Voglio smettere di prendere il felison lo prendo da un anno e se per caso mi sveglio nel corso

5 risposte
Voglio smettere di prendere il felison lo prendo da un anno e se per caso mi sveglio nel corso della notte prendo gocce di minias . Voglio liberarmi di entrambi
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
salve,
capisco il desiderio di liberarsi da questi farmaci, soprattutto dopo un uso prolungato come quello che descrive. È importante affrontare la sospensione del Felison e del Minias in modo graduale e sicuro, perché sia le benzodiazepine che alcuni stabilizzatori dell’umore possono provocare sintomi di astinenza o riacutizzazioni dell’ansia o dell’insonnia se interrotti bruscamente.

Il primo passo è parlarne con il Suo medico curante o con uno psichiatra, così da stabilire un piano di riduzione graduale personalizzato, monitorando insieme eventuali effetti collaterali o ricomparsa dei sintomi. Accanto alla riduzione farmacologica, spesso è utile introdurre strategie comportamentali e psicologiche che aiutino il corpo e la mente a gestire l’insonnia e l’ansia senza ricorrere ai farmaci: tecniche di rilassamento, igiene del sonno, mindfulness, regolazione della respirazione e della tensione muscolare.

Un percorso integrato di questo tipo aumenta significativamente le possibilità di successo nella sospensione dei farmaci e riduce il rischio di ricadute. Posso aiutarLa a strutturare un programma graduale di gestione dell’ansia e del sonno che accompagni la riduzione dei farmaci, in modo sicuro e personalizzato.
Saluti, resto a disposizione.

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott. Ivan De lucia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Ovada
Gentile,
Grazie per aver condiviso la sua domanda.
Capisco perfettamente il suo desiderio di liberarsi dal Felison e dal Minias, soprattutto dopo un utilizzo prolungato. Le benzodiazepine possono dare sollievo nell’immediato, ma nel tempo tendono a mantenere la dipendenza fisiologica e psicologica dal farmaco, oltre a interferire con la qualità del sonno naturale.
È fondamentale sapere che non bisogna mai sospendere bruscamente questi farmaci, soprattutto dopo un anno di assunzione: si rischiano sintomi di rimbalzo (ansia, insonnia, irrequietezza) che non rappresentano un ritorno del problema, ma un effetto dell’interruzione troppo rapida.
Il percorso più efficace e sicuro prevede:
• Riduzione graduale del dosaggio sotto la supervisione del medico curante o di un neurologo/psichiatra. Anche piccoli decrementi, mantenuti costanti nel tempo, permettono al corpo di adattarsi.
• Sostituzione delle strategie notturne: imparare a non ricorrere automaticamente alle gocce al risveglio, ma utilizzare tecniche cognitive e regolative per riaddormentarsi senza rinforzare il circolo vizioso.
• Intervento psicologico mirato: la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), in particolare i protocolli per insonnia e ansia, è tra gli approcci più efficaci per aiutare la persona a recuperare un sonno autonomo, ridurre la paura di “non dormire” e interrompere l’associazione automatica fra risveglio e assunzione del farmaco.
La buona notizia è che con un percorso ben strutturato si può smettere, e molte persone riescono a ritrovare un sonno stabile senza farmaci.
Se lo desidera, possiamo fissare un consulto per valutare insieme un piano personalizzato e accompagnarla gradualmente e in sicurezza in questo processo.

Un cordiale saluto,
Dott. Ivan De Lucia
Dr. Alessio Fogliamanzillo
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Casagiove
Da come scrive immagino abbia posto la domanda d'impulso, la invito a non darsi per vinto/a: va chiarito il meccanismo che la porta a non dormire (o qualunque altro sia il problema per cui usa questi farmaci), dopodiché si potrà agire di conseguenza, fino a programmare la sospensione quando sarà opportuno. Provi a prendere un appuntamento per un colloquio psicologico
Dott.ssa Sara Marchesi
Sessuologo, Psicologo, Neuropsicologo
Vimercate
Buongiorno, ne parli con il suo medico ed eventualmente si rivolga ad uno psicologo per esplorare gli aspetti emotivi relativi al farmaco. Buona giornata, cordiali saluti!
Dott. Jonathan Trobia
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, il suggerimento che posso darle è quello di non interrompere in autonomia l'uso dei farmaci e rivolgersi al professionista presso cui è in carico per rivedere insieme la terapia farmacologica. parallelamente le consiglierei un percorso di tipo psicologico, con l'obiettivo di identificare strategie emotive efficaci, anche ai fini dell'utilizzo dei farmaci.
rimango a disposizione per qualsiasi domanda.
buona serata

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.