Via Francesco Apollodoro 16, Padova 35134
Successivamente alla prenotazione vi contatterò per un primo colloquio conoscitivo gratuito
Leggi di più05/08/2024
Via Francesco Apollodoro 16, Padova 35134
Successivamente alla prenotazione vi contatterò per un primo colloquio conoscitivo gratuito
Leggi di più05/08/2024
8 recensioni
Ho fatto il primo colloquio con la psicologa Beatrice, e mi sono trovata benissimo a parlare fin da subito. Ottima comunicazione e comprensione, puntuale e molto cordiale! Grazie mille.
Dott.ssa Beatrice Marci
Grazie S., ti ringrazio per la fiducia e le tue belle parole
Si percepisce il reale interesse per il paziente e la preparazione specialistica, inoltre ho trovato molto positivo il voler comprendere appieno alcune dinamiche non prettamente inerenti la psicologia, tanto da approfondirle per avere un quadro generale più dettagliato (per farlo ha dovuto impiegare tempo in ulteriore studio e formazione).
Ho apprezzato molto.
Dott.ssa Beatrice Marci
Grazie mille D. apprezzo tanto le tue parole.
Sono ormai diversi mesi che porto avanti questo percorso con la dottoressa Beatrice Marci e posso dire di essere davvero grata e soddisfatta. Mi ha aiutata a vedere le cose da prospettive nuove, fornendomi strumenti pratici che hanno avuto un impatto concreto sulla mia quotidianità. Oltre alla sua competenza, ho apprezzato molto la sua capacità di ascolto e la sensazione costante di non essere mai lasciata sola nel percorso. Una guida solida e presente.
Dott.ssa Beatrice Marci
Buongiorno C, ti ringrazio moltissimo per le tue belle parole.
Mi sono sentito subito a mio agio, casa che ritengo fondamentale per poter proseguire
Dott.ssa Beatrice Marci
Grazie mille per la fiducia, sono felice che l'atmosfera e il mio approccio la abbiano fatto sentire a tuo agio!
Ho collaborato con la dottoressa Marci in diverse occasioni, e si è sempre dimostrata una professionista competente, empatica e capace di cogliere in maniera lucida e puntuale il punto delle questioni, anche più spinose. La consiglio, dunque, sia per la sua notevole capacità umana, sia per le sue considerevoli abilità analitiche e di risoluzione dei problemi.
Ho collaborato con la Dott.ssa Marci in svariate occasione e ciò emerge è la sua professionalità, la sua innata empatia ma soprattutto la passione per il suo lavoro. La consiglio fortemente
Ho avuto modo di collaborare con la dott.ssa Marci svariate volte nel corso dell'ultimo anno e si è sempre dimostrata professionale, disponibile e altamente preparata. E' stato importantissimo per me potermi confrontare con una collega così attenta e appassionata del suo lavoro. La vorrei consigliare a chiunque cerchi un professionista valido.
Dott.ssa Jessica Fanelli
Ho avuto il piacere di lavorare insieme alla Dott.ssa Marci in svariate occasioni negli ultimi anni, e mi sono sempre trovata molto bene grazie alle sue doti di ascolto attivo e alla sua grande dedizione. La sua professionalità si concilia con un approccio che sa mettere a proprio agio anche persone che stanno attraversando momenti estremamente delicati. Consigliatissima.
Dott.ssa Ilaria Macchitelli
ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore
Dopo sei mesi e oltre di tcc, mi pare che alcune crepe nel rapporto con la psicologa che mi segue stiano emergendo, soprattutto sul piano della fiducia. Soffro di ossessioni incentrate sulla paura del suicidio e sulla paura di sviluppare idee deliranti; tuttavia, tali ossessioni avverto che si sono andate facendo da un po' meno invasive: hanno perso virulenza e intensità, e io mi soffermo molto meno su di esse rispetto a qualche mese fa. Ciò sarebbe in apparenza un successo, ma secondo la dottoressa tale risultato non è stato guadagnato tramite la via giusta: le ho infatti detto che da alcune settimane mi sento stanco di pensare alle mie ossessioni e di combatterle, e che fatico a stare a lungo ad analizzarle, quasi per un venir meno della mia capacità di concentrazione, che fa parte di un quadro di apatia in realtà più generale... Le ho detto che mi sembra che se ora sto meglio non è perché ora so come fronteggiare il doc, nel caso si ripresenti, ma perché ho l'impressione che sia il doc a lasciarmi stare, perché affievolendosi è come se sia a sua volta "stanco" di torturarmi... La dottoressa mi ha chiesto perciò a cosa stiano servendo questi sei mesi di terapia, se io mi sento come all'inizio in balia del doc e di un suo eventuale, sempre possibile ritorno, e mi sembra di essere migliorato solo perché questa sorta di bullo interiore in questo momento ha deciso di risparmiarmi e di darmi tregua; a suo parere, dovrei aver appreso, grazie alla terapia, le strategie opportune a non soccombere al doc qualora si ripresenti, invece che stare alla sua momentanea benevolenza. Tali strategie consistono in una serie di trucchetti mentali che a essere sincero non mi sono stati granché utili: stando alla psicologa, dovrei cimentarmi negli esercizi di defusione, nel visualizzare ad esempio i brutti pensieri portati da una corrente, o nell'immaginare il me stesso adulto che consola e sostiene il me bambino, o negli esercizi di respirazione e di rilassamento di jakobson, oppure dovrei compilare delle tabelle, in cui alla lettera A corrisponde la situazione temuta, alla B il pensiero e alla C l'emozione... Io all'inizio ho adottato queste tecniche, ma durante le crisi non risolvevo niente. La dottoressa mi ha quasi rimproverato di averle fatto perdere tempo, (ho notato perfino una certa acrimonia nel suo tono, oltre a riferimenti che andavano più sul personale, circa un mio eccessivo attaccamento ai miei genitori anziani, cosa che mi ha anche ferito...): mi è parsa spazientita che io mi sentissi disarmato come all'inizio di fronte alle ossessioni, e mi ha fatto capire che per vincere il doc devo usufruire dei suoi strumenti. Sa che assumo sertralina, ma non considera che potrebbe esser merito della molecola se questi pensieri si sono sgonfiati . A sto punto non so che fare: chiudere con lei e ammettere che non mi sono stati di beneficio i suoi suggerimenti? Nell'ultima seduta, avendo paura di contraddirla, ho finito per compiacerla, correggendo il mio resoconto col dire che ora ho più coscienza del doc e so come affrontarlo. Ma mentivo: era solo per farla contenta, perché non so affrontare il contraddittorio... E del resto ho paura a interrompere le sedute, perché non so se peggiorerei senza quel riferimento settimanale che ormai è diventato una mia abitudine... Come posso affrontare la situazione?
Buongiorno, mi dispiace molto stia affrontando questa situazione e la ringrazio per essere riuscito a condividere come si sente. Nella relazione terapeutica la fiducia è fondamentale, e sentirsi liberi di parlare apertamente delle proprie difficoltà anche in merito al rapporto terapeutico può essere tante volte un punto di svolta nella relazione. Le consiglio di parlare apertamente con la sua terapeuta delle sue difficoltà in merito, ma se dovesse essere per lei ormai un ostacolo insormontabile non veda come "una perdita di tempo" cambiare terapeuta e iniziare un nuovo percorso. Può capitare di non trovarsi con l'approccio utilizzato dal terapeuta o con il terapeuta stesso, anche quando questo è un ottimo professionista. Rimango a disposizione se avesse bisogno di qualche chiarimento ulteriore e le auguro di risolvere al più presto questa complessa situazione. Cordiali Saluti. Dott.ssa Beatrice Marci.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.