Esperienze
Non sempre ciò che si prova è chiaro. A volte è una fatica sottile, altre volte qualcosa che pesa di più, ma in entrambi i casi può essere difficile capire da dove iniziare.
Sono la Dott.ssa Luisa Corlianò, psicologa. Lavoro con bambini, adolescenti, giovani adulti e adulti. Accompagno le persone nei momenti di difficoltà, cambiamento o crescita, offrendo uno spazio in cui potersi fermare, mettere ordine e comprendere meglio ciò che si sta vivendo.
Il mio approccio è concreto e personalizzato: non esistono percorsi standard, ma strade che costruiamo insieme, nel rispetto dei tempi, delle esigenze e della storia di ciascuno.
Nel lavoro terapeutico do valore all’ascolto autentico e alla relazione, perché è da lì che può nascere un cambiamento reale e sostenibile.
Mi occupo di consulenza e sostegno psicologico individuale e familiare, prevenzione del disagio e promozione del benessere psicologico. Mi occupo anche di difficoltà emotive, ansia, stress e momenti di transizione, aiutando la persona a ritrovare maggiore chiarezza, equilibrio e consapevolezza.
Nel mio lavoro pongo particolare attenzione alla relazione, all’ascolto empatico e alla costruzione di uno spazio sicuro, in cui la persona possa sentirsi accolta e compresa. Credo fortemente nel valore del lavoro di rete e nell’importanza di accompagnare individui e famiglie nei momenti di difficoltà, valorizzando le risorse personali e relazionali.
Il primo colloquio è uno spazio di conoscenza reciproca, utile per iniziare a orientarsi e capire insieme come procedere.
Chiedere aiuto non è semplice, ma è spesso il primo passo verso una maggiore consapevolezza di sé. Insieme è possibile dare significato alle esperienze vissute, comprendere i propri bisogni e costruire nuove modalità di affrontare le difficoltà, nel rispetto dei tempi e della storia di ciascuno.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia del lavoro
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicologia scolastica
Principali patologie trattate
- Lutto
- Problemi di coppia
- Difficoltà relazionali
- Ansia
- Stress
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Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
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Sostegno psicologico adolescenti
45 € - 70 € -
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Orientamento scolastico
Da 50 € -
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Sostegno alla genitorialità
60 € - 70 € -
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Colloquio psicologico di coppia
60 € - 100 € -
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Primo colloquio psicologico
50 € - 70 € -
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Indirizzi (3)
Via Gallipoli, 59, Maglie 73024
Disponibilità
Telefono
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Via A. Volta, 48, Calimera 73021
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Recensioni
3 recensioni
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G
GR
Grandissima persona, professionista facendoti sentire veramente a tuo aggio.
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Luisa Corlianò
La ringrazio di cuore per le sue parole. Sapere di riuscire a creare un ambiente in cui le persone si sentano a proprio agio, è per me fondamentale.
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G
Professionale, disponibile e attenta, capace di creare un ambiente in cui è facile sentirsi a proprio agio
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Luisa Corlianò
Grazie per il suo gentile riscontro. L'attenzione e la disponibilità sono aspetti a cui tengo molto e sono felice che abbia percepito un clima accogliente durante il percorso.
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D
D.F.
Mi sono sentita accolta e compresa sin dalle prime sedute. La consiglio vivamente!
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Luisa Corlianò
La ringrazio per il suo feedback e per aver condiviso la sua esperienza! Ritengo fondamentale offrire uno spazio di ascolto in cui ogni persona possa sentirsi accolta e compresa fin dai primi incontri.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera.
Sono una ragazza di 23 anni e sono fidanzata da poco più di due anni con un ragazzo di 21.
Lo amo davvero, ma gli ultimi mesi per me (e di conseguenza per lui) sono stati molto difficili. Le nostre visioni della sessualità e dello stare in una relazione si sono scontrate in un modo sgradevolmente diretto e inaspettato: tutto è iniziato quando, qualche mese fa, gli ho parlato di quanto mi facesse soffrire la sua fruizione di materiali pornografici. Ci ha messo un mese o poco più prima di garantirmi che non ne avrebbe più fatto uso (nonostante lui tuttora non condivida con me l'idea che la pornografia costituisca tradimento), e per me quel periodo di incertezza è stato devastante: piangevo tutti i giorni, avevo perennemente lo stomaco chiuso e mi sembrava veramente che il mondo mi fosse crollato addosso. Credo che quei giorni così dolorosi per me abbiano costituito una specie di trauma. Qualche mese dopo, dal momento che sapevo che lui comunque continuava a praticare la masturbazione (nonostante noi abbiamo rapporti regolari), gli ho fatto pressione perché mi dicesse su cosa si masturbasse: inizialmente mi diceva che pensava a me, ma sentivo che era una bugia. Mi sembrava troppo strano che una persona che ha ricorso per anni alla pornografia in modo costante potesse abbandonarla così facilmente per qualcosa di così "noioso" come semplicemente la sua ragazza: così mi ha confessato che gli è capitato di pensare a delle ragazze che conosciamo entrambi. Mi sono sentita morire: di queste ragazze ho saputo anche i nomi, e per giunta le vedo spesso nell'ambiente universitario: sempre nello stesso discorso, è anche emerso che ha avuto un pensiero sessuale (su vari livelli) praticamente su ogni ragazza che conosce, e dopo avermelo detto mi ha subito ricordato, come mi ha ripetuto spesso, che "i pensieri sono solo pensieri".
(piccola parentesi superficiale e brutalmente onesta, ma che magari può essere utile ad inquadrare ancora meglio la vicenda: all'università che frequentiamo entrambi non ci sono esemplari di super gnocche, e io sono oggettivamente una bella ragazza: le più belle che mi ha citato sono al massimo al mio livello, mentre altre sono più bruttine)
Riguardo alla questione dei pensieri, io credo che quando non intrusivi e attinenti alla sfera sessuale, possano avvicinare al tradimento fisico. Quando è capitato a me di sentire attrazione per qualcun altro intanto non l'ho assecondata con filmini mentali porno(proprio perché io credo davvero nella monogamia, non mi limito semplicemente a non tradire con il corpo solo per mantenere la facciata di un'ipocrita integrità morale), tanto meno mi sarebbe venuto in mente di masturbarmici sopra. Mi sarebbe sembrata un'offesa a lui e al nostro rapporto. Perché lui non può fare lo stesso? Perché deve sempre trovare il modo di dirmi implicitamente che per lui non sono e non sarò mai abbastanza? Una volta mi ha detto "tu vuoi avere la supremazia" (riferito alle altre ragazze), ma il fatto è che io non ho mai preteso di averla in modo assoluto: è chiedere tanto volerla avere almeno per la persona con cui si è scelto di stare? Mi chiedo se esista qualcuno di sesso maschile (mi spiace generalizzare, ma avendo passato gli ultimi mesi su vari forum alla ricerca di storie simili alla mia si è confermata una tendenza generale da parte degli uomini a comportarsi in modo simile o peggiore del mio ragazzo) che sia davvero fedele, termine con cui non intendo l'autocontrollo appena sufficiente a non andare a letto con un'altra donna, mi riferisco ad un amore puro che ci fa gioire ogni giorno di avere accanto la persona che amiamo, che non lascia proprio spazio ad altre "distrazioni" perché quello che vogliamo ce l'abbiamo già. Probabilmente sono io ingenua, dal momento che è la mia prima esperienza: mi considero un'eterna romantica e non credo che potrò mai accettare questo modo così superficiale di vivere le relazioni. Al contempo non voglio perderlo perché ne sono profondamente innamorata, nonostante la sofferenza che mi ha involontariamente causato. Vi prego di aiutarmi, di darmi un'idea di quanto io sia in preda alla follia, e qualcuno per favore mi spieghi questa cosa delle fantasie che sono indice di una sessualità "sana", perché io di immaginare di fare sesso con un ragazzo che vedo abitualmente, pur amandone - a parole - un altro non sono proprio capace.
Ciao, grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che stai vivendo. Leggendo il tuo messaggio si percepisce chiaramente quanto tu tenga alla relazione e quanto dolore ti abbiano causato certe esperienze. Non sei affatto “folle”: è normale sentirsi confusi, feriti e sopraffatti quando i propri valori e bisogni emotivi si scontrano con quelli del partner.
Il disagio che provi di fronte alle fantasie sessuali del partner, al senso di non essere “abbastanza” e alla difficoltà di conciliare visioni diverse della fedeltà è reale e legittimo. Le fantasie sessuali, nella maggior parte dei casi, fanno parte della sessualità, ma questo non le rende meno dolorose se minano la fiducia e la sicurezza all’interno della coppia.
Non esiste un modo “giusto” universale di vivere una relazione: alcune persone riescono a separare i pensieri dalla realtà senza che questo influisca sul legame, altre no. Ciò che conta davvero è capire cosa ti fa stare bene, quali limiti sono importanti per te e come comunicarli chiaramente al partner. Amare qualcuno non significa accettare ciò che ci fa soffrire profondamente; riconoscere e rispettare i propri sentimenti è un passo fondamentale per costruire relazioni più sane e consapevoli.
Se senti che questo dolore ti pesa ancora, può essere molto utile valutare un percorso di supporto con un professionista della salute mentale. Non si tratta di “problemi da risolvere”, ma di uno spazio sicuro in cui fare chiarezza sui propri sentimenti, capire i propri limiti e acquisire strumenti per affrontare situazioni emotivamente complesse.
In sintesi: ciò che provi è reale e comprensibile, i tuoi sentimenti meritano ascolto e rispetto, e iniziare un percorso di supporto può essere un modo prezioso per prenderti cura di te stessa, dentro e fuori dalla relazione.
buongiorno, mi sento anormale ma si può avere timore di affrontare un gruppo di persone contro di te? ho timore e desiderio di scappare pensando che sicuramente manipoleranno discorsi per fare risultare che ho sbagliato. Nel cuore so di non avere sbagliato e non ho gli strumenti per difendermi, non trovo una via di uscita. Ho tremore insonnia e alcune volte si alza la pressione. La vita va affrontata ma alcune volte per prudenza è meglio fuggire... prima trovare una calma interiore per vedere meglio...
cosa devo fare?
Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Ciò che descrivi timore, desiderio di scappare, sensazione di essere manipolato, è reale e umano; non significa in alcun modo che tu sia “anormale”. È normale sentirsi sopraffatti di fronte a situazioni in cui percepiamo di non avere strumenti per difenderci o essere fraintesi.
Il tremore, l’insonnia e l’aumento di pressione che senti sono segnali del corpo che reagisce allo stress: non vanno ignorati, perché il disagio emotivo ha anche un impatto fisico. Fermarsi, respirare e cercare un momento di calma interiore prima di affrontare la situazione non è debolezza, ma cura di sé: prendersi tempo per ritrovare lucidità aiuta a osservare meglio ciò che accade e a scegliere strategie più efficaci.
Può essere utile parlare con qualcuno di neutrale e competente, come un professionista della salute mentale. Un percorso di supporto non serve solo a “difendersi” dagli altri, ma a costruire strumenti per gestire ansia, stress e paura in modo più sicuro e consapevole.
Ciò che provi è comprensibile e legittimo, non sei solo/a in questo, e cercare supporto può aiutarti a ritrovare calma, chiarezza e fiducia nelle tue capacità, senza sentirti costretto/a a reagire prima di essere pronto/a.
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