto e solo il fatto che lei ci sia, mi urta parecchio tuttavia, in queste ultime settimane penso molto al fatto che in un mondo parallelo mi piacerebbe fare sesso con lei. Come mai?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it.
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Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Salve dottori..sono una ragazza di 26 anni, ultimamente mi capita anche in ambito lavorativo, a contatto con la gente, di vedere dei colleghi che guardano delle ragazze o comunque donne magari vestite bene o comunque ben messe ecco..inoltre non so se può essere anche che con il mio ex fidanzato io sia stata sempre un pò in paura perché lui sapevo e vedevo che certe volte guardava altre, o metteva like a ragazze che si mettono in mostra ecc..e con un collega ad esempio sembra come se ci provasse con me, però poi vedo che gli capita di guardare delle ragazze..è come se mi paragonassi..diciamo che sono una ragazza in carne, quindi non mi vedo molto bene diciamo..però allo stesso tempo sono carina, ma ci sono momenti in cui non penso cosi..quindi è come se mi paragonassi ad altre ragazze più belle, che gli altri guardano, come posso anche in modo concreto togliere questi pensieri, queste paranoie, e non avere il pensiero che altre siano più belle, come posso riportare il pensiero a me, o forse avere anche più autostima, come posso riuscire?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Buongiorno Dottore , ho avuto una vita sentimentale disastrosa dove praticamente sembra che ogni uomo che si fidanza con me dopo non voglia accontentarsi di me . La maggioranza degli uomini che ho avuto sono stati loro che mi hanno proposto di fidanzarsi e ho notato che poi mi lasciavano perché sembra che ci sia sempre di meglio in giro. Un mio ex che si è voluto mettere con me dopo breve tempo ha incominciato a dirmi cose assurde ad esempio che preferisce una donna rumorosa a letto mentre io ero silenziosa facendomi pesare questa cosa , un altro ha incominciato a dirmi che voleva una donna con occhi chiari e con il seno grande ,ecc
Questi uomini che mi hanno detto queste cose non erano belli esteticamente per poter pretendere chissà cosa eppure pretendevano . Lo stesso ragazzo che si lamentava dei miei occhi scuri e di non essere dotata di seno lui stesso aveva gli occhi scuri e non era dotato . Quindi io posso capire se un uomo possa pretendere delle caratteristiche che lui stesso ha e le ricerca in una donna per avere un rapporto alla pari ,ma lui non aveva le caratteristiche che pretende eppure pretendeva una donna simile e la cosa assurda è che non si è mai interessato invece sul cosa potendo io ,magari anche io aspiro a un uomo migliore di lui e che quindi mi sto accontentando di lui .secondo il suo ragionamento io dovrei accontentarmi di lui mentre lui di me no. Ora vorrei riflettere e capire da voi che tipo di problemi avevano questi uomini per comportarsi cosi ? È possibile che hanno una visione distorta al punto di pretendere donne non alla loro portata e di non volersi accontentare? Io posso capire che ognuno ha i propri gusti ma bisogna anche guardarsi allo specchio e vedere cosa si offre per prendere e loro due non offrivano nulla di speciale
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
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Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Buonasera,
sono una ragazza di 26 anni e da sempre soffro di una forte ansia legata alla salute. Ho spesso paura di avere una malattia grave o incurabile e tendo a controllare frequentemente il mio corpo alla ricerca di sintomi. Paradossalmente, da anni evito di fare analisi o visite mediche perché ho il timore di ricevere un esito che possa cambiarmi la vita. In fondo, sono convinta di essere già malata.
Negli ultimi tempi questa situazione sta diventando sempre più difficile da gestire. Mi capita di avere attacchi d'ansia, anche mentre guido in autostrada: la paura che possa succedermi qualcosa e di non poter fermarmi mi porta a tremare e a sentirmi sopraffatta. In quei momenti cerco di riportarmi alla realtà con piccoli gesti, come pizzicarmi. e io amavo guidare, quindi è frustrante.
Trovo estenuante convivere ogni giorno con sintomi diversi e non riuscire più a distinguere ciò che è fisico da ciò che è legato all'ansia. Inoltre, mi rendo conto che passo molto tempo sui social media e che tendo a prestare particolare attenzione alle storie di persone malate, cosa che probabilmente alimenta ulteriormente le mie paure.
Sono consapevole che un percorso di psicoterapia potrebbe essermi utile e vorrei capire come affrontare questa situazione e ritrovare un po' di serenità. Vorrei anche capire se, sulla base di ciò che descrivo, ritenete opportuno che io faccia dei controlli medici per escludere eventuali problemi di salute oppure se il mio quadro sembra più compatibile con un disturbo d'ansia legato alla salute. è possibile migliorare o uscirne senza ricorrere ai farmaci?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
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Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Buongiorno, vorrei chiedere un parere professionale rispetto a una dinamica familiare che sta creando disagio sia a me sia alla mia compagna.
Io ho 26 anni e lavoro da circa 11 anni. Ho iniziato molto giovane nel retail, dove ho raggiunto ruoli di responsabilità in tempi relativamente rapidi (prima posizione manageriale a 23 anni), per poi intraprendere un percorso nel settore musica/spettacolo, che oggi rappresenta il mio ambito professionale principale.
Negli ultimi anni ho coinvolto la mia compagna in alcuni progetti lavorativi concreti. In particolare, ha collaborato a un festival di dimensioni importanti, svolgendo un lavoro che è stato riconosciuto e apprezzato da colleghi e professionisti del settore, con risultati tangibili e responsabilità reali. Per lei è stata un’esperienza significativa, anche dal punto di vista professionale.
La difficoltà riguarda il rapporto con i suoi genitori, che sembrano leggere tutto questo in modo molto diverso. Abbiamo spesso la percezione che il mio percorso venga ridimensionato o svalutato, ad esempio facendo intendere che i risultati ottenuti siano stati facilitati da mio padre, che io abbia avuto un percorso “facile” o che il mio lavoro non rappresenti una professione solida o reale quanto un impiego più tradizionale.
Parallelamente, ci sembra che anche l’esperienza professionale della loro figlia venga poco riconosciuta: nonostante abbia preso parte a progetti concreti e impegnativi, il messaggio implicito appare essere che ciò che fa nel mio ambito sia poco più di un “gioco”, o comunque qualcosa di non paragonabile a un lavoro “vero”.
L’aspetto che ci crea maggiore confusione è una forte percezione di contraddizione da parte loro: da un lato io vengo descritto, più o meno implicitamente, come un modello professionale poco affidabile o addirittura come una persona che potrebbe “allontanarla dalla realtà lavorativa”; dall’altro, però, il mio percorso è stato oggettivamente caratterizzato da anni di lavoro continuativo, crescita professionale e risultati concreti in più contesti (facilmente verificabili tra l'altro, considerando che la mia attività professionale è pubblicamente esposta).
Questa discrepanza ci lascia spesso disorientati e fa soffrire la mia compagna, che sente di non vedere riconosciuto ciò che sta costruendo.
A complicare il tutto c’è il fatto che nei rapporti diretti i toni sono generalmente cordiali e disponibili, mentre indirettamente emergono giudizi o narrazioni che ci fanno sentire poco compresi o svalutati.
Quale potrebbe essere una chiave di lettura di questa situazione?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
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Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Salve, sono mesi che attraverso momenti di totale abbattimento, nel senso che passo da giornate in cui riesco a essere positiva e mi sembra che la vita sia bellissima e giornate in cui vedo tutto nero e la mia testa inizia ad entrare in certi abissi e mi autoconvinco che tutti i sabotaggi che mi induco siano giusti perché è tutto inutile. Sono seguita da un tricologo a causa di una forte caduta di capelli accaduta circa 13 anni fa quindi seguo una cura ecc e sono mesi ormai che non riesco più a seguirla assiduamente proprio perché ho di continuo questa giornate buie e mi giustifico dicendomi che sia a causa della sindrome dell’ovaio policistico che ho, che sono solo momenti e che tutto passerà. Sono arrivata a un punto in cui mi sento disperata e vorrei aiuto per riuscire ad affrontare queste giornate ma la mia “paura” è che questo mio “problema” non sia degno di essere seguito da uno psicologo perché sono sciocchezze. Non ho mai avuto il coraggio di contattare uno specialista per poter parlare.
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Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
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Dott. Michele Scala
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