• Dott. Massimo Motta
    Dott. Massimo Motta
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    Esperienze

    Su di me

    Mi occupo di supporto psicologico e psicoterapia: accompagno le persone a superare le proprie sfide personali, sia individualmente che in un contesto ...

    Mostra tutta la descrizione


    Formazione

    • Laureato in Psicologia dello sviluppo ed educazione. Università degli studi di Torino (2008)
    • Operatore di Riabilitazione Equestre. Associazione Nazionale Italiana Riabilitazione Equestre (2009)
    • Specializzazione in psicoterapia. Istituto Torinese di analisi transazionale e Gestalt (2022)

    Specializzazioni

    • Psicoterapia Analitica Transazionale
    • Psicologia dell'età evolutiva

    Tirocini

    • Ospedale SS.Annunziata di Savigliano, CSM, reparto di psicologia
    • Centro Ippico Enzo B., Torino

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    Competenze linguistiche

    • Italiano

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    Presso: Studio Dott.Massimo Motta presso Studio65 consulenza psicologica

    Massimo mi ha aiutato veraments tanto ottimo professionista attento e disponibile lo consignio

    E
    Presso: Studio Dott.Massimo Motta presso studio privato colloquio psicoterapeutico

    Professionista con grande capacità di ascolto, molto preparato e competente, ma anche estremamente disponibile, gentile, preciso e puntuale. Con la sua professionalità mi ha aiutato a conoscermi meglio e mi è stato accanto in un percorso di crescita, aiutandomi a ottenere ottimi risultati.

    L
    Presso: Studio Dott.Massimo Motta presso Studio65 colloquio psicoterapeutico

    Massimo è un professionista serio e attento, interessato e accogliente. Ha compreso il mio disagio e mi è stato di supporto. È molto disponibile.


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    Il Dott Motta è un professionista serio e affidabile, ma ancor più una persona in grado di accoglierti nei momenti di maggior difficoltà


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    Presso: Studio Dott.Massimo Motta presso studio privato colloquio psicologico clinico

    Professionista in gamba, mi sono sentito a mio agio. Sento che mi ha capito fin da subito. Mi ha aiutato molto.


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    Risposte ai pazienti

    ha risposto a 16 domande da parte di pazienti di MioDottore

    Solitudine troppo forte. Purtroppo ho l'umore bassissimo e non ce la faccio più nel quotidiano. Sono già seguito ma sto male tra una seduta e l'altra. Anche distraendomi nel lavoro o con amici non cambia, sento sempre la solitudine e vedere realizzato un desiderio sembra troppo difficile. La mia psicoterapeuta mi ha consigliato di provare app di incontri, ho avuto solo un contatto con una ragazza tedesca, niente di più. Conoscere persone fuori sarebbe bello ma è troppo complicato per le mie caratteristiche e per il mondo d'oggi. Farmaci antidepressivi prendo già da tanti anni. Ma alla fine sembra che il mondo sia distante da me e pur facendo passi verso di esso non riesco mai a intrecciare una persona.
    So che bisogna avere pazienza però finora è andata così e il dolore è nel presente. Nei periodi che sono stato meglio solo non è cambiato nulla, anche se non me l'aspettavo non è arrivato niente. Al momento sento di aver bisogno di aiuto ogni giorno ed è come se il mio umore si stabilizzi in base alle opportunità e al fatto di poterle "sfruttare", ma da tanti anni non sembra andare dal verso giusto, anzi da sempre.

    Buongiorno,
    ha parlato con il/la terapeuta della posisbilità di effettuare due sedute settimanali, anche per un breve periodo (un mese o due) per rinforzarla in questo periodo difficile e faticoso?
    Non conosco la sua situazione, da quanto leggo sembra riguardi la socializzazione, l'incontro e l'amore.
    Forse con le app non sempre è facile, ma continui a seguire le indicazioni terapeutiche e gli stimoli che riceve da chi la conosce bene, come anche la partecipazione ad attività di volontariato e di altre associazioni culturali, i corsi artistici (ballo, pittura ecc.).

    Dott. Massimo Motta

    Fine della psicoterapia

    Dopo circa 2 anni la mia terapeuta ha esposto il fatto che sia inutile proseguire con la terapia, che ho iniziato in seguito ad un evento traumatico che ha cambiato radicalmente il mio modo di vivere. Purtroppo ho risolto quello che era il lutto di una relazione (e non solo), ma la condizione in cui mi trovo a vivere è tutt'altro che ottimale, il tono dell'umore è più che depresso e questo per fattori esterni che non riesco a modificare (ad es.: sono molto attiva nella ricerca di un lavoro, ma non riesco a trovarne uno che mi dia stabilità economica e mi consenta DI NUOVO l'indipendenza economica). Soffro molto di solitudine perché sono dovuta tornare al "paesello di origine", non ho problemi di socializzazione ma non c'è modo di socializzare, e la mancanza di soldi mi impedisce di spostarmi molto per poter fare volontariato con associazioni che apprezzo o corsi che mi coinvolgano, in modo di conoscere persone nuove. Non ho problemi ad uscire sola, a fare gite da sola o concerti o altro, ma in questi due anni sono più le persone perse lungo il cammino (rivelatesi "amicizie di comodo") che quelle trovate. Vivo, causa forza maggiore, con i miei familiari, che hanno disturbi mai curati e con cui la convivenza è difficile (per questo sono sempre stata indipendente e già a 16 anni lavoravo e mi mantenevo agli studi).
    Secondo la psicologa io ho lavorato bene e molto su me stessa, ma tutte queste difficoltà sono oggettive (qui ho sintetizzato, ma con lei ho sviscerato molto ogni argomento), e il mondo esterno non posso cambiarlo e quanto potevo fare su di me ho fatto.
    Il punto è che io mi sento estremamente depressa, ho ripreso -dopo tanto tempo- a chiudermi letteralmente nella mia stanza, a perdere motivazione sempre di più, per via dei continui feedback negativi che mi arrivano da fuori (inviare centinaia di CV e non ricevere una risposta positiva), non vedo la fine del tunnel e non ho più un obiettivo. Sentirmi dire che è inutile proseguire con la psicoterapia mi ha sorpreso, perché comunque per me era un appoggio (non una dipendenza, ogni tanto facevamo comunque sospensioni), anche solo per non impazzire avendo come unico interlocutore la mia terapeuta e i miei familiari, i quali mi offendono e denigrano ad ogni piè sospinto.
    Dal punto di vista farmacologico ho già svolto colloqui con due diversi psichiatri che si sono trovati concordi sul fatto che non ha senso che prenda farmaci per sopportare la situazione che sto vivendo, avrebbe avuto senso come supporto nella fase post-traumatica ma non adesso.

    Quindi, che devo fare ?
    Io non ho nessuno con cui parlare di come mi sento, piango a giornate intere e quando non lo faccio resto a letto. Ma non dormo, anzi soffro di una pesante insonnia e al massimo dormo 2-3 ore a notte, quando va bene.. Sto chiusa in una stanza, anche per evitare di incrociare continuamente i miei. Ho sviluppato diversi disturbi psicosomatici per via dello stress. Davvero la psicoterapia non può più aiutarmi ?
    Se non è utile quando ho un forte malessere, che senso ha ?
    Aspetto il vostro riscontro, saluti.
    P.s.: ho 42 anni, sono sempre stata indipendente e con una vita piena di impegni ed amici, questa situazione mi toglie letteralmente il respiro.

    Cara utente,
    nel raccontare la tua storia ho colto tutta la fatica del quotidiano, di una buona terapia in cui hai risolto alcuni nodi critici ma ti trovi in una situazione oggettiva, una realtà circostante inevitabile in cui ti senti costretta.
    Il primo stimolo che ti do è: hai parlato con la tua terapeuta della chiusura della terapia? le hai raccontato quanto la tua idea non fosse quella di chiudere, ma anzi, di mantenere aperta una porta, ricontrattando quelli che sono gli obiettivi di terapia (non risolvere il trauma passato ma restare in relazione, superando insieme questo momento di fatica quotidiana e mancanza di possibilità)? Condividere insieme questi aspetti spesso apre a prospettive differenti, perchè non sei più sola ad affrontare quanto stai vivendo.
    Perchè in questo momento la risposta non è mettersi in prestazione nel cercare un cambiamento ad ogni costo, ma nel rimanere dove sei e sentire quali possono essere i piccoli, microscopici passi che sei in grado di fare (ad esempio, conta più l'indipendenza economica oppure un'attività di volontariato socializzante?)
    Condividere questi aspetti in terapia, anche una nuova terapia, che non è un ricominciare da capo tutto quanto ma un andare avanti su determinati tuoi aspetti, può offrire nuova luce e speranza per capire meglio che cosa vuoi per te, in questa situazione, cioè, realisticamente, quale piccola cosa (abitudine, approccio, azione, pensiero) puoi cambiare per apportare un piccolo ma significativo cambiamento.
    In bocca al lupo e i miei migliori auguri. Se ha bisogno, mi contatti.

    Dott. Massimo Motta

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