Esperienze
Mi occupo di problematiche come ernia del disco, discopatia, tensioni cervicali, lombari e toraciche, formicolii alle braccia e vertigini, partendo sempre da un ascolto attento e da una valutazione approfondita della postura e della funzionalità vertebrale.
Aree di competenza principali:
- Chiropratica
Principali patologie trattate
- Mal di schiena
- Sciatica
- Dolore articolare
- Mal di testa (cefalea)
- Formicolio e intorpidimento
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Tipologia di visite
Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Prima visita chiropratica
100 € -
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Visita chiropratica
75 € -
Indirizzo
Viale Pasteur 78, Roma 00144
Disponibilità
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ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno ho 37 anni e sono un podista per passione, sei mesi fa ernia L4-L5 espulsa e migrata, punture poi fisioterapia e ora la schiena va bene anche dopo sforzo intenso per lavori pesanti, non da problemi anche correndo per 1-2 ore..unico problema è al piede che è come dire rallentato nei movimenti, sensibilita' e forza sono ritornati (in principio era debole con intorpidimento ultime 3 dita) ma se provo a correre su terreno sconnesso non risponde in maniera reattiva..ho provato anche diversi esercizi ma ho sempre questo problema di rallentamento come se gli impulsi che comandano i movimenti arrivassero in ritardo...Cosa si può fare per risolvere? Grazie
Buonasera, la mancanza di risposta reattiva che lei avverte è di natura neurologica. È molto comune, soprattutto in caso di ernia L4-L5, riscontrare un deficit propriocettivo residuo. Il nervo ha subito un trauma che ha compromesso la trasmissione del segnale nervoso lungo il nervo sciatico e successivamente il nervo peroneo, alterando la propriocezione del piede, ovvero la capacità del piede di "leggere" il terreno e rispondere in modo automatico.
Come chiropratico, esaminerei il tratto lombosacrale eseguendo test ortopedici e muscolari, con l'obiettivo di valutare la qualità del segnale nervoso condotto dal segmento interessato. Prima di procedere con il trattamento, richiederei una risonanza magnetica aggiornata, in modo da avere una conoscenza precisa della situazione anatomica e della posizione della vertebra da trattare. Valuterò inoltre la corretta biomeccanica dell'articolazione tibiotarsica, la cui compromissione può influire negativamente sulla propriocezione del piede.
Una volta superata la fase acuta, integrerei un programma di esercizi attivi di propriocezione, sviluppato in collaborazione con un fisioterapista.
Sulla base della mia esperienza clinica, un percorso di 8-12 settimane può portare a risultati soddisfacenti.
Sono stato operato nel 2012 di ernia al disco e da una 40ina di giorni sto avendo disturbi a causa di uno sforzo fisico. Fatta la risonanza e consultato il neurochirurgo che mi operó all epoca questo è il quadro in breve: Lombalgia con irradiazione post sforzo, spondiloartrosi, esiti erniectomia L4-L5.
Curata con farmaci a base di FANS ora ho una fortissima rigidità nei muscoli para vertebrali e delle leggerissime scosse sul nervo sciatico ma che si manifestano anche a giorni alterni e non costantemente. Prima di lui ho anche consultato un ortopedico la cui diagnosi è stata : Discopatia L4-L5 da pregressa erniocomia.
Ad oggi si sta facendo sempre più concreta la soluzione chirurgica, che ovviamente vorrei evitare dato che ho 33 anni e 1000 cose da fare !
Come mi consigliate di proseguire ? A quale specialista posso rivolgermi ?
Vi ringrazio
Buonasera, comprendo la situazione e sopratutto la riluttanza a sottoporsi a un ulteriore intervento chirurgico, considerata anche la giovane l'età.
Un paziente con la sua storia clinica risponderebbe molto bene al trattamento conservativo a patto che venga affrontato nel modo giusto e corretto.
Il mio approccio come chiropratico prevederebbe innanzitutto una valutazione completa della zona interessata, con l'obiettivo di individuare eventuali blocchi funzionali che possono essere all' origine della rigidità dei muscoli paravertebrali. Successivamente, trattandosi di un paziente con una storia chirurgica alle spalle, utilizzerei tecniche chiropratiche considerate dolci e non manipolative, particolarmente indicate durante la fase acuta.
Procederei quindi con la decompressione muscolare della zona lombare, con focus specifico sui muscoli paravertebrali.
Una volta superata la fase acuta, inizierei un percorso di rieducazione posturale e di rafforzamento del core, in collaborazione con un fisioterapista.
Riguardo le scosse sciatiche, il fatto che non siano costanti rappresenta un elemento positivo in quanto suggerisce una probabile irritazione del nervo piuttosto che una vera e propria compressione strutturale.
Il mio consiglio pratico è di esplorare tutte le possibilità conservative prima di prendere in considerazione un intervento chirurgico.
Ho avuto esperienza di pazienti che, grazie ai benefici ottenuti dalla terapia chiropratica conservativa, hanno potuto rinunciare all'intervento programmato.
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