Dott.ssa Alessia Brancati

Psicologa · Altro

Monterotondo 1 indirizzo

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Esperienze

Sono Alessia Brancati, psicologa e psicoterapeuta psicoanalitica in formazione.
Nutro un profondo interesse per ciò che ci muove: desideri e paure, i nodi, le inquietudini sottili, i pensieri che bussano senza chiedere permesso.

Credo nella cura come "luogo" in cui si possono finalmente abbassare le spalle e respirare.
Mi occupo di persone: di ansia, relazioni che si complicano, dolori che non trovano parole, momenti di smarrimento e di transizione — tutte quelle fasi in cui la vita sembra parlare una lingua nuova.

Il mio obiettivo è accompagnare la persona a ritrovare una direzione che senta davvero sua, non imposta. Un passo alla volta.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Consulenza online

    50 €

  • Colloquio psicologico online

    50 €

  • Primo colloquio psicologico

    50 €

  • Sostegno psicologico

    50 €

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348 160...

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio privato Dott.ssa Alessia Brancati

Piazza Roma, 14, Interno 1, Monterotondo 00015

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5 recensioni

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  • A

    Giovanissima ma estremamente professionale, competente e appassionata dotata di un’empatia senza eguali: abbiamo iniziato insieme un percorso, ancora in essere, che mi ha aiutato a destrutturare e ricostruire la mia difficile esperienza personale, consentendomi di individuare le mie ferite, accogliendo e ricostruendo la mia autostima dopo anni di svalutazione e annullamento per l’altro.
    Con estrema onestà e sincerità e, al contempo, con incredibile tatto e sensibilità mi ha mostrato punti di vista differenti spingendomi a riflessioni personali.
    Dopo quasi un anno di incontri settimanali, le nostre sedute sono ancora condensate di confronto e riflessioni: il suo prezioso aiuto e le sue competenze sono un faro nella burrasca che guida e crea sicurezza illuminando la strada che porta verso la comprensione di noi stessi e il recupero delle risorse interne per affrontare gli eventi, anche quelli più bui, della vita.
    Lei come nessun altro professionista conosciuto in tale ambito, merita!

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    Dott.ssa Alessia Brancati

    Grazie Anna per queste parole, è un grande piacere per me percorrere un tratto di strada insieme!


  • C

    È da un anno che vado da lei e mi trovo benissimo, ha un empatia spiccata e ti fa sentire sempre a tuo agio, fa parlare tanto ma anche ti dà ottime indicazioni! Non riesco più a smettere di andare perché mi fa stare molto bene e mi sta aiutando nel mio percorso di vita! Anche solo una settimana senza andare la sento una mancanza! Stra consigliata

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    Dott.ssa Alessia Brancati

    Ti ringrazio profondamente per le tue parole, che accolgo con molta gratitudine!


  • B

    Ho iniziato il mio percorso con la dottoressa Brancati qualche mese fa e non potrei esserne più felice. Fin da subito mi sono sentita accolta e capita, come se finalmente qualcuno riuscisse davvero ad ascoltarmi senza giudizio. Ogni seduta è uno spazio sicuro in cui riesco a esprimermi con libertà e a capire un po’ di più di me stessa. Grazie al suo modo empatico e delicato di guidarmi, sto imparando a gestire meglio le mie emozioni e a guardarmi con più gentilezza.

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    Dott.ssa Alessia Brancati

    Grazie per le tue parole


  • M

    Ho svolto un percorso con la dottoressa dopo un periodo di vita molto difficile per me. Mi sono sentito fin da subito a mio agio e questo mi ha aiutato ad affrontare cose di me stesso che evitavo da tempo.
    Ad oggi mi rendo conto di aver fatto un grande regalo a me stesso chiedendo aiuto. La ringrazio veramente

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    Dott.ssa Alessia Brancati

    Marco la ringrazio per questa recensione, è stato un piacere accompagnarla in questo percorso. Un grande in bocca al lupo.


  • A

    Ho svolto il primo di una lunga serie di colloqui con la dottoressa. Solare, empatica e molto preparata. Ho trovato una spiaggia sicura. Consiglio a tutti di avviare un percorso senza pregiudizi e di trovare una persona così. Grazie davvero

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    Dott.ssa Alessia Brancati

    La ringrazio molto per questa restituzione e della fiducia.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Sono fidanzata con il mio ragazzo (25 anni) da quando ne avevamo 18.
Da anni soffre di ludopatia. Non me l’ha mai nascosta, anzi: mi ha sempre resa sua complice.

All’inizio ho sottovalutato il problema. Giocava cifre che non mi spaventavano e pensavo di poter gestire la situazione. Con il tempo, però, il gioco è diventato sempre più grave: ha iniziato a puntare cifre molto alte, ben oltre le sue possibilità.

Lavora da anni, ma ogni mese il suo stipendio finisce in pochissimi giorni.
Nonostante io non lavorassi, ho sempre cercato di colmare le sue perdite con i soldi che i miei genitori mi davano. Sono sempre stata una persona responsabile e attenta al denaro, anche perché i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla e ho sempre avuto grande rispetto per i sacrifici che hanno fatto.

Col tempo però la situazione è degenerata.
Ho iniziato a rubare: prima oggetti d’oro, poi dalle carte che avevo a disposizione, poi direttamente dal conto dei miei genitori.
Questa cosa mi spaventa profondamente. So di essere stata “furba” nel farlo, ma non in un modo che mi rende orgogliosa: mi fa paura rendermi conto di cosa sono arrivata a fare.

Nonostante tutto, sono riuscita a portare avanti il mio percorso di studi: mi sono laureata con il massimo dei voti e ho trovato subito un lavoro full-remote dopo la laurea magistrale, con uno stipendio molto buono.
Lavoro da giugno, ora siamo a gennaio, e di quei soldi non mi è rimasto nulla.

Ogni mese lui spende tutto il suo stipendio e aspetta i miei soldi per “recuperare”.
So che può sembrare assurdo pensare che perda sempre, ma purtroppo non è così: ad aprile dell’anno scorso ha vinto circa 100.000 euro, persi interamente nel giro di una settimana.

Non ha un’auto, fa un lavoro che detesta, ha perso molte amicizie nel tempo.
Io continuo a lasciarlo, ma non riesco mai a farlo definitivamente. Mi sento bloccata in una relazione tossica che mi sta logorando, emotivamente ed economicamente.

Sono consapevole che questa situazione non è sana.
So di aver bisogno di aiuto, perché da sola non riesco più a uscirne.

Buongiorno,
la ringrazio per aver trovato il coraggio di raccontare una storia così complessa e dolorosa. Dalle sue parole emerge una grande lucidità, ma anche una profonda stanchezza: sembra che da molto tempo lei stia reggendo un peso molto grande.
La ludopatia è una dipendenza vera e propria, con dinamiche potenti e distruttive, non solo per chi gioca ma anche per chi gli sta accanto.
Il fatto che lei si riconosca spaventata è un segnale importante: indica che una parte "protettiva" di lei è ancora presente, vigile, e chiede aiuto. Nonostante il caos emotivo e materiale, è riuscita a costruire un percorso di studi brillante e un’autonomia lavorativa significativa. Questo non cancella la sofferenza, ma dice molto delle sue risorse.
Uscire da una relazione di questo tipo, soprattutto quando è iniziata così presto e si intreccia con la dipendenza, è estremamente difficile da fare da soli. Spesso si crea una dinamica che intrappola, anche quando si è pienamente consapevoli che la situazione è profondamente dolorosa.
Un percorso terapeutico può aiutarla a comprendere perché è diventato così difficile separarsi, a ricostruire confini emotivi ed economici, e a rimettere al centro la sua stabilità.
Se lo desidera, possiamo prenderci uno spazio per approfondire insieme ciò che sta vivendo e valutare come iniziare un lavoro che le permetta di fare luce su ciò che la blocca, con sostegno e senza giudizio.
Un caro saluto,
Alessia

Dott.ssa Alessia Brancati

Buongiorno,
Scrivo perché sono bloccata. So cosa è giusto fare in una coppia, ma faccio il suo opposto. So che per rendere sana una relazione, si deve far sì che l'altro abbia i suoi spazi,tempi,amici,hobby. Ma io non riesco ad accettarlo, in quel momento ho 2 voci che mi parlano: una che mi dice di ragionare, che il suo non è bisogno di allontanarsi da me, ma svago, l'altra perde il controllo, mi arrabbio quando lo vedo, perché mi sono sentita abbandonata. Abbiamo avuto questa discussione varie volte, lo scorso anno ci siamo presi 1 settimana di pausa per riflettere, perché lui era arrivato al culmine, non si sentiva più libero di uscire, e se lo faceva era preoccupato per me. La pausa è servita per una mia autoriflessione, ho capito che ho bassa autostima, bisogno di conferme, che il modello familiare unitissimo che ho visto per anni (i miei vivono l'uno per l altra), mi ha influenzato 'negativamente'. Pensavamo che questa mia consapevolezza bastasse, assieme al fatto che, ho fatto nuove amicizie, meditazione, hobby. Tutto servito per un lasso di tempo medio- lungo, perché 1 mese fa sono nuovamente scoppiata, perché il suo weekend era colmo di impegni, quindi stavamo insieme 'solo' a sera (conviviamo- mi sono trasferita 2.5 anni fa per lui e lavoro, stiamo insieme da 3). Anche lì, cerchiamo di chiudere e andare avanti. Ma, Senza alcun litigio, lui qualche giorno fa mi ha detto che si porta dietro gli strascichi del litigio, perché ritiene che ognuno deve essere naturale. Quindi se lui vuole uscire deve farlo. Se io voglio arrabbiarmi, devo. Non dobbiamo snaturarci per la ns incompatibilità. Ho cercato di spiegare che io non voglio essere quella versione lì,ogni tanto ci riesco. Altre pecco. Ma lui ribadisce che non è colpa di nessuno, abbiamo modi diversi di vedere la vita. Sento che non ha ragione in questo, io posso essere una versione migliore, ma a quanto pare la consapevolezza non è sufficiente a farmi 'guarire'. Se cambio persona, cambio solo lo scenario. Voglio accettare ciò che razionalmente fa di una relazione sana, come fare?

Buongiorno,
la ringrazio per aver scritto con tanta chiarezza e onestà ciò che sta vivendo. Da quello che racconta emerge una grande consapevolezza di sé, e questo non è affatto scontato. Allo stesso tempo, si sente tutta la fatica di trovarsi divisa tra ciò che “sa” essere giusto e ciò che, emotivamente, accade comunque, spesso in modo travolgente.
È importante sapere che comprendere razionalmente un meccanismo non significa automaticamente riuscire a modificarlo. Le reazioni di cui parla potrebbero essere risposte emotive profonde, legate alla sua storia affettiva, ai modelli interiorizzati e ai suoi timori.
Il lavoro terapeutico può aiutare proprio in questo: non tanto a “controllarsi” o a diventare una versione forzata di sé, ma a comprendere da dove nascono certe emozioni, a dar loro un senso e, nel tempo, a creare uno spazio interno più sicuro. È lì che diventa possibile tollerare la distanza dell’altro senza viverla come una perdita, e distinguere il bisogno di vicinanza dal timore di restare soli.
Un caro saluto,
Alessia

Dott.ssa Alessia Brancati

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