Dott.
Nicola Conti
Psicologo
·
Psicoterapeuta
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Salò 3 indirizzi
Esperienze
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Depressione
- Attacco di panico
- Disturbo d'ansia generalizzato
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Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
25 recensioni
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T
T.
Ringrazio per il percorso fatto. Sono andato per un problema di coppia con la mia compagna e finalmente ho capito la strada da intraprendere. Non vengono dati consigli, ma grazie alle sedute si arriva a capire quali sono le scelte migliori per sé. Grazie!
• Centro psicoterapeutico Vobarno • •
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N
N.T.
Sono molto felice del percorso intrapreso. Mi sono sentita accolta e ascoltata. Inoltre posso dire di aver raggiunto gli obiettivi per cui ero andata: risoluzione dell'ansia. Sono molto contenta!
• Centro psicoterapeutico Vobarno • •
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L
LB
Il dottor Nicola Conti è molto empatico, sempre puntuale e disponibile. Ha la capacità di farti sentire subito a tuo agio, creando un clima di fiducia e serenità. Lo studio è accogliente e contribuisce a rendere l’esperienza ancor più positiva.
• Studio Privato Salò • colloquio psicoterapeutico •
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A
A.D.
Quello che mi è piaciuto è stata la capacità di ascolto. Già dopo qualche incontro mi sono sentita meglio. Inoltre lo studio è veramente ben tenuto e pulito, sono molto soddisfatta.
• Studio Privato Salò • •
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I
Isabella Celato
È stato un percorso durato 3 anni :intenso la ringrazio perché senza la sua guida non sarei arrivata fino a qui
Consiglio il dottor Conti per disponibilità flessibilità empatia capacità di ascolto attivo è rispetto disposto a rispondere alle domande dei pazienti se devo scegliere la sua qualità più grande è restaurare un patto di fiducia con il paziente• Consulenza Online • •
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N
N.M
Avevo avuto altre esperienze da psicologi, ma ne sono rimasto poco convinto. Ho cominciato e concluso il percorso con il dott. Conti e mi sento di dire, di essermi sentito ascoltato con attenzione e non solo dal punto di vista professionale, ma anche dal punto di vista umano. Sono molto contento di come è stato il percorso. Mi ero rivolto per problemi con la mia partner e ho capito e risolto una serie di questioni. Consigliato!
• Studio Privato Salò • •
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Z
Professionista empatica e trasparente fin da subito, si ha l’impressione di essere in “un posto sicuro”
• Studio Privato Montichiari • colloquio psicologico •
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N
N.M.
Psicologo attento ed aperto, in grado di metterti a tuo agio. Puntuale, riceve in uno studio accogliente che garantisce riservatezza.
• Centro psicoterapeutico Vobarno • •
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G
Guido
Mi ha aiutato in un momento buio della mia vita, tra stress da studio e malessere sentimentale. Abbiamo fatto un bel percorso assieme ed è riuscito a farmi tirar fuori più positività di quanto credessi possibile.
• Studio Privato Salò • •
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S
S.
Nonostante avessi incontrato vari psicologi, con il dottore mi sono trovato bene, ha una bella predisposizione, é disponibile e non giudica. Non dice cose fuori posto. Mi é piaciuto. É stato chiaro anche nello spiegarmi cosa fa e come lavora. Soddisfatto!
• Studio Privato Salò • colloquio psicologico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve. Ho 32 anni e da più di un anno ho un rapporto (che credevo una relazione a tutti gli effetti, ma che temo rientri invece nella “situationship”, per usare uno slang anglofono) con un uomo più grande di me che aveva manifestato interesse sentimentale nei miei confronti da tempo. Viviamo abbastanza distanti e anche per motivi di lavoro siamo passati dal vederci 1 volta a settimana circa a circa 2, non sempre ogni settimana. Lui mi diceva di dover gestire il padre malato e quindi gli incontri si complicavano sempre di più a livello logistico. I problemi per me sono soprattutto due: per tutto questo tempo mi ha ripetuto sempre di voler trascorrere più tempo con me, e anche di andare a casa sua (mai stata, sebbene mi abbia invitata più volte senza però dare seguito alla cosa), e di definire insieme le “prospettive del rapporto “ (ora: dopo più di un anno di “frequentazione” - per lui evidentemente, per me era una relazione e mi sono sentita shockata quando ha usato la parola “rapporto” - mi vieni a dire che bisogna chiarirci le idee?) perché “non è una cosa vissuta come passatempo”. Da un paio di mesi ho avvertito come se cercasse di defilarsi senza assumersi alcuna responsabilità: mi ha fatto sentire in colpa e mi ha minacciata di troncare le comunicazioni perché in una settimana gli ho mandato 4 messaggi, chiedendogli quando potessimo vederci; eravamo d’accordo di organizzarci per una gita, gli avevo scritto e lui mi aveva risposto in modo estremamente brusco dicendomi di chiamarlo invece di mandare messaggi (lo avevo chiamato e non aveva mai risposto). Questi comportamenti si sono ripetuti molto in questi ultimi due mesi, aggravati dal fatto che quando ci vediamo (purtroppo una volta a settimana) il tempo trascorso insieme è diminuito (30 minuti massimo a settimana; e massimo una telefonata da parte sua in 7 giorni, e non devo insistere a chiedere di più se no ho il timore che si arrabbi e che voglia interrompere le comunicazioni facendomi sentire una seccatura). Il secondo problema è che nel tempo trascorso insieme assume atteggiamenti sessuali espliciti, mi dice che ci sentiremo e ci organizzeremo per stare di più insieme e poi sparisce per i giorni seguenti, senza neanche rispondermi (e se lo fa appare molto arrabbiato o seccato). Nonostante la ricerca di momenti intimi (in luoghi poco adatti) non ha mai avuto un rapporto sessuale completo con me, e questo mi causa ancora più sofferenza. Ho il sentore che per lui tutto questo tempo sia stata solo una valvola di sfogo sessuale, e che non mi abbia neanche “degnata” di un rapporto sessuale completo perché sa che per me significa fare un passo avanti importante e lui non vuole una relazione che richiede responsabilità emotive (sebbene mi abbia detto diversamente per tanto tempo, addirittura dicendomi in più occasioni che vorrebbe un figlio con me). Ho spesso timore a contattarlo per paura che si arrabbi e non mi voglia più vedere. Temo di essere vittima di un abuso psicologico che si è protratto nel tempo perché non è normale sentirsi insicura e ansiosa nel contattare o comunicare la persona che dovrebbe sentirsi entusiasta di vederti e sentirti; invece io mi sento di camminare sulle uova. Alcuni giorni mi cerca e mi vuole vedere e altri ignora totalmente le mie richieste di vederci. Perché mi tratta in questo modo? Mi sento invisibile e privata della mia dignità emotiva, non vorrei esagerare nel sentirmi così ma è quello che sento.
Buongiorno, quando si vive una situazione come la sua, è facile restare concentrati sul comportamento dell’altro e sulle sue possibili motivazioni. A volte, però, può essere più utile spostare lo sguardo su ciò che sta accadendo dentro di sè.
Le propongo alcune domande semplici e dirette, che possono aiutarla a fare chiarezza:
In questa relazione si sente vista e riconosciuta, oppure spesso invisibile?
Quando lui si allontana o non risponde, che cosa prova esattamente: tristezza, rabbia, paura, senso di colpa?
Ha la sensazione di potersi muovere con spontaneità, o si trattiene per timore di infastidirlo?
Se i fatti restassero questi, senza cambiamenti, sarebbe disposta ad accettarli?
Le parole e i comportamenti di lui le trasmettono sicurezza o ambiguità?
Si sente libera di chiedere ciò di cui ha bisogno?
Sta aspettando che qualcosa cambi o sta osservando ciò che è già evidente?
Questa relazione la fa sentire più forte o più fragile?
Se raccontasse questa situazione a una persona che le vuole bene, cosa penserebbe per lei?
Spero che queste domande risultino utili per favorire delle risposte che la portino a decidere cosa è meglio per lei.
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