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Esperienze

Sono Chantal Danna, una professionista accogliente e appassionata con oltre cinque anni di esperienza nel campo del supporto psicologico.
Durante il mio percorso professionale, ho avuto l'opportunità di lavorare sia in studio che a distanza, offrendo supporto psicologico personalizzato e mirato alle esigenze di ciascun individuo.
La mia filosofia si basa sull'individuazione di percorsi che si adattino al meglio alle singole esigenze, perché credo fermamente che ogni persona meriti un approccio unico e personalizzato al proprio benessere. Le mie competenze nel campo psicologico sono supportate da un costante aggiornamento professionale, garantendo così un servizio all'avanguardia e in linea con le più recenti scoperte e metodologie nel settore.
Il mio lavoro con gli adolescenti, protrattosi per dieci anni, è stato un'esperienza formativa fondamentale che ha arricchito profondamente il mio bagaglio professionale. La capacità di comprendere e supportare le esigenze specifiche di questa fascia d'età si riflette positivamente anche nel mio lavoro attuale come psicologa.
​Sono convinta che le relazioni siano al cuore di qualsiasi processo di ritrovamento del benessere e crescita personale. Grazie alle mie solide abilità relazionali e alla predisposizione al lavoro di gruppo, offro un ambiente sicuro e accogliente in cui i miei pazienti possono esplorare liberamente i propri pensieri, sentimenti e obiettivi di vita.
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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

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  • Colloquio psicologico clinico

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  • Consulenza online

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  • Studio clinico

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  • Colloquio psicologico di coppia

    Da 80 €

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21 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • L

    Gentile, semplice, ti mette a tuo agio per arrivare a capire come poter aiutarti. Mi e' piaciuta molto.

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    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie mille.


  • D

    Col primo incontro sono riuscita a sbloccare subito la mia situazione di malessere. La dottoressa mi ha dato piccoli spunti su cui riflettere e ragionare, alcune domande a cui rispondere che mi facevano capire quale direzione era più giusto per me prendere.
    Mi sono sentita a mio, l’ho vista come una confidente, non come un dottore.
    Dopo pochi incontri il mio pensiero era “l’avessi consultata prima!”.

     • Studio privato Dottoressa Chantal Danna - Psicologa colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie mille per il rimando positivo.


  • V

    La consiglio! Molto empatica. Mi sono sentita subito a mio agio.

     • Studio privato Dottoressa Chantal Danna - Psicologa colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie mille!


  • C

    Ho sofferto per anni di ansia e attacchi di panico provando diverse strategie senza mai riuscire a trovare una soluzione, fino a quando ho conosciuto Chantal che mi ha cambiato la vita...mi ha tirata fuori da un tunnel dove non vedevo uscita e ora finalmente vivo una vita felice

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie per queste belle parole. Tu sei stata forte e ti sei impegnata tantissmo.


  • A

    Fin dall'inizio del mio percorso con la dottoressa Danna, ho apprezzato la sua capacità di andare oltre le chiacchiere. Invece di limitarci a capire i motivi dei miei blocchi, mi ha dato strategie e tecniche che mi hanno permesso di affrontarli in prima persona. Oggi mi sento molto più sicura e capace di gestire le sfide, perché so di avere gli strumenti giusti. È una vera professionista che fa la differenza

     • Studio privato Dottoressa Chantal Danna - Psicologa colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie mille per l'importante feedback


  • N

    Fin dall'inizio del percorso la dott.ssa Danna si è dimostrata cordiale e professionale, sapendo mettermi subito a mio agio.
    La consiglio a chi come me poteva essere incerto se iniziare o meno una consulenza.

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    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie mille per il feedback.


  • G

    Molto professionale e serietà nel gestire vari aspetti di difficolta

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    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie mille


  • Y

    Mi sono rivolta a Chantal per cercare di gestire e risolvere le mie ansie e le mie emozioni. Ho trovato una persona molto competente e che mi ha fatto sentire a mio agio subito, inoltre ha capito dalla prima volta le mie problematiche e mi ha dato diversi strumenti per affrontare le mie problematiche.

     • Studio privato Dottoressa Chantal Danna - Psicologa colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie mille per le tue parole.


  • S

    Ci siamo rivolti a Chantal per aiutare mio figlio di 6 anni a gestire le sue emozioni e le relazioni con i pari. È un bambino molto emotivo e grazie ai consigli di Chantal è riuscito a trovare le giuste strategie per non sovraccaricarsi e per stare meglio nei vari contesti sociali. Lui va sempre volentieri, e il suo percorso lo sta aiutando a vivere meglio tutto ciò che gli succede. La consiglierei a tutti!

     • Studio privato Dottoressa Chantal Danna - Psicologa sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie mille, mi fa piacere sapere di esservi stata d'aiuto.


  • D

    Mi sono trovato subito a mio agio.
    Ha colto nel segno sin dalla prima seduta. Esperienza, capacità e grande empatia. Grazie

     • Studio privato Dottoressa Chantal Danna - Psicologa colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Chantal Danna

    Grazie per queste parole importanti.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 83 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su psicoterapia

Buongiorno, chiedo un consiglio perchè non so come comportarmi con mia figlia e aiutarla. E' una ragazzina di quasi 14 anni, brava a scuola, con tanti amici e tanti interessi però ha un rapporto complicato con il cibo e questo le crea ansia. Non mangia tutto perchè tante cose non le piacciono ma a casa è tranquilla. quando poi esce fuori e deve mangiare con altre persone le sale l'ansia, e questa cosa si scatena da appena sa di dover mngiare con persone fuori dal suo nucleo familiare stretto. Lei spiega il suo stato d'animo dicendo "ho l'ansia di avere l'ansia" le sale la nausea e si agita, talvolta ha episodi di vomito prima di sedersi a tavola. La sua preoccupazione è che quello che le propongono a tavola non le piaccia, non riesca a mangiarlo e qualcuno le chieda perchè non mangia o faccia osservazioni sul fatto che lei non ha finito il piatto o è lenta nel mangiare. Per questo motivo è capitato che all'ultimo momento non sia partita in gita scolastica o in colonia e abbia rinunciato a una cena con gli amici. abbiamo provato a dirle che le persone non si interessano al suo piatto ma non riesce a superare questa cosa e in generale ci ha detto che lei a volte non ha autostima e ha paura di fare qualcosa che possa sembrare sbagliato agli altri e non possa piacere. Non so proprio cosa fare. Grazie per l'attenzione

Buongiorno,
quello che sta vivendo vostra figlia è un vero e proprio corto circuito tra il cibo e la paura del giudizio sociale. Non si tratta di semplici capricci, ma di una forte ansia anticipatoria: lei sta male ancora prima di sedersi a tavola perché teme che la sua selettività alimentare la renda "strana" o vulnerabile agli occhi degli altri. Questa tensione si trasforma in nausea reale e vomito, portandola purtroppo a rinunciare a momenti bellissimi come le gite o le cene con gli amici pur di evitare l'imbarazzo.
Per aiutarla, la strategia più efficace non è cercare di convincerla logicamente che nessuno la guarda, perché per lei quel pericolo è emotivamente reale. È molto più utile puntare sulla preparazione pratica per abbassare la pressione: studiare i menù in anticipo, permetterle di mangiare qualcosa a casa prima di uscire così da non avere l'ansia della fame a tavola, e allenarla a dare risposte brevi e decise a chiunque faccia domande sul suo piatto. L'obiettivo non è obbligarla a mangiare tutto, ma darle degli strumenti per gestire i segnali del suo corpo e proteggere la sua socialità. Inoltre il problema non è il cibo, ma cosa la porta a relazionarsi così col cibo.
Considerando che queste rinunce stanno limitando la sua libertà, il supporto di un terapeuta dell'età evolutiva potrebbe essere la chiave. Non servirebbe a "guarirla" da un difetto, ma a fornirle dei trucchi tecnici per disinnescare la nausea e per farle capire che il suo valore come persona è totalmente indipendente da ciò che riesce o non riesce a mangiare. In questo modo, potrebbe tornare a godersi le esperienze con i coetanei sentendosi finalmente al sicuro.
Cordialmente
Dott.ssa Chantal Danna

Dott.ssa Chantal Danna

Gentilissimi, sono appena uscita da una relazione durata sette anni, di cui tre di convivenza. Ho molto amato il mio compagno e in cuor mio penso di amarlo ancora, sono in una fase molto delicata, a volte posso piangere per ore fino a sentirmi svuotata, a volte sono razionale e penso di avere preso la giusta decisione, altre mi sento a pezzi e vorrei solo potesse tornare da me. Sono stata compagna, amica, amante e troppo spesso nell'ultimo periodo sua madre, mi è mancata la reciprocità, sapere che la persona accanto a me ci fosse per me, ho dato tutto e l'ho messo sempre al primo posto, ho cercato di non fargli mai mancare niente e i suoi bisogni sono diventati il centro della nostra vita: troppo lavoro, le lunghe trasferte, ansie. Così, ad un certo punto mi sono resa conto che tante cose mancavano a me: affetto, comprensione, una spalla su cui piangere, i miei bisogni costantemente ignorati, il sostegno e sapere di potere dividere i pesi della vita. Eppure, è come se avessi sempre dato tanto per cercare di ottenere amore, ho fatto di tutto per farmi amare da lui eppure la dimostrazione di un attaccamento autentico da parte sua non c'è mai stata, mai un complimento, mai una parola di affetto, un gesto, la collaborazione inesistente nelle faccende amministrative e casalinghe, il carico mentale dell'organizzazione del nostro piccolo nucleo familiare totalmente sulle mie spalle. Insomma il peso è diventato considerevole, ho cominciato a sentire una forte ansia sin dal mattino, il pensiero del cibo a volte sembra un peso insostenibile, altre invece l'unica via d'uscita con conseguente senso di colpa che sfocia in abbuffate e vomito indotto. Sentirmi così male fisicamente mi ha dato la misura di quanto la relazione mi stesse facendo del male in tutti i modi. Non sono mai stata una persona dotata di grande autostima, ma il nostro rapporto ha continuato ad eroderla, l'assenza totale di gratificazioni, di considerazione e l'invisibilità mi hanno veramente buttata giù.
Sono abbastanza tormentata all'idea di avere fatto una scelta sciocca, di avere sbagliato, forse avrei potuto lottare di più, dare di più. Eppure, il mio livello di ansia si è tanto abbassato, anche se mi manca tantissimo irrazionalmente correrei da lui all'istante. A ciò però devo aggiungere una cosa strana per il modo abbastanza rigido che ho di vivere le cose, da quando ci siamo lasciati ho cominciato a provare un'attrazione fortissima per un collega con il quale ho sempre avuto un ottimo rapporto e anche profondo di amicizia. Non riesco a distinguere se è un'emozione reale o frutto dell'essere stata vista, per la prima volta, dopo quasi un decennio da invisibile.
Grazie

Buongiorno,
stai attraversando la fase di assestamento tipica di chi chiude un capitolo di vita lungo e strutturato, un momento in cui la logica della scelta fatta si scontra inevitabilmente con l'abitudine affettiva di sette anni. Hai gestito per molto tempo un carico emotivo e organizzativo unilaterale, investendo energie nel tentativo di costruire una stabilità che però non ha trovato riscontro nella partecipazione dell'altra persona. Questa dinamica ha finito per logorare le tue risorse personali, manifestandosi con segnali fisici di forte stress e un'ansia che solo ora, con il distacco, sta iniziando a dare tregua.
La sensazione di aver interrotto la relazione proprio quando il peso era diventato insostenibile non è un segno di resa, ma una presa di coscienza pragmatica: hai preso atto che la reciprocità non era parte del progetto. Il dubbio di aver "lottato poco" è un pensiero ricorrente nel post-rottura, ma si scontra con la realtà di un impegno che avevi già portato al limite delle tue possibilità. Allo stesso tempo, l'attrazione improvvisa per un collega non è necessariamente un segnale di confusione, quanto piuttosto la naturale risposta di chi torna a ricevere attenzione e gratificazione dopo un lungo periodo di isolamento emotivo. È una fase di riscoperta in cui i tuoi bisogni, rimasti a lungo in secondo piano, stanno cercando una nuova via per emergere.
Cordialmente
Dott.ssa Chantal Danna

Dott.ssa Chantal Danna
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