Esperienze
Sono la Dott.ssa Cia Evelyn, Psicologa ad orientamento analitico transazionale integrato, e ti do il benvenuto nel mio spazio online
OFFRO SUPPORTO PER:
- Ansia, stress e gestione delle emozioni
- Difficoltà relazionali e familiari
- Lutti, perdite e cambiamenti di vita
- Autostima
- Difficoltà scolastiche e disturbi dell'apprendimento (DSA, BES, ADHD)
- Supporto in momenti di malattia o fragilità, a pazienti e familiari
- Utilizzo anche tecniche Mindfulness di meditazione
MI RIVOLGO A: Bambini, Adolescenti, Giovani Adulti, Adulti e Terza Età
UN PO' DI ME: La mia esperienza nasce dal lavoro in contesti delicati, come l'ambito psico-oncologico e il sostegno a pazienti e familiari in ospedale. Questo mi ha insegnato a stare vicino alla sofferenza dell'altro con autenticità e rispetto. Attualmente collaboro con A.I.L. come psicologa presso il reparto SC (UCO) Ematologia (Ospedale Maggiore di Trieste), dove supporto i pazienti in reparto e i familiari.
Vi ringrazio per l'attenzione!
Aree di competenza principali:
- Criminologia clinica
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Break-down adolescenziale
- Disturbi del sonno
- Confusione mentale
- Disturbi sessuali
- Ansia
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico clinico
50 € -
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Consulenza online
50 € -
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Studio clinico
50 € -
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Colloquio individuale
50 € -
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Colloquio psicologico
50 € -
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Indirizzo
Via Scipio Slataper 12, Trieste 34125
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
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ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve una domanda, ma le tecniche di rilassamento, respirazione, meditazione, mindfulness nelle psicoterapie perché avvolte ci vengono aggiunte se mi hanno sempre detto che non sono assolutamente risolutive di un problema psicologico queste tecniche ma aiutano solo a gestire e a mantenere una buona igiene mentale dopo aver guarito del tutto quindi debellato i sintomi del disturbo psicologico, a me come tecniche non mi piacciono proprio per niente e quindi volevo sapere perché avvolte vengono inserite all'interno di un percorso psicologico, sono guaritive? (non penso) O servano solo per gestire? Poi recentemente una naturopata dove andai a prendere delle gocce per ansia mi disse (LA MEDITAZIONE E ESERCIZI DI RESPIRAZIONE SE FATTI IN UN CERTO MODO TUTTI I GIORNI SONO CURATIVI) e poi mi disse che i disagi psicologici si curano con i fiori e la meditazione (cose bio) e non con gli psicofarmaci o psicoterapia che necessita di anni, io questa signora dell'erboristeria per me non merita attenzioni poi secondo me ha denigrato il lavoro dello psicologo e psichiatra perché ovviamente lei erborista naturopata prova a buttare acqua sul suo mulino, io ovviamente non voglio assolutamente denigrare nessuno ma è una cosa che mi ha innervosito in quanto io ho amato il mondo della psicoterapia e psichiatria, voi che ne pensate?
Buongiorno, la ringrazio per aver sollevato un tema così delicato e attuale come l'utilizzo nell'ambito della salute mentale di tecniche di meditazione. Comprendo come queste tecniche definite di "terza generazione" possano condurre a perplessità. La Mindfulness, in particolare, nasce nel contesto buddista, ed è stata portata in America in reparti ospedalieri dal biologo Jon Kabat Zinn, riscontrando successo tra i pazienti con dolori cronici; studi scientifici hanno mostrato che possono essere utili in alcuni ambiti e sono stati strutturati svariati protocolli declinando le tecniche a seconda delle necessità del gruppo di persone coinvolte. Per la gestione dello stress, ad esempio, viene consigliato il protocollo MBSR o per la prevenzione delle ricadute depressive il MBCT.
Il concetto medicalizzante di "cura" non sposa bene le finalità di tali tecniche.
Parliamo più di un allenamento della mente: prevalentemente si basano su esercizi di attenzione e consapevolezza, si impara a osservare pensieri ed emozioni senza esserne sopraffatti e senza giudicarli. Questo, per alcune persone, riduce la sofferenza psicologica e aumenta la capacità di affrontare le difficoltà quotidiane.
Un aspetto fondamentale da chiarire, però, è che tali tecniche non sono adatte a chiunque e devono essere tarate su singolo individuo ed ecco spesso vengono integrate, a discrezione del terapeuta, all'interno di percorsi psicoterapeutici o psicologi strutturati, come strumenti utili per il benessere della persona.
Se non sente che questo approccio faccia per lei, è del tutto legittimo e con un professionista può trovare ciò che è più adatto a lei. In psicologia non esiste il "meglio" in assoluto, ma il meglio per la persona.
Le porgo cordiali saluti
Dott.ssa Cia Evelyn
Ho una domanda. Ultimamente ho dei problemi con il ragazzo della mia migliore amica. Ogni volta che usciamo insieme mi sento come se la mia autostima si abbassasse moltissimo, al punto da chiedermi se il problema sia io. Lui continua a parlare di quanto si trovi bene nella sua azienda: i benefit, le ferie, la paga eccellente, lo smart working… lo ripete ogni volta che ci vediamo, più e più volte, quasi per mettersi in mostra. Questo accade mentre io faccio fatica a trovare un lavoro nell’ambito per cui ho studiato, con uno stipendio che mi permetta di andare a vivere in affitto senza dipendere dai miei (ho 28 anni). Inoltre, in questo periodo il mio ragazzo è all'estero per qualche mese e non mi ha nemmeno mai chiesto io come stessi per questa cosa. Pensa solo a parlare di quanto lui sia felice ecc..
Inoltre, non si interessa mai a quello che fai tu: quando parli non ti ascolta, ti interrompe e parla sopra. Ogni tanto se ne esce anche con battute del tipo “che vecchia che sei”, solo perché mi piace andare a dormire presto, e cose simili.
La mia migliore amica tende sempre a difenderlo. Sono arrivata al punto che faccio davvero fatica a uscire quando c'è anche lui perché ogni volta mi sento svalutata, ma non so bene come gestire la situazione, dato che a lei ci tengo, ma non mi va di pargliargliene perchè lo difende, si offende e rischio di litigare con lei.
Ci tengo a ringraziarti per questa condivisione profonda e autentica, che rappresenta chiaramente il momento difficile che stai vivendo.
Quello che descrivi sembra raccontare due aspetti fondamentali della dinamica in cui sei coinvolta: da un lato, il tuo vissuto di sofferenza e fatica nel cercare di crearti una solida realtà professionale e personale in un contesto che non facilita il passaggio dal mondo dello studio a quello lavorativo; dall'altro la difficoltà a relazionarti con una persona che sembra mancare di attenzione emotiva per questo tuo particolare momento di vita (ricerca del lavoro e fidanzato all'estero).
Inoltre, rispetto alla tua migliore amica, colgo un importante conflitto che stai vivendo: da un lato il legame importante che avete e il desiderio di non rovinare il rapporto, dall’altro il bisogno di proteggerti da situazioni che ti fanno stare male.
È possibile che, se deciderai di parlare con lei, possa reagire difendendolo o sentendosi messa in discussione. Questo non significa che tu stia sbagliando o che il tuo vissuto non sia legittimo: spesso, quando si toccano equilibri affettivi importanti, l’altro può fare fatica ad ascoltare senza sentirsi coinvolto o giudicato (ma questo racconta qualcosa dell'altro e non di te, soprattutto se parli con rispetto). Tenere a mente questo può aiutarti a non interpretare una sua eventuale chiusura come una conferma che il problema sia tuo.
Allo stesso tempo, può essere utile spostare il lavoro su un piano che dipende maggiormente da te: riconoscere l’impatto che alcuni fattori esterni hanno sul tuo stato emotivo e sulla tua autostima, senza però lasciare che definiscano il tuo valore. Questo è un processo di differenziazione importante: non si tratta di negare ciò che ti colpisce, ma di imparare a distinguere ciò che appartiene all’altro – il suo modo di essere, di parlare, di relazionarsi – da ciò che appartiene a te.
Lavorare su questa distinzione può aiutarti a restare in contatto con ciò che senti, riducendo il rischio di interiorizzare messaggi svalutanti o confronti che non tengono conto del tuo percorso e del tuo momento di vita. In questo senso, proteggerti emotivamente significa sviluppare una solidità interna che ti permetta di scegliere come e quanto esporti, indipendentemente dalle reazioni degli altri.
Un caro saluto
Dott.ssa Evelyn Cia
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