Dott. Francesco Cinelli

Fisioterapista · Altro

Grosseto 1 indirizzo

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Esperienze

Ciao! Sono Francesco Cinelli, fisioterapista laureato presso l’Università di Firenze, specializzato nel trattamento delle problematiche muscolo-scheletriche e nella riabilitazione dell’arto superiore.

Mi occupo del recupero da infortuni, della prevenzione e del miglioramento della condizione fisica.

Seguo atleti di diverse discipline, in particolare giocatori di padel e calciatori, collaborando con la prima squadra del Grosseto Calcio. Allo stesso tempo, mi dedico con la stessa attenzione a chi desidera semplicemente ritrovare benessere e libertà di movimento nella vita di tutti i giorni.

Il mio approccio è sempre personalizzato: parto da una valutazione accurata per comprendere le reali esigenze della persona e costruire un percorso su misura, basato su esercizi mirati, educazione al movimento e fiducia reciproca.

Credo che la fisioterapia non debba limitarsi a “togliere il dolore”, ma serva soprattutto a restituire equilibrio, forza e consapevolezza del proprio corpo, per tornare a muoversi con sicurezza e senza limitazioni.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Ortopedia del ginocchio
  • Ortopedia della spalla
  • Manipolazione fasciale

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  • Fisioterapia

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  • Educazione posturale

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  • Prima Visita

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Studio Privato F. Cinelli

Via Tripoli 83, Grosseto 58100

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17 recensioni

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  • V

    Dopo aver effettuato personalemente e non ,cicli di sedute di fisioterapia,abbiamo riscontrato ottimi miglioramenti per niente scontati.
    Lo consiglio.

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  • N

    Fisioterapista molto professionale, spiega tutto nel dettaglio ed è davvero molto preparato, consigliatissimo

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  • M

    Persona molto disponibile,paziente e gentile.Studio pulito e accogliente

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  • B

    professionale , disponibile e bravo accoglienza ottima

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  • L

    Visita minuziosa e approfondita. Ottima esperienza.
    Francesco è molto professionale e preparato

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  • E

    Mi sono rivolta a Francesco per un forte dolore al braccio e ho trovato un professionista competente, attento e molto preparato. Già dopo poche sedute ho notato un miglioramento significativo. Studio accogliente e ottima capacità di spiegare i trattamenti. Consigliatissimo!

     • Studio Privato F. Cinelli fisioterapia  • 

  • D

    Molto preparato , valido , disponibile ,e onesto .
    Queste sono le caratteristiche che mi sono saltate subito all’occhio e poi proseguendo ho potuto confermare.

     • Studio Privato F. Cinelli fisioterapia  • 

  • V


    Un professionista di altissimo livello in grado di comprendere e empaticamente le necessità, comunicare efficacemente pianificare e organizzare il trattamento in modo tale da mettere il paziente a proprio agio

     • Studio Privato F. Cinelli fisioterapia  • 

  • M

    Sono arrivato dal fisioterapista con una presunta fascite e fin dal primo colloquio ho avuto un’ottima impressione. Dopo un’attenta valutazione iniziale, ha individuato subito i problemi reali che avevo e me li ha spiegati con grande chiarezza e professionalità.
    Il trattamento che ha effettuato è stato immediatamente mirato al mio disturbo e ho percepito fin da subito i benefici. Inoltre mi ha fornito degli esercizi da svolgere a casa, spiegandomi nel dettaglio come eseguirli correttamente.
    Fisioterapista molto competente, accogliente e davvero bravo nel mettere il paziente a proprio agio. Esperienza assolutamente positiva

     • Studio Privato F. Cinelli fisioterapia  • 

  • L

    Per esperienza diretta, posso confermare la preparazione professionale e la capacità di prendersi cura, ascoltare e consigliare il paziente. Lo consiglio vivamente perché davvero ti senti persona e non numero!!! Grazie mille!!!

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, sono una ragazza di 26 anni e da circa 6 mesi soffro di cervicalgia e tensione al piccolo pettorale, che sento contratto e rigido. Ogni tanto soffro anche di cefalea tensiva.
Ho effettuato delle sedute di osteopatia che hanno migliorato la tensione cervicale, anche se non l'hanno risolta completamente; mentre la tensione al piccolo pettorale è praticamente rimasta invariata.
Mi piacerebbe capire qual è l'origine del problema, siccome non ho subito alcun trauma.
Ringrazio anticipatamente chi vorrà darmi il suo parere.

Buongiorno,
il quadro che descrive è molto comune e la sua intuizione sulla correlazione tra piccolo pettorale e cervicale è corretta: in ambito riabilitativo, questi distretti sono strettamente interconnessi da rapporti anatomici e funzionali diretti e indiretti.

Ecco perché, nonostante l'assenza di traumi, lei potrebbe continuare a sentire ancora questa tensione:

Il 'dirottamento' della respirazione: Il piccolo pettorale e i muscoli del collo sono considerati 'accessori' della respirazione. Normalmente dovrebbe lavorare quasi esclusivamente il diaframma; tuttavia, a causa di stress o posture prolungate, questi muscoli iniziano ad attivarsi anche durante la respirazione normale. Questo crea un circolo vizioso di contrazione continua che sfocia in rigidità e, spesso, nella cefalea tensiva che riferisce.

L’assetto posturale e lo squilibrio di forza: Una posizione seduta protratta (per studio o lavoro) favorisce la chiusura delle spalle in avanti. Se a questo aggiungiamo una possibile debolezza della muscolatura dorsale (i muscoli che dovrebbero 'aprire' il petto), il piccolo pettorale vince il confronto, accorciandosi e diventando un tirante che modifica l'assetto del collo.

Il limite della terapia passiva: L'osteopatia è utilissima per ridurre il dolore immediato, ma se il problema risiede in un'abitudine motoria o in uno squilibrio di forza tra muscoli anteriori (troppo forti/contratti) e posteriori (troppo deboli), il sintomo tenderà a tornare.

Cosa le consiglio di fare?
Per interrompere questo meccanismo, è fondamentale una valutazione fisioterapica funzionale che non guardi solo al dolore, ma al movimento. Il percorso dovrebbe puntare a:

Rieducazione respiratoria per 'disattivare' i muscoli del collo e del petto durante il respiro a riposo.

Esercizio terapeutico specifico per rinforzare i muscoli dorsali e riequilibrare l'appoggio delle spalle.

Terapia manuale mirata per liberare le tensioni del piccolo pettorale già instaurate.

Spero di esserle stata il più utile possibile
Saluti

Dott. Francesco Cinelli

Gentili dottori,
Sono una ragazza di 23 anni. L'anno scorso ho notato dolore ai glutei quando restavo seduta per tanto tempo, ad esempio nei momenti di studio, anche se non mi era mai accaduta prima come cosa. Il giorno dopo ho svolto un po' di esercizio fisico e ho notato che il fastidio è andato via. Tuttavia, nel corso dell'anno, ho notato che ogni volta che sono seduta per tanto tempo ho questo dolore ai glutei e quindi cerco di alzarmi e camminare, di contrarre i glutei. Nel corso del tempo ho anche notato che uno dei glutei è un po' più pieno dell'altro visivamente e infatti noto che quando contraggo i glutei riesco a contrarre quello che appare più grande e invece al lato opposto è come se contraessi i muscoli della gamba posteriori e inferiori al gluteo, senza riuscire a contrarre il gluteo stesso, o comunque ci riesco in modo leggero e difficoltoso. Negli ultimi giorni ho notato che sia quando cammino sia quando mi abbasso è come se attivassi da un lato i muscoli della gamba senza sentire il gluteo, mentre al lato opposto riesco a sentire di camminare col supporto del gluteo (lato con il gluteo più grande). Anche in questo caso risolverei con esercizi per i glutei? O dovrei fare delle visite? Leggendo su internet c'è scritto che queste situazioni dipendono anche dalla postura, quindi posso provare anche con la ginnastica posturale? Provando a contrarre i glutei ma ottenendo sempre lo stesso risultato (da un lato sento solo la gamba e dall'altro il gluteo) ci sono conseguenze a livello estetico (ad esempio aumento l'asimmetria tra i due glutei)? Vi ringrazio e vi saluto cordialmente

Salve, grazie per aver descritto il suo problema
il quadro che descrive è molto interessante e comune in chi, per motivi di studio o lavoro, trascorre molte ore in posizione seduta. Il fatto che l'esercizio fisico le abbia dato un sollievo temporaneo è un segnale positivo, ma la persistenza del sintomo e la percezione di un'asimmetria meritano un approfondimento.

Dalla sua descrizione emergono alcuni punti chiave su cui un fisioterapista dovrebbe indagare:

La natura del dolore: Per noi specialisti è fondamentale capire se il fastidio che avverte sia di tipo muscolare (una sorta di indolenzimento profondo) o se somigli più a una "scossa", un bruciore o uno "spillo". Questo ci aiuta a capire se siamo di fronte a una semplice sofferenza dei tessuti molli o a una irritazione nervosa periferica (che potrebbe spiegare la difficoltà di attivazione del muscolo).

Il fenomeno del compenso: La sensazione di "non sentire" il gluteo e di attivare invece i muscoli posteriori della coscia (ischiocrurali) suggerisce che il suo corpo stia attuando dei compensi. Se un muscolo non lavora correttamente, il sistema nervoso "chiede aiuto" ai muscoli vicini. Nel tempo, questo può portare effettivamente a una differenza volumetrica (estetica) tra i due lati e a una gestione del carico sbilanciata durante la camminata o l'allenamento.

Asimmetria ed Estetica: Un muscolo che non viene reclutato correttamente tende a perdere tono e volume ("sgonfiarsi"), mentre il lato opposto potrebbe andare in sovraccarico per compensare, apparendo più "pieno". Non è solo una questione estetica, ma di efficienza del movimento.

Cosa fare?
Sebbene la ginnastica posturale e gli esercizi per i glutei siano ottimi alleati, se eseguiti senza una corretta attivazione motoria rischiano di rinforzare i compensi già esistenti (ovvero: continua ad allenare la gamba e non il gluteo).

Il mio consiglio è di rivolgersi a un fisioterapista per una valutazione funzionale. Attraverso test clinici specifici, lo specialista potrà:

Escludere problematiche di tipo neurologico o compressivo.

Valutare la sua postura e lo schema di reclutamento muscolare.

Impostare un programma di esercizi mirati per "risvegliare" il gluteo pigro e riequilibrare il bacino.

La diagnosi precoce e un intervento mirato sono la chiave per evitare che queste asimmetrie diventino croniche o più evidenti sul piano estetico.

Spero di averle dato diversi spunti utili per approfondire meglio il suo problema
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Saluti

Dott. Francesco Cinelli
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