Visita post intervento frattura del perone con Rx buoni e ripresa del carico a tolleranza. Purtroppo

2 risposte
Visita post intervento frattura del perone con Rx buoni e ripresa del carico a tolleranza. Purtroppo la ferita, pur seguendo le direttive dei dottori ha un ritardo nella cicatrizzazione. Il dottore con una soluzione alcolica ha strofinato la ferita togliendo le croste, e dopo averle tolte, sono palesemente visibili dei buchi in 3 parti della ferita. Mi hanno detto di lasciarla scoperta e disinfettare solo con betadine, ma di attenzionare la ferita e in caso di problemi di tornare da loro in ospedale. Questa cosa non mi ha convinta.
La sera purtroppo ho iniziato a notare perdite sierose+sangue e , sapendo che in ospedale non li avrei trovati sono andata in guardia medica. La guardia medica ha notato edema molto esteso alla caviglia, e mi ha medicato con garze di connettivina plus, e mi ha coperto nuovamente la ferita per scongiurare un infezione, che a detta sua non per fortuna non c’era. Per precauzione mi ha comunque prescritto antibiotico +medicazione giornaliera con garze di connettivina plus e cerotto per tenere coperta la ferita, e un integratore che è anti infiammatorio e antiedemigeno.
Consigli ? Pareri?
Capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché ha ricevuto indicazioni un po’ diverse: è una situazione che può creare confusione, ma quello che descrive rientra in un quadro abbastanza frequente dopo questo tipo di intervento.

Un ritardo di cicatrizzazione della ferita chirurgica può capitare, soprattutto nella zona della caviglia/perone, dove la pelle è più delicata e la circolazione non è ottimale. Il fatto che alla visita abbiano rimosso le croste serve proprio a “riattivare” la cicatrizzazione, anche se visivamente può impressionare vedere dei piccoli “buchi”: spesso si tratta di zone che devono cicatrizzare dall’interno verso l’esterno.

La fuoriuscita di liquido sieroso con un po’ di sangue non è necessariamente segno di infezione, ma indica che la ferita è ancora attiva e non completamente chiusa. In questo senso, la scelta della guardia medica di coprire la ferita e usare una medicazione come Connettivina Plus è una gestione prudente e condivisibile, perché mantiene l’ambiente umido e protetto, favorendo la cicatrizzazione e riducendo il rischio infettivo.

Anche l’antibiotico “per sicurezza” può avere senso in una fase delicata come questa, soprattutto in presenza di edema importante e ferita non ancora chiusa, anche se idealmente andrebbe sempre valutato caso per caso.

Il punto chiave ora è la gestione pratica: mantenere la ferita pulita, medicarla quotidianamente come indicato, tenerla coperta e controllare alcuni segnali importanti. Deve tornare a farsi vedere rapidamente se compaiono aumento del dolore, rossore che si estende, calore marcato, pus, cattivo odore o febbre.

L’edema alla caviglia è molto comune dopo fratture e interventi: quando possibile, tenga la gamba sollevata e non esageri con il carico, anche se è “a tolleranza”.

In sintesi, la gestione della guardia medica è cautelativa ma sensata per una ferita che sta cicatrizzando lentamente. Il consiglio più importante è farsi rivalutare nei prossimi giorni dallo stesso ortopedico o in ambulatorio, per avere un riferimento unico e evitare indicazioni contrastanti.

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Dott. Edoardo Pierpaoli
Ortopedico, Chirurgo
Concorezzo
Buongiorno, difficile fornirle un parere esaustivo in assenza di alcuni punti fondamentali e in un caso di deiscenza di ferita in un intervento di osteosintesi. Il tramite cutaneo rappresenta sicuramente un rischio di infezione anche della placca e delle viti sottostanti. Le consiglio una valutazione specialistica ortopedica e infettivologica per programmare un percorso di cura.

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