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Buongiorno a tutti, sono Greta e sono una chinesiologa da quasi 4 anni. Mi occupo e preoccupo della salute e del movimento adattato e personalizzato per varie fasce d'età ed esigenze. Oltre a ciò, da 3 anni lavoro in un centro per ragazzi con disabilità intellettiva, dove mi occupo prevalentemente delle attività motorie adattate di gruppi di ginnastica over 65. 
Per me sono molto importanti il confronto, il dialogo e la condivisione degli obiettivi, in modo da creare il percorso migliore e più adatto alle proprie esigenze e caratteristiche. 

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Aree di competenza principali:

  • Chinesiologia
  • Attività motoria preventiva e adattata

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  • Attività fisica adattata

    45 € - 50 €

  • Rieducazione motoria

    60 €

  • Valutazione chinesiologica

    50 €

  • Visita a domicilio

    60 €

  • Consulenza online

    40 €

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Piazza Ludovico Benvenuti, 2, Crema 26013

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    Professionista seria, preparata e profondamente appassionata. La dottoressa Delfini si distingue per la capacità di analisi e chiarezza espositiva, ma anche per l'empatia e l'attenzione al paziente, trasmettendo sicurezza. Consiglio vivamente il suo approccio a chiunque voglia migliorare il proprio benessere fisico attraverso il movimento consapevole.

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    La Dottoressa Delfino è una giovane professionista che svolge con passione il proprio lavoro. È molto preparata, gentile, premurosa ed attenta al paziente. Ove doveste averne bisogno, consiglio caldamente, sia a sportivi, sia a non sportivi, di recarvi da lei. Non ve ne pentirete!

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    Dott.ssa Greta Delfini

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno,
Dopo un intervento di plastica antireflusso e iatoplastica quali sono le attività fisiche o i movimenti sportivi che andrebbero eseguiti e quali quelli da evitare nel lungo periodo? Grazie

Buongiorno,
Dopo un intervento di plastica antireflusso e iatoplastica è assolutamente corretto interrogarsi su quali movimenti e attività siano più indicati nel lungo periodo, soprattutto per tornare a muoversi in sicurezza e con serenità.
Dal punto di vista chinesiologico e del movimento, una volta conclusa la fase di guarigione chirurgica e in assenza di controindicazioni specifiche del chirurgo, l’obiettivo principale dell’attività fisica è mantenere una buona funzionalità globale del corpo, senza aumentare in modo eccessivo le pressioni addominali.

Sono in genere ben tollerate e consigliate nel lungo periodo:
- attività aerobiche a basso–moderato impatto (cammino, cyclette)
- ginnastica posturale e lavoro sulla mobilità, eseguiti in modo controllato
- esercizi di rinforzo muscolare con carichi progressivi e ben gestiti
- lavoro sul controllo respiratorio e sulla coordinazione diaframma–core

Queste attività aiutano a migliorare la postura, la forza e la resistenza, senza sollecitare in modo eccessivo la zona addominale.

Nel lungo periodo è consigliabile (sempre da gestire con cautela e controllo):
- evitare esercizi che richiedano spinte intense in apnea
- fare attenzione a sollevamenti di carichi molto elevati, soprattutto se rapidi o mal controllati
- limitare movimenti ripetuti che aumentano bruscamente la pressione intra-addominale
- essere prudenti con sport molto intensi o ad alta componente di sforzo addominale, se non adeguatamente adattati

In questo caso, è importante imparare a scegliere e adattare i movimenti in modo consapevole, ascoltando il proprio corpo.
Ogni intervento e ogni persona sono diversi: per questo motivo il percorso migliore è sempre quello personalizzato, che tenga conto dei tempi di recupero, delle sensazioni soggettive e delle indicazioni mediche ricevute.

Dott.ssa Greta Delfini

Buongiorno sono uno sportivo e praticavo assiduamente fino a 2 anni fa canottaggio ed esattamente 2anni fa ho avuto prima un blocco lombare e poi mi è comparsa lombosciatalgia che quindi si irradiava alla coscia e fino al piede con fastidio insistente. Si aggiunse anche un fastidio cervicale e formicolio alle dita della mano destra. Successivamente a questi episodi mi fermai un pò con il canottaggio e ho fatto degli accertamenti e da un paio di risonanze lombosacrale e cervicale risultava quanto segue :

RISONANZA LOMBOSACRALE :

In L5-S1 si documenta ernia discale posteriore mediana e paramediana bilaterale assimetrica a destra
In L4-L5 bulging discale mediano posteriore
Canale rachideo ampiezza ridotta al passaggio L5-S1 in relazione al suddetto impegno erniario
Iniziali segni di disidratazione del disco L5-S1

RISONANZA CERVICALE:

Esame eseguito con sequenze T1 e T2 con scanner a basso campo.Rettilineizzata la lordosi cervicale.In C4-C5 ernia discale mediana posteriore. In C5-C6 ernia discale posteriore mediana paramediana bilaterale asimmetrica adestra determinante segni di compressione sul canale durale e segni di impegno intraforaminale a destra. In C6-C7 ernia discale posteriore mediana paramediana destra con segni di impegno intraforaminale a destra.Note spondilosiche. Canale rachideo ampiezza ridotta al passaggio C5-C6

Attualmente ho lasciato il canottaggio e mi alleno in palestra 3 volte a settimana in maniera specifica e non ho fastidi tranne a volte un pò mi sento tirare nel polpaccio destro (mi passa se cammino per un pò di tempo o faccio un pò di stretching) ma credo succede per il mio lavoro da ufficio di tante ore seduto che sicuramente mi fa accumulare rigidità
Chiedo in base alla mia situazione se continuo cosi ad allenarmi in palestra oppure provo a riprendere canottaggio?
E' uno sport bello ma molto stressante su tutto il dorso.

Buongiorno,
grazie per aver descritto in modo così dettagliato la sua storia clinica e sportiva. Si vede chiaramente quanto il movimento e lo sport siano stati (e siano ancora) una parte importante della sua vita, ed è assolutamente comprensibile il desiderio di tornare a fare canottaggio.
Dalla documentazione che riporta, emerge però un quadro della colonna piuttosto complesso, con coinvolgimento sia lombare sia cervicale su più livelli, associato in passato anche a sintomi di tipo neurologico (lombosciatalgia e formicolii all’arto superiore). Anche se attualmente sta bene e riesce ad allenarsi senza dolore significativo, è importante chiarire che l’assenza di sintomi non equivale a una completa risoluzione delle problematiche discali presenti.
Il canottaggio è uno sport molto completo e affascinante, ma dal punto di vista biomeccanico comporta carichi elevati e ripetuti sulla colonna vertebrale, soprattutto in termini di flesso-estensione sotto sforzo e stress cumulativo su rachide lombare e cervicale, come si è potuto notare. In una situazione come la sua, questo tipo di stimolo potrebbe, nel tempo, riattivare o peggiorare le problematiche già presenti, anche dopo un periodo iniziale in cui potrebbe sentirsi bene e senza particolari dolori.
Il fatto che l’allenamento in palestra, se ben strutturato, le permette oggi di mantenersi attivo, forte e quasi del tutto asintomatico, è un segnale molto positivo: significa che il suo corpo ha trovato un equilibrio funzionale che vale la pena preservare. La palestra offre inoltre il grande vantaggio di poter modulare carichi, movimenti e recuperi in modo estremamente mirato e sicuro per la sua colonna.
Per questi motivi, dal punto di vista della prevenzione e della salute a medio-lungo termine, non le consiglierei di riprendere il canottaggio come attività regolare. L’obiettivo principale, in questo momento, non è solo tornare a fare uno sport che le piace, ma continuare a stare bene, allenarsi con continuità e proteggere la sua colonna nel tempo.

Dott.ssa Greta Delfini

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