Dott.ssa
Alessandra Bulgarelli
Psicoterapeuta
·
Psicologa
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sulle specializzazioni
Carpi 1 indirizzo
Esperienze
Sono specializzata in Disturbi dell'Alimentazione e della nutrizione (protocollo CBT-E) e sono responsabile dell'unità operativa locale AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e del Peso) di Carpi.
Specializzata nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo.
Terapeuta EMDR
Psicologa Giuridica (CTP)
Aree di competenza principali:
- Psicologia giuridica
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Depressione
- Disturbi della personalità
- Anoressia
- Crisi relazionali
- Disturbi alimentari
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
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Psicoterapia
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Colloquio psicologico di coppia
120 € -
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Colloquio psicologico individuale
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Disponibilità
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Assicurazioni non accettate
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
29 recensioni
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C
C.C.
Un’esperienza davvero positiva. Con la dottoressa Bulgarelli mi sono sentita finalmente capita e ascoltata. È empatica, gentile e mette un grande impegno in quello che fa. Grazie di cuore!
• Spazio Clinico 21 • psicoterapia •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie mille
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R
Rossella
Consigliatissima. Ho conosciuto la Dott.ssa Bulgarelli per problemi nella sfera relazionale famigliare e altro. Grazie a Lei ci sono miglioramenti e mi sento molto meglio rispetto a quando l'ho conosciuta.
Professionale, attenta ad ogni esigenza della persona, mette a proprio agio e si è seguiti a 360°.
Bravissima, vorrei averla conosciuta prima per iniziare il mio percorso, la consiglio Vivamente.• Spazio Clinico 21 • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie mille Rossella
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E
E.V.
Con la dott. Bulgarelli abbiamo lavorato sul mio disturbo aiutandomi a comprendere come funzionano i meccanismi che scatenano il mio impulso riuscendo così a gestirlo meglio.
• Spazio Clinico 21 • consulenza psicologica •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie per il feedback
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L
L. G.
L’esperienza è stata estremamente positiva. Mi sono trovata bene e a mio agio fin dalla prima seduta. La sua empatia unita alla professionalità mi ha permesso di affrontare e risolvere il problema che mi aveva spinto a chiedere supporto.
• Spazio Clinico 21 • consulenza psicologica •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie per il prezioso feedback.
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G
G.G.
Molta empatia di parte della dottoressa e ambiente molto accogliente
• Spazio Clinico 21 • consulenza psicologica •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie per il feedback
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C
Codelupi Elena
La dottoressa è una grandissima professionista. Sin dal primo incontro mi sono sentita a mio agio e capita sotto ogni punto di vista. Avevo paura ad aprirmi e a raccontare la mia storia che per me era molto dolorosa ma con la dottoressa Bulgarelli è stato tutto spontaneo. Non mi sono mai sentita giudicata anzi, mi ha sostenuto e lasciato parlare, mi ha ascoltato quando ne avevo più bisogno e mi ha dato consigli super utili per superare i miei traumi. Ora dopo a 4 mesi dall'inizio del mio percorso terapeutico mi sento serena e piano piano sto raggiungendo quella tranquillità mentale che tanto desideravo.
• Spazio Clinico 21 • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie mille Elena
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A
Alice e Gabriele
Consigliamo di chiedere aiuto a Alessandra a tutte le coppie che stanno affrontando un momento di crisi.quando io e mio marito abbiamo iniziato il percorso eravamo in crisi non riuscivamo a parlare. Alessandra ci ha fornito strumenti pratici per comprendere le dinamiche della nostra coppia. Oggi la nostra relazione é più forte. Le saremo sempre grati per averci aiutati a ricostruire la nostra coppia
• Spazio Clinico 21 • psicoterapia di coppia •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie Alice e Gabriele è stato un piacere condividere questo percorso con voi.
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M
M.T.
professionista eccezionale: empatica, preparata e capace di creare un clima di fiducia fin dal primo incontro.
• Spazio Clinico 21 • consulenza psicologica •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie mille
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S
S.V.
Dottoressa professionale e attenta a ogni dettaglio mi sono trovato bene
• Spazio Clinico 21 • psicoterapia •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie
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G
G.C.
Alessandra é seria e attenta, mi ha saputa ascoltare con premura e grazie a ciò che mi ha insegnato riesco a ritrovare l'equilibrio ogni volta che lo perdo. É stata e rimane un solido punto di riferimento. Garze
• Spazio Clinico 21 • psicoterapia •
Dott.ssa Alessandra Bulgarelli
Grazie mille per la condivisione
Risposte ai pazienti
ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, vorrei chiedere a voi dottori un parere o consiglio riguardo una situazione, sono una ragazza di 26 anni, 2 anni fa circa diciamo che avevo una frequentazione con un ragazzo a distanza, con cui poi ci siamo visti, premetto che con lui stavo molto bene, mi faceva stare bene e riuscivo a parlare di tutto, ci scherzavo ecc insomma..però purtroppo ci siamo lasciati poi per via della distanza e perché io i quel momento dovevo iniziare un lavoro, e poi io mi sono attaccata a un'altra persona..però ad ora io con lui ci parlo ancora, ci sentiamo ogni tanto e mi sembra quasi di provare qualcosa ancora per lui..purtroppo però non so forse sbaglio io o non so come vederla, ma lui diciamo è un più alto di me e molto robusto ecco..è forse questo mi "spaventava" o comunque mi faceva forse vergogna..è una cosa che non mi piace e so che non è giusto perché comunque lui è una persona davvero bella e con cui mi piace stare e parlare però appunto quando mi era venuto a trovare io avevo questo senso di disagio..e ora capita che mi dica che vuole venire a trovarmi nuovamente ma io ho questo pensiero..forse per il giudizio altrui? Perché essendo nella mia città ho questo pensiero per un fatto di paura che mi vedano con lui? Non lo so..
Buongiorno. Analizzando la sua situazione, emerge un chiaro conflitto tra il benessere emotivo che sperimenta nel rapporto e l'attivazione di alcuni schemi cognitivi legati al giudizio sociale. Quando si interagisce a distanza, il rapporto vive in una dimensione protetta; tuttavia, l'idea di un incontro fisico nella propria città sembra attivare dei pensieri automatici negativi legati all'immagine pubblica.
Il disagio e la vergogna che descrive non riguardano probabilmente la persona in sé, ma la proiezione di come lei teme di essere percepita dagli altri. In termini cognitivisti, questo è un esempio di "lettura del pensiero": lei assume che gli osservatori esterni formino un giudizio critico sulla sua scelta relazionale basandosi su parametri estetici. Questo meccanismo genera un'ansia che funge da segnale di minaccia per il suo Sé sociale, portandola a considerare l'evitamento dell'incontro come strategia di difesa.
Sarebbe utile osservare come queste preoccupazioni agiscano da filtro cognitivo, oscurando i rinforzi positivi (la sintonia, il saper parlare di tutto) a favore di una valutazione basata su standard esterni. Spesso, la paura del giudizio altrui riflette le nostre stesse insicurezze interiorizzate. Valutare se questi timori siano coerenti con i suoi valori personali o se siano piuttosto condizionamenti sociali può aiutarla a decidere se dare priorità alla qualità del legame o alla protezione di un'immagine pubblica ideale.
Quale crede che sarebbe l'impatto reale sulla sua vita se, per un momento, decidesse di sospendere l'importanza del giudizio della sua città per dare spazio a ciò che la fa stare bene?
Buongiorno dottori. Vi scrivo per chiedervi un aiuto per capire cosa mi sta succedendo.
A ottobre dopo un lunghissimo periodo di stress accumulato ho avuto due settimane di iperattivita nervosa in cui pulivo anche i muri per scaricare lo stress e successivamente due settimane di calo d'umore. Vedendomi star male senza un motivo vado in panico e decido di scrivere a una psicologa raccontandole tutto per filo e per segno tramite un colloquio. Lei mi dà la diagnosi di depressione reattiva e mi manda da uno psichiatra, faccio la visita dallo psichiatra ma mi dice che non ho bisogno ne di farmaci nè della sua figura perché il mio malessere ha motivo di nascere e quindi mi ha consigliato a sua volta un percorso psicologico.
Da ottobre a oggi la fase più intensa della depressione in cui faticavo ad alzarmi dal letto e non avevo appetito sembra passata. Nonostante questo però, mi alzo ogni mattina e tutti i giorni con un malessere mentale a cui non so dare un nome. Non so esattamente se sia ansia, tristezza o preoccupazione, sento solamente che c'è qualcosa che non va e di conseguenza divento triste per questo.
Siccome odio aver qualcosa senza saperlo identificare , la mia mente gli attribuisce il nome più catastrofico che possa esserci: la pazzia. Questo mi fa avere l'impressione che io possa controllarlo in un certo senso cercando su google rassicurazioni, pero quando vedo che i miei sintomi non appartengono a quel nome tragico, mi tranquillizzo e sto meglio.. ma allo stesso tempo siccome la causa del mio stato d'animo non è la pazzia, dopo le rassicurazioni ricado nel vuoto. Perché tutt oggi mi sento ancora così? La mia è una depressione reattiva o un ansia che si è innescata su di essa? Da cosa nasce questo stato d'animo e come posso fare per uscire da questo circolo di negatività? Avrei bisogno di chiarezza.. Vi ringrazio anticipatamente se mi risponderete, saluti.
Buongiorno. Comprendo perfettamente il suo smarrimento: quando non riusciamo a dare un nome a ciò che proviamo, la mente ipotizza lo scenario peggiore — la "pazzia" — per tentare di controllare l'ignoto. Tuttavia, ciò che descrive non è follia, ma un sistema nervoso rimasto in "allerta" dopo un forte sovraccarico stressogeno.
Il malessere che avverte è probabilmente un’ansia residua innestata sulla depressione reattiva. Cercare rassicurazioni online è una trappola: placa il dubbio per un istante, ma alimenta il circolo vizioso dell'iper-controllo, lasciandola poi svuotata. Per uscire da questa negatività, è fondamentale smettere di cercare una diagnosi catastrofica e imparare a tollerare l'incertezza del momento senza combatterla.
In un percorso cognitivo-comportamentale lavoreremmo proprio per disinnescare questi meccanismi di controllo e monitoraggio costante, permettendo al suo umore di stabilizzarsi naturalmente. Inizi a considerare questo stato non come un pericolo, ma come un segnale di stanchezza emotiva che richiede ascolto, non allarme.
Resto a sua disposizione per approfondire queste dinamiche in un colloquio conoscitivo.
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