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Esperienze

sono Psicologa Psicoterapeuta, ad indirizzo Sistemico Relazionale. Offro Consulenza e percorsi di Psicoterapia alla persona, alla coppia e alla famiglia. Sono Terapeuta Familiare, svolgo terapia EMDR e utilizzo la Mindfulness all'interno dei miei percorsi. 

In qualunque formato lavori per me le relazioni sono un focus e una bussola fondamentale. Siamo animali sociali immersi in sistemi che il terapeuta nel suo lavoro non può trascurare.


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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia sistemico relazionale

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2 recensioni

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  • A

    Professionista e persona attenta, empatica e disponibile. Un equilibrio perfetto tra tatto e delicatezza, e consigli mirati e costruttivi. Consiglio assolutamente, anche per una prima esperienza con un percorso psicologico.

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  • N

    La dottoressa Nigro è una professionista fantastica. Attenta e preparata in tutti gli aspetti tecnici e empatici. Consigliatissima

     • Massena colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Claudia Nigro

    Gentile NF La ringrazio per la stima riconosciuta. un caro saluto. CN


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su consulenza psicologica

sono una ragazza di 20 anni che frequenta il secondo anno di scienze e tecniche psicologiche. da quando ho 13 anni ho avuto sempre la sensazione e la voglia di intraprendere un percorso psicoterapeutico ma non l’ho mai fatto in quanto sia prima sia adesso non mi sento di dire ai miei che vorrei farlo. in quell’età principalmente i “problemi” erano legati alla mia famiglia e ad un episodio che ho visto che mi ha segnata molto. ad oggi, vivendo in un’altra città, quando non sono a casa si attenua il pensiero riguardante la famiglia ma quando torno a casa mi sento molto a disagio, in più, da sempre non ho mai avuto rapporto con mio fratello ma adesso quando lo vedo in casa noto ancora di più questa cosa non essendoci sempre. qualche anno fa ho perso il mio gruppo di amiche e questa cosa mi ha segnata talmente tanto che mi viene molto difficile stringere amicizie e relazionarmi con la gente. inoltre, penso di avere una sorta di ansia sociale in quanto provo molta vergogna ad uscire di casa da sola, non vado in negozietti piccoli e mi imbarazza andare nello stesso luogo più volte per esempio in una settimana. sicuramente provo disagio sulla mia persona, nel senso che magari non esco di casa struccata e voglio e devo essere sempre presentabile. con ciò non nego che esco con altri miei conoscenti e frequento luoghi dove c’è gente perché mi piace molto, ma ci sono delle specifiche dinamiche che mi mettono in difficoltà. da una parte mi spaventa andare da uno psicoterapeuta perché non so che approccio scegliere, non so quale sia il migliore per me, dall’altro canto sicuramente la questione economica mi blocca in quanto il fatto che non voglia dirlo ai miei e il fatto che sia solo una studentessa e che quindi non ho ancora un lavoro non mi permette di avere molta indipendenza. ho ovviamente fatto richiesta per il bonus psicologico ma purtroppo non sono stata selezionata. spero che con questo messaggio però possa ricevere qualche risposta per capire e vedere com’è la situazione.

gentile Paziente Anonima,

il colloquio psicologico è una visita medica e come tale può essere vissuto, se ti rompessi una gamba immagino che non avresti problemi a chiedere aiuto ai tuoi o comunque al tuo medico di base che ti indirizzerebbe verso il giusto iter sanitario.
Ebbene per la terapia psicologica vale la stessa cosa, sei maggiorenne, quindi hai il diritto di muoverti in autonomia. oltre allo studio privato puoi rivolgerti al tuo consultorio di zona munita dell'impegnativa del medico per "prima visita psicologica", solitamente il costo corrisponde ad una cifra più che sostenibile per un pacchetto di incontri.
detto ciò mi interrogherei sul perchè non sia possibile coinvolgere i tuoi genitori, che immagino sarebbero i primi a sapere della tua gamba rotta :-).

in bocca al lupo
CN

Dott.ssa Claudia Nigro

son da molto bloccato in domande logiche autoreferenziali..
faccio un esempio: alla domanda

"se mi venisse in mente sempre questa stessa domanda e non riuscissi più ad "andare" su altro?"

ho compreso che non devo rispondere alle domande paradossali come queste che non hanno logica ma devo identificarle da fuori come pensieri, come anche questo stesso che ho detto fino ad ora ("questo e quello sono pensieri e per andare su altro devo spostare l'attenzione su altro appunto con la volontà") ;

quindi per uscire da questo loop va bene identificare questa (autoreferenzialità) e quella paradossale come due pensieri e passare ad altro giusto?

in pratica ho distinto un paradosso irrisolvibile come "maligno" (il primo) da un paradosso (anche questo stesso è un pensiero) come utile per chiudere la logica e poter passare realmente ad altro

purtroppo per vedere una via di uscita a questo pensiero che ora credo di aver trovato son stato parecchio male....chiedo, è la strada giusta?

Gentile paziente anonimo.

tendenzialmente il rimuginio genera solo altro rimuginio, come se fosse zucchero per la mente, che ne chiede continuamente e instancabilmente.
Una possibilità potrebbe essere quella di interrogarsi sul perchè continua a "pensare e a pensare a cosa pensa", a cosa serve questa ruminazione? da cosa sta tutelando o distraendo?
La nostra mente non fa mai nulla per caso e soprattutto ciò che fa lo fa sempre per tutelarci, anche se a volte in modi poco adattivi e funzionali. Interrogarsi su cosa ci sia in realtà alla base può essere una via per interrompere il loop.

Un Caro Saluto. CN

Dott.ssa Claudia Nigro
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