UROLOGIA: DOPO 8 MESI DI INFEZIONE URINARIA DA KLEBSIELLA ORA RISULTO POSITIVO A SERRATIA MARCESCENS

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UROLOGIA: DOPO 8 MESI DI INFEZIONE URINARIA DA KLEBSIELLA ORA RISULTO POSITIVO A SERRATIA MARCESCENS !

Buongiorno: da 8 mesi soffro di Polimialgia, curata con cortisone che ogni tentativo di riduzione della dose mi provoca forti dolori e l'aumento della PCR fino ad 80.

Il tutto è accompagnato da un'infezione urinaria da Klebsiella, presente da 8 mesi, contratta durante operazioni al rene, che 4 cicli di antibiotico non sono riusciti a debellare.
Inoltre, alla fine di questi cicli, è comparsa la resistenza al Ciproxin.

Per questa comparsa resistenza e vista l'assenza di sintomi, mi è stato prescritto di non assumerne più.

Tale infezione urinaria, come detto prima Klebsiella e ora Serratia Marcescens (com'è possibile che sia cambiato il batterio? Può essere un errore dell'urinocoltura?) mi impediscono di prendere il Methotrexate, in pratica l'unico medicinale che mi può aiutare a ridurre il cortisone.

Per questo è importante per me capire se la comparsa Serratia Marcescens al posto della Klebsiella mi apre la possibilità di riprovare a debellare l'infezione urinaria con un nuovo ciclo di antibiotici oppure se rimane valida l'attuale indicazione di non prendere più nulla visto l'assenza di sintomi e la resistenza agli antibiotici sviluppata con il trattamenti precedenti della Klebsiella.

Se riuscissi a debellare l'infezione urinaria, potrei prendere il Methotrexate e ridurre finalmente il cortisone.

Grazie.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
I batteri cambiano, soprattutto se non ne è chiara l'origine. Una infezione persistente (con quale carica batterica?) in un quadro di disfunzione renale (quali interventi e per cosa li ha fatti?). C'è una strana coincidenza: lei per 8 mesi ha assuto il ciproxin e da 8 mesi soffre di polimialgia: è venuto il dubbio a qualcuno che la polimialgia derivasse da tossicità da ciproxin (fluorchinolonici) per cui, invece di intossicarla di antibiotico avrebbero dovuto subito sospendere quella classe di antibiotici? Credo che invece di inseguire ora un batterio ora l'altro, tra l'altro scassando tutto il microbiota (intestinale e urinario) con ciò che ne consegue in termini infiammatorio-immuno-regolativi, e invece di cercare di abbattere una infiammazione che potrebbe essere iatrogena, sia il caso di fermarsi, detossificare l'organismo e poi rivedere con attenzione e calma la situazione generale (epato-metabolico-ossidativa, nutrizionale, ormonale, ecc.) e renale per poi decidere sul come agire.

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