Dott.ssa Valentina Celi

Psicologa · Altro

3 recensioni
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Esperienze

Credo che conoscere sé stessi in profondità sia uno degli strumenti più preziosi che abbiamo per affrontare il disagio, trasformarlo e vivere con maggiore consapevolezza.
È proprio da questo bisogno di comprensione che è nato il mio desiderio di accompagnare l’altro in un percorso di ascolto e crescita. Aiutare adolescenti e adulti a riconnettersi con sé stessi, a ritrovare il proprio equilibrio e a vivere con maggiore presenza nel qui e ora rappresenta il cuore del mio lavoro quotidiano.

Il mio approccio si fonda su valori in cui credo profondamente: gentilezza, accoglienza, empatia e rispetto. Costruisco la relazione terapeutica attraverso un’alleanza basata sulla fiducia, l’ascolto non giudicante e il rispetto dei tempi e dell’unicità di ogni persona. Il mio obiettivo è quello di offrire un contesto sicuro e autentico, in cui sia possibile fare esperienza di una relazione emotivamente correttiva e trasformativa.

Nel mio studio accolgo adolescenti e adulti, offrendo:
• Valutazioni diagnostiche
• Consulenze psicologiche
• Sostegno individuale
• Interventi di prevenzione e promozione del benessere psicologico

Se l’agenda online non dovesse essere compatibile con le vostre esigenze, potete contattarmi al numero 366 8794577 (solo WhatsApp o SMS). Sarà mia premura rispondere entro poche ore.
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Aree di competenza principali:

  • Psicologo

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  • Colloquio psicologico

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3 recensioni

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  • D

    Una professionista empatica, preparata e sempre disponibile!

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    Dott.ssa Valentina Celi

    La ringrazio per il cortese riscontro e per la fiducia accordata


  • M

    Ottima professionista ...molto empatica, preparata e sempre disponibile...il mio bambino autistico é sempre molto contento di fare terapia con lei!!
    Siamo stati davvero fortunati ad averla come dottoressa!!

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Valentina Celi

    La ringrazio molto per la sue parole. Insieme stiamo affrontando questo cammino con sempre maggiore serenità e consapevolezza.


  • G

    Abbiamo avuto un ottimo colloquio iniziale dove ci siamo confrontati serenamente sui punti di forza e debolezza del nostro bimbo.

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    Dott.ssa Valentina Celi

    Grazie per le vostre parole. Un confronto sereno con la famiglia è sempre un momento fondamentale, e sono felice che lo abbiate vissuto in maniera positiva.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 13 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno dottori..sono fidanzata da circa 2 anni con un ragazzo molto più grande di me(abbiamo circa 22 anni di differenza, io ho 26 anni) da un pò di tempo non stiamo avendo più un bel rapporto..forse più da parte mia, perché lui dalla sua cerca sempre di starmi vicino e vuole stare con me..ma io non so perché, non so cosa provo più per lui, provo del bene quello è certo e ci tengo tanto, ma altre volte mi capita voler stare sola e "libera", altre ancora di voler stare con lui..poi il fatto dell'età mi sta bloccando un pò ultimamente..inoltre sono una ragazza abbastanza insicura, ad esempio su un fattore estetico, riguardo il lato seno non ho una forma abbastanza grande, nonostante lui mi dica che mi vuole e vuole solo me, so che comunque a lui piacciono più "abbondanti", perché vedevo mi capitava di vedere se seguiva o metteva like a ragazze così sui social..quindi quello mi mette molto in uno stato di insicurezza..
Vorrei approfondire e cercare di capire di più su tutto con un professionista ma ho paura, non sapendo quale scegliere e da chi poter andare..ho provato una seduta con un professionista qualche mese fa, ma forse ero troppo spaventata e avevo paura del possibile cambiamento o di un possibile giudizio anche se mi aveva lasciata parlare senza giudicare..come posso fare e capire chi può essere giusto?..

Buongiorno,
la relazione che vive da due anni sembra oggi sollevare in lei dubbi e sentimenti contrastanti. Da un lato riconosce l’affetto che prova, l’impegno del suo compagno e una parte di lei desidera ancora condividere il rapporto. Dall’altro, avverte talvolta il bisogno di stare da sola, di sentirsi libera, e in certi momenti la differenza d’età diventa un pensiero ingombrante. Tali oscillazioni sono del tutto comprensibili, soprattutto in una fase della vita in cui ci si sta ancora costruendo, definendo. L’età, le aspettative, il modo in cui si immagina il futuro… tutto questo può diventare fonte di riflessione e, talvolta, di disorientamento.
Inoltre, le insicurezze legate al corpo, come quelle che ha descritto, possono influire in modo significativo sull’autostima e sulla qualità della relazione. I social media, in questo senso, amplificano spesso la sensazione di non essere “abbastanza”, alimentando confronti continui con immagini idealizzate. Tuttavia, il valore di una persona, così come l’attrazione autentica, va ben oltre certe caratteristiche fisiche.
Ha già compiuto un passo importante: ha scelto di rivolgersi a un professionista. Anche se quell’esperienza iniziale l’ha fatta sentire a disagio o spaventata, resta comunque un segnale forte della sua volontà di capirsi meglio. È normale provare timore davanti alla possibilità di un cambiamento, così come è comprensibile la paura di essere giudicata – anche quando, come ha notato, non vi è stato alcun giudizio reale. A volte serve solo più tempo, o magari un’altra figura professionale con cui si senta maggiormente a proprio agio. La scelta del terapeuta non deve essere definitiva al primo tentativo: è legittimo cercare, cambiare, esplorare. La terapia, come ogni relazione significativa, si fonda sulla fiducia e sulla sintonia.
Infine, vorrei rassicurarla sul fatto che non c'è nulla di sbagliato nei suoi sentimenti, anche se in questo momento tutto le sembra confuso. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto profondo di cura verso se stessa. È il primo passo per uscire dalla nebbia e trovare uno spazio più autentico e sereno in cui potersi conoscere e capirsi.
Un caro saluto

Dott.ssa Valentina Celi

Salve,
Ho 17 anni e volevo parlare di una situazione che mi sta facendo riflettere davvero molto in questi giorni. Circa un mese fa sono entrata in un gruppo Instagram creato per commentare insieme un programma televisivo che mi piace molto, perché volevo compagnia senza troppi impegni insomma. Dato che non sapevo minimamente chi ci sarebbe stato in quel gruppo e volendo tutelare la mia privacy, decidi di entrare con un profilo falso che avevo creato 1/2 anni fa. Non avevo alcuno scopo di truffare persone o ingannare qualcuno, ma solo quello di non dare a tutti i miei veri dati. Pensavo che sarebbe stata un'esperienza carina per trovare compagnia ma in modo leggero, senza troppe pretese. Col passare dei giorni ho notato che su quel gruppo le persone a volte si confidano anche sui loro problemi o situazioni quotidiane per conoscersi meglio e fare amicizia, anche perché alcuni di loro sono lì già da 2 anni ad esempio. Io mi divertivo molto con loro, in particolare c'è un ragazzo con cui sul gruppo spesso mi scambiavo qualche battuta perché c'è una bella sintonia. Gli altri del gruppo hanno notato questa connessione e hanno iniziato a dire che staremmo molto bene insieme. Passa ancora altro tempo e le battute con questo ragazzo continuano, tanto che a volte ci siamo scritti anche in privato (mai situazioni tipo buongiorno o buonanotte, ma solo se volsvaml chiaccherare di qualcosa). Penso che da parte sua ci sia interesse, ed allo stesso tempo anche a me lui potrebbe piacere. Mi piace molto scherzare con lui perché sento proprio che è come se fossimo sintonizzati sulla stessa linea d'onda, infatti gli altri lo hanno notato subito. È gentile con me, mi rispetta, mi fa ridere e non è mai invadente. Non ha mostrato segnali che vuole conoscermi, anzi, non mi ha neanche fatto alcune domande riguardo la mia vita però comunque mi cerca spesso. Il problema è che io mi sento davvero troppo in colpa. Sento di star ingannando una persona con questa identità falsa, ma allo stesso tempo so che di falso c'è solo nome, cognome e foto perché nei messaggi sono stata sincera, e rispondo proprio come risponderei io. Sento un peso addosso, ma non voglio rivelargli tutto, non solo perché ci starebbe male, ma anche perché ammetto che perderei questo rapporto di complicità che si è creato. Quando sono entrata in quel gruppo non mi sarei mai aspettata una situazione del genere, altrimenti avrei fermato tutto fin dall'inizio. Ho persino sperato che tutto rimanesse com'è ora, molto leggero, senza flirt pesanti o altro, così da non dover dire la verità. Questa situazione mi fa star davvero male, e mi sento di star ingannando qualcuno che mi piace senza volerlo. Mi scoccia anche che tutto ciò che gli dico è reale, non sto recitando una parte, ma il nome, cognome e foto no (soprattutto la questione delle foto mi fa sentire in colpa perché comunque il lato estetico in queste circostanze può influenzare). Non mi era mai capitato prima ed anzi, non mi era neanche mai piaciuto un ragazzo online. Mi vergogno persino a scriverlo ora, nero su bianco però ho bisogno di capire.
Vi ringrazio per l'ascolto.
Buona giornata

Ciao,
data la tua giovane età mi permetto di darti del tu. Quando entriamo in relazione con qualcuno, anche attraverso uno schermo, mettiamo comunque in gioco parti autentiche di noi. E tu, da come scrivi, sei stata sincera nei tuoi pensieri, nei tuoi valori e nel tuo modo di comunicare.
Il profilo che hai usato non nasce per ingannare, ma per proteggere la tua privacy: una forma di autodifesa molto comprensibile, soprattutto nell’ambiente dei social.
Tuttavia, ora si è creata una connessione emotiva che va oltre ciò che avevi previsto, e questo porta con sé una responsabilità diversa.
Ti invito però a porti una domanda: che tipo di relazione vorrei costruire davvero?
Una relazione, anche solo amicale, basata su un’affinità vera, come quella che descrivi, merita fiducia reciproca. Non significa per forza che tu debba rivelare tutto subito o di colpo. Ma forse potresti iniziare a chiederti se, quando e come, potrebbe esserci uno spazio per dire che all’inizio hai sentito il bisogno di proteggerti. E che, nonostante il nome, la foto o qualche dettaglio diverso, tutto ciò che lui ha conosciuto di te pensieri, emozioni, parole è autentico.
La verità, quando nasce da un luogo sincero e rispettoso, può essere accolta più facilmente di quanto temiamo.
Non colpevolizzarti per qualcosa che è nato da un’intenzione protettiva. La vergogna che provi è già un segnale della tua sensibilità, del tuo senso etico. Usala non per giudicarti, ma per capire meglio che tipo di relazioni vuoi costruire da ora in avanti, e con quali valori.
Resto con l’impressione che tu abbia una grande capacità di ascolto, di empatia e di riflessione. Qualità rare, e preziose. Usale per scegliere il momento giusto, le parole giuste… ma soprattutto, per essere gentile anche con te stessa.
Un Caro saluto

Dott.ssa Valentina Celi
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