Voglio smettere di prendere il felison lo prendo da un anno e se per caso mi sveglio nel corso

7 risposte
Voglio smettere di prendere il felison lo prendo da un anno e se per caso mi sveglio nel corso della notte prendo gocce di minias . Voglio liberarmi di entrambi
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
salve,
capisco il desiderio di liberarsi da questi farmaci, soprattutto dopo un uso prolungato come quello che descrive. È importante affrontare la sospensione del Felison e del Minias in modo graduale e sicuro, perché sia le benzodiazepine che alcuni stabilizzatori dell’umore possono provocare sintomi di astinenza o riacutizzazioni dell’ansia o dell’insonnia se interrotti bruscamente.

Il primo passo è parlarne con il Suo medico curante o con uno psichiatra, così da stabilire un piano di riduzione graduale personalizzato, monitorando insieme eventuali effetti collaterali o ricomparsa dei sintomi. Accanto alla riduzione farmacologica, spesso è utile introdurre strategie comportamentali e psicologiche che aiutino il corpo e la mente a gestire l’insonnia e l’ansia senza ricorrere ai farmaci: tecniche di rilassamento, igiene del sonno, mindfulness, regolazione della respirazione e della tensione muscolare.

Un percorso integrato di questo tipo aumenta significativamente le possibilità di successo nella sospensione dei farmaci e riduce il rischio di ricadute. Posso aiutarLa a strutturare un programma graduale di gestione dell’ansia e del sonno che accompagni la riduzione dei farmaci, in modo sicuro e personalizzato.
Saluti, resto a disposizione.

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Dott. Ivan De lucia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Ovada
Gentile,
Grazie per aver condiviso la sua domanda.
Capisco perfettamente il suo desiderio di liberarsi dal Felison e dal Minias, soprattutto dopo un utilizzo prolungato. Le benzodiazepine possono dare sollievo nell’immediato, ma nel tempo tendono a mantenere la dipendenza fisiologica e psicologica dal farmaco, oltre a interferire con la qualità del sonno naturale.
È fondamentale sapere che non bisogna mai sospendere bruscamente questi farmaci, soprattutto dopo un anno di assunzione: si rischiano sintomi di rimbalzo (ansia, insonnia, irrequietezza) che non rappresentano un ritorno del problema, ma un effetto dell’interruzione troppo rapida.
Il percorso più efficace e sicuro prevede:
• Riduzione graduale del dosaggio sotto la supervisione del medico curante o di un neurologo/psichiatra. Anche piccoli decrementi, mantenuti costanti nel tempo, permettono al corpo di adattarsi.
• Sostituzione delle strategie notturne: imparare a non ricorrere automaticamente alle gocce al risveglio, ma utilizzare tecniche cognitive e regolative per riaddormentarsi senza rinforzare il circolo vizioso.
• Intervento psicologico mirato: la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), in particolare i protocolli per insonnia e ansia, è tra gli approcci più efficaci per aiutare la persona a recuperare un sonno autonomo, ridurre la paura di “non dormire” e interrompere l’associazione automatica fra risveglio e assunzione del farmaco.
La buona notizia è che con un percorso ben strutturato si può smettere, e molte persone riescono a ritrovare un sonno stabile senza farmaci.
Se lo desidera, possiamo fissare un consulto per valutare insieme un piano personalizzato e accompagnarla gradualmente e in sicurezza in questo processo.

Un cordiale saluto,
Dott. Ivan De Lucia
Dr. Alessio Fogliamanzillo
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Casagiove
Da come scrive immagino abbia posto la domanda d'impulso, la invito a non darsi per vinto/a: va chiarito il meccanismo che la porta a non dormire (o qualunque altro sia il problema per cui usa questi farmaci), dopodiché si potrà agire di conseguenza, fino a programmare la sospensione quando sarà opportuno. Provi a prendere un appuntamento per un colloquio psicologico
Dott.ssa Sara Marchesi
Sessuologo, Psicologo, Neuropsicologo
Vimercate
Buongiorno, ne parli con il suo medico ed eventualmente si rivolga ad uno psicologo per esplorare gli aspetti emotivi relativi al farmaco. Buona giornata, cordiali saluti!
Dott. Jonathan Trobia
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, il suggerimento che posso darle è quello di non interrompere in autonomia l'uso dei farmaci e rivolgersi al professionista presso cui è in carico per rivedere insieme la terapia farmacologica. parallelamente le consiglierei un percorso di tipo psicologico, con l'obiettivo di identificare strategie emotive efficaci, anche ai fini dell'utilizzo dei farmaci.
rimango a disposizione per qualsiasi domanda.
buona serata
Dr. Leopoldo Tacchini
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Figline Valdarno
Gentile.., chiaramente non possiamo consigliare terapie senza una diagnosi. Come psicologo esperto in naturopatia approfondirei i suoi livelli di ansia e stress e svolgerei un profilo di personalità. Pratica regolarmente attività fisica ed una tecnica anti stress come la mindfulness? Spesso l'insonnia deriva da un eccesso degli ormoni dello stress. Se si vuole ridurre i farmaci bisogna bilanciare i minerali (in primis il magnesio) provare una dieta specifica ed uno stile di vita adeguato. Esistono anche prodotti come dosi alte di melatonina specifica (10-20 mg) e micoterapia come Poria Cocos, aminoacidi come triptofano, GABA ed altro. Occorre ovviamente un esperto in materia. In soggetti sensibili anche i campi elettromagnetici possono disturbare. E' utile spengere il router, proteggere la zona letto con una schermatura adeguata, ecc. Cordialmente
Dott.ssa Vitalia Bartolotta
Psicologo clinico, Psicologo, Neuropsicologo
Cinisi
Salve è una situazione molto delicata, capisco il desiderio di liberarsi dai farmaci, soprattutto se teme di esserne diventata dipendente o sente di non stare meglio. E' importante però che non smetta Felison né Minias in autonomia, soprattutto dopo un utilizzo prolungato. Una sospensione brusca può aumentare ansia, insonnia, agitazione etc.. Il fatto che la notte senta il bisogno di prendere altre gocce, può indicare che in questo momento il suo sistema nervoso è ancora molto in "allerta". Per questo sarebbe utile affrontare la questione con lo specialista che glieli ha prescritti, valutando un percorso di diminuzione. Dal mio canto, da un punto di vista psicologico, dietro il desiderio di liberarsi dai farmaci, spesso c'è il desiderio di tornare ad essere autonomi, padroni delle proprie emozioni, è un obiettivo comprensibile e fattibile, ma va conseguito gradualmente, diminuendo piano piano la terapia e con un buon supporto psicologico. Io le proporrei delle sedute di supporto psicologico che l'aiutino a gestire l'ansia, il senso di vulnerabilità. Non lo viva come un fallimento, è un segnale che il suo equilibrio emotivo, necessita di essere accompagnato. Resto a sua disposizione. Mi scriva se ne sente il bisogno. Un caro saluto. Dott.ssa Vitalia Bartolotta

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