Esperienze
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR, Terapeuta DBT
Mi chiamo Simone Sottocorno e faccio lo psicoterapeuta.
Lavoro con adulti, giovani adulti e adolescenti che stanno attraversando momenti di fatica, cambiamento o confusione — situazioni in cui non basta "capire", ma serve ritrovare direzione e trovare modi nuovi di stare nelle cose.
La terapia che propongo è concreta, orientata al cambiamento, ma senza scorciatoie: si lavora insieme, con metodo e con cura, per trasformare ciò che limita in qualcosa che può evolvere.
Non offro risposte preconfezionate, ma uno spazio in cui esplorare, rimettere ordine, e fare scelte più in linea con chi sei e con chi vuoi diventare.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologo clinico
- Psicologia cognitiva
- Psicotraumatologia
- Psicologia giuridica
- Psicoterapia
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
- Psicoterapia costruttivista
Principali patologie trattate
- Borderline
- Bulimia
- Depressione
- Crisi
- Abuso sessuale
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
90 € -
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EMDR (Psicoterapia dei disturbi post-traumatici)
90 € -
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Sostegno genitoriale
75 € -
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Psicoterapia per adolescenti
90 € -
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Psicoterapia online
90 € -
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Indirizzi (3)
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Piazza Gaetano Filangieri 3, Milano 20123
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Felice Cavallotti 11, Monza 20900
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
1 recensione
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G
Giulia
Ho intrapreso un percorso psicoterapeutico con il Dott. Simone Sottocorno presso il Centro Interapia di Milano. Fin dal primo incontro ho percepito un clima di accoglienza, ascolto e assenza di giudizio, elementi che mi hanno aiutata ad aprirmi con naturalezza.
Il Dott. Sottocorno ha dimostrato professionalità, empatia e capacità di guidarmi con delicatezza e precisione nell’esplorazione di aspetti profondi della mia vita emotiva.
Il percorso non è sempre stato semplice, ma è stato profondamente utile e trasformativo.
Consiglio vivamente il Dott. Sottocorno a chiunque stia cercando un terapeuta attento, competente e umano.
Il Centro Interapia è un ambiente professionale, ben organizzato e rispettoso della persona in ogni sua dimensione.
• Centro InTerapia Milano • psicoterapia •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno io e la mia compagna litighiamo spesso anche per motivi fuili.
Stiamo insieme da 12 anni e l'anno prossimo dovremmo sposarci, abbiamo anche un bambino di 3 anni.
Lei è sempre stata molto gelosa ed ha sempre trovato un motivo per litigare.
Negli ultimi anni soprattutto dopo la nascita di nostro figlio noi litighiamo più spesso, in gravidanza lei ha avuto una psicosi e non ha potuto allattare per questo motivo lei ce l'ha con me perché secondo lei io non ho fatto niente per farla allattare.
Ultimamente lei dice che sono cambiato che non sono più il ragazzo tranquillo di prima solo perché non mi piacciono certi comportamenti delle persone e mi fanno arrabbiare.
Qualche anno fa abbiamo. Avuto anche un incidente in macchina dove, fortunatamente, non ci siamo fatti nulla, da quel momento lei ha il terrore di prendere l'autostrada o di fare lunghi viaggi, quindi anche fare una semplice vacanza è questione di litigio. Ormai qualsiasi cosa succede lei si arrabbia e quando si arrabbia continua ad infierire anche se le do ragione e le chiedo scusa, finché non esplodo anche io perché ripete per ore le stesse cose.
Non so più cosa fare ogni cosa che faccio non va bene.
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con sincerità una parte così delicata della sua storia. Da ciò che racconta, emerge una relazione lunga e significativa, ma anche molto provata da eventi complessi — la nascita di un figlio, una difficoltà importante vissuta durante la gravidanza, un incidente, e un progressivo aumento delle tensioni quotidiane.
Quando i conflitti diventano ricorrenti e sembrano non trovare risoluzione, spesso non si tratta solo del singolo motivo del litigio, ma di ferite non elaborate e bisogni profondi che non riescono più a trovare ascolto nell’altro. È comprensibile sentirsi esausti, incompresi o svalutati, soprattutto se ogni tentativo di mediazione sembra fallire.
In questi casi, intraprendere un percorso di coppia, o anche individuale, può offrire uno spazio protetto per comprendere cosa sta accadendo sotto la superficie dei conflitti e riaprire canali di comunicazione più autentici e rispettosi.
Non è una colpa avere delle difficoltà, ma può essere un atto di grande responsabilità e amore decidere di affrontarle con l’aiuto giusto. Se lo desidera, sono disponibile ad approfondire insieme.
Un caro saluto,
Simone Sottocorno
Buongiorno, vi scrivo perchè da circa un anno mio fratello si sta chiudendo sempre di più e vorrei capire se posso aiutarlo e/o come indirizzarlo verso un percorso con uno specialista. Mio fratello è sempre stato un bambino molto gioioso da piccolo, crescendo però, alcune cose della vita (più o meno regolari - abbiamo avuto la fortuna di non subire traumi) lo hanno segnato cambiandolo e portandolo ad essere a 22 anni un ragazzo molto chiuso, che non esce praticamente mai di casa se non rarissime volte e che quindi ha solo il suo punto di vista...di conseguenza è molto difficile farlo ragionare. Tutto ciò ora sta degenerando. Apparentemente lui ha tutto dalla vita, i nostri sono sempre stati molto presenti per noi e ci hanno sempre seguito e supportato talvolta sacrificandosi anche parecchio. Fine 2023, quando c'è stata la morte di nonna, a cui eravamo molto legati, penso sia stato un po' il punto di non ritorno. Mio fratello sta seguendo un corso di studi in una facoltà privata (a fronte di sacrifici dei nostri genitori), ci teneva moltissimo a fare questo corso, e il primo anno era andato anche molto bene. Poi però il caos, dal 2024 (quindi il secondo anno) iniziano gli esami insormontabili, trascorre l'ultimo anno facendo sessioni a vuoto, durante questo periodo conosce una ragazza cinese su una app di scambio linguistico a cui si lega moltissimo e ora ci ritroviamo nella situazione in cui non esiste altro al di fuori di questo viaggio in cina che sta organizzando con i soldi che ha risparmiato da quando è al mondo/di lavori fatti in passato. Dopo un anno di sessioni a vuoto, a giugno ha passato 2 esami, inizialmente era molto contento anche se l'obiettivo erano 4. E anche io ero contenta per lui perchè mi sembrava si stesse sbloccando qualcosa. I miei però no, chiaramente, perchè ormai gli esami da recuperare sono molti e il problema di un anno fuori corso da pagare è reale. I miei gli hanno messo molte pressioni in questi anni per concludere velocemente, quindi lui ora è nella situazione per cui l'università non va e ha pressioni e il viaggio in cina gli salta perchè dovrà studiare per la prossima sessione. Sarebbe tutto abbastanza ok se non fosse che io, e da poco anche mamma, siamo seriamente preoccupate per la sua sanità mentale. Non ha interessi, mamma gli ha proposto di farsi seguire da uno psicologo, aveva accettato ma poi non ci si è più messo in contatto, faceva palestra ma ha rinunciato perchè non voleva far spendere troppi soldi ai nostri. Vive le sue giornate da più di un anno in casa, in camera, in un anno sarà uscito 10 volte. E ora improvvisamente vuole andare dall'altra parte del mondo ma fallisce anche questo suo progetto. è veramente difficile cercare di agganciarlo, l'unico modo in cui sono riuscita è dicendogli che anzichè annullare completamente il viaggio (sì perchè con lui è bianco o nero), poteva studiare e passare altri due esami e poi sarei andata con lui ad ottobre. Ora sono terorrizzata perchè penso di aver fatto entrare nella sua testa la cosa che passare gli esami sia una merce di scambio...non so assolutamente come approcciarlo, cosa provare a dirgli per farlo uscire fuori da questo modo di vivere degenerante.
Come posso spingerlo verso una terapia? ho sbagliato penso per il viaggio in cina, come posso addrizzare il tiro nel mentre? cosa mi consigliereste?
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con tanta sensibilità e preoccupazione la situazione di suo fratello. È evidente quanto lei tenga a lui e stia cercando con tutte le sue forze di aiutarlo nel modo giusto.
Quello che descrive sembra essere un momento di forte blocco, in cui la chiusura sociale, il ritiro e la difficoltà a regolare aspettative interne ed esterne si intrecciano. Anche se non vi sono stati eventi traumatici evidenti, la somma di alcuni passaggi critici — come la perdita della nonna, le pressioni accademiche, il senso di fallimento e la fragilità del suo progetto di viaggio — può aver generato una sofferenza profonda, che lui probabilmente fatica a nominare e ad affrontare.
È importante sapere che queste situazioni, seppur complesse, possono essere affrontate con successo attraverso un percorso psicologico mirato. La sua idea di aiutarlo ad agganciarsi a un piccolo obiettivo condiviso, come il viaggio, non è di per sé sbagliata: spesso serve un “ponte motivazionale” per superare l’inerzia e rimettersi in movimento. Tuttavia, è utile che questo non diventi l’unico metro di valore o un ricatto implicito: lo scopo finale resta il suo benessere, non la performance.
Le consiglierei, se possibile, di affrontare con lui la questione della terapia non come “cura per un problema”, ma come uno spazio protetto in cui poter parlare liberamente, essere ascoltato senza giudizio e ritrovare una direzione personale. Potrebbe anche valutare di proporgli un primo colloquio informativo senza impegno, magari con un professionista specializzato nel lavoro con giovani adulti e situazioni di ritiro sociale.
Nel frattempo, anche per lei può essere utile un supporto psicologico individuale, per ricevere strumenti efficaci su come comunicare con lui, reggere la fatica emotiva di questo momento e sostenere il cambiamento in modo sostenibile.
Resto a disposizione,
un caro saluto,
Simone Sottocorno
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