Domande del paziente (11)

    Vorrei sapere se due pastiglie di efexor (prese in due giorni diversi) possono peggiorare drasticamente un delirio già presente e di cui ha già sofferto in passato. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Buongiorno, in generale l'assunzione occasionale di due dosi di venlafaxina ddifficilmente determina un peggioramento marcato di un quadro delirante. Tuttavia, in soggetti con storia di disturbi psicotici o sintomi deliranti, gli antidepressivi possono in alcuni casi slatentizzare in modo indiretto tale quadro clinico, peggiorandolo. Per questo motivo, è sempre importante evitare l'assunzione autonoma e valutare qualsiasi terapia insieme a uno specialista, specie in presenza di pregressi episodi.


    Anni or sono avevo beccato una depressione in occasione della separazione, presi un antidepressivi x 2/3 anni e risolto il problema non ricordo il nome del farmaco. Adesso avviso una depressione latente nonostante diversi attività e impegni, palestra, passeggiate, volontariato, cinema etc.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Buongiorno, può capitare che anche a distanza di anni da un episodio depressivo si ripresenti una sintomatologia più sfumata, come quella che descrive, nonostante uno stile di vita attivo. Le attività che sta facendo sono molto utili ma a volte non sono sufficienti da sole a compensare una vulnerabilità dell'umore. In questi casi è indicata una rivalutazione specialistica per capire se si tratta di una "ricaduta" lieve e se possa essere utile un supporto psicoterapeutico e/o farmacologico. Intervenire precocemente è importante per evitare progressione eventuale dei sintomi, meglio escludere il peggio e migliorare la qualità di vita. Un caro saluto.


    Buon pomeriggio volevo sapere se Tolep provoca caduta dei capelli molto importante perché io da quando lo sto assumendo mi cadono i capelli

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Salve, la caduta dei capelli non è tra gli effetti più frequenti del Tolep (oxcarbazepina) ma in alcuni casi può comparire anche se più raramente rispetto ad altri farmaci. Detto questo, quando si nota una perdita di capelli dopo l'inizio di terapia è corretto considerare anche questa possibilità sopratutto se non ci sono altre cause evidenti (stress, cambi ormonali, carenze ferro, vitamine ecc). Il consiglio è di non sospendere autonomamente il farmaco ma di confrontarsi con il medico curante per valutare se può esserci una correlazione con altri aspetti organici meritevoli di approfondimento. Un caro saluto.


    Assumo da anni venlafaxina con dosaggio giornaliero.
    Dato che non sussistono più le condizioni per continuarne l'utilizzo, d'accordo con il medico di base, ho iniziato a ridurlo.
    Dopo 3 mesi continuo a procedere con una compressa da 37,5 ogni 4 giorni, e non riesco ad andare oltre perchè già al terzo giorno di privazione cominciano i capogiri, mal di testa, ronzii, ecc. Devo aspettare che questi effetti scompaiano prima di diluire ulteriormente l'utilizzo del farmaco o devo eliminarlo del tutto e aspettare che i sintomi scompaiano naturalmente?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Buongiorno, i sintomi che descrive (capogiri, mal di testa, ronzii, malessere generalizzato) sono molto frequenti durante la riduzione della terapia a base di Venlafaxina e rientrano nella cosiddetta sindrome da "sospensione" che può comparire quando il farmaco viene diradato troppo rapidamente. Assumerla ogni quattro giorni come sta facendo può favorire questo tipo di disturbi perchè i livelli di farmaco in circolo oscillano troppo. In genere è più efficace una riduzione graduale e regolare (leggera diminuzione del dosaggio giornaliero) non è necessario sospendere completamente e aspettare che passi, spesso questo approccio peggiora i sintomi. Consiglierei di rivedere lo schema di riduzione insieme al medico curante per renderlo più progressivo e più tollerabile. Un caro saluto.


    Sto prendendo tavor da più di un mese per ansia dato che devo affrontare delle operazioni importanti, per quanto tempo posso prenderlo,? E poi devo ridurlo?grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Salve, il Tavor (Lorazepam) può essere utile nelle fasi acute di ansia ma in genere è pensato per un utilizzo a breve termine. Dopo più di un mese di assunzione quotidiana è importante iniziare a ragionare su una riduzione graduale, sempre da concordare con il medico, per evitare effetti da sospensione. Non c'è una durata "uguale per tutti", siamo esseri umani non robot, per cui dipende dalla dose che sta assumendo e da come sta in questo momento. In alcuni alcuni casi si mantiene ancora per un periodo limitato, ma sempre con l'idea di scalarlo progressivamente. Il consiglio è di non sospenderlo autonomamente e bruscamente ma di parlarne con il suo medico di fiducia per impostare una eventuale riduzione lenta e valutare eventualmente un'alternativa più stabile per la gestione dell'ansia, se presente e se necessario. Un caro saluto.


    Sono un ragazzo di 25 anni con attacchi di panico difficoltà a respirare ed a digerire la psichiatra mi ha prescritto l'olanzapina da 2.5 due volte al giorno mattina e sera ...mi sveglio e non ho voglia di fare niente di vedere nessuno di pensare a me e paura di tutto di stare male di stare con le persone di tutto ...a volte mi prende un attacco di rabbia con voglia di togliermi la vita perché ormai la vedo finita per me senza riuscire a lavorare a studiare ad avere una ragazza e la depressione aumenta ...la psichiatra dopo 4 mesi di Olanzapina mi dice di avere pazienza ma io non ce la faccio più ...cosa posso fare per risollevarmi per avere la forza di affrontare la vita? Già seguo percorso psicoterapeutico ....prima prendevo il citalopram gocce e non stavo così male ...l'Olanzapina può dare questi effetti? Grazie dell'aiuto

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Da quello che racconta sta vivendo un periodo davvero pesante, non solo di umore basso ma anche di ansia, insicurezza, stanchezza e pensieri molto difficili da gestire. Il fatto che a volte compaia anche la voglia di farla finita è un segnale importante e non va ignorato. L'Olanzapina a basso dosaggio può aiutarla su ansia e agitazione, ma in alcune persone può dare sensazione di spegnimento, poca energia e motivazione. Quindi si è possibile che una parte di quello che sente sia legato alla terapia. Considerando che sono già passati 4 mesi ha senso rivedere la cura. Le consiglio di parlarne apertamente con il suo psichiatra oppure di valutare un secondo parere. Nel frattempo se i pensieri di farti del male dovessero aumentare non restare solo: contatta qualcuno di fiducia o si rivolga immediatamente ai servizi di emergenza locale (pronto soccorso, centro di salute mentale). Il fatto che stia facendo psicoterapia è un punto molto positivo. Un caro saluto.


    Domande su Fobie

    Buonasera, premetto che sono alla ricerca di uno psichiatra che subentri all precedente con cui non mi sono trovata per nulla bene..
    Assumo Cipralex da novembre 2024, sono a dosaggio stabile di 10 gocce da gennaio 2025. All’inizio mi ha dato molte difficoltà già dalla dose di 4 gocce, nausea e problemi intestinali, poi riassestati.
    Il farmaco mi è stato prescritto per attacchi di panico e altre difficoltà nell’area sociale, ho avuto diagnosi di autismo (+ansia e depressione, no ADHD) a seguito di bornout autistico a luglio 2024.
    Rispetto agli attacchi di panico è stato risolutivo e ho tratto beneficio su diverse aree. Sono seguita da una psicologa meravigliosa che davvero mi guida verso nuove consapevolezze.

    La domanda: negli ultimi 6 mesi ho avuto aumento di peso (pure seguendo una buona alimentazione) e problemi intestinali (diarrea ricorrente), mi sento anche sotto stimolata.

    Può essere il farmaco?
    (Ho 49 anni e non sono in premenopausa)
    Grazie per l’attenzione.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Buonasera, da quello che descrive il Cipralex sembra aver avuto un buon effetto sugli attacchi di panico, ma gli effetti collaterali che riferisce ( aumento di peso, disturbi intestinali, sensazione di iperstimolazione) sono compatibili con il farmaco e possono comparire anche dopo mesi di utilizzo. Questo non significa necessariamente che vada sospeso, ma che probabilmente la terapia com'è ora non è più perfettamente bilanciata sulla sua situazione clinica attuale. In questi casi è utile fare una rivalutazione clinica complessiva: capire se mantenere lo stesso farmaco modificando il dosaggio, oppure se orientarsi verso una soluzione meglio tollerata tenendo conto anche del suo profilo. Il fatto che stia già facendo un buon percorso psicologico è sicuramente un punto a favore, ma quando compaiono gli effetti collaterali persistenti è corretto integrare una revisione della terapia farmacologica. Le consiglio quindi di non modificare la terapia in autonomia ma di confrontarsi con uno specialista per trovare un equilibrio adatto e sostenibile nel tempo, perchè spessp il punto non è " funziona o non funziona" ma trovare una terapia che funzioni, senza farla stare peggio sotto altri aspetti, come cucire un abito su misura in base al momento. Un caro saluto.


    Buongiorno, ho 62 anni e per circa 15 anni che sto assumendo paroxitina una compressa da 20mg al giorno, mi è stata prescritta da un psichiatra per ansia e attacchi di panico, con paroxitina mi sento bene in equilibrio mentale . Dovrei intraprendere un servizio di vigilanza armata, in commissione non mi hanno concesso l' idoneità per il porto d' armi, la mia domanda è: cosa posso fare? , devo andare ancora in commissione in caso di sospensione del farmaco?, sapendo che se salto un giorno di assunzione del farmaco cominciano i capogiri, vertigini, e senso di gonfiore alla testa. Se può darmi qualche consiglio la ringrazio infinitamente. Saluti. Fabio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Buongiorno, la situazione che descrive è abbastanza frequente: da un lato la terapia con paroxetina che la mantiene in equilibrio, dall'altro la necessità di ottenere un'idoneità per attività lavorativa specifica. va detto con chiarezza che la presenza di terapia psichiatrica in atto può effettivamente influenzare il giudizio di idoneità al porto d'armi ma questo non significa che non ci siano alternative. La sospensione del farmaco non va fatta assolutamente in autonomia perchè può dare sintomi tipici che possono essere molto intensi e va fatta in modo graduale. Quello che si può valutare è un percorso strutturato: capire se la terapia è ancora necessaria, se può essere rimodulata o sostituita e farlo in modo graduale e sicuro monitorando la stabilità clinica. Le consiglio quindi una valutazione specialistica mirata proprio per bilanciare l'obiettivo di sicurezza clinica, obiettivo lavorativo evitando decisioni rischiose e troppo rapide. Un caro saluto.


    Buongiorno ho preso un quarto di nozinan ma è aumentata stitichezza e ho un prolasso rettale e sono ingrassata. Di giorno prendo zoloft da 100 e exequa. Ora lo psichiatra mi dice di ridurre il quartino. L ho fatto e stanotte non l ho più preso e ho dormito. Può essere che mi abbia regolarizzato il sonno? Grazie Giulia

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Buongiorno Giulia, quello che descrive può succedere: il Nozinan (levomepromazina) anche a basse dosi può dare effetti collaterali come stitichezza, aumento di peso e senso di "appesantimento". Il fatto che una notte senza farmaco sia andata meglio non significa necessariamente che il sonno si sia "regolarizzato" ma può indicare che in questo momento quella terapia non è più ben tollerata e non più adatta a lei. La riduzione come le ha già indicato il suo Psichiatra è il primo passo corretto, quello che è importante è capire ora se il sonno regge nel tempo e come si comportano ansia e umore senza quel farmaco. In questi casi spesso si valuta una modulazione della terapia serale scegliendo soluzioni più leggere meglio tollerate, senza peggiorare il quadro di base. Può essere quindi utile condividere con il suo terapeuta per una rivalutazione mirata.


    Buongiorno dottori io assumo daparox da 15 anni per ansia è doc.. solo che mi succede che mi sento come disconesso dal mondo esterno cioè mi sento come se non mi rendo conto dove sono anche se so che sono a casa mia ma mi sento come se fossi dentro una bolla una sensazione strana.. adesso la mia domanda tutto questo può essere che melo causa il farmaco che assumo da tanti anni oramai... che magari mi sta facendo rimbambire oppure è altro?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Buongiorno, la sensazione che descrive (disconnessione) è un fenomeno abbastanza frequente nei disturbi di ansia e dopo lungo tempo di terapia con SSRI. Nella maggior parte dei casi non è segno di qualcosa di grave ma è spesso legato a stati d'ansia prolungati o a un sovraccarico mentale. Dopo molti anni di terapia con lo stesso farmaco è comunque corretto chiedersi se sia ancora quello più adatto alla sua situazione clinica attuale, ma non è detto che sia la causa diretta del sintomo. Piuttosto è importante capire quando compare questa sensazione, quanto dura, se è associata a momenti di maggiore stress o tensione. Il consiglio è di non modificare la terapia in autonomia ma di fare una valutazione mirata per distinguere se si tratta di un fenomeno ansioso, legato alla terapia o a una combinazione dei due. Questo tipo di sintomo è spesso reversibile ma va inquadrato correttamente per evitare che rimanga nel tempo. Un caro saluto.


    Salve Dr. Io sono un caso clinico perché nessun farmaco mi fa' effetto, ho preso tutti i farmaci e se dico tutti significa tutti ! L'unico che mi tiene un po' sú di morale è Mutabon antidepressivo, rimane il fatto che anche questo inizia a darmi fastidio,la mattina ho difficoltà a svegliarmi ,durante il giorno ho sonno e mi sento debole . Lo psichiatra mi ha aggiunto Escitalopram insieme al Mutabon iniziando con mezza pasticca e poi prenderne 1 intera . Io ho letto che 2 farmaci che fanno la stessa funzione non vanno presi ! Io sono operata al cuore nel 2.019 x cambio valvola Aortica con stenosi e hanno inserito la Biologica . 2 mesi fa' a Febbraio ho avuto Pericardite che mi sto curando con Aspirina 500 rapida e mezza Colchicina da prendere mattina e sera . Cosa mi consiglia prendo il Mutabon con Escitalopram? Dimenticavo ....ho 65 anni ma me ne danno circa 50 giusto x dirle che sono molto giovanile. Cordiali saluti e grazie .

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Melanie Di Salvatore

    Buongiorno, capisco la frustrazione: quando si prova più di una terapia senza beneficio stabile è facile sentirsi " un caso difficile", ma in realtà spesso significa solo che la terapia va rivista in modo più mirato. ( E' come chi ha il diabete,il diabete ci sarà sempre ma quando la glicemia varia si modifica la terapia, solo che sull'umore si sente il dolore mentale). Il Mutabon può dare sonnolenza, stanchezza e difficoltà al risveglio come sta notando. L'aggiunta di escitalopram non è necessariamente sbagliata perchè i farmaci hanno meccanismi diversi, ma va gestita con attenzione e cura, sopratutto considerando la storia cardiologica e le altre terapie in corso. In questi casi il punto non è aggiungere farmaci ma capire cosa sta funzionando davvero, cosa no e se la combinazione attuale è la più adatta per lei, valutando anche tollerabilità ed effetti collaterali. Le sconsiglio di modificare la terapia in autonomia: con un quadro come il suo è importante una valutazione complessiva, che tenga insieme la parte psichiatrica e le condizioni cliniche. Con un inquadramento più preciso, multidisciplinare spesso si riesce a trovare una terapia meglio tollerata e più efficace anche quando le esperienze precedenti sono state deludenti. Un caro saluto.


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