Domande del paziente (4)

    Domande su Idrocefalo

    Ho mia mamma di anni 75 che soffre di Idrocefalo Normoteso, quando era bambina ebbe una meningite che nel tempo ha portato la nascita di questa patologia, ora non essendosi mai sottoposta ad intervento, non deambula, porta pallone, e dobbiamo aiutarla in tutto perché spesso anche mentalmente non é presentissima. Nell'ultimo periodo era peggiorata, la vedevamo diversa e aveva perso qualche movimento, poi abbiamo scoperto che era in corso una infezione causata dal rene sinistro ostruito da calcoli... Per ora gli hanno applicato stunt renale e sta continuando gli antibiotici, quello che però abbiamo notato é stato un miglioramento delle capacità cognitive come ad esempio l'uso della mano, prima aveva più difficoltà a portarsela alla bocca ora riesce anche a mangiarsi le unghie ( cosa che non faceva da anni). Mia mamma non ha mai provato il tap test o altre possibili soluzioni, si é sempre optati per soluzioni farmaceutiche ad esempio uso del Diamox ( che non portava nessun beneficio), quello che mi domando, può essere che la problematica renale era già presente da qualche anno e questo ha portato ad un maggiore accumulo di liquido a livello dell' idrocefalo? Eventualmente che test potrebbe fare una volta ristabilita fisicamente per provare ad avere una qualità di vita anche solo leggermente migliore. Grazie per i vostri pareri.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Marco Percetti

    Buongiorno,
    Patologie croniche, come l'idrocefalo normoteso, possono subire dei peggioramenti in concomitanza ad eventi intercorrenti, come l'infezione delle vie urinarie nel caso di sua madre. Di solito, il peggioramento è transitorio ed è conseguente alla risoluzione dell'evento intercorrente. Tuttavia, può essere che la risoluzione non sia completa e che si aggiunga un gradino di peggioramento rispetto alla situazione precedente l'evento.
    Per quanto riguarda il trattamento dell'idrocefalo normoteso, ad oggi non vi è evidenza di un beneficio farmacologico come diuretici, mentre è indicata, qualora non vi fossero particolari controindicazioni, la deliquorazione mediante tap test in ambiente ospedaliero controllato (es: day hospital oppure ricovero). In base all'esito del tap test viene deciso poi l'iter terapeutico migliore.
    Per il tap test è necessaria una valutazione neurologica e/o neurochirurgica, a seconda della struttura a cui ci si rivolge.

    Si ricorda che la suddetta risposta non sostituisce la visita.


    Il mio neurologo mi ha prescritto quetiapina 25 al mattino, ma vista la forte sonnolenza diurna, me lo ha spostato la sera quando sto prendendo xanax (8 gocce)da diminuire gradualmente fino a zero.
    Domando se la sera per il periodo in cui assumo sia xanax che quetiapina avro' troppa sedazione.
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Marco Percetti

    Buongiorno,

    Prendendo la quetiapina la sera dovrebbe diminuire la sonnolenza diurna, avendo il farmaco una durata d'azione di 6-12 ore. Andando a diminuire lo Xanax di sicuro questo effetto si ridurrà di conseguenza.

    Si ricorda che il contenuto sopra riportato non costituisce una visita medica e non sostituisce l'eventuale necessità di una valutazione clinica specialistica.


    Salve , da 3 settimane prendo efexor. Premetto che da qualche anno prendevo quello di dosaggio inferiore a causa di eventi spiacevoli sono stata male. Molto nervosismo, malessere generale e molta ansia. Così il medico mi ha detto di prendere la compressa a rilascio prolungato. Ho paura perché allo stato attuale ancora non sto benissimo . Alcune cose vanno meglio ma ancora ho ansia la notte non dormo e sento i miei battiti tutta la notte. Inizio a stare male a letto quando devo dormire. Perché? È normale che ancora non ho i benefici della pillola? Grazie e scusate se mi sono dilungata

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Marco Percetti

    Buongiorno,
    Se già da qualche anno prendeva il farmaco, ma ad un dosaggio basso, può essere che il farmaco fosse sottodosato per lei e quindi non le desse beneficio.
    Per quanto riguarda l'effetto del nuovo dosaggio e della formulazione a lento rilascio, avendolo iniziato da tre settimane è ancora presto per vedere dei benefici. Tenga conto che i farmaci con questo meccanismo d'azione hanno bisogno di almeno 3-6 mesi a dosaggio terapeutico per fare effetto e ristabilire l'equilibrio a livello dei circuiti implicati nell'ansia e nei disturbi dell'umore.
    E' sempre bene poi associare ai farmaci un percorso di psicoterapia.

    Si ricorda che il contenuto sopra riportato non costituisce una visita medica e non sostituisce l'eventuale necessità di una valutazione clinica specialistica.


    Domande su Sindrome delle gambe senza riposo

    Ho 76 anni da un po di tempo qualche notte dal ginocchio fino al piede di notte non riesco a tenere ferme le gambe cerco il fresco ma non mi si raffreddano, la durata è invariata a dimenticavo sono donna attendo risposta grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Marco Percetti

    Buongiorno,
    Il suo problema sembrerebbe inquadrabile in quella che si chiama "sindrome delle gambe senza riposo".
    Le consiglio di fare una valutazione neurologica dove è più comoda per valutare il quadro a 360°, nonché impostare i primi accertamenti ed eventualmente terapia specifica.

    Si ricorda che la suddetta risposta non sostituisce la visita.


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