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Esperienze

Mi chiamo Maria Dello Iacono e sono una psicologa - psicoterapeuta cognitivo - comportamentale, ciò che caratterizza e distingue la terapia cognitiva è la spiegazione dei disturbi emotivi attraverso l’analisi della relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti. Lo scopo è quello di creare l’alleanza terapeutica per il successo del trattamento, creare un legame di fiducia, collaborazione e comprensione reciproca, avendo come obiettivo comune il raggiungimento del benessere psicologico.
Possiedo un master in Criminologia clinica e delle investigazioni.
Oltre alla mia attività clinica, ricopro anche il ruolo di mentor all interno di un istituto scolastico, lavorando con adolescenti, per offrire loro supporto psicologico aiutandoli nella crescita professionale e personale.
Svolgo inoltre, l’attività di Esperto nelle carceri.
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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia cognitivo comportamentale

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Consulenza online

Prestazioni e prezzi

  • Psicoterapia individuale

    50 €

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Consulenza online

    65 €

  • Psicoterapia

    50 €

  • Primo colloquio individuale

    50 €

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Studio Privato Dott.ssa Maria Dello Iacono

Via Ettore Corcioni 63, Aversa 81031

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081 1929...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno è da giorni che mi tormenta questa domanda, come si fa a non provare qualcosa per un uomo? Come è possibile vederlo solo come un conoscente/amico/collega di lavoro? Mi spiego meglio, quando ci siamo conosciuti tra noi è nato un bel feeling, che però per bisogno di entrambi e attrazione è tramutato in una sorta di flirt con qualche minimo avvicinamento fisico e molti messaggi e chiamate, il "problema" è che lui è impegnato da 4 anni e sposato da 2... tutto all'inizio era come un divertimento che faceva distrarre entrambi e bene (per quanto sia chiaro capisco che vada contro molti valori e di questo me ne assumo le colpe). Adesso però dopo molto tempo entrambi siamo decisi a non commettere errori di cui poi ci pentiremmo e di cercare in qualche modo di mantenere un buon rapporto senza odio o distacco totale. Io però in cuor mio ammetto che per un periodo l'ho visto con altri occhi, un compagno presente, premuroso, dolce, un futuro padre perfetto, intraprendente, simpatico e con tanta voglia di fare, sempre sorridente e positivo... è possibile distaccarmi da questa visione?

Buonasera, capisco perfettamente la difficoltà di fronte a una situazione come quella che descrive. Le dinamiche che coinvolgono attrazione, emozioni contrastanti e valori morali possono generare un forte conflitto interiore. Cercherò di offrirle alcuni spunti per riflettere. innanzitutto, credo che lei stia affrontando una delle esperienze emotive più complesse: l'attrazione e la connessione profonda con una persona che, purtroppo, non è "disponibile" in senso affettivo. La situazione che descrive sembra aver creato una sorta di "intimità ideale" con lui, ma è anche chiaro che questa connessione ha un forte limite legato alla sua relazione con un'altra persona. Questo limite è una delle cause di frustrazione e confusione per lei, ma anche di consapevolezza, perché riconosce che quello che prova potrebbe non corrispondere alla realtà dei fatti, soprattutto quando pensa al suo impegno con la moglie. Quello che descrive – il vederlo come una persona premurosa, dolce, positiva e potenzialmente il padre perfetto – è, in effetti, una visione idealizzata. È una visione che nasce da ciò che ha sperimentato di positivo in lui, ma che potrebbe non corrispondere al contesto completo e alla realtà delle sue scelte, dei suoi legami e del suo impegno con un’altra persona. Il fatto che lei lo veda così probabilmente dipende anche dal vuoto emotivo che lei stessa può sentire o dalla mancanza di soddisfazione in altre aree della sua vita affettiva. Quando incontriamo una persona che ci fa sentire apprezzati e speciali, è naturale che possa emergere una visione idealizzata di quella persona, specialmente se la relazione risponde a certi bisogni emotivi di connessione, sicurezza e affetto. Quindi, sì, è assolutamente possibile che lei possa distaccarsi da questa visione, ma il distacco richiede tempo e consapevolezza. Deve riconoscere che l'immagine che ha creato di lui potrebbe non essere completa, e che la sua realtà, e soprattutto la sua disponibilità affettiva, è diversa da quella che le piacerebbe vivere. Una volta che riconosce questa distinzione, diventa più facile cominciare a "rivederlo" come una persona con i suoi limiti e la sua situazione, piuttosto che come una figura ideale che non potrà mai essere completamente sua.

Dott.ssa Maria Dello Iacono

Ho un piccolo problema, ogni volta che vado in bagno a defecare faccio sempre molta attenzione a pulirmi bene con la carta per poi andare in doccia a lavarmi la zona anale, il problema è che con la carta capita spesso che mi strofini eccessivamente/eccessivamente in profondità l'ano e ci siano piccole fuoriuscite di sangue. Dopodichè in doccia può capitare che lavandomi la zona interessata la schiuma rimanga di colore leggermente tendente al marroncino e quindi procedo a lavarmi nuovamente con la paura che rimangano residui di sporco o acqua sporca. Questo problema implica anche il fatto che quando devo fare docce senza avere il tempo per andare in bagno ho difficoltà perchè magari prima o mentre faccio la doccia può venire lo stimolo e ho un'ulteriore sensazione di sporco, non sapendo mai se lavarmi l'ano anche in caso di stimolo (presente o passato) oppure no. La stessa cosa avviene quando sudo nelle zone intime, quando devo andare in piscina o in mare.
Preciso che quando pulisco con la carta lo faccio sia verso l'indietro, sia in avanti, senza andare a toccare la zona genitale.
Scusate la domanda lunga, ringrazio in anticipo per le risposte.

Ciao! Grazie per aver condiviso con sincerità una situazione che, anche se può sembrare imbarazzante, è più comune di quanto si pensi. È evidente che tieni molto all’igiene, ma forse stai un po’ esagerando con lo sfregamento: la zona anale è molto delicata e si può irritare facilmente. Le piccole perdite di sangue potrebbero essere causate proprio da microabrasioni dovute allo sfregamento o all’uso eccessivo della carta.

Ti consiglio di usare salviette umidificate delicate o carta igienica bagnata per ridurre l’attrito, e magari di considerare l’uso di un bidet o di una doccetta anale se disponibile. Anche un detergente intimo neutro può aiutare, ma senza esagerare.

Riguardo alla sensazione di “non essere mai completamente pulito”, potrebbe esserci anche una componente psicologica legata all’ansia da igiene o alla paura del “residuo” che merita attenzione e comprensione. In ogni caso, se il disagio continua, parlarne con un medico o con uno psicologo può aiutarti a trovare un equilibrio tra igiene e benessere. Non sei solo!

Dott.ssa Maria Dello Iacono
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