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Esperienze

Sono una psicologa con una solida preparazione accademica e una forte passione per esplorare le sfumature della psiche umana. Ho conseguito la laurea triennale in Psicologia presso l'Università degli Studi di Cagliari e, successivamente, ho approfondito le mie conoscenze specializzandomi in Psicopatologia Dinamica dello Sviluppo presso l'Università La Sapienza di Roma. Questo percorso mi ha permesso di acquisire competenze specifiche nell'analisi e nell'intervento sui disturbi psicologici, a partire dall’età evolutiva fino a quella adulta, con un focus sulle dinamiche relazionali e intrapsichiche.

Attualmente, frequento il terzo anno della scuola di specializzazione in Terapia Comparata, un approccio che integra diverse metodologie terapeutiche per offrire un supporto personalizzato ed efficace ai miei pazienti. Inoltre, la mia esperienza professionale si arricchisce del lavoro quotidiano in una comunità per disturbi psichiatrici e in un servizio educativo per l'infanzia, dove mi confronto con le sfide della salute mentale in un contesto complesso e stimolante.

Questa esperienza mi ha permesso di sviluppare una profonda comprensione delle dinamiche legate alla salute mentale e di affinare le mie capacità di intervento in contesti articolati, lavorando a stretto contatto con persone che affrontano difficoltà significative. Il mio obiettivo è creare uno spazio sicuro e accogliente in cui le persone possano esplorare le proprie difficoltà, sviluppare risorse personali e intraprendere un percorso di crescita e benessere.

Credo fermamente nell'importanza della collaborazione nel processo terapeutico e mi impegno a offrire un supporto professionale e personalizzato a ciascun individuo.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicodiagnostica
  • Psicologia clinica
  • Psicologia clinica-dinamica

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Centro Medico Asso

Via Giuseppe Biasi 138, Nuoro 08100

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1 recensione

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  • A

    Fin dal primo momento, la Dottoressa mi ha messo a mio agio con la sua professionalità e la sua profonda empatia. È una persona che sa davvero ascoltare, senza giudicare, e crea un ambiente in cui ci si sente liberi di aprirsi. Ogni sessione è stata un'opportunità per riflettere e crescere, guidata dalla sua delicatezza e competenza. La consiglio vivamente a chiunque cerchi una psicologa che sia non solo preparata, ma anche autenticamente umana.

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su psicoterapia

Buongiorno, mia figlia ha 13 anni. Frequenta la seconda media con ottimi risultati, va a scuola di danza 3 volte la settimana da quando aveva 3 anni, frequenta un gruppo parrocchiale, ma nonostante ciò non riesce ad avere un'amica. Ogni volta che sembrava la volta buona, è stata una delusione scoprire che veniva cercata solo perché volevano aiuto nello studio o perché in quel momento "faceva comodo". Lei chiaramente ci sta male, è una ragazzina molto sensibile e introversa, è bella, dolce, altruista, ma nonostante tante qualità non riesce a venire accettata. Anche a danza non ha stretto delle amicizie solide, e a scuola viene un po' messa da parte perché considerata secchiona e non ha atteggiamenti di esibizionismo come altre coetanee. Vorrei un parere su come aiutarla, ho provato di tutto e anche lei. La sua autostima continua a crollare. Viene evitata perché non è come le altre, ma lei mi dice che non riesce a conformarsi e un po' la capisco perché a lei ancora nn interessa uscire con i ragazzi, truccarsi o vestirsi in un certo modo. Aiutatemi e ditemi che questo passerà e troverà la sua strada. Grazie in anticipo per la risposta.

​Grazie per aver condiviso la sua storia, che rivela un amore e una sensibilità profondi per sua figlia. È del tutto naturale che vederla soffrire in questo modo sia doloroso e fonte di grande preoccupazione. Quello che sta vivendo sua figlia, sebbene sia un'esperienza molto dolorosa, è purtroppo un percorso che molti attraversano durante l'adolescenza, un periodo in cui il bisogno di appartenenza si scontra spesso con la superficialità e le dinamiche mutevoli dei legami tra coetanei. Il fatto che venga cercata solo per convenienza non dice assolutamente nulla sul suo valore, ma riflette invece l'immaturità delle relazioni a quell'età, che spesso si basano su ciò che è visibile o "utile" piuttosto che su ciò che è autentico. Sua figlia, al contrario, sta dimostrando una grande integrità personale e una forza rara per la sua età, scegliendo di rimanere fedele a se stessa e ai suoi valori piuttosto che conformarsi per ottenere un'accettazione fittizia. Questa sua scelta di non omologarsi è il fondamento della sua autostima, che sebbene ora sembri vacillare, si sta in realtà costruendo su basi solide che la renderanno una persona resiliente e sicura di sé in futuro. Il suo ruolo in questo momento non è di risolvere la situazione, ma di essere un porto sicuro, un punto di riferimento stabile dove l'amore è incondizionato. Continui a valorizzare le sue qualità, la sua dolcezza, la sua intelligenza e il suo impegno; la incoraggi a coltivare le sue passioni come la danza non per gli altri, ma per la sua gioia personale; e soprattutto, sia la sua confidente, ascoltando il suo dolore senza minimizzarlo. Le relazioni significative non si costruiscono sulla popolarità, ma sulla genuinità. Le assicuro che questa fase passerà e che, grazie alla forza interiore che sta sviluppando ora, sua figlia troverà amicizie profonde e vere, che la apprezzeranno esattamente per la persona straordinaria che è.

Dott.ssa GIULIA CHIRONI

Salve, sono un ragazzo di 22 anni e vivo una situazione molto particolare.
Sono sempre stato una persona timida, introversa e abbastanza chiusa. Nella mia adolescenza sono stato solo, a 14 anni ci furono episodi che mi fecero allontanare dal gruppo di amici e da li sono sempre rimasto da solo. Mi sono semprencurato poco, anche se dai 18 anni sono migliorato su questo. Ho vissuto in una famiglia disfunzionale, ho visto tanti episodi di violenza domestica e sono stato abbandonato con mia madre quando lei era incinta.
Il tracollo è iniziato l anno scorso a ottobre 24, dove mi ero chiuso definitivamente in casa senza manco piu lavorare, e passavo le mieel giornata e a dormire e mangiare costantemente con l obiettivo di farmi del.male. Ricordo anche di aver pianificato tentativi di suicidio mai andati a termine nell esecuzione. A marzo pero ho deciso di andarmene di casa e ora sono da 6 mesi all'estero. Sono cambiato sicuramente, ma dentro di me c'è sempre un tormento, dove il tempo è poco e anche se in realtà potrei fare tante cose, non le faccio. Cerco di scappare dalla voglia di amare e di realizzarsi professionalmente. Sono anni che penso sempre al futuro, al fatto che non riusciro mai a realizzare i miei sogni e quando invece ci credo immaginoo che qualcosa vada storto, che non sarà niente di che.
Eppure in sti mesi all estero ho imparato lingue nuove, ho parlato con gente di tutto il mondo, ho imparato banalmente a cucinare a lavarmi le cose ecc insomma ad essere autonomo, a cercarmi casa in affitto ecc... ma la sensazione di perdita costante rimane sempre

Innanzitutto grazie per aver condiviso la tua storia. È evidente che tu stia vivendo un profondo conflitto interiore, un paradosso tra i grandi passi avanti che hai fatto e la sensazione persistente di un "tormento" e di una "perdita costante". Quello che descrivi è un riflesso diretto delle tue esperienze passate: l'abbandono, la disfunzionalità familiare e l'isolamento adolescenziale non sono solo ricordi, ma sono diventati parte della tua struttura psichica, influenzando il modo in cui ti vedi e interagisci con il mondo. La paura che le cose vadano male e il pensiero di non riuscire a realizzare i tuoi sogni non è altro che un meccanismo di difesa che hai sviluppato per proteggerti, un riflesso di quella parte di te che, dopo aver subito tanto, cerca di anticipare e prevenire il dolore. Nonostante tutto, i tuoi successi recenti—il trasferimento all'estero, l'apprendimento di nuove lingue, l'aver acquisito autonomia—dimostrano una grande forza. Questi traguardi sono la prova che stai attivamente costruendo una nuova narrazione per la tua vita, separandoti dal passato. Il dolore che senti non sminuisce i tuoi successi; al contrario, è parte integrante del processo di guarigione. Stai permettendo a te stesso di elaborare il lutto per il bambino e l'adolescente che non hai potuto essere, e questo è un passo essenziale verso la guarigione. Il percorso terapeutico può offrirti uno spazio sicuro per esplorare le origini di questi sentimenti, per elaborare i traumi e per imparare a riconoscere e a sfidare quella voce interiore che ti sminuisce. Attraverso la relazione terapeutica, si può costruire un nuovo modello di connessione e di fiducia, che ti aiuti a vivere il presente e a guardare al futuro non con ansia, ma con speranza. Il tuo viaggio è già iniziato, e il solo fatto che tu stia cercando delle risposte è un segno che sei pronto per continuare a crescere e a guarire.

Dott.ssa GIULIA CHIRONI

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