Domande del paziente (10)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora,
È importante indagare quanto prima, poiché una condizione asintomatica potrebbe slatentizzarsi nel tempo.
I sintomi che descrive, come le vertigini e i presincopi, potrebbero essere imputabili...
Altro
Buongiorno da diverse settimane continuo ad avvertire gli stessi sintomi di mesi fa: una sensazione di bruciore e arrossamento della pelle (in particolare su viso, occhi e corpo), oltre a formicolio, pizzicore e bruciore diffuso soprattutto nelle gambe che va e viene nell'arco della giornata sia a riposo che in movimento.
Avverto inoltre debolezza muscolare, con frequenti episodi in cui le punte delle dita delle mani e dei piedi risultano fredde/bianche e mal di testa localizzato nella parte sinistra che scende nel viso e senso di sete.
Quasi sicuramente tutti questi sintomi magari sono correlati a uno stato di stress prolungato.
L'anno scorso e quest'inverno ho fatto sei ecodoppler agli arti inferiori e superiori con esiti sempre negativi. Che ne pensate? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la sintomatologia che descrive è piuttosto aspecifica, nel senso che non è facilmente riconducibile a un’unica condizione patologica, ma può avere diverse possibili cause.
Alcuni dei disturbi che riferisce, in particolare debolezza muscolare, cefalea e senso di sete, possono essere compatibili con uno stato di disidratazione. Un primo semplice suggerimento è quindi quello di curare adeguatamente l’idratazione, assumendo acqua e, se necessario, anche soluzioni con elettroliti.
È inoltre importante approfondire con esami ematici di base, comprensivi di funzionalità epatica e renale, oltre a un esame delle urine, così da orientare meglio il ragionamento clinico ed escludere eventuali alterazioni metaboliche o sistemiche.
Per quanto riguarda il prurito e il bruciore diffuso, soprattutto a carico di mani e piedi e scatenato o accentuato dallo stress, in rari casi questi sintomi possono rappresentare manifestazioni iniziali di condizioni sistemiche come la Malattia di Fabry. Il fatto che gli ecodoppler agli arti siano risultati ripetutamente negativi va nella direzione di escludere problematiche vascolari locali e supporta piuttosto l’ipotesi di un quadro più sistemico.
Nel complesso, le consiglio di effettuare una visita internistica, che permetta di valutare in modo globale i sintomi e impostare eventuali ulteriori accertamenti mirati.
a presto,
Dott.ssa Claudia Carnuccio
In esiti di safenectomia magna sinistra si osservano alcune varici recidive di coscia e gamba. Non recidive inguinali. Reti teleangectasiche diffuse. Circolo venoso profondo femoro popliteo gemellare pervio comprimibile continente non segni di TVP. Safene esterne pervie continenti. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Dal referto trascritto emerge che, a sinistra, sono presenti varici venose recidive a livello della coscia e della gamba, associate a teleangectasie, ovvero piccoli reticoli venosi superficiali a prevalente significato estetico. L’esame esclude segni di trombosi venosa profonda o di flebiti superficiali in atto.
Non conoscendo il motivo per cui l’esame è stato eseguito, è possibile formulare esclusivamente queste considerazioni sulla base di quanto riportato nel referto.
Le varici attualmente presenti rappresentano l’espressione della progressione di una patologia cronica, quale l’insufficienza venosa, e pertanto ne è indicato il trattamento al fine di ridurre il rischio di possibili complicanze.
Le raccomando pertanto una rivalutazione angiologica per definire l’eventuale percorso terapeutico in base alle Sue esigenze.
Salve. Vedo pulsare la carotide sinistra nel collo e quando mi sento più ansiosa del solito è evidente in maniera impressionante . Non ho altri disturbi, la pressione è normale tranne, anche quella, quando sono un pò agitata. Cosa può essere?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora, la pulsazione che riferisce a livello della carotide sinistra è, nella maggior parte dei casi, un fenomeno benigno. Può risultare più evidente in condizioni di ansia o agitazione, rendendo le pulsazioni più percepibili.
Il fatto che la percezione sia più marcata rispetto al lato destro può comunque meritare un semplice approfondimento a scopo prudenziale.
In questi casi, un esame non invasivo come l’ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici consente di escludere la presenza di eventuali varianti di decorso (angolature) o dilatazioni patologiche (aneurismi), soprattutto qualora oltre alla pulsazione si avverta anche, alla palpazione, una tumefazione o massa pulsante.
Buonasera, a mia mamma sono state prescritte dall' ortopedico delle iniezioni di acido ialuronico ad entrambe le ginocchia per consumo della cartilagine.
Mi è sorto un dubbio. Avendo un linfedema alla gamba sinistra dovuto ad un intervento chirurgico di rimozione di un tumore a cui è seguita la rimozione dei linfonodi, mi chiedo se è possibile fare l iniezione anche nella gamba con il linfedema.
Visto che di solito bisogna stare attenti anche alle punture di insetti...
Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la sua osservazione è pertinente. Infatti, nei pazienti con linfedema secondario le infiltrazioni articolari comportano un rischio infettivo più elevato rispetto a un arto sano. Questo perché il linfedema crea una condizione locale caratterizzata da ristagno di liquidi, ridotta capacità di difesa immunitaria e maggiore vulnerabilità della pelle.
Ciò non significa che l’infiltrazione sia sempre controindicata, ma richiede una valutazione molto attenta del rapporto rischio-beneficio. In questi casi è raccomandato che la procedura venga eseguita con rigorose misure di sterilità sia valutata da specialisti esperti (ortopedico e, idealmente, anche chi segue il linfedema). Può rendersi necessario una profilassi antibiotica e il monitoraggio della situazione dopo l’infiltrazione.
Le consiglio quindi di discutere apertamente questo dubbio con l’ortopedico, segnalando chiaramente la presenza del linfedema, per valutare insieme la scelta più sicura.
Dott.ssa Claudia Carnuccio
78 anni, 70 kg. Altezza 1,62cm. Piede gamba sinistra gonfio : bustine Venoruton da circa un mese. Un mese fa ecocolordoppler vene arti inferiori e carotidi. Prescritto gambaletti per gambe gonfie e bustina Venoruton passate a 2 giornaliere. Non mi stanco eccessivamente, ho gamba dx valga INOPERABILE per osteoporosi severa. Ho sclerosi multipla secondaria progressiva.
Dal 2016 prendo Bentelan. Rifiutato farmaci per sclerosi multipla ma nel gennaio 2021 ho avuto frattura vertebrale D10 3 mesi a letto. Poi ho ripreso Bentelan. Oggi ho piedi gonfi.
Non mi dite di togliere il sale, quale altra soluzione potrebbe esserci? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Paziente.
Dal suo messaggio emerge che ha già eseguito un approfondimento angiologico e che l’ecocolordoppler ha escluso una trombosi venosa: questo è sicuramente un elemento rassicurante.
Considerata però la sua situazione clinica complessa (in particolare la sclerosi multipla, l’osteoporosi severa e la pregressa frattura vertebrale), è importante valutare anche il livello di mobilità quotidiana. Una ridotta deambulazione o il mantenimento prolungato della posizione seduta possono infatti favorire la comparsa o il peggioramento di edema agli arti inferiori. In questo senso, l’uso dei gambaletti elastocompressivi è utile, ma risulta più efficace dopo un bendaggio compressivo ed associato, per quanto possibile, a una regolare attività di movimento.
Per quanto riguarda la terapia, il Venoruton potrebbe eventualmente essere sostituito con un flebotonico dotato di maggiore azione antiedemigena, previa valutazione.
Infine, considerata la persistenza del gonfiore, riterrei opportuno approfondire ulteriormente la causa degli edemi attraverso esami del sangue mirati e una valutazione cardiologica, così da escludere o identificare eventuali fattori sistemici che possano contribuire al problema.
Le consiglio di confrontarsi con il suo medico per definire il percorso più adeguato alla sua situazione.
Buongiorno, sono un ragazzo di 19 anni e vengo da un periodo di stress che posso definire "finito" un mesetto fa. Ho fatto RM standard alla testa e vari controlli cardiaci, tutti risultati negativi (a parte una sinusite lieve), noto con ansia da settimane che quando mi vedo a un specchio vedo facilmente le arterie temporali da entrambi i lati pulsare, di base ho la pressione bassa mediamente intorno a 110-55,60. Sono andato da alcuni fisioterapisti e mi hanno detto tutti che ho una tensione muscolare nucale e dorsale importante. Però essendo l'unico ad avere questo effetto delle arterie temporali pulsanti, la cosa un po mi spaventa. A cosa devo stare attento, se devo stare attento, poiche anche ora che arriva il caldo ho un poi paura
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da quanto riferisce, gli accertamenti che ha eseguito hanno escluso la presenza di patologie rilevanti. Anche i valori di pressione arteriosa che riporta rientrano nei limiti della norma per un ragazzo della sua età.
La visibilità e la percezione della pulsazione delle arterie temporali, soprattutto in soggetti giovani, magri o con cute sottile, può rappresentare semplicemente una variante anatomica del tutto fisiologica e non indicativa di malattia. Questo fenomeno può risultare più evidente in condizioni di stress, tensione muscolare, oppure con il caldo o dopo attività fisica, senza che ciò abbia un significato patologico.
Alla luce di quanto già valutato, non emergono elementi che debbano destare preoccupazione. Può essere utile piuttosto lavorare sulla riduzione della tensione muscolare e dell’ansia, che possono amplificare la percezione di questi fenomeni.
Naturalmente, qualora dovessero comparire sintomi nuovi, sarà opportuno rivalutare la situazione. A presto.
Buongiorno ,le pastiglie di Prisma mi erano state prescritte dopo l' intervento alla safena più di vent'anni fa,ora dopo un viaggio in auto di parecchie ore mi si è presentata la flebite nell'altra gamba che ho curato con pomata hiduroid per fare sciogliere i grumi.ora dovendo affrontare un altro viaggio chiedo se,oltre alla calze s compressione graduata,posso assumere compresse di prisma per evitare il problema e per quanto tempo.Ringrazio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. E' sicuramente utile indossare una calza a compressione graduata, almeno di prima classe. L’assunzione di Prisma 50 mg, 1 capsula al giorno, può aiutare nella gestione dei sintomi e nella prevenzione temporanea durante i viaggi.
Tuttavia, consiglio una valutazione angiologica per verificare la presenza di insufficienza venosa con varici venose, che possono predisporre alla comparsa di flebiti, così da programmare un trattamento mirato e più efficace.
Buona sera ilmmedico tempo fa mi disse di mettete le calze di grado 1,ma non riesco x il mal di schiena,le vorrei chiedere è meglio che io prenda Daflon o Angiomid?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Non deve preoccuparsi se per un periodo di tempo non indossa la calza compressiva. Può assumere uno dei due farmaci, infatti sono equivalenti per aiutare la circolazione. Se sceglie Daflon, di solito servono almeno 2 compresse al giorno, mentre con Angiomix 1 è sufficiente. Le consiglio di proseguire l'assunzione per qualche mese e di riprendere ad utilizzare le calze elastiche appena le sarà nuovamente possibile.
Referto Assenza di alterazioni emodinamicamente significative a carico del distretto arterioso degli arti inferiori. Circolo venoso profondo pervio. Incontinenza ostiale safenofemorale di grado lieve bilateralmente. Non evidenti reflussi brevi di gamba.
Tiroide insede di dimensioni regolari, a struttura disomogenea senza evidenti lesioni modulari e/o cistiche.
Terapia prescritta: Rx rachide L·s+ bacino. Esegua: T3-T4-FT3-FT4-TSH-A. Antiperossidasi-A. Antitireoglobulina. Flavofort 1500 lcps /die per 30 gg. Vit.C 1 cps/die.
Pareri sul referto? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Paziente.
Il referto ecocolordoppler degli arti inferiori evidenzia che il circolo arterioso non presenta ostruzioni o sub-ostruzioni significative, dunque verosimilmente nella norma, e che anche il circolo venoso profondo risulta pervio.
È stata invece documentata una lieve incontinenza safeno-femorale bilaterale, quadro compatibile con una iniziale insufficienza venosa cronica. Per questo motivo è stata prescritta una terapia con flebotonici (Flavofort) associata a vitamina C, utile per migliorare il tono venoso e gestire eventuali sintomi correlati come pesantezza, gonfiore o crampi agli arti inferiori.
Per quanto riguarda la tiroide, l’ecografia descrive una ghiandola di dimensioni regolari ma con struttura disomogenea. Per approfondire il significato di questo reperto è stato correttamente richiesto il dosaggio degli ormoni tiroidei (TSH, FT3, FT4, T3, T4) e degli anticorpi tiroidei (anti-perossidasi e anti-tireoglobulina), al fine di valutare l’eventuale presenza di una disfunzione tiroidea o di una tiroidite autoimmune.
Relativamente alla richiesta di RX rachide lombo-sacrale e bacino, non è possibile esprimere un parere specifico senza conoscere i sintomi clinici che hanno motivato l’esame (ad esempio lombalgia, dolore al bacino, sciatalgia o disturbi posturali).
Sulla base dell'esito di questi accertamenti, il suo medico di famiglia la aiuterà ad interpretare i risultati e ad indirizzare il successivo percorso terapeutico.
A presto.
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