Vorrei suggerimenti da psichiatri e sessuologi. Ho 50 anni e non trovo più attraente mia moglie. Fis
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Vorrei suggerimenti da psichiatri e sessuologi. Ho 50 anni e non trovo più attraente mia moglie. Fisicamente è sformata mentre caratterialmente è sempre nervosa e scarica le sue frustrazioni su di me. A letto poi è sempre stata un disastro: non prende mai l'iniziativa e durante il rapporto resta ferma e devo fare tutto io. Dice no a quasi tutto, non si veste e non usa l'intimo che mi piacerebbero. A fronte di tutto questo si arrabbia perché non la faccio sentire desiderata. Io ci ho provato ma non riesco più ad avere erezioni con lei. Non voglio lasciarla solo per non fare soffrire il nostro figlio piccolo ma sto male sia per l'astinenza sia per la totale mancanza di gesti di affetto che forse è pure peggio
La qualità della relazione di coppia e la sfera affettiva e sessuale sono strettamente legate. Trovare il modo per parlare delle problematiche e delle emozioni ad essere collegate è il primo passo per avviare una condivisione con il partner e capire insieme come migliorare la relazione. Spesso il tema della sessualità non è semplice da affrontare, anche all'interno di coppie di lunga data. Per facilitare la comunicazione sul tema potete farvi aiutare da un professionista all'interno di un percorso di coppia.
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Gentilissimo comprendo la sua situazione . Nella lettera lei dice di voler rimanere sposato anche se che la sua vita di coppia e' molto frustrante, sia affettivamente che sessualmente . L' unico possibile tentativo che potrebbe fare e' quello di una terapia di coppia per cercare di trovare sintonia emotiva e sessuale con sua moglie . Se anche quello dovesse fallire , le rimane la scelta : il suo matrimonio o una nuova partner .
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
La situazione che descrive è complessa e comprensibilmente dolorosa. Da quanto emerge, non si tratta solo di un problema sessuale, ma di una crisi relazionale più ampia, fatta di distanza emotiva, frustrazione reciproca e bisogni affettivi non riconosciuti.
Il calo del desiderio e le difficoltà erettili, in questi casi, spesso non hanno una causa esclusivamente fisica, ma sono la conseguenza di dinamiche emotive e relazionali: rabbia non espressa, risentimento, mancanza di complicità, senso di obbligo (“devo restare per mio figlio”) e assenza di gesti affettivi possono bloccare il desiderio e la risposta sessuale, anche quando c’è ancora volontà di “fare funzionare le cose”.
È importante sottolineare che:
il desiderio non si può forzare, né “decidere” razionalmente;
sentirsi costantemente criticati o bersaglio delle frustrazioni dell’altro mina l’intimità;
la sessualità richiede reciprocità, comunicazione e possibilità di esprimere preferenze senza colpa o vergogna.
Allo stesso tempo, anche sua moglie sembra vivere una ferita (non sentirsi desiderata) che probabilmente alimenta ulteriore tensione e chiusura, creando un circolo vizioso difficile da spezzare da soli.
Restare in una relazione solo “per il bene del figlio”, quando il clima è di sofferenza e freddezza, spesso non protegge davvero i figli, perché i bambini percepiscono il disagio emotivo dei genitori.
Per questo, più che cercare soluzioni rapide o colpevoli, è fortemente consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, idealmente attraverso:
un percorso individuale per chiarire cosa prova, cosa desidera e quali limiti non riesce più a sostenere;
e/o un supporto di coppia o sessuologico per lavorare sulla comunicazione, sull’intimità e sulla sessualità, se entrambi disponibili.
Affrontare questi temi con un professionista può aiutare a uscire dall’impasse e a prendere decisioni più consapevoli, nel rispetto suo, di sua moglie e di vostro figlio.
Un cordiale saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Il calo del desiderio e le difficoltà erettili, in questi casi, spesso non hanno una causa esclusivamente fisica, ma sono la conseguenza di dinamiche emotive e relazionali: rabbia non espressa, risentimento, mancanza di complicità, senso di obbligo (“devo restare per mio figlio”) e assenza di gesti affettivi possono bloccare il desiderio e la risposta sessuale, anche quando c’è ancora volontà di “fare funzionare le cose”.
È importante sottolineare che:
il desiderio non si può forzare, né “decidere” razionalmente;
sentirsi costantemente criticati o bersaglio delle frustrazioni dell’altro mina l’intimità;
la sessualità richiede reciprocità, comunicazione e possibilità di esprimere preferenze senza colpa o vergogna.
Allo stesso tempo, anche sua moglie sembra vivere una ferita (non sentirsi desiderata) che probabilmente alimenta ulteriore tensione e chiusura, creando un circolo vizioso difficile da spezzare da soli.
Restare in una relazione solo “per il bene del figlio”, quando il clima è di sofferenza e freddezza, spesso non protegge davvero i figli, perché i bambini percepiscono il disagio emotivo dei genitori.
Per questo, più che cercare soluzioni rapide o colpevoli, è fortemente consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, idealmente attraverso:
un percorso individuale per chiarire cosa prova, cosa desidera e quali limiti non riesce più a sostenere;
e/o un supporto di coppia o sessuologico per lavorare sulla comunicazione, sull’intimità e sulla sessualità, se entrambi disponibili.
Affrontare questi temi con un professionista può aiutare a uscire dall’impasse e a prendere decisioni più consapevoli, nel rispetto suo, di sua moglie e di vostro figlio.
Un cordiale saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile utente,
desidero innanzitutto ringraziarla per aver condiviso con me riflessioni così personali e articolate riguardanti la sua sfera di coppia. I temi che ha sollevato sono di grande interesse e toccano dinamiche profonde che meriterebbero uno spazio d'ascolto dedicato.
Ho notato come molti degli interrogativi emersi restino, al momento, privi di una risposta pienamente soddisfacente. Data la natura particolare di queste tematiche, ritengo che la strada più efficace per fare chiarezza sia intraprendere una consulenza di coppia. Tale percorso permetterebbe di accogliere e approfondire entrambi i punti di vista in modo equilibrato, favorendo una comprensione autentica delle dinamiche in gioco.
Resto a sua completa disposizione qualora desiderasse fissare un primo consulto conoscitivo per esplorare insieme queste complessità.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Silvia Sorà
desidero innanzitutto ringraziarla per aver condiviso con me riflessioni così personali e articolate riguardanti la sua sfera di coppia. I temi che ha sollevato sono di grande interesse e toccano dinamiche profonde che meriterebbero uno spazio d'ascolto dedicato.
Ho notato come molti degli interrogativi emersi restino, al momento, privi di una risposta pienamente soddisfacente. Data la natura particolare di queste tematiche, ritengo che la strada più efficace per fare chiarezza sia intraprendere una consulenza di coppia. Tale percorso permetterebbe di accogliere e approfondire entrambi i punti di vista in modo equilibrato, favorendo una comprensione autentica delle dinamiche in gioco.
Resto a sua completa disposizione qualora desiderasse fissare un primo consulto conoscitivo per esplorare insieme queste complessità.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Silvia Sorà
Capisco il forte disagio. Le consiglio di intraprendere una terapia di coppia, sperando che sua moglie sia d'accordo. Provi anche a parlare con molta franchezza con sua moglie del disagio che sta provando per vedere se riuscite a riavvicinarvi. Un saluto. Lina Isardi
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