Via del Bosco, 55, Catania 95125
L'ORARIO DELLE PRESTAZIONI SARA' PRENOTABILE PER 60 MIN MA LA DURATA EFFETTIVA SARA' DI 50 MIN
Leggi di più05/03/2026
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Sono psicologo clinico con formazione in psicodramma classico moreniano, approccio che utilizzo nel lavoro individuale e di gruppo per esplorare vissuti emotivi e dinamiche relazionali attraverso l’esperienza diretta.
Lavoro con adulti, giovani adulti e adolescenti, accompagnando la persona nell’esplorazione dei propri vissuti emotivi e delle dinamiche relazionali, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie modalità di stare in relazione.
Nel mio lavoro integro ascolto clinico e strumenti esperienziali, con particolare attenzione alla dimensione corporea, espressiva e relazionale, adattando l’intervento alle caratteristiche e ai bisogni della persona.
Ho maturato esperienza in contesti socio-sanitari, scolastici e associativi, conducendo interventi clinici e gruppi orientati all’espressione, alla condivisione e allo sviluppo delle risorse personali.
Sono co-fondatore di Spazio Terzo APS, associazione attiva nell’ambito della salute mentale e del lavoro gruppale, con particolare focus sui metodi attivi e pratiche esperienziali.
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10 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Ottimo Psicodrammatista.
Dal grande carisma.
Con empatia, sensibilità e capacità relazionali, è riuscito a mettere i pazienti a proprio agio creando un clima accogliente e di fiducia.
Grazie
Professionista serio e disponibile! Ben preparato.
Mi sento ascoltato e capito, un professionista eccezionale.
Il Dottor Raniolo è uno psicologo molto preparato e attento, specializzato in psicodramma classico moreniano.
Colpiscono la sua umanità, la capacità di ascolto e il modo in cui riesce a mettere le persone a proprio agio fin da subito. Il suo lavoro offre un’esperienza profonda e autentica di crescita personale.
Consigliato a chi desidera intraprendere un percorso psicologico serio, ma allo stesso tempo umano e coinvolgente.
Una persona preparata, gentile e sempre disponibile. Mi sto trovando benissimo. Lo consiglio vivamente se cercate un professionista!
Professionista eccellente, cordiale e puntuale! Ho cominciato un percorso con lui e ne sono rimasto entusiasta!
Locale pulitissimo ed è anche semplice trovare posto!
Mi sto trovando bene. È una persona con cui riesco a parlare liberamente e questo mi sta aiutando più di quanto pensassi.
La cosa che più ha lasciato sorpresa positivamente è il clima di fiducia che ho subito percepito. È stato facile aprirmi, cosa che non mi succede spesso.
Mi sono sentita subito a mio agio. Ho trovato un clima tranquillo e accogliente che aiuta ad aprirsi senza fatica.
Professionista molto attento e capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Ho apprezzato molto il suo modo di ascoltare senza giudicare e guidarmi.
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno.dottore scrivo per 1 consiglio,mio figlio affetto da schizzofrenia da anni. Non ha molta cognizione del tempo e del cmportamento verso altri...io vivo con mio compagno. E mio figlio con la moglie...io collaboro molto con loro sia per le cure che per altro..il problema che mio compagno non vuole capire la mia situazione...e non accetta che mio figlio venga spesso da me.. senza avvertire.dice che io l'ho abituato male..e si arrabbia anche con lui...non capisce cosa vuol dire combattere con un paziente con questa patologia.. cosa posso fare? Grazie.
Buongiorno,
la situazione che descrive è complessa e comprensibilmente faticosa da sostenere, perché la pone nel mezzo tra due bisogni importanti: da un lato la cura e la vicinanza a suo figlio, dall’altro la relazione con il suo compagno.
La schizofrenia può comportare difficoltà nel riconoscimento dei limiti, dei tempi e delle modalità relazionali, quindi alcuni comportamenti di suo figlio non sono semplicemente “scelte”, ma parte della condizione che sta vivendo. Questo, però, non significa che non possano essere costruiti confini più chiari e condivisi.
Potrebbe essere utile lavorare su due piani:
con suo figlio, concordando insieme (anche con il supporto dei curanti) modalità più prevedibili di incontro, per esempio stabilendo momenti o avvisi, se possibile;
con il suo compagno, cercando un momento di confronto in cui spiegare meglio cosa comporta questa patologia, ma anche ascoltare il suo vissuto, che può includere fatica, esclusione o difficoltà a comprendere.
In alcuni casi può essere molto utile un supporto familiare o un colloquio con un professionista, anche solo per aiutarvi a trovare un equilibrio più sostenibile per tutti.
Resto a disposizione,
un cordiale saluto
Buongiorno sono in una relazione da oltre 20 anni tra fidanzamento, convivenza e matrimonio con la nascita di un figlio ormai grande...la nostra storia è come quella di tanti, alti e bassi, caratterizzata ad intermittenza da assenze più o meno lunghe (fino a oltre 4 anni) di intimità e quasi totale assenza di dialogo, ma andiamo avanti...
Tempo addietro scopro dalle sue ricerche Google che ha guardato molto materiale su come riconoscere l'interesse di una donna, cose da dire ad una donna, segnali per capire se piaci ad una donna...ci sono state ricerche per regali da fare ad una collega di lavoro, ci sono state molte ricerche su alberghi e motel nella città vicino alla nostra, quello che mi ha scioccato sono molte informazioni prese su vari tipi di preservativi che noi non usiamo da almeno un decennio...(Alla mia richiesta di chiarimento mi è stato detto fossero per un collega, il regalo e l' albergo mentre sulle altre ricerche dice che c' è stato un momento in cui pensava che una collega stesse flirtando con lui e voleva capire e poi si sono chiariti) Ora io ovviamente non gli credo, anche soprattutto dopo aver trovato una chat nascosta da impronta digitale, chat che mi ha fatto leggere e fino a quel punto assolutamente innocua a meno che non siano stati cancellati dei messaggi...ma se innocua perché nascondere?????
Pochi giorni dopo aver effettuato le ricerche per gli alberghi e motel mi dice che probabilmente faranno una cena tra colleghi proprio in quella città...
Non sono più riuscita a trattenermi e ho detto che sapevo di tutte le sue ricerche e ha liquidato tutto appunto come ho spiegato poco sopra, che alcune erano ricerche per un collega e altre per potersi chiarire con questa donna presumibilmente interessata a lui ... ripeto io non riesco a credergli, non mi ha tradita e di questo sono certa, se non cose di poco conto, ma quello che mi fa male è pensare che stesse pianificando di poterlo fare, che l' interesse non fosse di una donna verso di lui ma di lui verso questa donna che poi alla fine deve avergli dato il benservito...oppure tutto non è andato avanti perché io ho scoperto....ora io vorrei superare questa cosa, mi sento una pazza a volte per dare così tanto peso a qualcosa che poi in fine non è successo ma più ci penso più lo sento comunque un tradimento...in cosa sbaglio? Riuscirò mai a superare? Ci sono molti altri dettagli meno importanti in questa storia che però sommati al tutto mi fanno sentire ancora più male, lui mi fa sentire spesso sbagliata, sottolineando talvolta dei miei comportamenti io non so che fare, non vorrei buttare alle ortiche una storia che comunque fa parte di me da più di metà della mia vita, ma con questo logorio sento di non poter andare avanti per molto, ho bisogno di superare questa cosa, sarà possibile con una persona che non comunica ed evita l'argomento?
Buongiorno,
quello che descrive non è “dare troppo peso a qualcosa”, ma trovarsi dentro una situazione che mette in crisi fiducia, sicurezza e senso della relazione.
Anche se non c’è stato (o non è dimostrabile) un tradimento concreto, ciò che lei ha visto e vissuto può essere percepito come un tradimento emotivo o intenzionale. E il fatto che suo marito tenda a minimizzare o evitare il confronto rende tutto ancora più difficile da elaborare.
C’è un punto importante: non è tanto “cosa è successo davvero”, ma cosa è successo tra di voi dopo questa scoperta. Se manca uno spazio di dialogo autentico, il dubbio tende a rimanere aperto e a consumare la relazione, come sta accadendo.
Inoltre, da quello che racconta, emergono già da tempo difficoltà nella comunicazione, lunghi periodi di distanza intima, una sensazione, da parte sua, di sentirsi messa in discussione. Questa situazione quindi non nasce dal nulla, ma si inserisce in un equilibrio già fragile.
Per andare avanti ci sono due strade possibili (che non si escludono a vicenda):
1. Provare a riaprire un dialogo, chiedendo un’assunzione di responsabilità sul suo vissuto e su quello che questa situazione ha prodotto nella relazione;
2. valutare un supporto professionale (anche di coppia), che possa aiutarvi a uscire da questo stallo comunicativo.
Se invece il confronto continua ad essere evitato, è comprensibile che per lei diventi molto difficile “superare” quanto accaduto, perché non si supera qualcosa che resta non detto e non riconosciuto. Non si tratta di buttare via una storia importante, ma di capire se oggi ci sono le condizioni per stare in quella storia in modo meno doloroso e più reciproco.
Resto a disposizione,
un cordiale saluto
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