Esperienze

Sono la dott.ssa Martina Lanzafame, psicologa e allieva terzo anno della scuola di specializzazione in psicoterapia sistemico-Relazionale (CTR Catania). Da anni mi occupo con passione dei pazienti seguendoli in studio e online. Inoltre, ho collaborato con strutture convenzionate con l'ASP al fine di offrire supporto psicologico a pazienti oncologici e ai loro familiari. Lavoro con singoli, coppie e famiglie, cercando di offrire loro letture differenti rispetto alla storia che ciascuno racconta e fornire strategie individuali di risoluzione ai problemi.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia sistemico relazionale

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicodiagnostica

Presso questo indirizzo visito

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Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    50 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    50 €

  • Colloquio psicologico età evolutiva

    50 €

  • Colloquio psicologico familiare

    50 €

  • Colloquio psicologico individuale

    50 €

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Studio di Psicologia

Via Torino 10, Catania 95128

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1 recensione

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  • L

    Una dottoressa molto preparata e cordiale,che sa ascoltare e delineare bene il quadro clinico

     • Studio di Psicologia consulenza psicologica  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Cari Dottori,
vorrei porre una questione legata al mio attuale percorso terapeutico.
Ho 33 anni e sto soffrendo di una forma di depressione iniziata con pensieri ossessivi. Mi sono rivolto sia a uno psichiatra (con cui sto aspettando di vedere i risultati della cura con Fluvoxamina, che attualmente non sta funzionando pienamente) e con uno psicoterapeuta a indirizzo neo-ericksoniano.
Ciò che ho provato in questi mesi e che tutt'ora provo è un senso di "fine" della parte migliore della mia vita, in cui sperimentare il divertimento e la spensieratezza della gioventù, che ho la sensazione di non aver vissuto appieno e che ora è volata via senza ovviamente possibilità che il tempo torni indietro. Quest'estate è stato il momento peggiore, il momento in cui mi è parso che il mio cervello abbia assimilato questo concetto facendomi cadere nello sconforto. Ho smesso anche di lavorare, da quanto la mia vita mi sembra abbia perso senso.

Ho riferito allo psicoterapeuta i miei pensieri di malinconia, legati a certe mancanze che mi sembra di aver provato in gioventù dovute alle mie insicurezze, ad un senso di inadeguatezza, sperando mi dicesse che con certi strumenti fosse possibile elaborare e superare questi vissuti. Sono proprio questi infatti che scatenano in me questo senso di depressione e malinconia che non riesco a scrollarmi di dosso. Vivo come se la mia vita abbia perso il senso di essere, come se il futuro che mi aspetta sia triste per forza, perché ormai sono vecchio. Io invece voglio ancora divertirmi, sperimentare, essere interessante per qualcuno, conoscere ragazzi e ragazze e fare alcune cose che a vent'anni non facevo perché ero insicuro.
E' come se fossi ancora un vulcano che deve esplodere di vita e si sente ormai fuori tempo massimo.
Il mio terapeuta però mi ha freddato dicendo che ormai il passato è passato e che eventuali mancanze che sento di aver sperimentato non sono "elaborabili", ma semplicemente c'è da pensare al futuro. Io però avverto che siano proprio queste sensazioni che mi impediscono di proseguire nella mia vita, non dando un senso al fatto che dovrò riprendere a lavorare e progettare il futuro.

Secondo voi ci sono metodi di elaborazione che possano depotenziare queste sensazioni di perdita ineluttabile? Io sento che il punto sia proprio questo, depotenziare i ricordi malinconici. Cosa devo fare?

Vi ringrazio

Gentile utente, grazie per aver condiviso questa sua personale e dolorosa pagina di storia. Sento di congratularmi con lei per la giusta e coraggiosa strada intrapresa: sta andando nella giusta direzione! il percorso terapeutico può essere talvolta lungo e doloroso. Alla stregua di una strada da percorrere è fatta anch'essa di semafori, deviazioni e cartelli segnalatori; per poter andare avanti è necessario dover guardare indietro, lasciandosi però guidare dal terapeuta che le tende la mano. Il mio consiglio è dunque quello di continuare a scavare tra i suoi nodi più profondi, tra quelli che sente ancora forti e dominanti, interrogandoli e guardando a ciò che potrebbero suggerirle; fatto questo, sarà poi necessario lasciarli andare, trovare loro un nuovo posto e nuove strategie per poterle permettere di rivolgere il suo sguardo a sfide future. Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Lanzafame

Dott.ssa Martina Lanzafame

Domande su terapia di coppia

Salve , sono una ragazza di 28 anni, sono single da due anni dopo una storia di 3 anni con pochi mesi di convivenza. In questo tempo mi è capitato di uscire con qualcuno ma non ero mai interessata e tornava o subito . Da premettere che dopo la rottura sono stata malissimo per almeno 1 anno.
Circa due mesi fa ho conosciuto un ragazzo tramite amici e subito mi è piaciuto , abbiamo iniziato a sentirci da subito e abbiamo iniziato a vederci,ma non spesso, comunque io cercavo di vivere la cosa in maniera molto tranquilla e “disinteressata “per il terrore di stare male di nuovo. Due settimane fa io mi arrabbio con lui perché ci dovevamo organizzare per un pranzo fuori e lui non mi fa sapere nulla e da per scontato il fatto che io avessi capito che non saremmo andati a pranzo. Io lo attacco e lui mi dice che non si aspettava questa reazione mi chiede scusa e comunque mi dice che più di questo al momento non può darmi anche lui è uscito da una storia da non molto tempo. Allora io gli dico che non mi va bene e lo saluto augurandogli buona fortuna. Me ne pento il giorno dopo della mia reazione un po’ esagerata ma non sbagliatissima ,lui dice che la nostra non è stata solo un’avventura e che la mia reazione lo ha spiazzato. Ha detto che comunque aveva da fare e si sarebbe fatto sentire dopo , ovviamente non si è fatto più sentire . Io sono stata malissimo e non me lo aspettavo proprio , avevo proprio la sensazione di stare sotto un treno ed era proprio quello che non volevo assolutamente. Una settimana fa è stato il suo compleanno e io per educazione e una piccola speranza gli ho mandato gli auguri , lui mi ha ringraziato e ha detto che comunque ci saremmo visti non appena lui tornasse da suo viaggio . È tornato da un po’ di giorni ma lui ancora non si fa vivo . Ora sto meglio però ho comunque bisogno di parlargli di persona e di dirgli che io non cercavo una storia da parte sua almeno al momento mi sembra prematuro. Non so che pensare , se il suo non farsi sentire è perché non ha più voglia o si è spaventato. La mia priorità è stare bene e poi io questa estate parto per la stagione estiva e lui questo non lo sa quindi figurati se cerco da lui una storia stabile. Cosa ho combinato?! L’ho allontanato per sempre ? Mi dispiacerebbe perché penso che sia un ragazzo dall’animo buono nonostante abbia avuto una vita difficile e lui si è aperto molto con me raccontandomi tante cose

Salve,
mi dispiace molto per la situazione spiacevole che sta vivendo. E' possibile che entrambi necessitate di ancora un pò di tempo per poter elaborare e superare del tutto le ferite del precedente rapporto. Per far questo, è giusto che vi apriate l'un l'atro e comunichiate adeguatamente bisogni, timori e debolezze.
Le auguro il meglio e resto a disposizione.
Dott.ssa Martina Lanzafame

Dott.ssa Martina Lanzafame
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