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Esperienze

Sono la Dott.ssa Marika Muscarella e mi occupo di supporto psicologico per bambini, adulti, famiglie e coppie. Secondo il mio approccio Sistemico-Relazionale, il benessere non è solo individuale, ma riguarda anche il contesto che ci circonda. Considero fondamentale l’aspetto relazionale della persona e credo che, spesso, le difficoltà che viviamo siano legate a ciò che accade nelle nostre relazioni, siano esse familiari, affettive o lavorative.
Insieme esploreremo le tue emozioni, i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti, per costruire un percorso di crescita che ti permetta di raggiungere una maggiore serenità e un equilibrio duraturo. Che tu stia attraversando un momento di difficoltà o che desideri semplicemente migliorare la qualità delle tue relazioni e del tuo benessere, sono qui per offrirti l’accompagnamento professionale che cerchi.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico
  • Psicologia dell'età evolutiva

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Dott.ssa Marika Muscarella

Via Principe di Paternò, 35, Palermo 90144

Spesso l’ansia ci porta a vivere troppo avanti, anticipando scenari, domande e paure che ancora non esistono; la depressione, invece, può tenerci ancorati a ciò che è stato, a perdite e ferite che continuano a farsi sentire. Il presente, il qui e ora, non è un punto scontato: è uno spazio che va costruito, allenato, abitato con consapevolezza.
Stare nel presente non significa cancellare il passato o non pensare al futuro, ma imparare a dare loro un posto, senza esserne travolti.
Forse la domanda può essere: quanto spazio sto dando oggi a ciò che sento davvero, in questo momento della mia vita?
Un percorso psicoterapeutico può aiutare proprio in questo: comprendere come passato e futuro influenzano il nostro presente e ritrovare un equilibrio più autentico con noi stessi.

08/02/2026

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    50 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    50 €

  • Colloquio psicologico età evolutiva

    50 €

  • Colloquio psicologico familiare

    Da 60 €

  • Colloquio psicologico individuale

    50 €

Indirizzi (3)

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Studio di Psicologia e Psicoterapia Palemo

Via Principe di Paternò, 35, Palermo 90144

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

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091 986...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Consulenza online

Pagamento dopo la consulenza

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091 986...

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio di Psicologia e Psicoterapia Caccamo

Via San Domenico 26, Caccamo 90012

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

091 986...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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36 recensioni

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  • P

    Marika è una persona preparata professionale, molto gentile, empatica, da quando ho iniziato il percorso con Lei mi sento molto meglio

     • Altro Altro  • 

  • A

    Dottoressa eccellente, mi sono trovato molto bene.

     • Studio di Psicologia e Psicoterapia Caccamo colloquio psicologico individuale  • 

  • C

    Ho provato varie volte ad iniziare un percorso psicologico e non sono mai riuscita a sentirmi davvero capita, ascoltata, vista.
    Consiglio la dottoressa Muscarella perché oltre alla professionalità è molto disponibile e delicata nei modi, dote che non si può studiare.
    Grazie alla mano che mi sta dando nel mio percorso mi sento finalmente meglio dopo un lungo periodo di depressione e dolori cronici finalmente vedo la luce che in fondo all'oceano non riusciva ad arrivare. Risalgo piano piano ma con un sub accanto. Grazie.

     • Consulenza di psicologia online consulenza online  • 

    Dott.ssa Marika Muscarella

    Grazie di cuore per queste parole così profonde.
    La tua metafora dell’oceano e della luce mi ha toccata molto. Il percorso che stai facendo richiede coraggio, pazienza e fiducia, e tu stai dimostrando ogni giorno di avere tutte queste risorse.
    Sono onorata di poterti accompagnare come un sub al tuo fianco, rispettando i tuoi tempi, aiutandoti a orientarti e a intravedere quella luce anche quando sembra lontana.
    La risalita è un processo graduale, e il lavoro che stai facendo ne è una testimonianza preziosa. Grazie per la fiducia


  • I

    Non potevo trovare una psicoterapeuta migliore..
    Sono in cura con la dottoressa Muscarella da pochi mesi ma già ho avuto grandi risultati
    Una dottoressa attenta, professionale, disponibile!!!
    Mi ha fatto sentire subito a mio agio..non ho mai avuto difficoltà a parlare con lei..e vi posso assicurare che anch io avevo le mie paure prima di iniziare il percorso!!!

     • Studio di Psicologia e Psicoterapia Palemo colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Marika Muscarella

    Grazie infinite per le tue parole e per la fiducia che mi hai accordato.
    Aprirsi e raccontare parti delicate della propria storia non è mai semplice, e il fatto che tu abbia trovato il coraggio di farlo è già un passo importante.
    Il percorso che stiamo portando avanti è frutto del tuo impegno, della tua motivazione e del desiderio di cambiamento che dimostri ogni giorno.
    Grazie per il lavoro che stai facendo e per la serietà con cui ti stai prendendo cura di te.


  • S

    Empatica, attenta, mi sono trovato a mio agio nonostante la mia comprensibile emozione.

     • Studio di Psicologia e Psicoterapia Palemo colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Marika Muscarella

    Ti ringrazio sinceramente per questa condivisione.
    Le emozioni che emergono all’inizio di un percorso sono naturali e meritano ascolto e rispetto. È proprio all’interno di uno spazio sicuro e sintonizzato che diventa possibile accoglierle e dare loro significato.
    Grazie per la fiducia e per esserti messo in gioco: ogni incontro autentico porta sempre con sé qualcosa di prezioso.


  • M

    Mi sono sentita subito a mio agio. Anche se è giovane ha molta esperienza, è molto attenta e precisa. Quando parlavo mi sentivo di farlo con un’amica,quindi è stato più facile aprirmi. È molto empatica e professionale. E poi lo studio è molto accogliente!

     • Studio di Psicologia e Psicoterapia Palemo colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Marika Muscarella

    Grazie di cuore per le parole che ha voluto dedicarmi.
    La relazione terapeutica e il sentirsi accolti e a proprio agio sono per me aspetti fondamentali del lavoro clinico. Ho dato grande importanza anche allo spazio, curandolo nei dettagli affinché potesse trasmettere un senso di sicurezza, familiarità e assenza di giudizio.
    Accanto alla cura dell’ambiente, il mio obiettivo principale resta sempre l’ascolto attento e rispettoso della persona, dei suoi tempi e della sua storia.
    La ringrazio per la fiducia.


  • R

    Dottoressa molto preparata e competente, mi sono sentita sin da subito accolta e compresa. Il miglior investimento che potessi fare per me stessa, consiglio a chiunque voglia intraprendere un percorso di psicoterapia

     • Consulenza di psicologia online  • 

    Dott.ssa Marika Muscarella

    Ti ringrazio per le tue parole! Il lavoro che stai facendo su di te è la parte più importante di questo percorso, e io sono felice di poter essere al tuo fianco in questa crescita. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, sono certa che potrà essere di aiuto anche ad altre persone. A presto!


  • R

    Preparata, competente e chiara nelle spiegazioni. Empatica, accogliente e non giudicante. Mi sono sentita compresa nella mia problematica. Eccellente professionista!

     • Studio di Psicologia e Psicoterapia Palemo  • 

    Dott.ssa Marika Muscarella

    Ti ringrazio di cuore per le tue parole! Sapere che ti sei sentita compresa e accolta è molto importante per me. Il percorso psicoterapeutico è uno spazio in cui sentirsi liberi di esprimersi senza timori, e sono felice che tu abbia trovato questo tipo di accoglienza. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, potrebbe essere d’aiuto anche ad altre persone.


  • R

    Professionista attenta, empatica e soprattutto molto competente, oltre che sensibile. Mi sono sentita subito accolta, consiglio fortemente!

     • Consulenza di psicologia online  • 

    Dott.ssa Marika Muscarella

    Grazie di cuore per le tue parole! Sapere che ti sei sentita accolta fin da subito e che il nostro percorso ti sta dando fiducia è per me molto importante. La sensibilità e l’empatia sono alla base di un buon lavoro insieme, e sono felice che tu le abbia percepite. Apprezzo molto il tuo feedback e il tempo che hai dedicato a condividerlo, potrebbe essere prezioso per chi sta cercando un supporto. Un caro saluto!


  • O

    Grande professionista, molto qualificata e disponibilissima all'ascolto. Mi sono sentita accolta.

     • Studio di Psicologia e Psicoterapia Palemo  • 

    Dott.ssa Marika Muscarella

    Grazie mille per il tuo feedback! Ogni percorso è unico, e sapere che il nostro lavoro insieme ti sta aiutando è davvero importante per me. Ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, potrebbe essere preziosa per chi sta cercando un supporto. A presto


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 41 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno,

io e il mio ragazzo stiamo insieme da 5 mesi, ma essendo adulti (io 32 e lui 44) e consapevoli, la relazione è seria e abbiamo deciso di andare a vivere insieme dato che io comunque, ancora prima di conoscerlo, stavo già cercando casa dalle sue parti.

All’inizio era un progetto comune per cui provavamo entusiasmo. Ora che la casa è acquistata e il trasferimento avverà nei prossimi tre mesi, il mio ragazzo è preoccupato. Dice che dovremo impegnarci per mantenere i nostri spazi così che resti anche la voglia di stare insieme e ha paura di non trovare lavoro in zona e dover fare il pendolare. Dice anche che è normale avere paura quando vuoi una relazione di qualità, senza accontentarti, per cui lui ritiene tutto normale e preferisce vivere e gestire la situazione sul momento anzichè parlarne a vuoto ora.

Anche io essendo riflessiva e razionale concordo nel vivere la casa con senno senza consumarsi e bruciare il sentimento e ho qualche timore, ma da parte sua temo un ritiro. Lui ha forti meccanismi di evitamento e rifiuto legati a una bassa autostima perciò temo che ora che l’ideale non è più un quadro romantico, ma un progetto vero, lui rinunci.

Non capisco però se faccio una buona analisi o se estremizzo paure che in realtà sono comuni in profili come il suo.

Dovrei parlargliene (non in modo accusatorio) o rischio di enfatizzare qualcosa che poi potrebbe davvero ingigantirsi?
Non so come debba gestire la cosa

Grazie

Buongiorno,
la ringrazio per il modo chiaro e riflessivo con cui descrive la situazione: dalle sue parole emerge una grande capacità di osservare la relazione senza idealizzarla, ma anche senza svalutarla. Questo è già un elemento prezioso. Quello che state vivendo è un passaggio evolutivo importante: il passaggio dall’innamoramento e dal progetto “pensato” a una scelta concreta e incarnata, che implica quotidianità, compromessi, ridefinizione degli spazi personali e di coppia. È molto comune che, proprio quando un progetto diventa reale, emergano timori che prima restavano sullo sfondo. Il suo compagno sembra portare paure che, lette in chiave psicologica, non sono necessariamente un segnale di disimpegno, ma possono essere l’espressione di un conflitto tra desiderio di vicinanza e timore di perdita di sé, tipico di funzionamenti più evitanti. Il suo bisogno di preservare gli spazi, la preoccupazione per il lavoro e la tendenza a “vivere il momento” possono essere tentativi di autoregolazione di fronte a qualcosa che sente emotivamente impegnativo. Allo stesso tempo, è molto comprensibile che in lei queste reazioni attivino un altro livello: la paura di un ritiro, di una rinuncia, di non essere scelta fino in fondo. Qui sembra crearsi una dinamica delicata: lui gestisce l’ansia riducendo il pensiero e il confronto, lei invece prova a dare senso e a prevedere, per sentirsi più sicura. Nessuno dei due sta “sbagliando”, ma stanno parlando linguaggi emotivi diversi.
La domanda che pone è molto centrata: parlare ora o rischiare di amplificare? In genere, più che il se, è importante il come. Evitare completamente il tema per paura di destabilizzare l’altro spesso porta, nel tempo, a far crescere l’ansia internamente. D’altra parte, un confronto che parta da analisi o ipotesi sul suo funzionamento (“tu sei evitante”, “tu potresti scappare”) rischia davvero di essere vissuto come pressante. Forse la riflessione che potrebbe accompagnarla è questa:
di cosa ho bisogno io, oggi, per sentirmi sufficientemente tranquilla dentro questo progetto, indipendentemente da come lui gestisce le sue paure?
Un percorso di psicoterapia può essere uno spazio molto utile per esplorare queste dinamiche: distinguere ciò che è intuizione relazionale da ciò che è timore personale, comprendere come le storie affettive e i modelli di attaccamento influenzano il modo di leggere l’altro, e trovare modalità comunicative che tutelino il legame senza mettere da parte se stessi. Se sentirà il desiderio di approfondire questi aspetti o di essere accompagnata in questa fase di passaggio, rimango a disposizione per ulteriori informazioni o per valutare insieme l’avvio di un percorso di supporto.

Dott.ssa Marika Muscarella

Buonasera,
È la prima volta che scrivo online, ma credo che possiate aiutarmi a darmi un parere. È da quasi sei anni che ho iniziato un percorso di psicoanalisi per depressione legata a traumi e famiglia disfunzionale in generale. Non ho mai avuto un ottimo rapporto con la mia psicoanalista, ma poi, analizzandomi, ho realizzato che si era attivato un transfert negativo in cui ho trasferito su di lei il rapporto che ho con mia madre. Tuttavia, durante l'ultima seduta che è stata martedì mattina, mentre le parlavo dei miei problemi lei a un certo punto mi ha detto che doveva alzarsi e camminare un po' in quanto aveva un dolore agli occhi che le passava solo quando camminava, fin qui tutto bene se non che all'improvviso, mentre io stavo parlando (seppur con voce alta) lei si è messa ad urlare in un modo spropositato mentre continuava a camminare tanto che a un certo punto si è avvicinata alla mia sedia e continuava ad urlarmi addosso criticando il mio atteggiamento verso i miei genitori mentre era in piedi vicino a me tanto che non mi sono sentita più al sicuro e ho temuto che potesse anche alzare le mani, per cui ho deciso di interrompere la seduta prima del previsto e quando me ne stavo andando via lei ha anche provato a dirmi che non potevo andarmene e che avrebbe smesso di urlare ma io mi sono veramente spaventata e me ne sono andata via e sto iniziando a pensare anche di interrompere prematuramente il percorso e di fare quindi drop out. Gliel'ho gia iniziato a dire per messaggio su whats app che non intendo più continuare ma lei ha detto che la sua reazione è stata frutto del contro transfert ed è stato un suo modo per provare a scuotermi dal torpore anche se lei sa bene che le urla mi scaturiscono l'effetto contrario in quanto mio padre spesso è solito urlare per cui quando una persona urla, lei sa bene che io mi blocco. Tuttavia, non so se sia frutto della mia esagerazione e sia veramente il caso di fare drop out o se provare a continuare con lei.. in ogni caso, per sicurezza ho già chiesto alla mia nutrizionista se può aiutarmi a cercare altri terapeuti.. devo anche sottolineare che non sono una paziente facile, in quanto sono molto diffidente di mia natura e spesso faccio perdere la pazienza e inoltre sono in attesa di un intervento di artrodesi vertebrale che mi sta provocando uno stato di iper vigilanza generale.. ma quello che mi chiedo è, in questo caso è utile continuare con lei o è meglio cambiare? Perché adesso ho un blocco nei suoi confronti però al tempo stesso mi sento in colpa verso di lei per aver interrotto così improvvisamente la terapia ..

Buonasera,
la ringrazio per aver trovato il coraggio di raccontare una situazione così delicata. Da quello che descrive emergono molti elementi importanti, e il primo è il forte stato emotivo di allarme e insicurezza che ha vissuto durante l’ultima seduta. Questo merita di essere preso molto sul serio.
In una relazione terapeutica, qualunque sia l’orientamento teorico, la percezione di sicurezza è un prerequisito fondamentale. Il fatto che lei si sia sentita spaventata, non più al sicuro, al punto da temere un possibile agito fisico, è un segnale che non va minimizzato né attribuito semplicemente a un’esagerazione o a una sua “difficoltà caratteriale”. Anche quando entrano in gioco dinamiche di transfert e controtransfert – che fanno parte del lavoro clinico – la responsabilità della loro gestione resta sempre del terapeuta, soprattutto quando il paziente ha una storia di traumi, urla familiari e blocco emotivo legato a esperienze di sopraffazione.
Il controtransfert può certamente attivarsi, ma non giustifica modalità che risultano intrusive, spaventanti o destabilizzanti, soprattutto se il terapeuta è consapevole che determinati comportamenti (come l’urlare) per lei hanno un effetto traumatico e paralizzante. Il fatto che lei abbia riconosciuto lucidamente il transfert negativo, che abbia provato a mentalizzare l’accaduto e che oggi si stia interrogando sul senso di continuare o meno, parla di una grande capacità riflessiva, non di una “paziente difficile”.
È comprensibile anche il senso di colpa che descrive: spesso chi ha storie familiari complesse tende a farsi carico del benessere dell’altro, anche quando sta male, e a chiedersi se non stia “esagerando”. Allo stesso tempo, il suo corpo e le sue emozioni sembrano aver lanciato un messaggio molto chiaro: qualcosa, in quel momento, è stato vissuto come troppo. E questo messaggio è legittimo, indipendentemente dalle spiegazioni teoriche che possono essere date a posteriori.
In questi casi, più che chiedersi se “sia giusto” fare drop-out, forse può essere utile spostare la domanda su un altro piano: questa relazione terapeutica, oggi, è ancora un luogo in cui posso sentirmi al sicuro per esplorare il mio dolore, oppure no?
A volte, dopo molti anni di lavoro, può essere necessario fermarsi, rinegoziare o anche cambiare terapeuta non come fallimento, ma come passaggio evolutivo, soprattutto se il contesto personale rende alcune dinamiche ancora più sensibili.
Un percorso di psicoterapia serve proprio a dare senso a ciò che accade tra le persone, alle emozioni che si attivano, ai blocchi, alla paura, al senso di colpa, collocandoli nella propria storia e nel momento di vita che si sta attraversando. Farlo in un contesto in cui ci si sente ascoltati e rispettati è essenziale.
Forse la riflessione che può accompagnarla ora è:
-di cosa ho bisogno, in questo momento della mia vita, da una relazione terapeutica per potermi sentire sufficientemente protetta da continuare a lavorare su di me?

Se sentirà il bisogno di approfondire questi aspetti o di essere accompagnata nel comprendere meglio cosa le è successo – dentro e fuori da quella stanza – rimango a disposizione per ulteriori informazioni o per valutare insieme l’avvio di un nuovo percorso, con i tempi e i modi che per lei possano essere più sostenibili.

Dott.ssa Marika Muscarella
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