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Esperienze

Sono una psicologa psicoterapeuta iscritto all’Ordine degli Psicologi della Lombardia.
Ho conseguito la laurea magistrale in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Pavia e la specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Neuropsicologica presso la Scuola Lombarda di Psicoterapia (SLOP) a Pavia. Ho una formazione ad orientamento ermeneutico-fenomenologico.

Ho svolto un periodo di studi all'estero, presso la Abo Akademi di Turku, in Finlandia, per seguire un percorso di formazione in ambito sessuologico.

Successivamente ho preso parte ad un corso di alta formazione riguardo "La presa in Carico di individui Gender-Variant e con Disforia di genere", presso l'IStituto Mical di Milano.

Il lavoro psicoterapeutico è sempre un incontro relazionale, un'apertura verso un dialogo e l'espressione di una parola che racchiude quello che è il rapporto vivo, effettivo, esperienziale che la persona ha con il mondo. Chi sceglie di portare in psicoterapia il proprio racconto di sè, porta un movimento che aiuta a dare senso al proprio passato, chi si è stati e quello che si è vissuto e aiuta a definire il presente, chi siamo e chi vorremmo diventare.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia
Psicoterapia cognitiva neuropsicologica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia cognitiva
  • Psicologia nutrizionale
  • Psicosomatica
  • Sessuologia
  • Psicologia medica
  • Psicologia della salute
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Dott.ssa Arianna Rossi

Benvenut* nella mia pagina.

Sono una psicologa clinica e psicoterapeuta.
Nel mio lavoro, incontro persone, ascolto le loro storie e lavoro con loro per affrontare momenti di crisi e promuovere un cambiamento. Nella mia continua formazione, dedico all’approfondimento delle tematiche relative all’affettività e alla sessualità, adolescenza e genitorialità. Lavoro con persone che presentano una sintomatologia ma anche con chi sta affrontando momenti difficili o di confusione o insoddisfazione rispetto alla propria vita.

Svolgo terapia sia online che in presenza, presso uno studio in zona Città Studi a Milano.
Effettuo incontri sia in lingua italiana che in inglese.

Mi occupo di:
- adolescenza e famiglia
- sostegno alla genitorialità
- affettività e sessualità
- tematiche LGBTQ+ ed identità di genere
- psicopatologia
- disturbi d'ansia e dell'umore
- stress
- disturbi alimentari

Siccome il lavoro psicoterapeutico è un lavoro di relazione, è importante prendersi un momento per conoscerci e definire insieme gli obiettivi ed il percorso di maggiore utilità. A questo scopo, propongo di svolgere un primo colloquio a titolo gratuito, di una durata di circa 30 min, per incontrarci e guardare insieme la strada da percorrere.

il percorso terapeutico, si contraddistingue successivamente da incontri normalmente settimanali o ogni due settimane, da valutare insieme al paziente, ed hanno una durata di 45 minuti.

17/10/2024

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    65 € - 70 €

  • Counseling del singolo

    70 €

  • Sostegno alla genitorialità

    65 € - 70 €

  • Psicoterapia per adolescenti

    65 € - 70 €

  • Psicoterapia online

    65 €

Indirizzi (2)

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Studio

Via Sandro Botticelli, 32, Milano, MI, Italia, Milano 20133

Disponibilità

Telefono

02 8974...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria

13 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • E

    La dottoressa è molto cordiale preparata ed empatica.

     • Consulenza online colloquio psicologico online  • 

  • G

    Prima volta da un psicologo…mi sono sentito a casa ed ho parlato dei miei problemi per una buona ora senza avere timori ne pensieri. Consiglio vivamente a tutti la dottoressa Rossi

     • Studio primo colloquio psicologico  • 

  • S

    La Dott.ssa Arianna Rossi mi segue ormai da un po’ e posso dire con certezza che mi sento sempre ascoltata, capita e sostenuta. Ha un approccio professionale ma allo stesso tempo umano e accogliente, che mi ha aiutata a sentirmi subito a mio agio.
    Nel tempo mi ha fornito strumenti pratici e strategie concrete che si sono rivelate utili nella gestione di situazioni difficili e nel mio percorso personale.

     • Consulenza online colloquio psicologico online  • 

  • F

    La dottoressa Rossi è una ottima professionista. Attenta e preparata. Ho avuto enorme benefico grazie ai suoi incontri. Consigliatissima

     • Studio colloquio psicologico  • 

  • E

    brava a mettere a proprio agio il paziente, con cortesia e gentilezza

     • Studio Altro  • 

  • V

    Ha tutto ciò che serve per essere aiutato. Competenza, empatia, attenzione, cortesia. Consiglio assolutamente la Dott.ssa a tutti/e

     • Consulenza online colloquio psicologico online  • 

  • E

    La Dottoressa Arianna Rossi è competente ed empatica. Ci si sente accolti. Si sente di aver incontrato una guida sicura.

     • Consulenza online colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Arianna Rossi

    Grazie, è stato un piacere per me fare questo percorso insieme


  • M

    Mi sto trovando molto bene con la mia psicoterapeuta Arianna Rossi, Mi sento a mio agio. Il fatto di collegarmi online mi è molto comodo perché riesco a gestire al meglio i miei impegni annullando gli spostamenti. All'inizio ero titubante riguardo la consulenza online, ma lei è stata capace di non far sentire alcuna differenza rispetto ad un incontro in studio.

     • Consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Arianna Rossi

    Grazie!


  • A

    La Dottoressa Rossi è stata veramente gentile, empatica e sempre professionale, senza tralasciare i dettagli. Mi ha fatta sentire subito a mio agio e accolta, come in un ambiente protetto dove sentirmi al sicuro. Assolutamente consigliata.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Arianna Rossi

    Grazie di aver intrapreso questo percorso insieme. E' un piacere per me accompagnarti e lavorare insieme in questo percorso


  • C

    Ho contattato la Dr.ssa Rossi su suggerimento del mio medico di base. Stavo attraversando un momento difficile e non riuscivo più a vedere le cose belle della vita. Già al primo colloquio mi sono sentita accolta, supportata, e grazie al suo aiuto ho iniziato a fare ordine dentro me stessa e a recuperare le risorse migliori per riprendere con fiducia il mio cammino.

     • Consulenza online psicoterapia online  • 

    Dott.ssa Arianna Rossi

    Grazie, mi fa molto piacere


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera,
Sono una ragazza di 17 anni e volevo esporre una mia problematica a degli specialisti. Uno dei problemi con cui mi sono sempre trovata a confrontarmi è la solitudine. A dire la verità, non ricordo davvero quando ho iniziato a sentire questa sensazione, infatti mi sembra quasi che io la abbia sempre vissuta (fin da piccola) e probabilmente è uno dei primi problemi emotivi con cui mi sono confrontata. Ciò che, però, a volte mi turba è il fatto che mi sembra di sentirmi sola anche quando altre persone sono effettivamente presenti nella mia vita. Ho rapporto stupendo con il mio fratello maggiore, che, per gran parte della mia vita ha alleviato e anestetizzato questo dolore di solitudine, ma da quando ha iniziato a crearsi (giustamente) la sua vita indipendente (anche solo banalmente trasferendosi in un'altra casa), questa sensazione è diventata più forte, in quanto ho perso il mio punto di riferimento. Al di là di questo rapporto, però, ho altre relazioni. Ho, infatti, dei genitori, con cui non vado molto d'accordo, un l'atro fratello con cui non parlo molto ma gli voglio bene, una migliore amica e dei compagni di classe. Nonostante tutto questo, mi sembra sempre di essere sola, come se gli altri ci fossero solo per problematiche più "semplici", ma quando sto male davvero non ci siano. Io, allo stesso tempo, non esprimo mai i miei dolori con gli altri e quindi si crea questa combinazione in cui io mi mostro sempre come se vada tutto bene e loro, non cercando nemmeno di guardare oltre l'apparenza, non riescono ad esserci nei miei momenti più negativi. Sono una persona che vuole sempre apparire perfetta, nella scuola, nelle passioni che svolgo, e persino nelle relazioni sociali, tanto danno riuscire a lasciarmi andare, e cosi le persone non mi percepiscono mai come vera e autentica, finendo poi per non riuscire a creare rapporti duraturi. Sento di esserci sempre per gli altri, ma poi di fatto sento il peso di dover risolvere tutti i miei problemi (di solito emotivi) da sola. Ho notato anche, un fenomeno che mi ha stranito abbastanza quando me ne sono accorta. Mi riferisco al fatto che se io passo tanto tempo distante da alcune persone con cui ho legato (ad esempio, quando in estate, essendo in vacanza, sento molto meno la mia migliore amica), inizio quasi a sviluppare un leggero fastidio verso quelle persone, che poi scompare quando le rivedo davvero. Inizio a pensare a tutti gli aspetti negativi di quei rapporti e, se continuassi a stare sola, inizierei un circolo vizioso, in cui starei per sempre sola. Volevo capire se questo strano evento possa essere normale o spiegato da qualcosa ed inoltre vorrei sapere se davvero è possibile che questa solitudine mi accompagni da sempre, senza un'effettiva mancanza di persone intorno. A volte, infatti, mi capita anche di "sentirmi in colpa" per queste sensazioni provate, perché penso di non essere abbastanza grata dei rapporti che ho e che io mi stia lamentando senza "averne il diritto".
Vi ringrazio
Buona giornata

Buongiorno,
come prima cosa la ringrazio per aver condiviso i suoi pensieri e le sue emozioni. È fondamentale parlarne e riflettere su ciò che si prova.
Rispetto alla sensazione che descrive, il senso di solitudine, anche in mezzo agli altri, è più comune di quanto si pensi. Può derivare da diversi fattori, come la difficoltà di esprimere i propri sentimenti o la percezione che le relazioni non soddisfino le sue esigenze emotive. Chi si sforza di apparire "perfetto" o sempre positivo può sentirsi isolato, poiché gli altri non vedono il dolore interiore, e indossare una maschera può diventare estenuante.

La sua osservazione riguardo al fastidio verso le persone dopo un periodo di distanza potrebbe riflettere un meccanismo di difesa: quando ci si sente soli o vulnerabili, si tende a mettere in discussione i legami per proteggersi. Tuttavia, riattivando il contatto, queste sensazioni spesso svaniscono, rivelando il bisogno di connessioni autentiche. Sentirsi in colpa per le proprie emozioni è comune, ma è importante ricordare che le sue esperienze sono valide; ogni vissuto è unico e le emozioni sono sempre legittime.
Cercare supporto per esplorare queste sensazioni può aiutare a costruire relazioni più significative. Sono sicura che se si guarda intorno ci saranno persone pronte ad ascoltarla e sostenerla. Se ha domande o desidera approfondire, sono a disposizione.
Cordiali saluti, Arianna Rossi

Dott.ssa Arianna Rossi

Buon pomeriggio e Buon Anno Gentili Dottori..Vorrei scrivo perché mi sento inutile..ho 33 studio farmacia e nonostante sia in ritardo e lenta, quando sostengo gli esami prendo ottimi voti, seguo le lezioni, partecipo..ma nonostante ciò mi sento inutile , anche se mi laureassi nessuno verrebbe a chiedere consiglio a me e non sarei in grado di salvare la vita a nessuno..questo perché la figlia di una amica di mia sorella si è laureata a 24 anni in medicina ed e' riuscita anche a capire che un suo familiare aveva una insufficienza cardiaca e viene elogiata da tutti : " è brava, si vede che ha la passione, è riuscita a salvarle la vita " " ci vuole un medico in famiglia"..mi sento inutile..non so neanche fare una puntura.. dopo che è morta mia madre ho pensato che se avesse avuto una figlia come lei non sarebbe morta..e poi quando mia madre stava male, mia sorella fece vedere le analisi a questa ragazza (all'epoca non ancora laureata" e siccome le disse che doveva fare una ecografia, allora mia sorella
disse" solo una studentessa di medicina è riuscita a capire " e mi disse mi disse tempo fa: "i farmacisti non sono medici, non dovrebbero consigliare"...penso che già esistendo questa ragazza ed altre persone perfette laureate giovani e con 110, non ha senso la mia laurea, penso che non mi sceglieranno per un lavoro. Vi chiedo cosa dovrei fare, non so come poter reagire, continuare a studiare. Grazie per il vostro tempo.

Buon pomeriggio, e grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo.
Leggendo le sue parole si percepisce un dolore profondo, fatto non solo di confronto e di svalutazione, ma anche di un lutto importante, che sembra ancora molto vivo e intrecciato al modo in cui oggi guarda se stess* e il proprio valore.

È comprensibile sentirsi inutili quando ci si misura continuamente con modelli percepiti come “perfetti”, soprattutto se queste persone vengono idealizzate dall’ambiente familiare e se, direttamente o indirettamente, il messaggio ricevuto è stato: “tu non sei abbastanza”. Questo tipo di confronto, però, è molto ingiusto verso di lei e rischia di oscurare completamente ciò che è reale: lei sta portando avanti un percorso impegnativo, con serietà, partecipazione e ottimi risultati. Il fatto di essere più lento non dice nulla sul suo valore, sulla sua intelligenza o sulla sua futura competenza; parla solo del suo ritmo, che è legittimo e umano.

Mi colpisce molto una frase che scrive: “non sarei in grado di salvare la vita a nessuno”. Qui non parla una valutazione oggettiva, ma una ferita. Come se il dolore per la morte di sua madre si fosse trasformato, nel tempo, in un’accusa verso se stessa: “non sono stata, non sono, abbastanza”. È importante dirlo con chiarezza: lei non è responsabile di ciò che è accaduto a sua madre. Nessuna figlia, nessun figlio, può o deve “salvare” un genitore. Questo è un peso emotivo enorme, e portarlo da sola può far sentire chiunque inutile, impotente, inadeguato.

Il confronto tra farmacista e medico, così come viene vissuto da lei, sembra diventare una questione identitaria: “se non sono medico, allora valgo meno”. Ma la realtà è che sono professioni diverse, con ruoli diversi e competenze diverse, entrambe fondamentali. Il problema non è ciò che lei studia, ma lo sguardo con cui sta imparando a guardare se stessa: uno sguardo molto severo, poco compassionevole, che sembra ripetere parole ricevute dall’esterno e ormai interiorizzate.

Uno spunto di riflessione che vorrei offrirle è questo:
provi a chiedersi se il sentimento di inutilità nasce davvero dal suo percorso universitario, o se questo percorso è diventato il luogo su cui si è depositato un dolore più antico, fatto di perdita, di confronto, di bisogno di riconoscimento e di amore. Spesso non è la “capacità” il nodo centrale, ma il diritto di sentirsi degni, anche senza essere perfetti.

Per questo, più che darle consigli su cosa “fare” in senso pratico, mi sento di incoraggiarla caldamente a intraprendere un percorso psicologico. Un percorso che le permetta di elaborare il lutto, di lavorare sul senso di valore personale e di capacità, e di sciogliere questo legame così doloroso tra il suo essere e il suo sentirsi “mai abbastanza”. Non perché lei sia fragile, ma perché sta portando dentro di sé un carico emotivo molto grande, e nessuno dovrebbe affrontarlo da solo.

Continuare a studiare può avere senso, ma soprattutto ha senso continuare a prendersi cura di sé. Ritrovare uno spazio in cui la sua voce, i suoi tempi e le sue emozioni possano essere accolti senza giudizio. Da lì, lentamente, può nascere anche uno sguardo nuovo su di sé, più giusto e più umano.

Se vorrà, resto a disposizione. E intanto la ringrazio ancora per la fiducia e per il coraggio di aver scritto.

Dott.ssa Arianna Rossi
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