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Esperienze

Psicologa, Psicoterapeuta e Naturopata

Da anni mi occupo del benessere psicologico delle persone, integrando diverse strategie terapeutiche tra cui EMDR, Schema Therapy, ipnosi clinica e colloquio psicologico, sia in presenza che online.

I colloqui psicologici possono aiutarci a recuperare il nostro benessere psicofisico, favorendo una maggiore consapevolezza di sé e permettendoci di accettare pensieri ed emozioni difficili che spesso ostacolano il pieno godimento della vita.
L’obiettivo del percorso terapeutico è acquisire una libertà psicologica, per sentirsi liberi di scegliere le proprie azioni senza essere condizionati da angosce e paure, svincolandosi da schemi di comportamento disfunzionali.

Sono esperta in sessuologia clinica e difficoltà relazionali, sia individuali che di coppia.
Svolgo inoltre attività di consulenza forense come Consulente Tecnico in situazioni di separazione e procedimenti legali.

Ambiti di intervento

Utilizzo diverse strategie, metodi e tecniche per il trattamento di:

  • Ansia generalizzata

  • Fobie e attacchi di panico

  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo

  • Depressione

  • Disturbi post-traumatici e traumi

  • Dipendenze (gioco, cibo, affettive, sostanze)

  • Terapia di coppia

  • Difficoltà e disturbi sessuali

  • Disturbi del comportamento in età evolutiva
    (ADHD, DSA, oppositività, deficit di attenzione, ecc.)

Attività forense

  • Consulenze peritali

  • Perizie in casi di separazione

  • Valutazione del danno psichico

  • Somministrazione di test standardizzati

  • Master in mediazione familiare

    https://percorsopsicologico.com/

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia breve e strategica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Mediatore familiare
  • Psicologia giuridica
  • Psicodiagnostica
  • Medicina tradizionale cinese
  • Psicoterapia cognitiva neuropsicologica
  • Psicoterapia cognitivo comportamentale
  • Sessuologia
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Dott.ssa Carmela Di Blasio

Via Michelangelo 14, 2 piano interno 209, Pescara 65100

potete chiamare o inviare messaggio al 3484219186

01/12/2021

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Consulenza psicologica

    45 €

  • Test psicologici


  • Terapia familiare

    50 €

  • Sostegno alla genitorialità

    50 €

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Psicologa psicoterapeuta Carmela di Blasio

Via Michelangelo 14, Pescara 65124

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12 recensioni

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  • M

    Abbiamo iniziato un percorso di terapia familiare in un momento molto difficile per la nostra coppia. Fin da subito ci siamo sentiti accolti e ascoltati con grande professionalità ed empatia. Un supporto prezioso che consigliamo sinceramente a chi sta attraversando una fase complessa

     • Psicologa psicoterapeuta Carmela di Blasio colloquio di coppia  • 

  • U

    Mi sono sentita subito a mio agio: la dottoressa ha creato un ambiente accogliente che mi ha permesso di parlare con naturalezza. Ho apprezzato molto la sua onestà e la trasparenza nel valutare il percorso, senza spingere per sedute superflue ma proponendo una frequenza realmente adatta alle mie esigenze. Mi sono trovata davvero bene e continuerò il percorso con costanza.

     • Consulenza online - Dott.ssa Carmela Di Blasio colloquio psicologico online  • 

  • V

    Mi sono rivolta alla dottoressa Carmela in un periodo delicato e mi sono sentita capita fin da subito. È una professionista sincera e preparata, capace di essere chiara e diretta senza mai perdere dolcezza e rispetto.

    Apprezzo molto il suo modo di lavorare: sa mantenere grande professionalità, ma allo stesso tempo crea un clima accogliente in cui è facile aprirsi. É una grande professionista con cui costruire un rapporto serio e umano.

     • Studio Di Psicologia e Psicoterapia - Dott.ssa Carmela Di Blasio colloquio psicologico  • 

  • D

    Mi sono sentita subito a mio agio. È stato come se sapesse già ciò di cui avevo bisogno. La sua empatia mi ha fatto sentire serena e libera di esprimere le mie opinioni senza essere giudicata.
    É oltretutto molto competente.

     • Consulenza online - Dott.ssa Carmela Di Blasio colloquio psicologico  • 

  • I

    La dottoressa, è una professionista preparata ed empatica. Con lei ho svolto un periodo di psicoterapia abbastanza lungo e complesso. Mi ha ridato la fiducia in me stessa. Posso dirle solo un grande GRAZIE.

     • Psicologa psicoterapeuta Carmela di Blasio psicoterapia  • 

  • C

    Ho effettuato una valutazione DSA presso lo studio della Dott.ssa Di Blasio che è una professionista competente e cordiale, la consiglio vivamente!

     • Psicologa psicoterapeuta Carmela di Blasio Altro  • 

  • L

    La dottoressa è attenta ai bisogni del paziente e Con emdr sono riuscita a superare mie difficoltà. ...............

     • Studio medico psicoterapia  • 

  • D

    Dopo anni di ansia e pensieri disfunzionali inizio a.vedere la pace e a sentirmi meglio Grazie a tecniche giuste per me

     • Studio di Psicologia, Psicoterapia e Naturopatia dott.ssa Di Blasio Carmela colloquio psicologico  • 

  • L

    Sono stato accolto da competenza e professionalità, da subito ho avuto un riscontro positivo riguardo la mia problematica , la

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    Carmela è una dottoressa che si contraddistingue per la sua disponibilità, obiettività, sincerità e formazione multi disciplinare. Mi sono trovata subito a mio agio e percepisco ogni volta la sua attenzione verso ogni mia singola parola o pensiero

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Egregi dottori,
Mi chiamo Simone e Vi scrivo per un aiuto su una tematica parallela alla scoperta e alla ricostruzione del rapporto a seguito della scoperta di una relazione clandestina. Mia moglie ha avuto per qualche anno una relazione appunto clandestina.
Molte volte leggo che la colpa di un tradimento viene attribuita, giustamente, in primis a chi tradisce e in alcuni casi anche al tradito per manchevolezze dimostrate all’interno della coppia che hanno portato a questo gesto inqualificabile. Ora vorrei però toccare e sottolineare la responsabilità del terzo incomodo, mai chiamato in causa (nel mio caso un uomo di 46 anni single). Mia moglie ha sicuramente le sue colpe, come io in parte ammetto le mie per lunghi periodi di trascuratezza, ma certo questi “amanti” a mio avviso sono soltanto dei vigliacchi senza etica e alcuna moralità, capaci solo di sfruttare momenti di debolezza altrui, di agire nell’ombra, prendendo solo attimi di spensieratezza senza volersi, o più probabilmente non essere in grado, di assumersi nessun tipo di responsabilità in un rapporto serio, in cui far fronte ai problemi quotidiani, crescere dei figli, affrontare avversità, ecc. insomma non certo degli uomini ma più dei PARASSITI come vengono descritti in natura gli organismi viventi di tali caratteristiche.
Venendo al dunque provo un sentimento di odio e di vendetta nei confronti di questo individuo (mia moglie ha troncato subito con lui e stiamo ricostruendo il nostro rapporto con ottimi risultati) ma questo pensiero di vendetta mi accompagna costantemente. Volevo chiedervi se oltre alla terapia che valuterò se intraprendere ci può a essere qualche consiglio nell’immediato per alleviare questo sentimento. Per esempio ho pensato di scrivere una lettera che non so se in futuro gli recapiterò. Voi cosa ne pensate?
Ripeto senza nulla togliere alle colpe di mia mogli e e mie.

Grazie a chi mi leggerà e a chi vorrà rispondermi

e' giusto che la responsabilità del tradimento non è solo un fatto astratto, ha coinvolto una persona concreta che ha scelto di agire di nascosto comprensibile è anche la tua rabbia verso di lui.
ma per la Responsabilità morale: tua moglie è l’unica che aveva un patto con te. Questo non assolve l’altro, ma chiarisce perché la tua ferita più profonda è la tua.
Responsabilità emotiva che senti: l’odio e la vendetta stanno continuando a occupare spazio dentro di te, anche se quella persona è ormai fuori dalla vostra vita.
su questo devi lavorare, non per “perdonare” qualcuno che non vuoi perdonare, ma per liberarti.
per quanto riguarda la i vendetta
La vendetta essa spesso non nasce dal desiderio di far male, ma da: bisogno di riequilibrare un’ingiustizia, bisogno di riappropriarsi della propria dignità, bisogno di non sentirsi impotenti, la vedetta nasce anche per orgoglio ferito.
Il problema è che la vendetta non aiuta, tiene dolore e il tradimento ancora in un piano alto del tuo pensiero.. per cui suggerisco, anche se difficile, di concentrarsi sul qui e ora, Lei e qui, io sono qui, sul come stiamo.

Dott.ssa Carmela Di Blasio

Buongiorno,

scrivo per cercare un po di chiarezza riguardo alla fine della mia relazione.
Stavamo insieme da due anni e mezzo, uno e mezzo di convivenza. Lei ha un paio d'anni piu di me. La rottura è avvenuta circa 3 mesi fa. La dinamica è stata veramente molto complessa.
Io non la sopportavo letteramente piu: lei era depressa da ormai un'anno. Vivevamo insieme a casa mia, che gli ho aperto come se fosse sua, l'ho accolta come se fosse sua per il resto della vita, davvero, a lei e ai suoi oggetti, tutti belli, bellissimi, e molto molto ingombranti, in una casa piccola dove mi ero trasferito da poco, e avrei voluto arredarmi anche io. Ma per lei era piu importante e necessario che per me sentire lo spazio proprio, avere un posto dove tenere i propri oggetti (non ne ha altri di posti), quindi ho accolto volentieri il suo bisogno, ma spesso lei ha peccato di prepotenza al riguardo, quasi non facendo sentire me a casa mia.
Proprio in virtù di sue richieste esplicite di sentire la casa come sua propria, io attendevo anche tutto ciò che consegue dall'avere una casa propria in termini di responsabilità al riguardo (meno il mutuo, che quello ritenevo giusto fossi io a pagarlo, in definitiva la casa è mia), dal punto di vista della gestione, della condivisione, delle spese, delle cose pratiche da fare in casa, delle cose noiose.. che non lasciasse sempre tutto sulle mie spalle.
Questa è un po la premessa.
Quindi a dicembre non riuscivo piu a sostenere la sua apatia, il non prendersi cura di niente, il non cercare un lavoro che consentisse di ripartire in modo più equo i costi della vita, e consentisse magari anche di fare qualche progetto insieme senza che dovessi essere sempre io a provvedere per entrambi.
Sono arrivato a chiederle di essere piu indipendente e autonoma da me, di prendersi maggiori responsabilità, verso di lei e verso di me; lei mi ha detto che la stessi cacciando di casa. Non era un cacciarla di casa, era un invito a riprendere il controllo della propria vita, assumendosi le proprie responsabilità e i propri spazi, affinche queste non arrecassero piu una mancanza di rispetto dei miei bisogni e anche delle mie emozioni. Lei diceva, in lacrime, l'innamoramento finisce e si decide di stare insieme, io ho pensato, non voglio stare con una persona che non riesce mai a fare un passo avanti, o indietro, per l'Altro; e a quel punto ho voluto troncare di netto, ho detto non ti amo piu. La sua reazione è stata, "l'hai detto, sei cosciente che se lo ripeti non mi toccherai mai più?" io ho detto di si.
Lei dal giorno dopo è sparita, mi ha tagliato fuori dalla sua vita seduta stante. E si è trovata una stanza in affitto.
Quindi alla fine il risultato raggiunto è che ora si vive separatamente, come avevo proposto io per cercare di salvare la relazione, ma la relazione è morta. Bella gara..

Le ultime volte che abbiamo parlato, lei mi ha detto che non vuole piu stare con me, che la relazione è finita, ancora però non ha mai detto a chiare lettere non ti amo piu, anche se le abbia chiesto esplicitamente di farlo.

Perche tutto sto pippone?
Il motivo per cui lei non vuole stare piu con me, è perche l ho fatta sentire criticata, censurata, insicura (le ho detto spesso vattene, è vero, ma lei aveva accessi violenti, urla grida, cose rotte per terra, cose tirate al muro, vetri rotti, schiaffi..); e ha ragione, l'ho criticata tanto per i suoi comportamenti, ma se arrivi un giorno si e un giorno no a casa arrabbiata perche hai litigato con qualcuno, è normale che provi a farti vedere che la colpa non può essere sempre dell'altro, non posso stare zitto e assecondare sempre la tua visione, spesso eccessivamente soggettiva della realtà.

Un altra cosa che mi ha detto, è che io ho messo bocca sulle sue scelte, sulle sue relazioni, in cose che non mi competevano; riguardo alle relazioni, torna il discorso di prima.. se litighi sempre, arrivi a casa incazzata, sei tesa, beh alla fine un po mi compete in realtà, influisce anche su di me, sia perche assorbo la tua energia, sia perche spesso le persone con cui litighi sono anche amic+ mi+ o persone con le quali comunque ho a che fare anche io; inoltre cercavo di farle vedere le cose in maniera un po piu obiettiva, non di dicendole "sei una merda..".
E la stessa cosa si può dire anche delle scelte: io l'ho sostenuta sempre, tanto, l'ho aiutata tantissimo nel suo lavoro, speravo che non dovendo preoccuparsi di pagare l'affitto riuscisse a costruirsi la sua strada, non essere costretta a cercare un lavoro da sfruttati per mantenersi, a fare i suoi progetti.. poi piano piano questi suoi progetti sono entrati in crisi, sempre meno gente.. e io ero la a sostenerla, a cercare nuove proposte da fare inisieme, che consentissero anche a me di crearmi un alternativa dal lavoro che mi rattrista a me e che mi spenge. Quindi a cercare nuove strade per entrambi. Spesso in queste circostanze mi ha mancato molto di rispetto, facendomi anche sentire svalutato nelle mie capacità, dando ordini. E io si li rispondevo molto male, questo magari è un tema mio, che devo lavorare, ossia il rispetto di me da parte degli altri, della mia propria autorità, e anche sull'identità magari.

Ultime cose: io ad certo punto ho iniziato a palesare il problema lavorativo: è importante perche, benchè non voglia mettere bocca sulle tue scelte, quando convivi e paga sempre uno, e non ti preoccupi minimamente di cambiare la soluzione ad un certo punto diventa un problema; e non sono assolutamente una persona venale. Le tue scelte poi di riflesso si ripercuotono anche su di me. E io voglio tutto tranne che vada a fare la commessa.. però sveglia..

Lei sostiene che io sia stato male perche non mi piace il mio lavoro e non ho accolto le sue proposte di cambiare; che se uno nella vita fa quello che non gli piace questo ha conseguenze negative sulla relazione, e che lei, nella sua indisponibilità economica, almeno prova a fare quello che vuole fare. Io condivido in pieno tutto ciò, ma non si può mai prescindere dalla condizioni materiali (nemmeno da quelle spirituali eh); se te lo puoi fare è perche ti appoggi sistematicamente a qualcuno, ai tuoi compagni, ai tuoi genitori che a quasi 40 anni ti passano ancora i soldi tutti i mesi perche lavori 5 ore a settimana.. quindi facile fare i discorsi del tipo, nella vita bisogna fare ciò che rispecchia il tuo spirito, le tue passioni, i tuoi desideri, accusandomi di aver "tralasciato" questi aspetti in me.. non li ho tralasciati, ne sono perfettamente cosciente, provo a lavorarli, e speravo che anche lei mi aiutasse me a realizzarli, come io ho fatto con lei.

Ultimo punto; lei dice che non vuole piu il mio nutrimento, che non è piu quello di cui ha bisogno. Secondo me, è solo che sta, un altra volta, scappando dalla realtà, invece che lavorare davvero su se stessa; io penso che non voglia più il mio nutrimento perche, ad un certo punto, ho smesso semplicemente di assecondare la sua manipolazione della realtà, o cercato di porla davanti ad essa e alle sue problematiche, alla sua mancanza di rispetto dei confini degli altri, al suo vivere appoggiandosi sempre a chi ha accanto senza dare nulla in cambio (dolcezza e affetto si tanto, questo lo riconosco, ma in tutto il resto invece mancava di attenzione); quindi il nutrimento non era piu quello di cui ha bisogno, perche ha bisogno solo di ciò che le permette di continuare a sentirsi vittima, e quindi a deresponsabilizzarsi riguardo a tutto.


Che ne pensate?

Buongiorno.
si sente che non è stato solo un litigio, emerge una relazione intensa, con tanto investimento emotivo e pratico da parte tua.
la situazione è diventata insostenibile
Da quello che racconti emergono alcuni elementi abbastanza chiari:
convivenza in cui la responsabilità materiale era quasi tutta su di te
depressione e apatia da parte sua da molto tempo
scatti di rabbia e comportamenti aggressivi (urla, oggetti lanciati, schiaffi)
conflitti continui con altre persone
sono dinamiche molto forti. In una relazione del genere è molto comune arrivare al punto in cui si accumula frustrazione per mesi o anni e poi si rompe in modo netto.
Il fatto che tu a un certo punto abbia detto “non ti amo più” spesso succede proprio quando una persona è esausta più che realmente disinnamorata.
ragionevole la richiesta di autonomia, importante.
l'assunzione di responsabilità dovrebbe essere di entrambi. in una relazione adulta e reciproca
Non stavi chiedendo perfezione. Stavi chiedendo reciprocità. sembra che hai cercato di porla davanti alle sue problematiche, ma il tuo sforzo non ha dato i risultati sperati. forse c'è troppa protezione, una protezione durata troppo tempo, cio ha portato lei a non capire. non possiamo cambiare gli altri, ma possiamo cambiare noi la nostra prospettiva dell'altro. lei sicuramente dovrà , indipendentemente da un voi si o no, fare un lavoro su se stessa. la situazione è molto complessa e articolata per poter dare una risposta esaustiva e completa.

I

Dott.ssa Carmela Di Blasio
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