Esperienze
Laurea magistrale in Psicologia dello Sviluppo Tipico e Atipico, università Sapienza.
Attualmente in specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale, Scuola Romana di Psicoterapia Familiare.
+39 3938849221
Via col di lana 134A.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Stress
- Ansia
- Difficoltà relazionali
- Ansia da prestazione
- Problemi relazionali
- +2 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
Da 50 € -
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Colloquio psicologico clinico
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Consulenza online
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Consulenza psicologica
Da 50 € -
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Colloquio individuale
Da 50 € -
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Indirizzi (2)
Via Col di Lana, 134, Civico 134A, Ciampino 00043
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Disponibilità
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
5 recensioni
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F
Francesca C.
La dottoressa è una professionista empatica e attenta, capace di accompagnarmi con grande tatto in un percorso di maggiore contatto con me stessa. Grazie al suo supporto sto imparando a centrarmi di più nella mia vita e a sentirmi più consapevole. È un aiuto prezioso che continua nel tempo.
• Studio privato • sostegno psicologico •
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A
A.M.
Ringrazio la Dott.ssa Pes che mi ha accompagnato in un momento molto difficile della mia vita. Grazie alla sua grande professionalità e sensibilità ho raggiunto maggiore equilibrio e serenità.
• Studio privato • sostegno psicologico •
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C
C.D.G
La Dottoressa Pes si è rivelata estremamente professionale e empatica. Durante le sedute, ha creato un ambiente accogliente e privo di giudizio, permettendomi di esprimere liberamente i miei pensieri e le mie preoccupazioni. Ha dimostrato una grande capacità di ascolto, offrendo strumenti pratici e consigli utili per affrontare le difficoltà. Mi ha aiutato a comprendere meglio me stesso e a gestire le emozioni in modo più sano.
• Studio privato • colloquio psicologico •
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C
C.C
Ho trovato nella dottoressa accoglienza e ascolto autentico, naturalezza nella relazione e ciò ha permesso che mi sentissi perfettamente a mio agio.
• Studio privato • colloquio psicologico •
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F.C.
Il percorso con la dott.ssa Pes è stato davvero trasformativo! Grazie a una relazione accogliente e autentica mi ha aiutata a comprendere meglio le mie emozioni e a ritrovare fiducia nelle mie risorse. La sua presenza costante e attenta ha reso possibile un cambiamento profondo che porterò con me. Grazie!
• Consulenza online • consulenza online •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Non vi nascondo che soprattutto il periodo di novembre sono stata veramente ansiosa ...avevo sempre paura che avessi qualcosa di brutto...avevo crisi di pianto...facevo molta fatica a fare le cose...semplici gesti come farmi la piega ai capelli...il mese di maggio ero tranquilla ero ad un battesimo anche se quel periodo avevo nonno che non stava bene ed a fine maggio è morto ...però questi episodi mi sono capitati così all' improvviso
Buonasera, da quello che racconta emerge un periodo in cui il suo equilibrio emotivo è stato messo alla prova da eventi intensi e ravvicinati. A volte l’ansia irrompe proprio così, non perché “arriva dal nulla”, ma perché per un po’ abbiamo tenuto dentro più di quanto riuscissimo realmente a sostenere. Quindi può succedere che compaiano crisi di pianto, difficoltà anche nei gesti più semplici o una sensazione costante di allarme. E il fatto che in alcuni momenti stesse bene e in altri no non è una contraddizione, ma il modo in cui la sua parte più sensibile cercava un nuovo equilibrio mentre intorno – e dentro – accadevano tante cose insieme. In questi casi è importante fermarsi a comprendere che cosa l’ansia stia cercando di segnalare: quali situazioni la attivano, quali dinamiche la fanno sentire più vulnerabile e quali risorse, personali o relazionali, possono aiutarla a ritrovare continuità e respiro. Il fatto che oggi lei riesca a parlarne è già un movimento significativo verso maggiore consapevolezza e cura di sè. Se sente che c’è ancora qualcosa da chiarire o dare voce, è assolutamente naturale. Sono momenti che meritano attenzione e delicatezza
Salve, sono una ragazza di quasi 25 anni, sono una studentessa ormai fuoricorso da 3 anni. Ho sempre studiato e devo essere onesta anche con buoni risultati, però sono rimasta indietro a causa della mia ansia non riuscendo a dare più di 3/4 esami all'anno fino poi a bloccarmi del tutto per 2 anni in cui, pur preparandomi per gli esami, non sono mai riuscita a presentarmi. Quest'estate per la prima volta sono tornata a dare un esame e ho preso anche 30, sul momento mi sono emozionata ed ero soddisfatta, però poi dal giorno successivo già ero in pensiero per gli altri esami da recuperare e i tirocini. A settembre dovevo dare un esame, ma il giorno prima, come è capitato qualche altra volta, ho avuto crisi di pianto, forte ansia e sensazione di non ricordare nulla, per questo non mi sono presentata più all'esame. In 6 anni di università non ho mai preso in considerazione la rinuncia agli studi come oggi, non so più se voglio questa laurea, se la laurea stessa presa con tutte queste difficoltà abbia un senso. Ad oggi se mi fermo a pensare, non riesco neanche ad immaginarmi a dare ad esempio alcune tipologie di esami oppure non mi immagino nel contesto di tirocinio. Essendo fin dai tempi della scuola quella brava della classe, della mia famiglia stessa, non ho mai immaginato la mia vita senza studio, ma ad oggi mi sento arrivata al limite, ma al tempo stesso ho paura del futuro che mi aspetta non avendo un piano B. Mi sento in una situazione terribile di stallo e non so come muovermi per uscirne, ho paura di parlarne con i miei genitori perché temo saranno molto delusi da me oppure temo di non essere presa sul serio/che non mi capiscano. Mi sento inadatta alla vita sotto tanti punti di vista, è come se non mi sentissi all'altezza del vivere stesso. A volte guardo sui social miei ex compagni di scuola, vecchi amici, e li vedo realizzati, vedo che tutti sono andati avanti, io invece sono rimasta immobile. L'immagine più adatta per descrivere come mi sono sentita negli ultimi anni credo sia quella delle sabbie mobili. Tante volte ho pensato di intraprendere un percorso psicologico, però non saprei neanche come spiegare alla mia famiglia, che ha già tanti pensieri, la mia necessità. Ultimamente informandomi un po' sul servizio che potesse essere più adeguato alla mia situazione, ho notato anche di avere moltissime caratteristiche riconducibili al DOC, ci sono cose che faccio/penso da anni e anni pensando semplicemente di essere una persona un po' strana, ma che in realtà non sono "normali" e che ad essere sincera ultimamente sento peggiorate. A volte ho anche paura di parlarne, perché dire a voce alta le cose che vivo in relazione al DOC mi fa paura, ne ho vergogna, ho paura di sembrare pazza ad uno sguardo esterno. Non so, spero che qualcuno sappia consigliarmi come muovermi in questa situazione, perché mi sento troppo sopraffatta da tutto e ho paura di aver rimandato già per troppo tempo la mia richiesta di aiuto e di conseguenza di non poterne più uscire. Grazie.
Buonasera, da ciò che racconta emerge quanto questi anni siano stati per lei un terreno emotivo complesso: da una parte il desiderio di mantenere gli standard che l’hanno sempre accompagnata, dall’altra la sensazione di essere intrappolata in qualcosa che la supera, fino a sentirsi come nelle “sabbie mobili”. È un’immagine molto potente, e spesso è proprio quando il corpo e le emozioni iniziano a rallentare, bloccarsi, protestare, che qualcosa dentro di noi sta chiedendo di essere ascoltato in modo più profondo. Il fatto che, nonostante l’ansia, sia riuscita a preparare e superare un esame con ottimi risultati racconta una parte di lei che continua a esserci, ma che forse non riesce più a reggere il peso delle aspettative – proprie e percepite – che la circondano. Penso che quando la mente inizia a mettere in discussione anche ciò che fino a poco tempo fa sembrava “ovvio” (come andare avanti con gli studi, immaginarsi un domani, sentirsi all’altezza), spesso non significa che lei non sia capace, ma che sta vivendo un momento di profonda ridefinizione interna. È naturale e può capitare che, quando per anni siamo stati “quelli bravi”, sentire di non farcela più diventi quasi intollerabile da mostrare, soprattutto alle persone importanti. La paura di deludere, di non essere compresa o presa sul serio, può portarci a chiuderci ancora di più proprio quando avremmo bisogno di sostegno. Riguardo ai vissuti che riconduce al DOC: comprenderli fa già parte di un movimento importante. Stia tranquilla che non c’è nulla di “pazzo” in ciò che descrive infatti spesso, quando non si ha uno spazio sicuro in cui poter dare voce a certi pensieri, essi possono diventare sempre più ingombranti e carichi di vergogna mentre nominarli, come ha fatto lei, permette di iniziare a ridare loro una forma e un significato più gestibile. Il senso di stallo che racconta non è un punto di non ritorno: è un segnale. Parla del suo possibile bisogno di ritrovare terreno stabile, confini chiari, una direzione che non sia più dettata solo dal dovere o dal confronto con gli altri, ma da ciò che per lei oggi è sostenibile e significativo.
Fare chiarezza, passo dopo passo, è possibile. E chiedere aiuto non è un fallimento: è un atto di cura verso se stessa, soprattutto quando sente di aver rimandato per troppo tempo.
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