Sono una ragazza di 28 anni e soffro di appendicopatia cronica. Nell’arco di un anno e mezzo ho avut

Sono una ragazza di 28 anni e soffro di appendicopatia cronica. Nell’arco di un anno e mezzo ho avuto tre episodi: i primi due piuttosto acuti, mentre il terzo sono riuscita a riconoscerlo in anticipo, prima della comparsa del dolore intenso, e l’ho gestito assumendo Augmentin. Ho effettuato ecografia transvaginale, esami del sangue ed ecografia addominale dopo visita chirurgica, che hanno confermato la diagnosi di appendicopatia cronica. Attualmente sono in attesa di una nuova visita chirurgica, fissata per fine giugno. Considerando che dagli esami risulta un’appendice di 7,5 mm con pareti ispessite di 3 mm, è sicuro attendere così tanto tempo prima della visita, oppure sarebbe opportuno anticiparla? Grazie.

3 risposte


State che suppongo siano state eliminate ragioni annessiali (ovariche o da ciclo), vale la pena verificare se non si tratti di un risentimento appendicolare da disfunzione intestinale che va risolta con un migliore equilibrio nutrizionale. Ovvio che ove ci sia febbre consistente e dolore acuto locale può sempre rivolgersi al PS dove potrebbero operarla. In fondo è in Italia e il 95% delle appendicectomie si è sempre rivelato inutile.

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Salve tenendo conto della sua situazione clincia descritta in breve le consiglierei di effettuare l'intervento chirurgico mini invasivo di appendicectomia (rimozione dellìappendice) e non aspettare più tempo perchè molto probabilmente avrà un altro attacco in futuro. In bocca al lupo

Prof. Luigi Angrisani

Prof. Luigi Angrisani

chirurgo generale

Caserta

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Buongiorno. Un'appendice di 7,5 mm con parete ispessita di circa 3 mm può essere compatibile con un processo infiammatorio, ma le sole dimensioni ecografiche non permettono di stabilire né la gravità né l'urgenza dell'intervento: devono essere correlate ai sintomi, agli esami ematici e agli altri reperti ecografici. Nel suo caso, però, mi sembra particolarmente importante un altro elemento: riferisce tre episodi in circa un anno e mezzo, due dei quali piuttosto importanti. Una sintomatologia appendicolare ricorrente merita quindi una valutazione chirurgica per discutere anche l'eventualità di un'appendicectomia laparoscopica programmata, piuttosto che continuare a trattare autonomamente eventuali nuovi episodi con antibiotici. Se attualmente sta completamente bene, senza dolore, febbre, nausea o alterazioni degli esami, non sembra esserci un'indicazione a un intervento urgente sulla base delle sole misure che riporta. Tuttavia, se per “fine giugno” intende attendere molti mesi, cercherei di anticipare la visita chirurgica, proprio per la ricorrenza degli episodi e per definire con calma una strategia prima di un'eventuale nuova riacutizzazione. Un punto importante: in caso di nuova comparsa di dolore, soprattutto in basso a destra, non inizierei autonomamente Augmentin per bloccare l'episodio. L'antibiotico può attenuare temporaneamente i sintomi senza chiarire cosa stia realmente accadendo. Sarebbe preferibile farsi valutare durante l'episodio, con visita ed eventuali esami/imaging. Se comparissero dolore crescente e persistente in fossa iliaca destra, febbre, nausea o vomito, importante dolorabilità dell'addome o peggioramento delle condizioni generali, non aspetterei la visita programmata ma mi rivolgerei al Pronto Soccorso. In sintesi: se ora è asintomatica non parlerei di emergenza, ma con tre episodi già verificatisi anticiperei, se possibile, la valutazione chirurgica senza attendere diversi mesi.

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