Dott.
Francesco Botticini
Psicologo clinico
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Esperienze
Sono il dott. Francesco Botticini, psicologo clinico a orientamento psicodinamico.
Ho imparato in prima persona cosa significhi attraversare momenti di difficoltà, ed è anche da questa esperienza che nasce il mio desiderio di comprendere e sostenere chi si trova ad affrontare sfide simili.
Nel mio studio accolgo ogni persona nella sua unicità, offrendo uno spazio sicuro, autentico e di ascolto profondo, in cui potersi raccontare, conoscersi meglio e dare significato alla propria esperienza.
Credo che il percorso psicologico sia prima di tutto un incontro umano, in cui paziente e professionista entrano in relazione e, attraverso questo scambio, rendono possibile un processo di cambiamento.
Mi piace pensare al colloquio psicologico come a una scalata in montagna: il paziente è lo scalatore, mentre il terapeuta è come uno sherpa, una guida che aiuta a sostenere il peso del bagaglio interiore, accompagna nei momenti più faticosi, ma non si sostituisce mai al valore, alla responsabilità e alla forza personale di chi affronta il cammino.
Mi ispiro alla psicologia adleriana, secondo cui il professionista dovrebbe sentire con le orecchie del paziente, vedere con i suoi occhi e vibrare con il suo cuore, entrando con rispetto e senza giudizio nel suo mondo interiore.
Questo orienta il mio modo di lavorare verso un approccio empatico, relazionale e fondato sulla fiducia.
Ricevo su appuntamento a:
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Recensioni
4 recensioni
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M
Marzia
Con il dott. Botticini ho trovato il supporto che cercavo da tempo. Mi ha aiutato a gestire le mie difficoltà d'ansia e a ritrovare la serenità.
• Studio Privato • sostegno psicologico •
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F
F.N.
Professionista empatico, sensibile e preparato, sa metterti a tuo agio e non ti senti mai giudicato.
Mi ha fatto capire tante cose di me e mi ha aiutato a sollevarmi da un periodo difficile.• Studio Privato • colloquio psicologico individuale •
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S
S.M.
Sono molto soddisfatto del percorso che sto facendo con il dr. Botticini. Grazie a lui, ho ritrovato la fiducia in me stesso e ho cambiato vari aspetti della mia vita che mi facevano soffrire.
• Studio di consulenza online - Francesco Botticini • colloquio psicologico online •
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A
Alice
Il dottor Botticini ha saputo mettermi subito a mio agio e, grazie alla sua professionalità e empatia, mi ha aiutata molto a gestire le mie difficoltà emotive. Lo ringrazio sinceramente e lo consiglio a chiunque senta il bisogno di un supporto.
• Studio Privato • supporto psicologico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno ho 27 anni purtroppo non ho mai avuto una ragazza e sono vergine, questa cosa mi affligge sempre di più ho paura di fare una brutta fine, questo tremendo senso di ritardo è un veleno che non riesco più a sopportare, prima o poi preferisco farla finita piuttosto che vivere questa vergogna e mancanza, cari dottori cosa ne pensate?
Il fatto di non aver ancora avuto una relazione o rapporti sessuali può certamente toccare l’autostima, il senso di valore personale e far sentire “in ritardo”, ma questo non definisce chi sei né il tuo destino.
Più di tutto, però, vorrei soffermarmi su una frase: quando dici che “prima o poi preferisci farla finita”, è importante non restare solo con questo peso. In questo momento non stai semplicemente parlando di vergogna o frustrazione, ma di una sofferenza che sembra diventata molto profonda e pericolosa.
Ti direi quindi di cercare un contatto reale e immediato con qualcuno: un familiare, un amico fidato, il tuo medico, uno psicologo prima che questi pensieri diventino concreti. Chiedere aiuto adesso non è un segno di debolezza, ma un modo per proteggerti.
La tua vita non è finita e non sei “spacciato” perché a 27 anni non hai ancora avuto una ragazza. Il dolore che senti oggi può sembrare totale, ma non è una condanna definitiva. Merita di essere accolto e trattato con serietà, non in solitudine.
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni fidanzata da un anno e mezzo con un ragazzo mio coetaneo.
Insieme stiamo benissimo, sia emotivamente che sessualmente, ma da qualche settimana a questa parte sono ossessionata dal pensiero di lui che si masturbi davanti ai porno.
Abbiamo passato insieme tutte le vacanze estive e so per certo che in quel periodo non ha mai praticato autoerotismo (cosa che non mi disturba, è la pornografia a preoccuparmi).
Essendo giovani e non vivendo ancora insieme, ovviamente le occasioni in cui avere rapporti sessuali non soddisfano le sue esigenze fisiche. Ne abbiamo almeno una volta a settimana, ma poi a giorni alterni lui ha comunque bisogno di eiaculare (così mi ha detto), il tutto davanti a film porno.
Io non riesco a sopportare l'immagine di lui che si provoca piacere fino a venire guardando altre donne nude, lo percepisco proprio come un tradimento.
Ci tengo a precisare che prima di scrivere su questo sito ho dato un'occhiata a questo e ad altri forum e sono consapevole che questa sia una problematica non dico diffusissima, ma perlomeno condivisa da un numero considerevole di donne, ma le risposte sono sempre fredde, del tipo "è normale" oppure "come pensi che il porno possa costituire una minaccia?".
Avete davanti a voi ragazze le cui autostima e dignità sono minate costantemente e consapevolmente da uomini che cercano video di donne nude che non sono la propria per eccitarsi.
So che tutto ciò è stato normalizzato, ma a me, come ad altre, sembra comunque assurdo.
Vorrei riuscire a capire, davvero, mi sento prigioniera della mia visione sicuramente estremamente femminile della realtà ma che al contempo mi sembra l'unica possibile, anche sforzandomi di ampliare le mie vedute.
Spero che qualcuno riesca a darmi una spiegazione non solo razionalmente plausibile, ma soprattutto che abbia senso per il mio cervello di donna, che al momento si sente solo ferita da questi comportamenti.
Grazie
Comprendo bene quanto questo tema possa ferire, e penso sia importante partire da qui: il tuo dolore merita di essere preso sul serio.
Non serve dirti che “è normale” se per te questa cosa normale non è affatto. Se ti fa stare male, quel malessere ha un significato e va ascoltato.
Da quello che scrivi, mi sembra che il punto non sia tanto l’autoerotismo in sé, quanto ciò che la pornografia rappresenta per te: l’idea che il tuo ragazzo possa eccitarsi guardando altre donne ti fa sentire esclusa, non scelta, forse messa a confronto. In questo senso è comprensibile che tu lo viva come una ferita, come se fosse un tradimento, anche se per lui probabilmente il significato soggettivo è molto diverso.
Infatti, per molte persone la pornografia non coincide con un desiderio reale di sostituire il partner o con una mancanza d’amore. Spesso viene vissuta come uno stimolo sessuale separato dal legame affettivo. Questo però non significa che tu debba forzarti a viverla allo stesso modo.
Credo quindi che il nodo non sia stabilire chi abbia ragione in assoluto, ma provare a capire che significato ha per te e che significato ha per lui, senza giudicarsi reciprocamente.
Potrebbe essere utile dirgli qualcosa del tipo:
“Non voglio controllarti, ma vorrei che capissi che quando penso a te davanti ai porno io non provo gelosia banale: mi sento ferita, messa da parte, come se non bastassi”.
A volte, dentro questi vissuti, non c’è solo la pornografia, ma temi più profondi: il bisogno di sentirsi unica, desiderata, rassicurata, scelta. E parlarne in questi termini può aiutare di più che discutere soltanto sul fatto in sé.
Quello che senti, quindi, è un vissuto affettivo reale. Il punto, forse, è trasformarlo da ossessione silenziosa a qualcosa che possa essere pensato e condiviso nella relazione.
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