Esperienze
Sono uno psicologo e psicoterapeuta in specializzazione a indirizzo Cognitivo-Neuropsicologico con metodo ermeneutico fenomenologico (SLOP).
Mi occupo specialmente di giovani adulti (18-35 anni) ma anche adulti con disagio psicologico ed esistenziale.
Ho un rapporto empatico, diretto e confidenziale, non amo le etichette e per questo, mi piace parlare di un NOI all'interno del percorso terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologo clinico
- Psicologia cognitiva
Principali patologie trattate
- Stress
- Ansia
- Depressione
- Difficoltà relazionali
- Disturbo Ossessivo Compulsivo
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
50 € -
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Colloquio psicologico clinico
Da 50 € -
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Colloquio psicologico di coppia
Da 75 € -
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Colloquio psicologico individuale
Da 50 € -
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Colloquio psicologico online
Da 50 € -
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Indirizzi (2)
Via Togliatti, 15A, San Martino Siccomario 27028
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Recensioni
2 recensioni
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
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L
L.B.
Sono andato da Tommaso per un percorso personale e mi sono trovato molto bene. Fin dal primo incontro mi ha fatto sentire ascoltato e compreso, creando un ambiente accogliente e privo di giudizio. Il suo approccio è stato sempre professionale, attento e rispettoso dei miei tempi.
Grazie al lavoro svolto insieme ho acquisito maggiore chiarezza e strumenti utili per affrontare alcune difficoltà.
Lo consiglio a chiunque cerchi un professionista competente e capace di mettere davvero al centro la persona.• AZ Studio Medico Sanitario • colloquio psicologico individuale •
Dott. Tommaso Malavasi
Grazie molte, e buon tutto!
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T
T.S.
Desidero ringraziare tantissimo il Dott. Malavasi. Fin dal primo incontro si è rivelato un professionista competente, attento e profondamente umano. Ha saputo creare un ambiente sicuro e accogliente, nel quale mi sono sentito ascoltato e compreso senza alcun giudizio.
La sua capacità di guidare la riflessione, offrire strumenti concreti e favorire nuove consapevolezze ha reso il percorso efficace e realmente trasformativo. Ogni seduta si è caratterizzata per chiarezza, rispetto e grande sensibilità.
Grazie al suo sostegno ho raggiunto progressi significativi e una maggiore serenità personale. Consiglio vivamente il Dott. Malavasi a chiunque desideri intraprendere un cammino psicologico serio e di valore: è una figura affidabile, preparata e capace di accompagnare con professionalità ogni fase del cambiamento.• AZ Studio Medico Sanitario • colloquio psicologico individuale •
Dott. Tommaso Malavasi
Grazie mille per le belle parole
Risposte ai pazienti
ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, ho 25 anni, e a Maggio mi sono trasferita col mio ragazzo in un'altra città, per lavoro. Sono 5 anni che stiamo insieme, ed erano mesi e mesi che volevo andare a convivere perché non riuscivo più a stare lontana da lui (abitavamo lontani e ci vedevamo solo nel fine settimana), ma non potevamo perché studiavamo ancora e non potevamo mantenerci. Arrivata questa opportunità, sono stata felicissima: avremmo avuto la nostra casa, finalmente il lavoro dei nostri sogni, vivere una vita tranquilla facendo quel che più ci piaceva. Il problema è che le cose sono iniziate ad andare male dopo che, iniziato il lavoro, mi sono trovata malissimo lì. Già da prima soffrivo di disturbo di ansia generalizzato, che mi portava a essere eccessivamente preoccupata per il mio ragazzo quando non eravamo insieme, ma speravo sarebbe migliorato conoscendo gente a lavoro e facendo cose nuove, divertendosi, ecc. Invece è peggiorato tutto. Un ambiente di lavoro e colleghi che non mi rendono felice, anzi, in questi mesi hanno aumentato la mia ansia.
Ho fatto soffrire tanto il mio compagno a causa delle mie crisi e i miei attacchi di panico, ma lui mi è stato sempre vicino, pur soffrendo tanto, a volte crollando anche lui, ma ogni volta riprendendosi e dandomi tutta la forza e la motivazione che io non riuscivo ad avere. Avrei dovuto lasciare il lavoro, ma non l'ho ancora fatto per vari motivi, soprattutto economici e perché ogni volta mi dicevo "forse sono io il problema, provo ancora un po' a resistere". Ma i continui attacchi hanno peggiorato la situazione, finché non sono caduta in depressione. Sono in cura da uno psicologo, ma ho iniziato da poco, e prendo da un mese un antidepressivo. Gli attacchi di panico si sono ridotti, ma ho poca voglia di vedere le persone, gli amici, tendo a isolarmi, e soprattutto la cosa che mi fa più paura è che mi sono allontanata dal mio ragazzo.
Ed è questo che vorrei sapere: è normale che di colpo sia accaduto questo allontanamento? Mi spiego: lui mi sta sempre accanto, mi incoraggia sempre, la mattina quando ho poca voglia di alzarmi mi aiuta senza forzarmi, mi coinvolge in un po' di stretching mattutino, mi spinge a fare attività fisica e il corso di canto anche quando vorrei solo tornare a casa a piangere. Una persona perfetta, insomma. Tra di noi non c'è nulla che non va, e ripeto, vivere una vita con lui è quello che ho sempre voluto, ma adesso sento di essermi distaccata e vorrei capire se è normale per la malattia. Distaccata nel senso che improvvisamente è come se tutti i sentimenti si fossero spenti, e mi sento in colpa, perché ho paura di non riuscire più ad amarlo, e non voglio, io volevo vivere la mia vita con lui e voglio che sia così, ma in questo momento di estremo sconforto non riesce ad aiutarmi nemmeno la sua presenza. Questo è il punto: ho paura perché vorrei che soltanto la sua presenza mi rendesse più tranquilla e felice, vorrei che tornare a casa e vederlo e stare assieme la sera riuscissero a cancellare la tristezza e lo stress al lavoro, ma non succede. E quindi mi chiedo, è normale che sia così? Fa parte di ciò che sto attraversando? Questa cosa mi logora, perché da brava paranoica quale sono vorrei convincermi che sì, è la malattia, perché non ho interesse nel vedere neanche gli amici, e invece no, mi instillo sempre da sola il dubbio "e se invece non lo amassi più?".
Continuo a crearmi dubbi e allontanarmi, ad avere paura di vederlo per paura di non dargli amore nè provarlo, è un circolo vizioso, più penso che mi sto allontanando più mi allontano. Vorrei guardare nel futuro per sapere se questi dubbi passeranno una volta guarita, se quando tornerò ad essere felice non avrò più dubbi sul mio amore verso di lui. Leggendo fa fuori la risposta sembra ovvia, ma dentro di me è un subbuglio di ansia e preoccupazione, di dubbio, di paura. Non voglio buttare all'aria quello che abbiamo costruito. Nè i nostri sogni, e soprattutto non voglio che stia male. Ma in questo momento non riesce a tirarmi su nemmeno il suo amore. Dentro di me è un casino perché mi aspetto dei riscontri nella realtà (del tipo, lo vedo e mi sento felicissima, quindi sto tranquilla perché vuol dire che è solo un momento), ma non accade. Vorrei sapere se è normale e come dovrei affrontare la cosa al meglio, per non rovinare il rapporto, in attesa di stare meglio con me stessa. Grazie
Buongiorno, sicuramente il periodo difficile e le emozioni concatenate hanno dato il loro colpo, ma la cura farmacologica può appiattire un attimo l'ansia e quindi anche le emozioni connesse. Inoltre, dopo un periodo di sofferenza, è importante ritrovare anche sé stessi, e chissà che adesso non sia un momento dove lei ha la necessità di prendere coscienza di Sè e non abbia quindi tutte le energie pronte verso il suo ragazzo, come magari in precedenza. Ci vuole pazienza e forza di volontà, ma con il percorso psicologico e un'analisi su ciò che le piace e che la può far stare meglio, si potrà trovare il giusto equilibrio!
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