Esperienze
Insegnamento del C.I.P.A.
Sono accogliente, discreto e molto serio.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
- Psicologia scolastica
Principali patologie trattate
- Sindrome da deficit di attenzione e iperattività
- Autismo
- Borderline
- Dolore
- Cefalea
- +91 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Foto e video
Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico
50 € -
-
Consulenza online
50 € -
-
Colloquio psicologico clinico
50 € -
-
Colloquio psicologico individuale
50 € -
-
Consulenza psicologica
50 € -
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Indirizzi (2)
Via Valeggio 56, Udine 33100
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
13 recensioni
-
C
Claudia
Persona attenta e sensibile, ironica al momento giusto, capace di strappare un sorriso nei momenti di tensione, grandissimo ascoltatore, molto professionale, consigliato
• Consulenza online • consulenza online •
Dr. Franco Mario Compagno
Cara Caludia, siete tutti Voi ad essere sensibili, e io raccolgo il vostro sentire!
Un abbraccio
-
R
R.E.
Il dottor Compagno è molto gentile e ti mette a tuo agio, e’ attento alle problematiche che presenti e ti ascolta con interesse. Mi ispira fiducia. Persona onesta e cara.
• Franco Mario Compagno • colloquio psicologico •
Dr. Franco Mario Compagno
La gentilezza nella terapia è fondamentale!
Grazie infinite per la fiducia.
-
N
Nicoleta
Professionista davvero competente e accogliente. Sa ascoltare, capire e guidare con grande sensibilità. Il percorso con lui mi ha aiutato concretamente. Consigliatissimo.
• Franco Mario Compagno • primo colloquio individuale •
Dr. Franco Mario Compagno
Grazie davvero, in verità siete Voi ad essere una risorsa!
-
R
raffaele palma
ottimo medico
Specialista nel suo lavoro
eccellente nell'ambito della sua professine• Franco Mario Compagno • consulenza psicologica •
Dr. Franco Mario Compagno
Grazie Carissimo,
faccio sempre del mio meglio...
-
G
Giorgio Frassetto
Mi ha ascoltato mettendomi a mio agio e facendomi rilassare anche illustrandomi il percorso da seguire ,ultimo ma non ultimo, l’importo delle sue competenze. Sono stato bene ritornerò
• Franco Mario Compagno • primo colloquio psicologico •
Dr. Franco Mario Compagno
Grazie infinite,Ti aspetto cen gioia!
-
M
Michele Dri
Conoscere Franco e lavorare insieme è stata una scelta che ha migliorato considerevolmente la qualità della mia vita.
• Franco Mario Compagno • consulenza psicologica •
Dr. Franco Mario Compagno
Carissimo, lavorare con Te è un privilegio!
-
D
Dr.P.G.Rossi
Certamente il Dr.Franco Mario Compagno è uno specialista molto preparato.Ci si può affidare a lui con grande fiducia.
• Franco Mario Compagno • consulenza psicologica •
Dr. Franco Mario Compagno
Grazie davvero tanto!!!
-
C
Chiara
Professionale, competente e dedicato al paziente!! 5 stelle
• Franco Mario Compagno • colloquio psicologico •
Dr. Franco Mario Compagno
Grazie di cuore!
-
G
Gianantonio B.
Dal dottor Franco si sperimenta uno spazio fatto di accoglienza senza giudizio, di dialogo e confronto dai ritmi umani senza fretta alcuna, un luogo sicuro dove ritrovarsi e ripartire.
• Franco Mario Compagno • colloquio psicologico •
Dr. Franco Mario Compagno
Grazie carissimo!!!
-
G
Gaspare B
Un professionista di cui avere fiducia che sa ascoltare
• Consulenza online • consulenza online •
Dr. Franco Mario Compagno
Grazie infinte!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore
Sono una ragazza di 33 che si sente completamente vuota e inutile. Vivo perché respiro. Non riesco a dare una svolta perché non ho interesse nel fare qualcosa.
Buonasera, per fortuna a questo mondo nessuno, dico nessuno, è inutile. Mi sembra il suo, anche se dice poco, un tratto depressivo, per il quale Le consiglio di rivolgersi ad un professionista.
Se non lo ritiene opportuno, guardi i suoi sogni nel cassetto, sono certo che ne avrà, cominci da piccole cose, una alla volta, a metterne in pratica qualcuno, anche uno, anche un gesto iniziale, poi un altro piano piano, vedrà che la vita rifiorirà, e che il modno le sorride ancora!
Gentili dottori,
Vi scrivo perchè mi trovo in una situazione che alle volte mi pare senza uscita e rende faticoso riuscire ad avere stabilità ed equilibrio emotivo nelle mie giornate. Vivo un perenne senso di ansia e malinconia legato alla fine di una relazione importante, durata due anni e mezzo e finita più di un anno fa. L'ansia non mi da più pace.
Premetto che sto facendo terapia da quel momento, perché fin dal primo momento ho capito quanto fosse necessario cercare aiuto per riprendermi da un dolore troppo grande per essere gestito da sola. Credo che la terapia sia stata per me fondamentale per uscire da una palude di malessere che mi stava divorando internamente. Tuttavia, nonostante un momento (da gennaio a maggio orientativamente) in cui ho realmente pensato di avere superato quasi definitivamente quel dolore, adesso mi sento ripiombata nel magone e sento necessità di chiedere altri pareri. Forse anche per una mia tendenza forse ossessiva nel voler scavare nelle cose e quasi crogiolarmi nel mio stesso dolore, ma sento forte la necessità di scrivervi, anche se in terapia continuo a parlarne e sento che mi faccia bene.
Alla luce di quest’anno di terapia ho capito che la mia relazione era disfunzionale. Ho 29 anni e il mio ex ha la mia stessa età. Ci siamo messi insieme nel 2022 e dopo 6 mesi mi ha lasciata una prima volta, tramite telefonata, mentre eravamo separati per le vacanze. Non mi amava più, era in vacanza con i suoi amici e non sapeva come dirmelo di presenza.
In quel momento ho avuto il mio primo attacco di panico creato dalla sua persona. Ho passato un'estate a piangere e non mangiavo più.
Ci siamo rivisti dopo un mese ed è cominciato un rapporto ambiguo, fatto di sesso e incontri sporadici. Siamo tornati insieme dopo mesi in cui abbiamo continuato a frequentarci e io fondamentalmente accettavo la totale assenza di certezze pur di averlo vicino. Dunque non è mai tornato da me per una reale convinzione ma quasi "accompagnato" dal fatto che comunque stavamo bene insieme. Siamo stati insieme un altro anno e devo ammettere che per alcune finestre temporali anche abbastanza ampie ho pensato fosse una storia sana e forse anche lui è stato innamorato di me. Tuttavia io ho vissuto l'intera relazione con una sensazione di paura, panico, chi va là costante e ansia. Magari non lo davo a vedere e non lo comprendevo neppure io nel profondo, ma sono stati due anni difficili in cui ho dato tutta me stessa per una relazione che in realtà non ne valeva la pena. Lui è sempre stato molto confuso, il momento della sua "certezza" su di noi sarà durato 6 mesi in totale, facendo una stima di questi due anni. Infatti l'anno scorso, verso febbraio, ha ricominciato con discorsi sulla sua incertezza riguardo il suo sentimento per me, nonostante diceva di tenere a me in modo sconfinato e che io fossi la donna della sua vita. Di fatto da febbrario 2024 ho cominciato a vivere un calvario, fatto di assenza da parte sua, ambiguità, mancanza di supporto, cura, presenza e progettualità. Sembravo un peso per lui. E continuavo a dare l'anima per fare funzionare le cose, annullando tutto il resto pur di salvare qualcosa. L'ho amato profondamente, non saprei nemmeno dirvi perchè. Quando l'ho conosciuto neppure mi convinceva troppo, ma poi con il suo modo di fare così solare, intraprendente, carismatico, mi ha coinvolta totalmente. E' una persona molto leggera e per me che sono molto riflessiva e tendente all'ansia, è stato un toccasana per un primo periodo. Forse è il ricordo di quella prima spensieratezza a legarmi ancora a lui? Perchè per il resto del tempo è stato un calvario. Non sentirsi mai amata, dover quasi elemosinare il suo tempo o le sue attenzioni. Mai un gesto realmente sentito e inaspettato. Ad ogni modo, ad aprile dello scorso anno sono stata io a voler chiudere. Gli ho chiesto una pausa per chiarirsi le idee perchè stavo rasentando l'esaurimento nervoso. Dopo quella pausa lui ha deciso di lasciarmi, diceva che senza di me si era sentito finalmente spensierato ma che rivendermi lo aveva fatto titubare perchè sono la donna della sua vita. Dopo aver fatto l'amore quella sera e avermi detto che ci avremmo provato realmente, mi ha lasciata con un messaggio di Whatsapp. Non ha più voluto vedermi, nonostante io abbia chiesto quanto meno un momento per salutarci davvero. Prima di lasciarmi mi aveva detto che avrebbe voluto restare nella mia vita, che sarebbe stato sempre il mio primo sostenitore, che non sarebbe sparito perchè avrebbe sempre voluto sapere come andava la mia vita. Dopo due settimane era già su Tinder. Ho rotto il silenzio solo per sfogarmi per lo strazio di questa cosa, di vederlo già attivo sulle piattaforme senza nemmeno avermi detto addio. Da quel momento ha cominciato a trattarmi con sufficienza e distacco. Non mi ha mai scritto nulla e così ho fatto pure io. Un giorno l'ho incontrato per strada e sono andata a salutarlo, mi ha riso in faccia e ha tirato dritto. Ho sofferto come un cane, i mesi passavano, con la terapia ho capito tante cose. I sensi di colpa per "aver amato troppo", essere diventata "scontata" a i suoi occhi, o bisognosa, mi divoravano. Non vivevo più. Ho ricominciato a prendermi cura di me, ho finito gli esami dell'università, ho vinto un assegno di ricerca, ho trovato un buon lavoro e ho decisamente allargato la mia cerchia di amici. Penso di avere una bella vita. Molto più bella di quando la mia esistenza ruotava attorno a lui, ai suoi amici e alle sue esigenze. Le cose che faccio sono affini alle mie passioni, ai miei interessi. Ho conosciuto altri ragazzi, ma sono sempre state esperienze negative, di gente superficiale che mi ha trattata con sufficienza alimentando le mie ansie e la mia frustrazione. Ho deciso ultimamente mi smetterla di frequentare ragazzi. Anche sessualmente, non me la sento. Mi rendo conto di essere attratta da uomini sfuggenti che mi riportano a questa dinamica di irrilevanza e ho deciso di fare una pausa. Penso solo allo studio, al lavoro e a fare cose insieme ai miei amici. Di base sto bene ma da qualche mese a questa parte sono sprofondata nuovamente. A gennaio ho scritto al mio ex, per capodanno, dicendogli soltanto che avevo pensato a lui. Che nonostante tutto non riesco ad odiarlo e spero stia bene, che forse ho sbagliato in tante cose, ma che l'ho amato davvero. Lui mi rispose con frasi di circostanza in cui diceva che anche lui ogni tanto mi aveva pensata, che non mi dimenticherà e che un giorno ci incontreremo per caso e riusciremo a non ignorarci del tutto, ricordando magari ciò che è stato. Sul momento per me è stato giusto così. Tuttavia, più passa il tempo, i mesi, più il mio stupore si fa concreto. Lo stupore e l'incredulità per il fatto che questa persona sia uscita dalla mia vita con un messaggio di whatsapp senza più voltarsi indietro senza nemmeno chiedermi come sto. Questa cosa mi distrugge ancora e ho paura che gli infiniti progressi che ho fatto con la terapia possano andare in fumo con questa enorme ricaduta emotiva. Viviamo nella stessa città e non l'ho mai incontrato. Ho il terrore che abbia un'altra e sia felice e che il problema di quella storia sono stata io. Ho paura che sarà migliore con un'altra. Io invece colleziono delusioni e uomini che mi fanno sentire inutile così come lui stesso mi faceva sentire. Vorrei sapere di essere contata qualcosa, eppure so che lui mi ha dimenticata. Come si fa, mi dico, riuscire a sparire davvero così? Cancellare due anni e sparire dalla vita di una persona che ti ha soltanto amato? Mai un messaggio. Mai delle scuse. Non ho contato nulla. Lui sta bene, non lo seguo più sui social ma ogni tanto cedo e so che ha fatto molte vacanze, è molto attivo e sembra stare bene. Faccio molti paragoni con lui e mi sento al punto zero alle volte.
A volte vorrei scrivergli nuovamente, ma mi vergogno terribilmente e sarebbe una sconfitta per me e per tutta la gente che mi ama che mi è stata vicina in questi anni. Nonchè un insulto ai traguardi raggiunti in ambito professionale, accademico e sociale. Mi vergogno a parlarne con i miei amici, perchè loro vedono soltanto una versione di me "rinata" e sarebbe un dolore grande anche per loro sapere che, in realtà, navigo ancora a vista nel dolore per questo amore sbagliato. Scusate l'infinità di caratteri utilizzati, ma sono stremata. Come posso davvero chiudere questa cosa dentro di me senza pensare al dolore della sua indifferenza?
Carissima, nella vita le cose finiscono, questo è umano. Le consiglio tuttavia, di concentrarsi su un percorso di crescita personale, come mi sembra stia già facendo con il suo o la sua terapeuta. Non si annulli per chi non la ama, no, non lo faccia! Se non riesce a farlo per rispetto a se stessa, cosa che dovrebbe assolutamente fare, lo faccia davvero per l'amore che riceve nel suo ambiente circostante ... I suoi cari ( e Lei) non meritate di svilirvi in questo modo. In generale, come regola ferrea, Le consiglio di rifuggire due categorie di relazioni: quelle in cui è schiava e quelle in cui deve mendicare l'affetto! Una donna ha un valore davvero inestimabile, e quando lo dimentica deve rifarsi alle fiabe, ai grandi valori in cui ha sempre creduto, nei suoi sogni.... Non chiuda all'amore che, senza forma di misticismo, appartiene agli dei, ma scelga bene il suo partner, scelga bene. Clinicamente, mi sembra, deve ricercare i motivi per cui si è "sottomessa" fino a questo punto, e non dimentichi, con calma, di osare!
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.