Dott.
Giorgio Conti
Psicoterapeuta
·
Psicologo
Professional counselor
Altro
San Salvo 1 indirizzo
Esperienze
Sono un terapeuta a orientamento psicoanalitico, mi occupo principalmente di adulti, coppie e genitorialità; è possibile prenotare un colloquio al 338 986 6874 (inviare prima messaggio) oppure tramite portale. I servizi che offro si rivolgono alla consulenza, la terapia, al sostegno psicologico, l'accompagnamento alla genitorialità. Svolgo sia percorsi brevi che sedute online. L'approccio che utilizzo si rivolge alla salute e alla relazioni che instesse la persona, più che allo specifico della patologia e del sintomo: fobie e ansia, disturbi alimentari, dipendenza, rappresentano gli ambiti con cui mi rapporto più di frequente. Tuttavia ho seguito e seguo pazienti con diagnosi psichiatriche, collaborando con medici e psichiatri. Nel mio approccio curare significa prendersi cura: ascoltare le parole, accogliere e dar voce alle emozioni. Restituire valore e significato all'esperienza della persona è un passaggio essenziale al processo di guarigione.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia dell'età evolutiva
Principali patologie trattate
- Attacco di panico
- Disturbi dell'umore
- Depressione
- Stress
- Schizofrenia
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Psicoterapia
55 € -
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Psicoterapia individuale
55 € -
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Coaching
65 € -
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Orientamento scolastico
45 € -
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Primo colloquio di coppia
70 € -
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Indirizzi (2)
Vico VCavour 2, San Salvo 66050
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
4 recensioni
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G
G.A.
Ho iniziato a vedere il Dr.Giorgio Conti in un momento in cui mi sentivo sopraffatto da ansie e stress. Sin dal primo incontro, il Dr.
Giorgio Conti si è mostrato estremamente professionale e accogliente, riuscendo a creare un ambiente di fiducia e sicurezza che è stato fondamentale per il mio percorso terapeutico.• Studio di Psicologia • psicoterapia •
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M
MP
Mi sono trovata bene con il Dottore. Consiglio a tutti di poterci parlare
• Studio di Psicologia • colloquio psicoterapeutico •
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A
Alessandra D'Itri
Mi sono sentita ascoltata ed alcune sue parole, a distanza di anni, le ricordo ancora, prendendone forza in determinate situazioni.
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L
LDG
Ho trovato una persona attenta e competente. Parlare con il Dott. Conti mi ha permesso di avere sempre una prospettiva nuova e più completa
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 47 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
sono un ragazzo di 25 anni. Volevo scrivere in quanto mi sento un po' come un pesce fuori d'acqua rispetto alla società. Non sono più tipo da "serate", alcool etc.. come in passato. Mi piace svegliarmi presto, fare attività fisica, mangiare bene e preferisco uscire in compagnia durante la giornata, perché la sera mi piace rilassarmi e dedicarmi ai miei hobby. Inoltre, apprezzo molto anche stare in solitudine, non ho bisogno di compagnia tante ore. Purtroppo però, la maggior parte dei miei coetanei sono totalmente il contrario, per questo è come se mi sentissi escluso e molte volte cerco di mascherare questo mio stile di vita per essere accettato, facendo quindi cose che non mi piacciono perché le persone che conosco sono quelle che ho conosciuto anni fa quando avevo un altro stile di vita.
Sono io sbagliato?
Non è affatto sbagliato che qualcosa sia cambiato. Riconoscere di non aver bisogno di compagnia, per tante ore; riconoscere di sentirsi nel posto giusto quando sta da solo.
Tutta questa chiarezza, sempre lodevole, sembra purtroppo escludere ciò in cui si riconosce, ciò che la fa sentire a suo agio, ciò di cui sente di aver bisogno. Dov'è il "contrario"? Se lei non lo escludesse, ma lo includesse, come potrebbe essere espresso di fronte ad un'altra persona?
Non mascheri ciò che sente! E' quanto di più importante possa mai avere.
buongiorno io ho una domanda. Il sesso del terapeuta può essere in qualche modo rilevante? Mi spiego meglio. Quando ho iniziato la mia terapia volevo per forza una terapeuta donna. Un’opzione diversa non era neanche contemplata. Fortunatamente ho incontrato subito un’analista con cui mi sono trovato molto bene. Dopo un anno però nonostante fossi molto felice del nostro lavoro e avevo anche raggiunto un certo benessere ho sentito il bisogno di qualcosa di nuovo, di voler cambiare. La mia terapeuta era d’accordo con me e riteneva fosse importante fare questo passaggio.
Ora, da questo momento in poi, ho incontrato diverse analiste, ma sono sempre insoddisfatto, non interessato, come se non fosse ciò che voglio. Non mi interessa essere ascoltato da loro. Inoltre i miei sogni sono diventati abbastanza ripetitivi, c’è sempre di mezzo mio padre. Nonostante io dica che mi sarebbe molto utile trovare un terapeuta uomo, non provo neanche a incontrarne uno. Se lo facessi e avessi modo di sentirmi accolto e ascoltato, come non è mai successo con mio padre, riuscirei a tirare fuori ed elaborare più facilmente ciò che non riesco. Allo stesso tempo provo a convincermi che in realtà non farebbe la differenza, ma non funziona. In più so che non ci vuole nulla a chiamare e fissare un incontro. Ma mi è difficilissimo, ho paura di rivivere esattamente ciò che ho vissuto con mio padre. É una vera angoscia, io pensavo fosse più importante ciò che avevo vissuto con mia madre, che già non è stata per niente una buona madre. Che ne pensate?
Sembra che consapevolmente, nella scelta di cambiare terapeuta e nel non farlo, attraverso i sogni ripetitivi, nell'insoddisfazione provata con le altre terapeute, si ripeta la stessa dinamica di stallo e insoddisfazione. Sembra poter coincidere con le sensazioni di difficoltà nel prendere contatto con un terapeuta uomo. La questione centrale è affrontare questi vissuti, in modo da poterli integrare e superare. Se non è possibile farlo con una terapeuta donna forse stanno riemergendo le ambivalenze legate alla figura genitoriale. Andrebbe bene qualsiasi terapeuta, probabilmente, nel momento in cui a lei andrebbe bene affrontare ciò che è sotto la sua insoddisfazione: nel momento in cui si sentisse pronto, non solo razionalmente, ad accettare il suo dolore e la possibilità della sua felicità. E' questo ciò in cui attualmente dice di non riuscire.
Che ne pensa di potersi sentire accolto e ascoltato da suo padre?
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