Dott.ssa Valentina Delfante

Psicologa · Altro

Vimercate 1 indirizzo

Esperienze

Sono una Psicologa laureata e abilitata alla professione, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia. Ho conseguito il diploma di specializzazione (Master di II livello) in Psicologia Scolastica presso il Consorzio Humanitas, e attualmente sono specializzanda in Psicoterapia a orientamente psicosomatico e psicodinamico, presso l'Istituto ANEB di Milano.
Offro percorsi di sostegno psicologico secondo un approccio centrato sulla persona, sull'ascolto e la comprensione della sua sofferenza, sull'utilizzo di tecniche e strumenti psicologici idonei alla prevenzione, diagnosi e supporto, e sulla costruzione di una relazione "utente-psicologo" fondata su fiducia, onestà e rispetto.
Mi occupo anche di patologie psicosomatiche basandomi su un approccio integrato, che pone al centro il rapporto "mente e corpo", l'indagine delle dinamiche psicologiche, sociali e relazionali che sottendono i sintomi fisici e la costruzione del migliore equilibrio "mente-corpo" possibile.
Per le ragazze e i ragazzi che incontrano delle difficoltà in ambito scolastico/ universitario, offro uno spazio di ascolto e supporto per affrontare stress, emozioni e pensieri negativi che possono accompagnare il percorso di crescita e di apprendimento.
Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia scolastica
  • Psicosomatica

Presso questo indirizzo visito

Adulti
Bambini

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    60 €

  • Orientamento scolastico

    60 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    60 €

  • Sostegno alla genitorialità

    60 €

  • Psicoeducazione

    60 €

Indirizzi (2)

Disponibilità

Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
Vedi mappa si apre in una nuova scheda
Studio di Psicologia - Dott.ssa Valentina Delfante

Vimercate 20871

Disponibilità

Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
Vedi mappa si apre in una nuova scheda

Recensioni in arrivo

Scrivi la prima recensione

Hai avuto una visita con Dott.ssa Valentina Delfante? Condividi quello che pensi. Grazie alla tua esperienza gli altri pazienti potranno scegliere il miglior dottore per loro.

Aggiungi una recensione

Risposte ai pazienti

ha risposto a 11 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera,
Sono una ragazza di 17 anni e mi piacerebbe confrontarmi con dei professionisti per quanto riguarda un problema che ho da diversi anni ormai. Da quando sono piccola ho la mentalità da "soldatino". Sono molto perfezionista, non accetto errori o fallimenti da parte mia, in qualsiasi ambito della mia vita, a scuola, nele mie passioni e persino nelle relazioni. Posso farvi un esempio anche recente. Quando mi capita di prendere l'influenza o di star male, faccio molta fatica a decidere di non andare a scuola. Cerco di fare meno assenze possibili, sto a casa solo se la mattina stessa ho la febbre, altrimenti per raffreddore, mal di gola, tosse, mal di pancia, mal di testa o anche solo stanchezza sono sempre presente. A volte sono i miei genitori a consigliarmi di stare a casa, ma non riesco proprio. Succede anche se dobbiamo organizzare una gita, un viaggio o un evento che preveda l'assenza da scuola. Ovviamente il perfezionismo non si ferma solo a questo. Appena faccio un minimo errore ci ripenso per ore e cerco di essere sempre quella impeccabile in tutto. Ovviamente per mostrarmi sempre perfetta sopprimo le mie emozioni davanti agli altri. A nessuno mostro davvero chi sono e cosa provo. Noto una vera differenza tra ciò che sono quando sto da sola in casa e ciò che gli altri vedono di me. Addirittura più volte mi è capitato di iniziare una nuova attività (ad esempio fare qualche passo di ballo, imparare una nuova lingua, leggere, giocare a scacchi, cantare, scrivere), ma non lo mostro a nessuno proprio perché quando inizio a fare qualcosa mi sento troppo scarsa in ciò che faccio e non voglio mostrarmi debole per la vergogna. È noto limitante perché alla fine le persone mi iniziano a vedere come un inumana, o addirittura strana. A scuola sono la compagna che aiuta gli altri e che è intelligente dal punto di vista accademico ma con cui nessuno ha davvero voglia di passare un pomeriggio a parlare dei propri sentimenti. Ho delle amiche ma anche con loro non riesco ad aprirmi, perciò mi rendo conto che il problema non sono solo gli altri ma anche io. Se ora mi sto raccontando è solo perché sono dietro all'anonimato altrimenti non lo avrei mai fatto.
Sono stanca di sentirmi così, ma è come se facesse parte di me. Non decido io come fermare i pensieri che mi assillano appena faccio un minimo errore e non riesco neanche a decidere io di aprirmi di più, perché ormai lo sento parte della mia persona.
Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso per il testo estremamente lungo.
Buona giornata

Buonasera, comprendo quello che sente perchè capita a molte persone. In parte questo dipende anche dalla società in cui viviamo, che spesso ci vuole performanti come dei "soldatini", ma noi siamo esseri umani e ogni tanto abbiamo bisogno di fermarci e di concentrarci su noi stessi e su quello che proviamo. Mi sento anche di dirle che gli errori e i fallimenti, che spesso vengono osservati sotto un'ottica negativa, in realtà hanno uno scopo essenziale: insegnarci a migliorare e a maturare. Con un percorso psicologico avrebbe modo di lavorare sull'accettazione di questa realtà, e anche sull'espressione delle sue emozioni, qualora ne sentisse la necessità. Un caro saluto

Dott.ssa Valentina Delfante

con A. siamo amiche dalle superiori. Poi A. si sposa e inizia a mettere dei paletti molto restrittivi, ad esempio risponde o chiama solo se sta lavorando, se e' a casa sua ti ignora. Se e' disoccupata ti ignora anche per anni, e per qualsiasi ricorrenza ti fa mandare la mail dal marito, con gli auguri. Io accetto tutto, forse ho bisogno delle briciole, me le faccio bastare e proseguo con la mia vita. Nel frattempo diventiamo adulte e la mia vita si fa sempre piu complicata, difficolta' enormi, lutti, furti, mobbing eccetera, io sono a tappeto soffro di depressione, attacchi di panico, ansia grave. Lei a tratti ricompare -lavora a tratti.- la sua vita scorre liscia, la mia non mi da tregua. Sono come anestetizzata e sopporto il suo senso di superiorita', il suo trattarmi da sciocchina, mi svilisce e mi demoralizza, mi colpevolizza dei miei guai, mi da consigli che non riconosco come utili e che mi buttano ancor di piu nell'angoscia. Non so perche' ho sopportato tutto questo. Ad oggi sono mesi che non la cerco, ho volutamente scordato il suo compleanno e lei, molto permalosa, non mi cerca. Voglio allontanarla definitivamente perhe' devo ricostruire la mia vita distrutta, recuperare la mia autostima e sento il bisogno di eliminare dalla mia vita tutto cio' che mi fa del male. Il problema e' la rabbia che questa situazione ha scatenato in me, la situazione sarebbe il fatto di aver accettato di farmi trattare in questo modo offensivo e giudicante, senza mai ribellarmi e per cosi tanto tempo. Ora ho aperto gli occhi, ma e' un continuo rimuginare su questo rapporto tossico che ho tollerato per lunghi anni, non riesco a smettere di pensarci e di provare rabbia, non ne esco, sono in un loop

Buongiorno, mi dispiace per come si sente e per quello che ha passato con questa amica. E' più che comprensibile provare rabbia dopo quello che ha sopportato. La rabbia infatti è un'emozione che ci consente di porci in una posizione di difesa e di proteggerci da tutto quello che ci può ferire, compreso l'allontamento delle relazioni tossiche. Tuttavia, la rabbia può anche spingerci ad attaccare, e a volte questi attacchi li direzioniamo verso noi stessi. Mi pare di capire che Lei è arrabbiata con sè stessa per "aver accettato di farsi trattare in quel modo". E' importante imparare a perdonare sè stessi perchè certi eventi che ci accadono non sempre riusciamo a controllarli. Ci sono momenti della vita in cui ci sentiamo più deboli, siamo più fragili e commettiamo degli errori. Quando prendiamo consapevolezza di ciò, quello che conta dopo è trovare il modo di imparare dagli eventi e crescere. A volte può essere utile mettere a tacere quella "voce" interiore che ci colpevolizza, ricordando a se stessi "sono umano e posso essere fragile. Mi perdono, imparo e vado avanti". Le auguro un futuro rigoglioso.

Dott.ssa Valentina Delfante
Vedi tutte le risposte

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.