Domande del paziente (12)
Salve a tutti . Desidererei sapere se un siero alla vitaminaC può intervenire con anticoagulante LIXIANA.
Grazie infinite.
DCC
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Non risultano interazioni particolari tra un siero alla vitamina C e Lixiana, quindi può usarlo tranquillamente. L’unica attenzione riguarda eventuali trattamenti estetici invasivi, che con un anticoagulante possono favorire piccoli lividi o sanguinamenti.
Valvola aortica tricuspide con ipoplasia della cuspide coronarica sinistra e parziale fusione con quella di destra. Referto ecotransesofago. Che tipo di situazione è? Mi dicono che non è bicuspide. È vero?
Radice aortica 39mm, sono un ragazzo di 38 anni, altezza 1,83 peso 90 kili. Faccio palestra e la mia pressione è 120/80
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che descrive non si tratta di una bicuspide “classica”, perché le cuspidi sono tre, ma di una valvola aortica tricuspide con una piccola anomalia congenita di sviluppo/fusione tra due lembi. Quindi sì, in senso stretto non è una bicuspide vera e propria, anche se non è neppure una valvola perfettamente normale.
La radice aortica di 39 mm, per la sua età e corporatura, è un valore al limite alto, ma non è di per sé un dato allarmante; va soprattutto controllato nel tempo.
Con pressione ben controllata e in assenza di altri problemi valvolari importanti, è indicato fare follow-up cardiologico periodico.
Buongiorno mia figlia di 11 anni prima di esame sotto sforzo t negativo in ECG che poi non ha in esame.Ha anche dopo un minuto dalla fine dell esame 159 battiti.Cosa vuol dire? grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, consideri che a 11 anni alcune alterazioni dell’ECG, come onde T negative in alcune derivazioni, possono ancora rientrare nei normali aspetti dell’età e spesso tendono a normalizzarsi con la crescita. Il fatto che durante il test da sforzo non si siano confermate è generalmente un elemento rassicurante.Anche una frequenza di 159 battiti dopo un minuto dalla fine dell’esame, presa da sola, non significa necessariamente che ci sia un problema: nei bambini il cuore accelera facilmente con lo sforzo e il recupero va interpretato in base alla frequenza massima raggiunta durante il test e a tutto il contesto dell’esame, non su un singolo numero isolato. Se il test è stato giudicato negativo, nel complesso il quadro è tranquillizzante.
È vero che la febbre aumenta il qtc e quini se uno è in cura con citalopram per dap (che a sua volta aumenta il qtc) deve stare ancora più attento e tendenzialmente tenere la febbre bassa?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera.
La febbre di per sé non allunga necessariamente il QTc in modo rilevante. In chi assume citalopram è però sensato avere un po’ più di attenzione durante gli episodi febbrili, soprattutto se ci sono disidratazione, vomito/diarrea o alterazioni di potassio e magnesio, che possono favorire un allungamento del QT. Quindi non è tanto una questione di “tenere la febbre bassa”, quanto di idratarsi bene e fare attenzione se compaiono palpitazioni, capogiri o svenimenti.
Assumendo citalopram per dap (uomo) fino a 420/430 di allungamento si può stare assolutamente tranquilli? Dopo quale valore occorre preocvuparsi?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
In generale, in un uomo un QTc intorno a 420–430 ms è un valore rassicurante e non desta particolare preoccupazione. Di solito l’attenzione aumenta se il QTc supera i 450 ms, mentre valori intorno o oltre i 500 ms meritano una valutazione più accurata. Naturalmente il dato va sempre interpretato nel contesto clinico generale, considerando anche dose del farmaco, eventuali altre terapie e valori di potassio e magnesio.
Buongiono
Vi pongo questa domanda personale, mi è stata sostituita la valvola mitrale con una mecanica perciò dovrò assumere il coumadin a vita e mi interessava sapere se è pericoloso assumere anche il vilitra o qualsiasi altro prodotto per l'erezione.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, in linea generale l’assunzione di Coumadin non controindica di per sé Vilitra o altri farmaci per l’erezione. Per il vardenafil, i dati ufficiali indicano che non sono state osservate interazioni farmacocinetiche rilevanti con warfarin e non sono emersi effetti sul tempo di protrombina.
La cautela principale non riguarda quindi il Coumadin in sé, ma l’eventuale presenza di altri farmaci o condizioni cardiache associate. In particolare, questi farmaci non devono essere assunti insieme ai nitrati e vanno valutati con prudenza in caso di cardiopatia non stabile o pressione molto bassa. I documenti più recenti sul tema confermano in generale un buon profilo di sicurezza cardiovascolare dei PDE5-inibitori quando usati nel contesto appropriato.
Quindi, se non assume nitrati o farmaci simili e la sua situazione cardiologica è stabile, in molti casi questi prodotti possono essere utilizzati; naturalmente è opportuno che la scelta e il dosaggio vengano confermati dal cardiologo o dal curante che conosce bene la sua storia clinica e la terapia completa.
Buonasera, mia madre 84 anni ha una stenosi della valvola aortica moderata severa, fibrillazione atriale e il diabete. Quando cammina deve fermarsi perché ha i conati di vomito, ha le gambe un po' gonfie e si affatica quando si abbassa. Ha anche una lieve insufficienza alla valvola mitrale. I medici vogliono farle la Tavi ma noi figlie e lei abbiamo paura. Forse sarebbe meglio lasciare tutto così com' è?? Abbiamo paura dell' intervento perché il cardiologo ha detto che c'è il rischio di rimanere sotto i ferri.Ringraziandola anticipatamente della risposta, le auguro buona serata.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, capisco bene la vostra paura. In una persona di 84 anni, se la stenosi aortica è davvero severa e sta dando sintomi come affanno, facile affaticabilità o segni di iniziale scompenso, la TAVI è spesso l’opzione più adatta perché la valvola degenerativa calcifica non si “cura” con i farmaci: i farmaci possono solo aiutare alcuni sintomi, ma non risolvono l’ostruzione della valvola.
Questo non significa che l’intervento sia banale o privo di rischi: i rischi esistono e vanno valutati con attenzione, soprattutto considerando età, fibrillazione atriale, diabete e condizioni generali. Proprio per questo la decisione non dovrebbe basarsi solo sulla paura o sul desiderio di “lasciare tutto così”, ma su una valutazione completa del Heart Team, che stabilisca se il beneficio atteso supera il rischio procedurale nel suo caso specifico.
In generale, però, quando una stenosi aortica severa diventa sintomatica, non trattarla espone a un rischio importante quanto o più dell’intervento stesso. Quindi, più che rinunciare a priori, il consiglio è di far completare la valutazione per TAVI e decidere poi con i cardiologi sulla base del rischio reale di sua madre.
Salve
Con l'avvicinarsi il mese della primavera in quanto allergico alle graminacee dovrei iniziare a prendere il Pafinur prima di andare a letto, fino a cessazione dei pollini.
Ho iniziato a prendere la sera le statine esattamente atorvastatina anche questa la sera verso 22,30.
Ho saputo che associando le due medicine, si possono avere effetti collaterali.
Adesso sono in confusione dato che con il Pafinur riuscivo a tenere la mia allergia abbastanza bene.
Devo cambiare farmaco? Antistaminico? Ne esiste uno uguale al Pafinur?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Può stare abbastanza tranquillo: Pafinur e atorvastatina non sono una combinazione vietata. Nella scheda della rupatadina è indicata prudenza con le statine, ma non una controindicazione assoluta.
Quindi, se con Pafinur si è trovato bene per l’allergia, non è detto che debba cambiarlo per forza. L’importante è fare attenzione solo all’eventuale comparsa di dolori muscolari, crampi, debolezza insolita o urine scure, e in quel caso sentire il medico.
In assenza di questi sintomi, in molti casi la terapia può essere proseguita senza problemi. Se desidera comunque maggiore tranquillità, può confrontarsi con il curante per valutare un antistaminico alternativo.
Buongiorno, ho 25 anni e non so quale specialista sia più appropriato (medico dello sport o cardiologo) per i seguenti problemi da sforzo fisico minimo (come passeggiare), insorti all'improvviso nel luglio 2023 dopo effetti collaterali da fine terapia antibiotica per helicobacter (dispnea forte e dolore cardiaco con seguente dimissione dal p.s.) e noti i seguenti accertamenti.
Problemi:
-sensazione di galleggiamento, di oscillazione della pressione sanguigna o almeno del sangue che arriva al cervello
-estrema confusione, disequilibrio, difficoltà a reggersi in piedi, perdita grave di memoria durante passeggiate prolungate.
Accertamenti:
-ecg a riposo negativo
- dicembre 2023: test da sforzo massimale negativo, ma con netto peggioramento dei sintomi sin dall'inizio e soprattutto dopo di esso. Pressione durante recupero dopo lo sforzo: 120 70
sintomi alla misurazione: perdita transitoria di coscienza senza svenimento, sincronizzata al battito cardiaco, dolore nella zona.
-Gennaio 2024: ecocardiocolordoppler a riposo negativo (minima im)
-luglio 2025: per persistenza dei sintomi col curante ho eseguito una visita cardiologica con ecg (negativo) esprimendo le mie serie difficoltà di tutti i giorni, ma è stato trattato dal cardiologo come un semplice affaticamento. Ho provato a riferire che con lo stesso peso di adesso (lievemente sottopeso), prima dell'insorgenza dei sintomi, nuotavo contro corrente al mare, giocavo a calcio e pallacanestro senza alcun problema, mentre ora sono gravemente disabilitato, ma non sono riuscito nemmeno a farmi reindirizzare a una specialità o un ambito adeguato, devo tenermi i sintomi.
Ho una RMN encefalo negativa di dicembre e ho provato più volte con i classici antidepressivi (non perché fossi convinto avrebbero aiutato, ma per pressioni esterne) e sono seguito da una psichiatra, ma sta solo peggiorando.
Sintomi recenti:
A novembre è insorto improvvisamente un acufene all'orecchio dx, di cui abbiamo escluso cause uditive, interrompe il sonno se non trattato con farmaci adeguati (il rivotril ha migliorato molto anche i disturbi da sforzo, sospeso dopo 2 settimane dalla psichiatra). Prendo dell'Olanzapina al dormire (da fine novembre) e del Citalopram (da 1 settimana), seguito da una psichiatra.
I sintomi sono peggiorati (tranne l'acufene) e non posso fare nemmeno un'attività fisica cauta come un sollevamento di pesi molto leggeri perché i sintomi diventano insopportabili. Il medico curante non sa cosa consigliarmi oltre a un'altra visita cardiologica con ecg (che io ho anticipato di mesi andando privatamente) ed è al corrente di tutto. Mi viene detto che non posso ottenere l'urgenza ma, anche se l'avessi, non vedo una via d'uscita ripetendo gli stessi accertamenti o con un approccio esclusivamente farmacologico, sapendo che quando ho iniziato Olanzapina ho avuto immediatamente un netto peggioramento di tutti i sintomi sopraelencati (salvo l'acufene) e l'anno scorso idem quando provai con qualche goccia di Daparox per più di un mese.
La massa muscolare è pure salita negli ultimi mesi, sono seguito da un nutrizionista, ma sotto sforzo le mie condizioni stanno solo peggiorando e non posso salire più di tanto di massa senza fare alcuna attività fisica.
Quando mi alzo la notte o la mattina, fatico a reggermi in piedi a causa di questi sintomi e la questione viene spesso banalizzata come psicogena o di semplice affaticamento e nulla di più. Quest'enorme differenza tra riposo e sforzo, il dolore localizzato, la sincronia col battito cardiaco e la grave perdita di memoria durante passeggiate proprio non mi convincono. Come può essere normale o inspiegabile tutto ciò, quando avviene sistematicamente e in modo molto preciso? Non sarà un problema strutturale al cervello ma deve esserci una causa extra psichica.
Ho fatto provare a fare l'attività isometrica che facevo prima e all'insorgenza dei sintomi misurare la pressione.
Risultato: sembra abbassarsi o rimanere bassa circa a 100 70, più bassa di altre volte che ero a riposo. Ovviamente i sintomi sono peggiorati per settimane.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
In un caso come quello descritto, più che il medico dello sport come primo riferimento, riterrei più utile una valutazione clinica in presenza da parte di un cardiologo o internista con attenzione ai disturbi da ortostatismo/presincope. Gli esami cardiologici già eseguiti sono rassicuranti sotto alcuni aspetti, ma non escludono del tutto alterazioni della regolazione di pressione e frequenza durante stazione eretta e sforzo. In questi casi può essere utile eseguire misurazione di pressione e frequenza da sdraiato e in piedi; se il sospetto rimane, possono essere indicati ulteriori accertamenti come tilt test e, secondo valutazione clinica, Holter ECG e/o Holter pressorio. I sintomi che descrive — capogiri, “testa vuota”, confusione, difficoltà a stare in piedi e ridotta tolleranza allo sforzo — sono compatibili, almeno in parte, con quadri di intolleranza ortostatica, che richiedono però una valutazione diretta per essere confermati o esclusi.
Capisco quanto una situazione così possa essere pesante nella vita quotidiana. Proprio perché i sintomi persistono e incidono così tanto sulle sue attività, credo sia utile proseguire con un inquadramento mirato in presenza, così da orientare nel modo più appropriato gli eventuali passi successivi.
Da cinque mesi soffro di acufeni. All' inizio riuscivo a riposare bene lo stesso anche se li sentivo. Da un paio di mesi invece, poiché si intensificano quando vado a letto, mi si alza molto la pressione arteriosa e vado in panico, sono costretta a fare meditazione con respirazione diaframmatica per ore per riuscire a calmarmi. È diventato un vero incubo la mia vita. Prendo anche l'ansiolitico prazene che mi aiutava calmarmi un po'. Contemporaneamente agli acufeni mi è venuto male al collo, ho fatto la risonanza e risulta che ho parecchi problemi alla cervicale, ora devo iniziare sedute dal fisioterapista. Possono essere correlati a questo? O può dipendere dalla pressione, visto che sono ipertesa da molti anni, con a volte qualche picco pressorio?
Grazie per la risposta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
I suoi sintomi potrebbero essere favoriti da più fattori insieme. L’ipertensione, soprattutto se con picchi pressori, e lo stato d’ansia possono amplificare molto la percezione degli acufeni, creando un circolo vizioso. Anche i problemi cervicali, e in alcuni casi la mandibola o il morso, possono contribuire ad accentuarli.
Il fatto che i rumori aumentino la sera o a letto è abbastanza comune, perché nel silenzio vengono percepiti di più, e questo non significa necessariamente che ci sia qualcosa di grave.
Le consiglierei quindi un inquadramento ordinato: controllo della pressione arteriosa, visita otorinolaringoiatrica, fisioterapia per il collo e, se ha tensione mandibolare o serramento, anche una valutazione odontoiatrica/gnatologica.
Sono un uomo di 65 anni e gradirei una valutazione in merito alla visita cardiologica completa eseguita ieri:
Ventricolo sinistro di normali dimensioni endocavitarie e spessori parietali. Non alterazioni maggiori della cinesi
regionale. Funzione sistolica globale nella norma (FE 60%).
Pattern di flusso transmitralico da alterato rilasciamento. Pressioni di riempimento stimate nella norma (E/e' medio
5).
Ventricolo destro di normali dimensioni e cinesi globale. Indici di funzione longitudinale nella norma (TAPSE 26
mm, onda S'TDI 14 cm/s).
Camere atriali di normale volumetria.
Insufficienza mitralica lieve da atteggiamento prolassante dei lembi.
Valvola aortica tricuspide con sclerosi delle cuspidi in assenza di rilevanti alterazioni flussimetriche. Bulbo aortico
ed aorta ascendente prossimale di normale calibro. Arco aortico di normali dimensioni.
Lieve jet da insufficienza tricuspidale parafisiologico da cui non derivabile PAPs. AcT polmonare nella norma.
Setto interatriale apparentemente integro.
Non pletora cavale.
Non versamento pericardico.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, l'esame appare nel complesso rassicurante: la funzione del cuore è conservata, le dimensioni delle camere cardiache sono normali e non emergono alterazioni significative. Sono presenti solo un lieve rigurgito mitralico e iniziali segni sclerotici della valvola aortica, senza reperti di particolare preoccupazione. In assenza di sintomi nuovi, è sufficiente proseguire con i normali controlli cardiologici periodici.
Posso fare il Botox e la biorevitalizzazione, lo stesso giorno che faccio la terapia con anticorpi monoclonali ( REPATHA 140mg). Possono esserci delle problematiche? Grazie attendo risposta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, in linea generale non ci sono controindicazioni particolari a eseguire Botox e biorevitalizzazione nello stesso giorno della terapia con Repatha. Se non ha avuto reazioni allergiche o problemi locali dopo l’iniezione del farmaco, le procedure sono compatibili e può effettuarle con tranquillità.
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