Domande del paziente (4)

    Salve, è da circa 3 mesi che ho una macchia rossa piccola sotto il sopracciglio che mi è spuntata dopo aver levato dei peli con la pinzetta. Inizialmente la macchia si era gonfiata e al tatto si sentiva una pallina, come se fosse piena di liquido. Ad oggi è piatta, ma pur sempre rossa (a volte di più e altre di meno durante la giornata) sapete cosa può essere? Ho provato pomate sia al cortisone che senza, ma non noto minimamente miglioramenti. Sto iniziando davvero a pensare che l’avrò per tutta la vita. Più che altro vorrei sapere che tipi di creme si utilizzino in questi casi, purtroppo so che non avete una foto però spero di averla descritta bene

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Francesca La Marca

    Salve, purtroppo senza una valutazione diretta o una fotografia è difficile fare una diagnosi precisa, però da come la descrive potrebbe trattarsi semplicemente di un esito infiammatorio post-traumatico/follicolare comparso dopo la rimozione del pelo con la pinzetta. Il fatto che inizialmente fosse presente una piccola tumefazione “a pallina” fa pensare ad una reazione infiammatoria locale o ad una follicolite/foruncoletto poi rientrato.
    La persistenza del rossore per alcune settimane o mesi non è così rara, soprattutto in una zona delicata e molto vascolarizzata come quella perioculare. Inoltre il cortisone, soprattutto se utilizzato senza una diagnosi precisa e per periodi prolungati, non sempre aiuta e in alcune situazioni può persino mantenere irritazione o arrossamento.
    La cosa rassicurante è che da quello che descrive la lesione sembrerebbe essersi appiattita e non evolvere ulteriormente, quindi difficilmente penserei “a qualcosa di grave” o a una situazione destinata necessariamente a restare per tutta la vita.
    In questi casi spesso si preferiscono prodotti molto delicati, lenitivi/riparatori della barriera cutanea, evitando di continuare a cambiare creme frequentemente o manipolare la zona. Anche sfregamenti, pinzette o continue osservazioni possono mantenere l’arrossamento più a lungo.
    Attenzione anche all’esposizione solare: il sole può mantenere o accentuare il rossore residuo e favorire una persistenza dell’esito infiammatorio. Per questo può essere utile applicare una fotoprotezione elevata anche sulla zona interessata.


    Domande su Alopecia

    Ho 24 anni e scrivo per avere un chiarimento riguardo alla situazione dei miei capelli.

    Ho sempre avuto capelli folti, lisci e in buono stato, che porto anche abbastanza lunghi. Da ottobre 2025 a febbraio 2026 ho lavorato come magazziniere presso Amazon in turno notturno, in un contesto molto stressante e fisicamente impegnativo, mangiavo poco e male e dormivo poco e male e non prendevo mai sole. Durante quel periodo ho sviluppato per la prima volta dei sintomi al cuoio capelluto (prurito e piccole lesioni inizialmente interpretate come brufoletti), successivamente diagnosticati come dermatite seborroica. Il primo dermatologo mi ha prescritto uno shampoo specifico chiamato Melis e Zirtec, con un integratore biotina che non ho preso pesando non fosse necessario e pensando di risparmiare dei soldi. La dermatite seborroica dopo l’utilizzo di questi due farmacia è svanita in circa una settimana.


    Successivamente ho proseguito le cure, ma ho iniziato a notare un possibile diradamento dei capelli nella zona frontale e del vertice, ma forse un po’ in tutta la testa mentre la nuca sembra non essere coinvolta. Per questo motivo ho consultato un secondo dermatologo, che ha formulato diagnosi di alopecia androgenetica basandosi principalmente sull’osservazione della mia attaccatura, osservandone piuttosto superficiale a mio parere e dandomi decine di cose da prendere integratori e vari e shampoo specifici.

    Considerando la mia età (24 anni), la comparsa relativamente improvvisa del diradamento e la coincidenza temporale con il periodo di dermatite seborroica e forte stress lavorativo, ho deciso di approfondire ulteriormente la situazione.

    Mi sono quindi rivolto a un altro studio specialistico dove è stata confermata la diagnosi di alopecia androgenetica tramite tricoscopia. In quell’occasione mi è stata proposta la seguente terapia:

    * Minoxidil orale 3 mg
    * Finasteride topica 0,5% (schiuma)
    * Integratore a base di cisteina, metionina, CoQ10, vitamine A ed E e altri componenti

    Mi è stato inoltre richiesto un controllo cardiologico con ECG prima di iniziare il minoxidil orale, e un controllo dopo 6 mesi per vedere se ci sono stati benefici. La mia situazione sembrerebbe essere lieve a detta della dottoressa.

    Sono uscito da questa visita con molti dubbi e una forte preoccupazione. Nonostante io sia uno stile di vita sano (non fumo, non bevo, pratico sport e curo l’alimentazione), ma mi è stato prospettato un trattamento continuativo nel tempo per mantenere la situazione stabile. Ho comunque 24 anni e ho i miei periodi di stress causa università o causa lavoro che ho fatto come quello in Amazon, nulla di troppo eccessivo.

    Mia mamma ha 49 anni e solo da due anni da ha notato un po di diradamento di capelli ma è in menopausa quindi è normale. Mio papà ha 50 anni e da quando che ha 40 anni che ha notato un diradamento dei suoi capelli, tutt’oggi ha ancora capelli in testa diradati si, ma li ha sempre tenuti corti quindi non è una stazione disastrosa. Vista l’età dei mie genitori mi sembra assurdo dovermi io iniziare a preoccuparmi di una malattia del genere a questa età (24 anni) considerando anche l’idea che prima o poi quasi tutti gli uomini iniziano ad avere questo tipo di problema ma magari dai 40 anni in sui proprio come mio papà.

    Vorrei quindi chiedere ulteriori pareri sulla diagnosi e sul rapporto tra dermatite seborroica, stress e diradamento dei capelli, oltre a chiedere se veramente dovrò prendere Minoxidil e finasteride a vita a partire dai miei 24 anni.

    Se interrompo il trattamento con Minoxidil e Finasteride, la caduta dei capelli riprenderà dal punto in cui si era fermata grazie ai farmaci, oppure perderò rapidamente i benefici acquisiti tornando alla situazione estetica che avrei avuto se non avessi mai iniziato la cura?

    Questi due farmaci causano dipendenza per il mio cuoio capelluto? Come dire? Senza di essi i miei capelli non ci potranno più stare? Saranno sempre più deboli fino a scomparire?

    L’idea di dovermi impasticcare di farmaci dai miei 24 anni per la vita mi distrugge.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Francesca La Marca

    Capisco sinceramente la tua preoccupazione, anche perché a 24 anni l’idea di iniziare una terapia continuativa può spaventare molto, soprattutto quando fino a poco tempo fa non avevi mai avuto particolari problemi ai capelli.
    Il periodo che descrivi: stress intenso, sonno alterato, alimentazione disordinata, lavoro notturno, dermatite seborroica, può assolutamente avere avuto un ruolo nel peggiorare temporaneamente la situazione e nel renderti molto più attento a ogni cambiamento del cuoio capelluto e della densità dei capelli. Situazioni così possono anche causare un telogen effluvium, cioè una caduta reattiva diffusa.
    Detto questo, se alla tricoscopia sono stati rilevati segni compatibili con alopecia androgenetica, è probabile che esista una predisposizione di base, verosimilmente lieve e iniziale, che questo periodo ha semplicemente reso più evidente. Questo però non significa automaticamente andare incontro a una forma aggressiva o rapidamente evolutiva, anche considerando la familiarità che descrivi.
    Per quanto riguarda la terapia proposta, è una terapia assolutamente sensata e oggi molto utilizzata nei quadri iniziali di alopecia androgenetica. Minoxidil e finasteride non “rovinano” i capelli e non creano dipendenza del cuoio capelluto. Semplicemente aiutano a rallentare o contrastare il processo finché vengono utilizzati.
    Se un domani venissero sospesi, nel tempo si perderebbe gradualmente il beneficio ottenuto e i capelli tenderebbero a seguire quella che sarebbe stata la loro naturale evoluzione senza trattamento. Non c’è però un effetto “rimbalzo” nel senso di diventare improvvisamente peggio solo perché hai iniziato la terapia.
    Detto questo, non esiste un’unica strada valida per tutti. La scelta della terapia è sempre condivisa e deve tenere conto anche di come la persona vive psicologicamente la situazione. Ci sono pazienti che preferiscono trattare subito in modo più deciso, altri che preferiscono un approccio più graduale o iniziare con terapie esclusivamente locali, che a volte vengono vissute con maggiore serenità rispetto a una terapia sistemica.
    L’importante è che il paziente venga informato correttamente sui benefici, sui limiti e sulle possibili alternative terapeutiche, così da poter scegliere in modo consapevole il percorso più adatto. Hai 24 anni, e il fatto che l’idea di assumere farmaci “a lungo termine” ti pesi emotivamente è una cosa del tutto normale. Per questo credo che la decisione vada presa senza ansia e senza vivere la situazione come una condanna, ma valutando serenamente il rapporto tra beneficio atteso, impatto psicologico e reale entità del problema. La cosa migliore è continuare a seguire il quadro nel tempo con controlli tricologici seri e fotografie comparative, così da capire con maggiore chiarezza quanto la situazione sia realmente stabile o evolutiva, e scegliere eventualmente il percorso terapeutico più adatto a te.


    Salve, soffro di dermatite atopica (diagnosticata) da più di due anni su bene o male tutto il corpo. Da un anno, inoltre, la zona labbra e contorno labbra è diventa un altro luogo dei sintomi peggiorando drasticamente la qualità della mia vita, soprattutto psicologicamente. Non senza un gran fatica e angoscia la riesco a gestire con Elidel pimecrolimus(a volte nemmeno e i sintomi si presentano anche durante l'applicazione)sospendendo i sintomi che tornano puntuali 2-3 giorni dopo l'interruzione di cicli di 5 giorni circa. In altre zone del corpo invece le remissioni sono molto lunghe, anche per molti mesi, fino ad un anno di assenza di sintomi. Se non applico Elidel per più di 4 giorni la situazione diventa gravissima. Oltre a questa condizione atopica, sono a risultato allergico, secondo Alex test, al massimo livello rispetto agli acari della polvere, che però sono dappertutto. Con questi presupposti mi chiedo che margini di azioni ho, anche per questa allergia in relazioni agli eczemi. Ho sentito molto parlare di nuovi farmaci biologici per forme moderate e severe di dermatite. So che, essendo molto costosi, ci so dei criteri di prescrizione molto rigidi e dunque mi chiedo se con le condizioni cliniche che ho scritto sopra posso risultare idoneo alla prescrizione.Ringrazio tutti coloro che avranno la pazienza e la cortesia di leggermi. Cordiali saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Francesca La Marca

    Salve, mi dispiace molto per la situazione che descrive, perché la dermatite atopica, soprattutto quando interessa labbra e contorno labbra, può diventare davvero molto pesante da gestire anche dal punto di vista psicologico e della qualità della vita quotidiana. Da quello che racconta, il quadro sembrerebbe compatibile con una dermatite atopica particolarmente persistente a livello periorale. È una zona molto delicata, continuamente esposta a saliva, sfregamenti, alimenti, dentifrici, cosmetici e irritazioni varie, quindi purtroppo tende spesso ad essere più difficile da stabilizzare rispetto ad altre aree del corpo.
    Il fatto che Elidel riesca comunque a controllare almeno in parte i sintomi è coerente con una componente eczematosa/atopica, anche se la rapida ripresa dopo la sospensione fa pensare ad una barriera cutanea ancora molto fragile e reattiva in quella sede.
    Per quanto riguarda gli acari, è importante chiarire una cosa: la positività elevata all’Alex Test non significa automaticamente che tutta la dermatite sia causata dagli acari. Nella dermatite atopica esiste già una predisposizione infiammatoria e una disfunzione della barriera cutanea; gli allergeni ambientali, compresi gli acari, possono contribuire a mantenere o peggiorare il quadro, ma raramente rappresentano l’unica causa del problema.
    Ridurre l’esposizione agli acari può comunque avere senso (coprimaterassi antiacaro, attenzione alla polvere, lavaggi frequenti ecc.), pur sapendo che eliminarli completamente è impossibile.
    Per quanto riguarda invece le nuove terapie biologiche e sistemiche: sì, oggi esistono farmaci molto efficaci che hanno cambiato enormemente la gestione delle dermatiti atopiche moderate-severe. La valutazione però non si basa soltanto su “quanta pelle” sia coinvolta, ma anche su:
    - sede delle lesioni,
    - frequenza delle riacutizzazioni,
    - impatto sulla qualità della vita,
    - necessità continua di terapia,
    - prurito,
    - disturbo del sonno,
    - difficoltà nel controllo con le sole terapie topiche.
    Quindi anche un interessamento particolarmente cronico e invalidante del volto o delle labbra può avere un peso importante nella valutazione terapeutica.
    Naturalmente serve una visita specialistica dedicata, anche perché nelle forme periorali persistenti spesso è utile valutare se coesistano anche altre componenti, ad esempio irritative o allergiche da contatto.
    La cosa che mi sento però di dirle è questa: oggi fortunatamente le possibilità terapeutiche sono molte più rispetto a qualche anno fa. Quindi non pensi automaticamente che dovrà convivere per sempre con una situazione così instabile o così impattante. Nei casi selezionati esistono percorsi terapeutici che possono davvero migliorare molto la qualità della vita.


    Buonasera,
    Mi è arrivato il referto istologico per la rimozione di un neo.
    Cosa significa il seguente
    “Nevo giunzionale accompagnato da linfociti e melanofagi ( margini liberi )
    Grazie per l’attenzione

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Francesca La Marca

    Il referto indica che il neo rimosso era benigno, quindi non ci sono segni di tumore maligno. La frase “margini liberi” significa inoltre che il neo è stato tolto completamente.
    La presenza di cellule infiammatorie (“linfociti e melanofagi”) è un reperto frequente e non preoccupante. Può quindi stare tranquillo/a.
    Le consiglio soltanto di continuare i normali controlli dermatologici periodici.


Domande più frequenti

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